Apulia Retrocomputing - OdV

Apulia Retrocomputing - OdV Associazione pioniera in Puglia, nata nel 2013 per valorizzare e preservare la memoria dell’informatica e dell’elettronica storica.
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Un punto di incontro per appassionati e curiosi, sita a Bari, nel quartier generale di Via Brigata Bari 1/13. L'organizzazione di volontariato Apulia Retrocomputing, con sede a Bari, ha lo scopo di recuperare, restaurare, preservare, condividere e divulgare conoscenze e materiale inerente la Storia dell’Informatica e dell'Elettronica, promuovere ed organizzare l’apertura in Puglia di un “Museo dell’Informatica e dell'Elettronica”.

Il 5 giugno 2002 Mozilla Foundation rilascia ufficialmente Mozilla 1.0, il primo browser completo nato dall’eredità del ...
05/06/2026

Il 5 giugno 2002 Mozilla Foundation rilascia ufficialmente Mozilla 1.0, il primo browser completo nato dall’eredità del progetto Netscape e sviluppato secondo i principi dell’open source. L’evento segna una tappa fondamentale nella storia del web, perché introduce un’alternativa libera e standardizzata ai browser proprietari dominanti dell’epoca.

La base tecnologica del progetto è Gecko (layout engine), un motore di rendering open source progettato per garantire compatibilità con gli standard del World Wide Web e una maggiore stabilità nella visualizzazione delle pagine. Questa scelta contribuisce in modo decisivo alla diffusione di un web più interoperabile e meno dipendente da soluzioni proprietarie.

Il rilascio di Mozilla 1.0 rappresenta anche un cambiamento culturale: il browser non è più solo uno strumento di navigazione, ma diventa una piattaforma modulare e collaborativa, sviluppata da una comunità globale di programmatori. Questo modello favorisce innovazione rapida, trasparenza del codice e miglioramento continuo.

Nel contesto dei primi anni 2000, dominati da Internet Explorer, Mozilla introduce una nuova competizione tecnologica che porterà negli anni successivi alla nascita di browser moderni come Firefox.

Fonte: webdesignmuseum.org

Il 5 giugno 1995 il settimanale Time dedica la sua copertina a Bill Gates, riconoscendo il ruolo centrale del fondatore ...
05/06/2026

Il 5 giugno 1995 il settimanale Time dedica la sua copertina a Bill Gates, riconoscendo il ruolo centrale del fondatore di Microsoft nella trasformazione dell’industria informatica globale. In quegli anni, Microsoft è ormai una delle aziende più influenti del settore e sta per lanciare uno dei prodotti destinati a cambiare profondamente il modo di utilizzare i computer: Windows 95, reso disponibile due mesi dopo.

Questa copertina non è solo un riconoscimento personale, ma il simbolo di un passaggio storico: il software diventa il vero centro dell’innovazione tecnologica e dell’economia digitale. Gates incarna l’ascesa del modello del “personal computing” su larga scala, in cui sistemi operativi e interfacce grafiche rendono il computer sempre più accessibile al grande pubblico.

Il contesto del 1995 è quello di una rapida espansione dell’informatica domestica e aziendale, con la diffusione dei PC compatibili e l’inizio della crescita di Internet come rete globale. Windows 95 rappresenterà infatti un punto di svolta grazie all’introduzione di un’interfaccia più intuitiva, del menu Start e di una maggiore integrazione tra hardware e software.

L’importanza storica dell’evento commemorato sta quindi nella piena maturazione dell’industria del personal computer: la figura di Gates sulla copertina di Time segna simbolicamente l’ingresso dell’informatica nella cultura di massa, mentre il lancio imminente di Windows 95 consolida il predominio dei sistemi operativi grafici e prepara il terreno all’era digitale contemporanea.

Il 5 giugno 1977 viene messo in vendita il primo Apple II, uno dei dispositivi più importanti nella storia dell’informat...
05/06/2026

Il 5 giugno 1977 viene messo in vendita il primo Apple II, uno dei dispositivi più importanti nella storia dell’informatica personale. Progettato da Apple Inc., il sistema segna un punto di svolta decisivo: per la prima volta un computer non è più uno strumento riservato a laboratori, università o grandi aziende, ma diventa un prodotto pensato per l’uso domestico e professionale su larga scala.

L’Apple II è dotato di una CPU con frequenza di 1 MHz e viene commercializzato al prezzo di 1.298 dollari, una cifra significativa ma accessibile rispetto ai sistemi precedenti. La sua architettura relativamente semplice, unita a una forte attenzione all’usabilità, lo rende uno dei primi veri “personal computer” di successo commerciale.

Il suo impatto storico è enorme: l’Apple II contribuisce a trasformare il computer da macchina specialistica a strumento quotidiano, aprendo la strada alla diffusione dell’informatica negli uffici, nelle scuole e nelle case. La possibilità di eseguire programmi, gestire dati e utilizzare software applicativi direttamente da una scrivania domestica rappresenta una rivoluzione culturale oltre che tecnologica.

Il successo del sistema dimostra anche la nascita di un nuovo mercato, quello del personal computing, che negli anni successivi vedrà una crescita rapidissima e la comparsa di numerosi concorrenti. L’Apple II, grazie alla sua espandibilità e alla disponibilità di software, diventa una piattaforma di riferimento per sviluppatori e utenti, influenzando profondamente la progettazione dei computer successivi.

In prospettiva storica, il 5 giugno 1977 segna quindi l’inizio di una nuova era: quella in cui il computer entra stabilmente nella vita quotidiana delle persone, diventando uno strumento accessibile, creativo e produttivo, e ponendo le basi della società digitale contemporanea.

Nel 1987 il Cambridge Z88 rappresenta una delle interpretazioni più radicali e minimaliste del computer portatile degli ...
04/06/2026

Nel 1987 il Cambridge Z88 rappresenta una delle interpretazioni più radicali e minimaliste del computer portatile degli anni ’80. Creato da Clive Sinclair, non punta alla potenza né alla complessità, ma a una forma estrema di portabilità personale: un computer leggero, silenzioso e pensato per la scrittura e la produttività essenziale.

Il suo design è sorprendentemente moderno per l’epoca. Sottile, leggerissimo e con una tastiera completa, il Z88 può funzionare per molte ore con semplici batterie AA. Non utilizza un display grafico avanzato, ma uno schermo LCD a righe che privilegia la chiarezza del testo e il basso consumo energetico. Tutto è progettato per ridurre al minimo il peso e massimizzare l’autonomia.

Dal punto di vista software, integra un sistema operativo proprietario con strumenti per scrittura, gestione file e programmazione BASIC. L’obiettivo non è replicare un PC da scrivania, ma offrire un ambiente immediato e portatile per prendere appunti, scrivere testi e lavorare in mobilità.

La sua importanza storica sta proprio in questa filosofia: il computer come “compagno personale” leggero e sempre disponibile. In un’epoca in cui molti portatili sono ancora ingombranti e costosi, il Z88 dimostra che la vera innovazione può essere anche la semplicità estrema.

Pur non avendo avuto una diffusione enorme, il Cambridge Z88 rimane un’icona del design minimalista e uno dei primi esempi concreti di ultramobilità nel computing, anticipando idee che ritroveremo molti anni dopo nei dispositivi ultraportatili e nei notebook ultra-leggeri.

Nel 1985 il Bondwell 2 rappresenta uno dei primi tentativi di rendere davvero “personale” il computer portatile, in un’e...
03/06/2026

Nel 1985 il Bondwell 2 rappresenta uno dei primi tentativi di rendere davvero “personale” il computer portatile, in un’epoca in cui la maggior parte delle macchine trasportabili era ancora pesante, costosa e pensata soprattutto per il mondo professionale.

Il Bondwell 2 si distingue perché è sorprendentemente compatto e, soprattutto, più accessibile rispetto a molti concorrenti. Basato sul sistema operativo CP/M, offre un ambiente già maturo per la produttività dell’epoca, con strumenti per scrittura, programmazione e gestione dati. Non è un sistema IBM PC compatibile, ma proprio questa scelta lo rende più semplice e leggero, ottimizzato per la mobilità.

Dal punto di vista hardware, integra uno schermo LCD, memoria interna e un design a “clamshell” che richiama l’idea moderna del laptop. Può funzionare a batterie, rendendolo uno dei primi computer realmente utilizzabili fuori dall’ufficio senza dipendere costantemente dalla corrente elettrica.

La sua importanza storica non risiede nella potenza o nella diffusione di massa, ma nel posizionamento: il Bondwell 2 dimostra che esiste spazio per un portatile economico, personale e orientato alla mobilità quotidiana, non solo per aziende o utenti specializzati.

In questo senso, anticipa una direzione che diventerà centrale negli anni successivi: il computer portatile non come macchina d’élite, ma come strumento individuale accessibile. Anche se oggi è poco ricordato, il Bondwell 2 resta un tassello interessante nella transizione verso il laptop moderno.

Foto: retrotinkerer.wordpress.com

Domenica 7 giugno 2026, dalle 10:00 alle 20:00, l'associazione apre le porte a tutti gli appassionati e curiosi del mond...
02/06/2026

Domenica 7 giugno 2026, dalle 10:00 alle 20:00, l'associazione apre le porte a tutti gli appassionati e curiosi del mondo dell'informatica e dei videogiochi storici.

Durante la giornata sarà possibile visitare la collezione di computer e console d'epoca, scoprire da vicino le tecnologie che hanno segnato intere generazioni e provare molte delle macchine esposte.

I soci saranno presenti per accompagnare i visitatori, raccontare la storia dei sistemi esposti e presentare le attività culturali e divulgative dell'associazione.

L'appuntamento è a Bari, in via Brigata e Divisione Bari 1/13. Vi aspettiamo per una giornata dedicata alla storia della tecnologia, alla condivisione e alla passione per il retrogaming e l'informatica.

Nel giugno 1953 viene pubblicata una fotografia divenuta simbolica per la storia dell’informatica, che ritrae Connie Hod...
02/06/2026

Nel giugno 1953 viene pubblicata una fotografia divenuta simbolica per la storia dell’informatica, che ritrae Connie Hodgson di Syracuse, New York, una delle sei persone coinvolte in una curiosa competizione tra abilità umane e potenza di calcolo: la sfida contro il computer OARAC (Office of Air Research Automatic Computer), realizzato da General Electric.

L’evento, apparentemente aneddotico, rappresenta in realtà un momento significativo della prima era dei computer elettronici. L’OARAC era una macchina basata su tecnologia a valvole termoioniche, composta da migliaia di tubi a vuoto e diodi, con una struttura imponente e complessa. La sezione centrale ospitava il pannello di controllo e le prime unità a nastro, mentre il sistema complessivo richiedeva circa 23 kW di potenza e includeva una memoria a tamburo magnetico da 10.000 parole. Nonostante le dimensioni e il consumo energetico elevati, il sistema era in grado di eseguire operazioni aritmetiche in circa 4 millisecondi.

La sfida proposta ai concorrenti umani consisteva nel calcolo del quadrato del numero 8645392175, con risultato 74742805859551230625. Nessuno dei partecipanti riuscì a fornire la risposta corretta, e le soluzioni ottenute differivano tra loro, evidenziando i limiti del calcolo manuale anche in compiti relativamente semplici ma soggetti a errori. La stessa Connie Hodgson fu la più vicina al risultato esatto, mancando un solo passaggio intermedio, con uno scarto di circa 10^12 rispetto al valore corretto.

L’episodio, documentato su Popular Mechanics nel giugno 1953, mette in luce un passaggio cruciale nella percezione pubblica dei computer: da strumenti sperimentali e ingombranti a macchine capaci di superare l’essere umano in velocità e precisione nei calcoli numerici. La gara simbolica tra uomo e macchina anticipa un tema centrale della seconda metà del XX secolo, ovvero la progressiva automazione del calcolo scientifico e ingegneristico.

Nel giugno 1971 Henry Gouraud, allora dottorando presso la University of Utah College of Engineering, pubblica sulla riv...
01/06/2026

Nel giugno 1971 Henry Gouraud, allora dottorando presso la University of Utah College of Engineering, pubblica sulla rivista IEEE Transactions on Computers l’articolo “Continuous shading of curved surfaces” (pp. 623–629), destinato a diventare una pietra miliare della computer grafica. In questo lavoro introduce infatti il cosiddetto algoritmo di ombreggiatura Gouraud, uno dei primi metodi efficienti per rendere le superfici tridimensionali più realistiche.

Il problema affrontato riguarda la rappresentazione della luce su modelli poligonali, in un’epoca in cui la potenza di calcolo era estremamente limitata. L’idea innovativa di Gouraud consiste nel calcolare l’intensità luminosa solo sui vertici dei poligoni, tenendo conto dell’interazione tra luce ambientale, angolo di incidenza e posizione dell’osservatore, per poi interpolare i valori lungo tutta la superficie. Questo approccio permette di simulare superfici curve e continuità visiva senza dover aumentare la complessità geometrica del modello.

Il risultato è un notevole miglioramento del realismo grafico con un costo computazionale ridotto, caratteristica fondamentale per i sistemi dell’epoca. L’ombreggiatura Gouraud rappresenta quindi una soluzione elegante al compromesso tra qualità visiva e prestazioni, aprendo la strada a tecniche successive più avanzate come l’ombreggiatura Phong e i moderni shader.

Nello stesso periodo, Gouraud realizza anche una delle prime rappresentazioni computerizzate di un volto umano, utilizzando come modello sua moglie Sylvie Gouraud. Queste immagini dimostrano concretamente l’efficacia del metodo e segnano uno dei primi tentativi di ottenere realismo fotografico in computer grafica.

L’importanza storica dell’algoritmo di Gouraud è enorme: esso ha contribuito a definire i principi fondamentali del rendering tridimensionale e ha reso possibile l’evoluzione della grafica digitale verso applicazioni sempre più realistiche, dai videogiochi ai sistemi di simulazione scientifica e industriale.

Il 31 maggio 1932 nasce a Prescott, negli Stati Uniti, Jay Glenn Miner, una delle figure più influenti nella progettazio...
31/05/2026

Il 31 maggio 1932 nasce a Prescott, negli Stati Uniti, Jay Glenn Miner, una delle figure più influenti nella progettazione hardware dell’era dei personal computer e dei sistemi di intrattenimento digitale. In un periodo in cui l’elettronica stava ancora definendo i propri linguaggi e standard, Miner contribuì in modo decisivo a trasformare i circuiti integrati in strumenti capaci di generare esperienze multimediali complesse e accessibili.

La sua carriera è strettamente legata ad alcuni dei sistemi più iconici della storia dell’informatica. Alla Atari, Miner guidò lo sviluppo della console Atari VCS (Atari 2600), progettando il Television Interface Adaptor (TIA), un chip fondamentale che rese possibile la gestione grafica e sonora dei primi videogiochi domestici. Successivamente contribuì alla realizzazione dei computer Atari a 8 bit, che rappresentarono un passo importante nella diffusione dell’informatica personale.

Il suo contributo più rivoluzionario arrivò però con la creazione di “Lorraine”, il prototipo che avrebbe dato origine all’Amiga Corporation e al celebre Commodore Amiga 1000, dopo l’acquisizione da parte di Commodore International. Il progetto Amiga introdusse soluzioni avanzate per l’epoca, come grafica e audio multitasking altamente evoluti, anticipando concetti che diventeranno standard nei sistemi multimediali moderni.

Il 31 maggio 1926 nasce a Budapest John George Kemeny (Kemény János György), figura centrale nella storia dell’informati...
31/05/2026

Il 31 maggio 1926 nasce a Budapest John George Kemeny (Kemény János György), figura centrale nella storia dell’informatica moderna. Matematico e docente, dopo l’emigrazione negli Stati Uniti diventa assistente di Albert Einstein a Princeton e successivamente professore al Dartmouth College, dove avviene il suo contributo più rivoluzionario.

Nel 1964, insieme a Thomas Eugene Kurtz, Kemeny co-inventa il linguaggio di programmazione BASIC (Beginner’s All purpose Symbolic Instruction Code), sviluppato sul calcolatore GE-225. L’obiettivo era innovativo per l’epoca: rendere la programmazione accessibile anche a chi non fosse specialista, introducendo un linguaggio semplice, intuitivo e adatto alla didattica. Il BASIC rappresenta quindi una svolta culturale prima ancora che tecnica, perché apre l’informatica a studenti, ricercatori e utenti non professionisti.

La sua diffusione fu rapidissima. Negli anni ’70 e ’80 il BASIC diventa il linguaggio “di ingresso” per intere generazioni di programmatori, integrato nei microcomputer e negli home computer come Apple II, Commodore 64, ZX Spectrum e MSX. Versioni successive, come il Microsoft BASIC sviluppato da Bill Gates, Paul Allen e Monte Davidoff, contribuirono a consolidarne il ruolo anche nell’era dei primi personal computer e del sistema MS-DOS.

Sebbene nel tempo siano emersi linguaggi più potenti e strutturati, il BASIC ha avuto un’importanza storica decisiva: ha democratizzato l’accesso alla programmazione, ha favorito la diffusione dell’informatica nelle scuole e ha contribuito alla nascita di una cultura digitale diffusa. La sua semplicità, inizialmente vista come limite, si è rivelata la chiave per l’espansione globale del pensiero computazionale.

Indirizzo

Via Brigata E Divisione Bari 1/13
Bari
70123

Orario di apertura

Martedì 18:30 - 22:00
Mercoledì 18:30 - 22:00
Venerdì 18:30 - 22:00
Sabato 18:30 - 22:00
Domenica 17:00 - 22:00

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