02/10/2026
SANITÀ BARI-BAT, CISL FP: «SOLO 42 INFERMIERI E 19 OSS DA DISTRIBUIRE IN TUTTA LA REGIONE: COSÌ I CONCORSI UNICI DIVENTANO UNA CHIMERA»
I continui rinvii e la bozza di DGR in circolazione allarmano sindacati e lavoratori. Mettere il bilancio al primo posto rischia di produrre conseguenze pesanti: senza correttivi, la stabilizzazione sarà un'illusione per molti e, alla scadenza del contratto, una quota consistente di precari rimarrà a casa. La delibera di Giunta ha subordinato a preventiva autorizzazione regionale praticamente ogni movimento: dalle procedure concorsuali già concluse entro aprile 2026, alle assunzioni necessarie per i LEA, fino ai piani aziendali e a qualsiasi atto che comporti spesa di personale. In questo quadro, non si comprende quale futuro spetti ai grandi concorsi unici regionali, che avrebbero dovuto garantire l'assunzione di 1.000 infermieri e 1.000 Operatori Socio-Sanitari.
A denunciarlo con forza è il segretario territoriale della CISL FP Bari Giovanni Stellacci che nelle ultime ore ha raccolto il malumore e la rabbia dei tanti precari che attendevano l'assunzione a tempo indeterminato, oltre che dei candidati in attesa delle selezioni.
“Ci aspettavamo più risorse destinate a infermieri, OSS e alle altre professioni sanitarie», sottolinea Stellacci. «Ci troviamo di fronte a un contesto storicamente segnato da piante organiche sottodimensionate e dalla necessità impellente di attivare nuove prestazioni per la cittadinanza. Si pretende che anche le strutture territoriali siano operative H24, ma nei fatti la forza lavoro non viene incrementata: con quale personale s'intende farle funzionare? I limiti di spesa continuano a prevalere sulla cronica carenza di organico e chi lavora nelle corsie deve arrangiarsi come può»”
Il Segretario rimarca con amarezza la sproporzione dei numeri: “Parlare di soli 42 infermieri e 19 Operatori Socio-sanitari da distribuire per l’intera Regione Puglia è emblematico. L’area dell’emergenza-urgenza è in sofferenza, la medicina territoriale non ha mai ricevuto i dovuti innesti e molti servizi d'eccellenza devono ricorrere ad espedienti e salti di riposo per coprire i buchi. Come se non bastasse, anche il ricorso alle prestazioni aggiuntive — indispensabili per ridurre le liste d’attesa e garantire le cure minime — subirà una progressiva e drastica riduzione”.
Il documento ha diffuso un clima di forte tensione e sfiducia tra gli operatori. Un malcontento trasversale che unisce chi lavora a termine nelle province di Bari e Bat senza chance di stabilizzazione e i tantissimi aspiranti bloccati dall'ennesimo stallo delle procedure selettive. Vale la pena ricordare un elemento fondamentale: la stabilizzazione consiste esclusivamente nel modificare la natura giuridica del contratto di chi già lavora all'interno della struttura sanitaria — trasformandolo da tempo determinato a tempo indeterminato —, senza che questo comporti un incremento reale dei dipendenti in servizio.
Giovanni Stellacci ribadisce con fermezza la linea della Cisl Fp: «La situazione è davvero critica e auspichiamo correttivi profondi alla bozza di DGR. Sia chiaro: tutela della salute e sicurezza sul lavoro vengono prima di tutto, non tollereremo alcuna violazione dei diritti contrattuali. Il sistema sanitario pugliese non può continuare a reggersi solo sul sacrificio e sull'abnegazione di un personale ormai allo stremo. Serve un piano straordinario di assunzioni reali. Garantire prestazioni di qualità senza un adeguato contingente umano è impossibile: mentre i lavoratori soffrono in corsia, i cittadini sono costretti a mettere mano ai propri risparmi per curarsi nel privato».