05/09/2026
5 settembre 1980
Viene dismesso alla Brigham Young University l’ultimo IBM 7030, conosciuto come STRETCH, uno dei computer più innovativi e ambiziosi della prima era dei supercomputer.
Il progetto era stato avviato da IBM nel 1955 con l’obiettivo di realizzare una macchina da 100 a 200 volte più potente dei computer allora disponibili. Il principale cliente era il Los Alamos Scientific Laboratory, impegnato nella ricerca sulle armi nucleari. Il primo STRETCH fu consegnato nel 1961.
Il 7030 introdusse numerose innovazioni. Fu il primo supercomputer IBM basato sui transistor anziché sui tubi termoionici e disponeva di veloci unità disco ad accesso casuale, con capacità di 32 MB, e di 2 MB di memoria a nuclei magnetici.
Particolarmente importanti furono le innovazioni architetturali: il pipelining, che permetteva di sovrapporre diverse fasi dell’elaborazione, e il look-ahead, attraverso il quale la macchina poteva preparare e decodificare istruzioni successive mentre quelle precedenti erano ancora in esecuzione. Il sistema poteva inoltre eseguire contemporaneamente più programmi.
STRETCH, tuttavia, non raggiunse l’ambizioso obiettivo prestazionale iniziale: invece delle 100 volte previste, risultò circa 30–40 volte più veloce dei sistemi di riferimento. IBM fu costretta a ridurne drasticamente il prezzo e il progetto non ebbe il successo commerciale sperato.
Una versione profondamente modificata, denominata IBM 7950 Harvest, fu realizzata per la National Security Agency e utilizzata per attività di crittoanalisi.
Nonostante il risultato commerciale deludente, STRETCH lasciò un’eredità tecnologica enorme: molte delle sue innovazioni architetturali e di progettazione confluirono nei successivi sistemi IBM, contribuendo anche allo sviluppo della famiglia System/360.
Il 5 settembre 1980, con la dismissione dell’ultimo esemplare alla Brigham Young University, si chiudeva così il capitolo operativo di una delle macchine che avevano contribuito a “stirare” i limiti dell’informatica degli anni Sessanta.
Fonte: computerhistory.org
Foto by computer-history.info