05/07/2026
Ci scrivono gli Amici di Dečani, un piccolo paese tra le montagne del Kosovo.
Anni fa Padre Benedetto ci propose un progetto che, come Gruppo Quetzal, decidemmo di dedicare a Gianni, il nostro fondatore.
Oggi quel progetto ha raggiunto un traguardo importante: 100 giovani laureati. Un risultato che racconta quanto la fiducia, il sostegno e la solidarietà possano cambiare il destino delle persone.
Condividiamo con voi la loro lettera, che crediamo meriti di essere letta.
“Cari Amici del Gruppo Quetzal di Bari,
qualche giorno fa Ivan ha conseguito la laurea in Informatica.
Viene da una valle tra le montagne di Kosovo e Metohija, un luogo dove le distanze pesano più
che altrove e il futuro, per molti giovani, richiede una dose speciale di tenacia.
La sua laurea è una bella notizia. Ma questa non è soltanto una bella notizia per Ivan. Con Ivan, il
progetto Appartenere al Futuro raggiunge il traguardo dei cento laureati. 100. Un numero che si legge in un istante, ma che racchiude dodici anni di cammino.
Quando il progetto è nato esisteva soltanto una semplice convinzione: che il talento, l'impegno e
il desiderio di studiare non dovessero essere soffocati dalle circostanze della nascita, dal luogo in cui si vive o dalle difficoltà che si incontrano lungo la strada. Da allora sono passati gli anni.
Alcuni di quei ragazzi hanno studiato medicina, altri ingegneria, farmacia, giurisprudenza,
matematica, fisica. Ivan ha scelto l'informatica, una disciplina che guarda al domani e che, in
qualche modo, sembra richiamare il nome stesso del progetto che lo ha accompagnato:
Appartenere al Futuro.
Oggi quel futuro ha il volto di cento giovani.
Cento ragazzi e ragazze che hanno completato gli studi universitari. Cento famiglie che hanno
visto aprirsi una possibilità in più. Cento storie che hanno preso una direzione diversa.
Dietro ognuna di queste storie ci sono sacrifici, studio, perseveranza. Ma c'è anche qualcosa che spesso rimane nascosto agli occhi: la fiducia. La fiducia di chi ha scelto di credere in questi giovani quando il loro traguardo era ancora lontano e incerto. La fiducia di chi ha accettato di accompagnarli per un tratto di strada senza sapere quale sarebbe stato il loro nome, il loro volto, il loro destino.
Tra queste persone ci siete voi.
Per questo sentiamo il desiderio di condividere con voi questo momento. Lo sappiamo, cento
lauree non risolvono tutti i problemi di questa terra.
Ma sono cento ragioni per continuare a credere che il futuro possa appartenere anche a chi,
troppo spesso, ne viene escluso.
Con gratitudine,
Amici di Decani”