Apulia Retrocomputing - OdV

Apulia Retrocomputing - OdV Associazione pioniera in Puglia, nata nel 2013 per valorizzare e preservare la memoria dell’informatica e dell’elettronica storica.
(1)

Un punto di incontro per appassionati e curiosi, sita a Bari, nel quartier generale di Via Brigata Bari 1/13. L'organizzazione di volontariato Apulia Retrocomputing, con sede a Bari, ha lo scopo di recuperare, restaurare, preservare, condividere e divulgare conoscenze e materiale inerente la Storia dell’Informatica e dell'Elettronica, promuovere ed organizzare l’apertura in Puglia di un “Museo dell’Informatica e dell'Elettronica”.

5 settembre 1980Viene dismesso alla Brigham Young University l’ultimo IBM 7030, conosciuto come STRETCH, uno dei compute...
05/09/2026

5 settembre 1980

Viene dismesso alla Brigham Young University l’ultimo IBM 7030, conosciuto come STRETCH, uno dei computer più innovativi e ambiziosi della prima era dei supercomputer.

Il progetto era stato avviato da IBM nel 1955 con l’obiettivo di realizzare una macchina da 100 a 200 volte più potente dei computer allora disponibili. Il principale cliente era il Los Alamos Scientific Laboratory, impegnato nella ricerca sulle armi nucleari. Il primo STRETCH fu consegnato nel 1961.

Il 7030 introdusse numerose innovazioni. Fu il primo supercomputer IBM basato sui transistor anziché sui tubi termoionici e disponeva di veloci unità disco ad accesso casuale, con capacità di 32 MB, e di 2 MB di memoria a nuclei magnetici.

Particolarmente importanti furono le innovazioni architetturali: il pipelining, che permetteva di sovrapporre diverse fasi dell’elaborazione, e il look-ahead, attraverso il quale la macchina poteva preparare e decodificare istruzioni successive mentre quelle precedenti erano ancora in esecuzione. Il sistema poteva inoltre eseguire contemporaneamente più programmi.

STRETCH, tuttavia, non raggiunse l’ambizioso obiettivo prestazionale iniziale: invece delle 100 volte previste, risultò circa 30–40 volte più veloce dei sistemi di riferimento. IBM fu costretta a ridurne drasticamente il prezzo e il progetto non ebbe il successo commerciale sperato.

Una versione profondamente modificata, denominata IBM 7950 Harvest, fu realizzata per la National Security Agency e utilizzata per attività di crittoanalisi.

Nonostante il risultato commerciale deludente, STRETCH lasciò un’eredità tecnologica enorme: molte delle sue innovazioni architetturali e di progettazione confluirono nei successivi sistemi IBM, contribuendo anche allo sviluppo della famiglia System/360.

Il 5 settembre 1980, con la dismissione dell’ultimo esemplare alla Brigham Young University, si chiudeva così il capitolo operativo di una delle macchine che avevano contribuito a “stirare” i limiti dell’informatica degli anni Sessanta.

Fonte: computerhistory.org
Foto by computer-history.info

4 settembre 1927Nasce a Boston John McCarthy, uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale e uno degli informatici più...
04/09/2026

4 settembre 1927

Nasce a Boston John McCarthy, uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale e uno degli informatici più influenti del Novecento.

Dopo gli studi al California Institute of Technology e all’Università di Princeton, nel 1958, mentre lavorava al Massachusetts Institute of Technology, McCarthy sviluppò LISP, uno dei primi linguaggi di programmazione concepiti specificamente per la ricerca sull’intelligenza artificiale.

LISP, caratterizzato dalla sua particolare flessibilità nella manipolazione di simboli e strutture dati, divenne uno degli strumenti fondamentali della ricerca sull’AI e rimase per decenni uno dei linguaggi più utilizzati in questo campo.

Fu inoltre McCarthy a coniare nel 1956 il termine «artificial intelligence», in occasione della proposta per il celebre Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence, considerato l’evento fondativo della disciplina come campo di ricerca autonomo.

Dal 1962 McCarthy lavorò alla Stanford University, dove proseguì le sue ricerche sull’intelligenza artificiale, sul ragionamento automatizzato e sulla condivisione delle risorse informatiche.

La sua eredità è enorme: contribuì non solo a dare un nome all’intelligenza artificiale, ma anche a fornire alla nuova disciplina uno dei suoi strumenti di programmazione più importanti.

Nel 1965, Mary Allen Wilkes programmava un computer direttamente da casa, in un'epoca in cui l'idea di avere un calcolat...
03/09/2026

Nel 1965, Mary Allen Wilkes programmava un computer direttamente da casa, in un'epoca in cui l'idea di avere un calcolatore in un'abitazione privata sembrava quasi assurda.

Wilkes era entrata al MIT Lincoln Laboratory nel 1959, senza una formazione specifica in informatica. Inizialmente lavorò alla programmazione di sistemi come l'IBM 704 e l'IBM 709. Nel 1961 entrò nel gruppo guidato da Wesley Clark che stava sviluppando il LINC, il Laboratory INstrument Computer.

Il LINC era un sistema rivoluzionario per l'epoca: relativamente compatto, dotato di tastiera, display e memoria a nastro, era stato progettato per permettere agli scienziati, soprattutto nel campo della ricerca biomedica, di interagire direttamente con il computer durante gli esperimenti.

Wilkes ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo del software della macchina. Realizzò le prime versioni di LAP, il LINC Assembly Program, e nel 1965 sviluppò LAP6, un sistema interattivo che integrava editor, assembler, gestione dei file e strumenti per il debugging. LAP6 sarebbe stato distribuito ufficialmente nel 1967.

Ma la parte più sorprendente della sua storia riguarda proprio il luogo in cui lavorava.

Quando il gruppo LINC si trasferì alla Washington University di St. Louis, Wilkes rimase a Baltimora, nella casa dei suoi genitori. Un LINC fornito dal Computer Systems Laboratory della Washington University venne installato nel loro soggiorno, permettendole di continuare il lavoro da casa.

Una fotografia del luglio 1965 la mostra infatti seduta davanti al LINC, mentre programma nella propria abitazione.

Per questo motivo Mary Allen Wilkes è generalmente considerata la prima persona ad aver utilizzato un personal computer in una casa privata, anche se stabilire con assoluta certezza chi sia stato il primo è impossibile.

Era più di un decennio prima della diffusione dei personal computer commerciali e quando Apple e Microsoft non esistevano ancora.

La sua storia, però, non si concluse con l'informatica.

Wilkes aveva originariamente desiderato diventare avvocata, ma dopo il college era stata scoraggiata dai suoi mentori, che ritenevano la professione legale particolarmente difficile per una donna.

Dopo circa undici anni trascorsi nel mondo dell'informatica, nel 1972 entrò alla Harvard Law School. Conseguì la laurea in legge nel 1975 e intraprese una lunga carriera come avvocata, arrivando anche a insegnare alla Harvard Law School.

Mary Allen Wilkes contribuì così alla nascita dell'informatica interattiva e, quasi contemporaneamente, anticipò di oltre un decennio una delle immagini più familiari dell'era del personal computer: una persona seduta nel proprio soggiorno, davanti al suo computer, intenta a programmare.

Solo che lei lo faceva nel 1965.

3 settembre 1995Nasce AuctionWeb, il sito di aste online creato da Pierre Omidyar, programmatore statunitense nato a Par...
03/09/2026

3 settembre 1995

Nasce AuctionWeb, il sito di aste online creato da Pierre Omidyar, programmatore statunitense nato a Parigi da genitori iraniani.

Omidyar lancia il progetto durante il Labor Day weekend del 1995, inizialmente come esperimento personale. Il primo oggetto messo in vendita è un puntatore laser rotto, acquistato per 14,83 dollari da un collezionista.

Il successo dell'iniziativa cresce rapidamente e AuctionWeb si trasforma progressivamente in una vera piattaforma commerciale. Nel settembre 1997 il servizio viene ufficialmente rinominato eBay.

Quello che era nato come un piccolo esperimento personale diventerà uno dei pionieri dell'e-commerce e contribuirà a trasformare radicalmente il modo di comprare e vendere oggetti attraverso Internet.

1997IBM annuncia che il suo RS/6000 SP, un potente sistema di calcolo parallelo, ha raggiunto prestazioni del 58% superi...
02/09/2026

1997

IBM annuncia che il suo RS/6000 SP, un potente sistema di calcolo parallelo, ha raggiunto prestazioni del 58% superiori a quelle di Deep Blue, il supercomputer che pochi mesi prima aveva sconfitto Garry Kasparov in una storica sfida a scacchi.

Il confronto, però, non riguardava la capacità di giocare a scacchi, ma la pura potenza di calcolo. L’RS/6000 SP era infatti una piattaforma progettata per affrontare complessi problemi scientifici e tecnici attraverso l’elaborazione parallela.

Anche Deep Blue apparteneva alla stessa famiglia tecnologica IBM: era basato su un sistema RS/6000, potenziato con hardware specializzato per analizzare rapidamente le possibili mosse durante una partita.

La notizia mostrava quanto rapidamente stesse crescendo la potenza dei computer alla fine degli anni Novanta. La macchina capace di ba***re il campione del mondo di scacchi era già stata superata, in termini di prestazioni computazionali, da una nuova generazione di sistemi paralleli.

La corsa alla potenza di calcolo continuava: dagli scacchi alla ricerca scientifica, il futuro dei supercomputer passava sempre più dalla capacità di far lavorare migliaia di processori in parallelo.

 ?Chi ha inventato il cursore lampeggiante?L’inventore del sistema alla base del moderno cursore lampeggiante è stato Ch...
02/09/2026

?

Chi ha inventato il cursore lampeggiante?

L’inventore del sistema alla base del moderno cursore lampeggiante è stato Charles A. Kiesling, ingegnere della Sperry Rand Corporation, l’azienda nota anche per aver costruito i computer UNIVAC.

Il relativo brevetto è il US 3,531,796, “Blinking Cursor for CRT Display”. La domanda fu depositata il 24 agosto 1967 e il brevetto venne concesso il 29 settembre 1970.

Ma attenzione: Kiesling non inventò il cursore in sé. Il brevetto spiega infatti che i sistemi di visualizzazione dell'epoca disponevano già di un cursore per indicare il punto in cui sarebbe stato inserito il carattere successivo. Il problema era che, quando il cursore si trovava sopra un carattere già visualizzato, diventava difficile individuarlo sullo schermo.

La soluzione ideata da Kiesling era hardware, non software: una circuiteria che faceva apparire alternativamente il cursore e il carattere sottostante, creando così l'effetto di lampeggio e rendendo immediatamente riconoscibile la posizione del cursore.

Il brevetto descrive inoltre un sistema CRT con una frequenza di scansione di 60 Hz e una circuiteria progettata per rallentare il lampeggio a una frequenza più facilmente percepibile dall'occhio umano.

Una piccola curiosità che ci ricorda quanto siano relativamente recenti alcune delle caratteristiche che oggi consideriamo assolutamente normali nell'interazione con un computer.

 ?Una delle prime attestazioni pubblicate del termine “windows”, utilizzato per indicare le finestre di un’interfaccia g...
01/09/2026

?

Una delle prime attestazioni pubblicate del termine “windows”, utilizzato per indicare le finestre di un’interfaccia grafica, compare nel settembre 1977 sulle pagine di Scientific American.

L’articolo, intitolato “Microelectronics and the Personal Computer”, fu scritto da Alan Kay e descriveva il lavoro svolto allo Xerox Palo Alto Research Center (PARC) intorno all’Alto, uno dei computer più innovativi della storia dell’informatica.

L’articolo venne successivamente inserito nella raccolta A Decade of Research: Xerox Palo Alto Research Center, 1970–1980, dove è presente una sezione significativamente intitolata “First mention of ‘windows’”.

Il concetto di finestre, tuttavia, non nacque con quell’articolo: era già stato sperimentato negli anni precedenti nell’ambito del progetto NLS di Douglas Engelbart presso lo Stanford Research Institute. È quindi più corretto considerare il 1977 come una delle prime importanti attestazioni pubblicate del termine “windows” nell’ambito della ricerca sulle interfacce grafiche, non come l'assoluta nascita del concetto.

In Italia l’articolo venne tradotto e pubblicato dalla rivista Le Scienze il 1º novembre 1978, con il titolo “La microelettronica e il calcolatore personale”.

Una curiosità affascinante: molto prima che “Windows” diventasse il nome del sistema operativo Microsoft, la parola “windows” indicava già uno dei concetti fondamentali della futura interfaccia grafica dei computer.

31 agosto 1938 Nasce a Bonvillars, in Svizzera, Jean-Daniel Nicoud, fisico e informatico che diede un importante contrib...
31/08/2026

31 agosto 1938



Nasce a Bonvillars, in Svizzera, Jean-Daniel Nicoud, fisico e informatico che diede un importante contributo all’evoluzione del mouse per computer.

Dopo la laurea in fisica all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) nel 1963 e il dottorato nel 1970, Nicoud divenne professore all’EPFL nel 1973.

Nel laboratorio da lui diretto, che nel 1980 avrebbe assunto il nome di LAMI (Laboratoire de Micro-Informatique), vennero sviluppate numerose soluzioni innovative nel campo della microinformatica.

Nel 1974 il gruppo di Nicoud realizzò una versione evoluta del mouse cinetico sviluppato da Douglas Engelbart negli anni Sessanta. La novità più importante consisteva nella sostituzione dei potenziometri con codificatori ottici, una soluzione che permetteva di rilevare con maggiore precisione il movimento del dispositivo.

Questa tecnologia contribuì all’evoluzione del mouse verso una periferica più affidabile e precisa, anche se la sua successiva diffusione di massa sarebbe stata il risultato del lavoro di numerosi altri ricercatori e aziende.

L’attività di Nicoud non si limitò al mouse. Nel suo laboratorio nacque anche la famiglia di computer Smaky, il cui nome deriva da “SMArt KeYboard”.

Tra il 1975 e il 1994 furono sviluppati nove diversi modelli di Smaky, inizialmente basati sul microprocessore Intel 8080, successivamente sullo Zilog Z80 e infine sulla famiglia Motorola 68000.

Le macchine furono prodotte da Epsitec System e rappresentarono una delle più interessanti esperienze della microinformatica svizzera degli anni Settanta e Ottanta.

Jean-Daniel Nicoud appartiene così alla generazione di pionieri che contribuirono a trasformare le idee della prima informatica interattiva in tecnologie concrete.

Il mouse che conosciamo oggi non nacque dal lavoro di una sola persona: Engelbart ne sviluppò il concetto originale, mentre ricercatori come Nicoud contribuirono a perfezionarne progressivamente la tecnologia.

30 agosto 1907Nasce a Cincinnati, Ohio, John William Mauchly, fisico e informatico destinato a diventare una delle figur...
30/08/2026

30 agosto 1907

Nasce a Cincinnati, Ohio, John William Mauchly, fisico e informatico destinato a diventare una delle figure fondamentali nella nascita del computer elettronico moderno.

Dopo aver conseguito il dottorato in fisica alla Johns Hopkins University, Mauchly insegnò fisica all'Ursinus College. Il suo interesse per il calcolo elettronico nacque anche dalle sue ricerche meteorologiche, che richiedevano enormi quantità di calcoli e lo portarono a cercare alternative alle macchine meccaniche allora disponibili.

Nel 1941 frequentò un corso di elettronica presso la Moore School of Electrical Engineering dell'Università della Pennsylvania. Qui incontrò J. Presper Eckert, con il quale avrebbe sviluppato una stretta collaborazione. Mauchly aveva l'idea di utilizzare l'elettronica per accelerare enormemente i calcoli; Eckert avrebbe fornito una parte fondamentale delle soluzioni ingegneristiche necessarie per trasformare quell'idea in una macchina funzionante.

Nel 1943 l'Università della Pennsylvania ricevette dall'esercito statunitense l'incarico di costruire un grande calcolatore elettronico destinato soprattutto alla preparazione delle tavole di tiro dell'artiglieria. Mauchly fu il principale consulente del progetto, mentre Eckert ne assunse il ruolo di capo ingegnere. Nacque così l'ENIAC, Electronic Numerical Integrator and Computer.

Completato nel 1945 e presentato pubblicamente nel 1946, l'ENIAC fu il primo grande calcolatore elettronico general purpose e dimostrò concretamente che il calcolo elettronico ad alta velocità era possibile. Utilizzava oltre 17.000 valvole termoioniche e poteva eseguire migliaia di operazioni al secondo.

La carriera di Mauchly proseguì con l'EDVAC e, insieme a Eckert, con la fondazione della Eckert-Mauchly Computer Corporation. L'azienda fu successivamente acquisita da Re*****on Rand e divenne la base della divisione UNIVAC, dalla quale sarebbe nato l'UNIVAC I, uno dei primi computer commerciali di grande successo.

John Mauchly morì l'8 gennaio 1980.

Un grandissimo grazie al nostro socio Biagio Manzari, di Bari, per la splendida donazione di una Sun SPARCstation IPX ad...
29/08/2026

Un grandissimo grazie al nostro socio Biagio Manzari, di Bari, per la splendida donazione di una Sun SPARCstation IPX ad Apulia Retrocomputing – OdV! ❤️

La SPARCstation IPX è una workstation Sun Microsystems del 1991, una delle protagoniste dell’epoca delle potenti macchine UNIX professionali. Una macchina affascinante, compatta e tecnologicamente avanzata per i suoi tempi.

Ma questo esemplare nasconde una piccola e curiosissima chicca: sulla scheda madre è presente la sagoma di un gatto, inserita direttamente nella serigrafia del circuito stampato. Non è un disegno casuale: la IPX aveva infatti il nome in codice “Hobbes”, proprio come il celebre tigrotto di Calvin and Hobbes. 🐱

Un dettaglio quasi “nascosto” che racconta anche il gusto e l’ironia dei progettisti Sun e che rende questa macchina ancora più interessante per una collezione come la nostra.

Grazie di cuore, Biagio, per questa preziosa donazione e per aver contribuito ancora una volta alla conservazione della storia dell’informatica! ❤️

Ti aspettiamo sempre in sede per condividere insieme la nostra passione per il retrocomputing! 💾🖥️

Indirizzo

Via Brigata E Divisione Bari 1/13
Bari
70123

Orario di apertura

Martedì 18:30 - 22:00
Mercoledì 18:30 - 22:00
Venerdì 18:30 - 22:00
Sabato 18:30 - 22:00
Domenica 17:00 - 22:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Apulia Retrocomputing - OdV pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi