La forza delle donne

La forza delle donne La é un movimento nato sul V municipio (con Krizia Colaianni) prettamente al femminile ma sostenuto da tanti uomini.

Composto da donne che ci mettono la faccia, mamme e non, lavoratrici e disoccupate che vivono il nostro territorio.

31/05/2026

I servizi sociali hanno detto che la bimba avrebbe dovuto abituarsi al nuovo compagno della mamma; poi tolgono i figli a chi se ne prende cura 🤬

Anche la Forza delle Donne partecipa alla Race for cure ❤️
16/05/2026

Anche la Forza delle Donne partecipa alla Race for cure ❤️

05/05/2026

Studio Legale Desogus

Nel processo per maltrattamenti in famiglia, la forma è sostanza.

La Cassazione (sent. n. 14172/2026) ha chiarito un punto decisivo: le dichiarazioni della persona offesa, se raccolte senza integrale registrazione audiovisiva o fonografica nei casi di particolare vulnerabilità, possono diventare inutilizzabili.

Non è un formalismo.
È diritto di difesa.
Ed è, insieme, garanzia per tutti.

La riforma Cartabia ha imposto regole più rigorose quando si ascolta una persona offesa vulnerabile: non basta più il “verbale riassuntivo” redatto dall’operatore.
In determinati casi, la legge pretende che quelle dichiarazioni siano documentate integralmente.
Per una ragione semplice: in aula non conta solo cosa si dice, ma come lo si dice, in quale contesto, con quali esitazioni, con quali sollecitazioni.

Chi difende lo sa bene: una parola verbalizzata male può alterare il senso di un intero processo.

Ma attenzione: questo principio non indebolisce la tutela della vittima.
La rafforza.
Perché una prova raccolta bene protegge davvero.
Una prova raccolta male espone il procedimento a nullità, inutilizzabilità e, spesso, al rischio di un esito processuale fragile.

In studio capita più spesso di quanto si creda:
– dichiarazioni decisive raccolte in modo sommario;
– sommarie informazioni verbalizzate senza adeguata documentazione;
– atti apparentemente solidi che, alla verifica processuale, mostrano vizi profondi.

È qui che il processo si decide davvero: non nel clamore dell’accusa, ma nella tenuta tecnica della prova.

Il diritto penale non si misura nelle impressioni.
Si misura negli atti.
E gli atti, prima di essere letti, vanno saputi controllare.

È anche questo il compito di un difensore: non inseguire il rumore, ma verificare la regolarità della prova, la legalità del metodo, la tenuta del procedimento.

Perché nel processo penale la differenza, spesso, non la fa ciò che si afferma.
La fa ciò che si può dimostrare.

La verità prima o poi verrà a galla!Continuiamo ad avere fiducia nella nostra Presidente.
26/04/2026

La verità prima o poi verrà a galla!
Continuiamo ad avere fiducia nella nostra Presidente.

Nei giorni scorsi è stata condannata ad un anno e quattro mesi di reclusione per stalking e minacce nei confronti dell’ex marito. È imputata a Roma per stalking e diffamazione verso la criminologa Roberta Bruzzone

Li ha buttati di sotto uno dopo l'altro, il più piccolo di 4 mesi, quello di 4 anni e l'ultima di 6. Poi si è gettata an...
23/04/2026

Li ha buttati di sotto uno dopo l'altro, il più piccolo di 4 mesi, quello di 4 anni e l'ultima di 6. Poi si è gettata anche lei. Sono tutti morti, tranne la bimba più grande che lotta per farcela in un lettino d'ospedale. Non so cosa sia passato per la testa a questa donna. Una delle poche cose che si conoscono di lei, a parte che era una persona tranquilla e religiosa, è che soffriva di depressione post partum dopo la nascita dell'ultimo bambino.
Non ce l'ha fatta, e ha scelto la soluzione più dolorosa e orribile. Ha cancellato chi aveva generato e se stessa. Senza che nessuno abbia capito cosa stava succedendo nel suo animo. Perchè la depressione non è qualcosa che si sbandiera, m***a dentro e se non hai nessuno intorno che se ne accorge, dai familiari ai servizi sociali alle politiche per sostenere chi è più fragile, continua la sua inesorabile discesa per portarti sempre più in basso.
Resta sull'asfalto un ciuccio rosso, che aveva in bocca nel suo ultimo volo chi la vita non ha saputo nemmeno cosa fosse.

(Simona Tagliaventi)

14/04/2026

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Sito ufficiale di INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)

Sabato 18 aprile saremo presenti presso l’IISS “Pertini Anelli Pinto” di Turi per parlare con diversi esperti del reato ...
14/04/2026

Sabato 18 aprile saremo presenti presso l’IISS “Pertini Anelli Pinto” di Turi per parlare con diversi esperti del reato autonomo di femminicidio.

13/04/2026

PER GENITORI E BAMBINI – DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE!

Dopo aver buttato lo zaino in un angolo dell’ingresso, Martina (13 anni) prese uno snack e si collegò subito. Vide che il suo amico virtuale, «Ombra_92», era online. Si affrettò a scrivergli:

Luna_Blu: Ciao! Sono contenta che ci sei. Oggi a scuola ho avuto una sensazione strana, come se qualcuno mi stesse seguendo. Troppo strano!

Ombra_92: Ahah, guardi troppe serie poliziesche. Perché qualcuno ti dovrebbe seguire? Abiti in un quartiere tranquillo, no?

Luna_Blu: Sì, certo. Sarà stata solo la mia immaginazione. Mdr.

Ombra_92: Finché non dai il tuo vero nome a nessuno online… non l’hai fatto, vero?

Luna_Blu: Certo che no. Non sono scema!

Ombra_92: Oggi avevate allenamento di pallamano dopo scuola?

Luna_Blu: Sì, ed è stato fantastico! Abbiamo vinto la nostra partita di allenamento!

Ombra_92: Fantastico! Come si chiama il tuo club?

Luna_Blu: Siamo all’«H.B.C. San Giorgio». Le nostre nuove magliette sono super stilose.

Ombra_92: E tu giochi in che ruolo?

Luna_Blu: Ala sinistra. Oh, devo andare, devo finire i compiti prima che i miei genitori tornino a casa verso le 19. Ci sentiamo dopo!

Ombra_92: Ok, a dopo.

Nel frattempo, l’uomo dietro il nickname «Ombra_92» stava raccogliendo informazioni. Sapeva già molto su Martina, senza che lei sospettasse nulla. Sapeva che aveva 13 anni e che viveva a San Giorgio. Sapeva che era sola a casa fino alle 19:00. Sapeva che giocava ala sinistra nel club locale. Pezzo dopo pezzo, lei gli aveva dato tutte le informazioni. Adesso aveva abbastanza dettagli per rintracciarla.

Il giovedì successivo, all’allenamento in palestra, Martina aveva quasi dimenticato quella sensazione di disagio. All’improvviso, sentì uno sguardo pesante sulle spalle dalla tribuna.

Un uomo era appoggiato al corrimano e sorrideva quando lei lo guardò. Non sembrava minaccioso, così scacciò la paura. Alla fine della seduta, mentre usciva dagli spogliatoi, lui le fece un cenno amichevole. Lei ricambiò il sorriso educatamente.

Quello che non sapeva era che aveva appena letto il suo nome sulla maglietta. Ora l’aveva trovata davvero.

Silenziosamente, la seguì a distanza di sicurezza fino a casa. Una volta trovata l’abitazione, tornò tranquillamente alla sua auto.

Più tardi, la sera, Martina sentì delle voci nel salotto. «Martina, vieni giù per favore!» chiamò suo padre. La voce era insolita, severa. Scese le scale e si bloccò. L’uomo della palestra era seduto sul divano, di fronte ai suoi genitori.

«Siediti», disse suo padre. «Quest’uomo ci ha raccontato una storia molto interessante su di te.» Martina era confusa e terrorizzata. Come poteva quest’uomo sapere qualcosa su di lei?

«Sai chi sono, Martina?» chiese l’uomo con voce calma.
«No», sussurrò lei.
«Sono il Commissario Valabrègue. Ma forse mi conosci meglio con il nickname… Ombra_92.»

Martina spalancò gli occhi, senza fiato.
«Impossibile! Ombra_92 è un ragazzino di 14 anni che vive a Firenze!»

L’uomo accennò un sorriso triste. «Lo so, è quello che ti avevo detto. Ma non era vero. Su Internet ci sono persone che fingono di essere bambini. Alcuni lo fanno per fare del male. Io faccio parte di un’unità speciale della Polizia, la Sezione Protezione Minori. Il mio lavoro è proteggere i bambini dai predatori.»

Si chinò leggermente verso di lei. «Sono qui per mostrarti quanto sia stato facile rintracciarti. Mi hai dato la tua città, il club, il ruolo che giochi. Il tuo nome sulla maglietta ha fatto il resto.»

Martina tremava.
«Non vivi quindi a Firenze?»
«No», rispose lui. «Abito nella città vicina. Ti sentivi al sicuro perché pensavi che fossi lontano, vero?» Lei annuì, con le lacrime agli occhi.

«Una ragazza di un’altra zona non ha avuto la tua fortuna. È stata rintracciata da qualcuno che non voleva il suo bene, mentre era sola in casa. Ci insegnano a non parlare con gli sconosciuti per strada, ma su Internet apriamo la porta di casa senza accorgercene. Spero che tu abbia capito la lezione. Promettimi di essere più prudente e di avvertire le tue amiche.»

«Lo prometto!» singhiozzò Martina.

Anche se non avete figli, fatelo leggere ad amici, parenti o colleghi che hanno bambini o nipoti. Parlate con i vostri figli dei veri pericoli di Internet. Proteggiamoli.

L’ Associazione La Forza delle Donne augura una Santa Pasqua a tutte le famiglie e che la pace sia sempre nei cuori di t...
05/04/2026

L’ Associazione La Forza delle Donne augura una Santa Pasqua a tutte le famiglie e che la pace sia sempre nei cuori di tutti

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Bari
70127

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