10/10/2026
10 ottobre 1980
Negli Stati Uniti debutta Pac-Man, la versione occidentale del celebre arcade creato da Namco e distribuito da Midway.
Il gioco era stato pubblicato in Giappone pochi mesi prima, nel luglio 1980, con il nome Puck Man. Midway ne acquisì i diritti per il mercato statunitense nell'ottobre dello stesso anno e il nome venne modificato in Pac-Man, anche per evitare che la parola “Puck” potesse essere facilmente alterata in una volgarità.
L'idea era nata da Tōru Iwatani, designer di Namco, che voleva creare qualcosa di diverso dai videogiochi dominati allora da guerre, astronavi e combattimenti. Il suo obiettivo era realizzare un gioco più immediato e divertente, capace di coinvolgere anche un pubblico femminile e le coppie.
L'ispirazione più famosa riguarda la forma del protagonista: Iwatani ha raccontato di aver guardato una pizza dalla quale era stata tolta una fetta e di aver visto in quella forma una bocca spalancata. Ma in seguito precisò che la storia era solo “metà” della spiegazione: contribuì anche il carattere giapponese 口 (kuchi), che significa “bocca” e che Iwatani decise di semplificare e arrotondare.
Il risultato era apparentemente semplicissimo: un personaggio giallo attraversa un labirinto, mangia pallini, evita quattro fantasmi e può temporaneamente trasformarsi da preda a predatore grazie alle power pellet.
Proprio questa semplicità si sarebbe rivelata rivoluzionaria. Pac-Man introdusse un protagonista riconoscibile, personaggi dotati di comportamenti differenti, intermezzi tra i livelli e un modo di giocare basato più sull'abilità e sulla strategia che sulla distruzione.
Il successo trasformò Pac-Man in qualcosa di molto più grande di un videogioco: merchandising, cartoni animati, musica, giocattoli e una presenza permanente nella cultura popolare. Lo Smithsonian lo considera il primo videogioco a generare un vero e proprio fenomeno di marketing di massa.