23/10/2026
📰 Rassegna Stampa | Su Newspam.it il nostro duro intervento sui dati di Corte dei conti e Agenas.
Giuseppe Mesto Alessandro Galizia
Liste d'attesa, Corte dei conti e Agenas bocciano la Puglia. UGL Salute: «Siamo ultimi in Italia: basta spremere il personale, servono assunzioni».
«La Deliberazione n. 54/2026/G della Corte dei conti e il nuovo Bollettino Agenas aggiornato al 30 settembre 2026 certificano senza appello il fallimento nella gestione delle liste d'attesa in Puglia: nonostante l'utilizzo dell'intero budget stanziato, la Regione resta inchiodata in fondo alla classifica nazionale sui tempi di erogazione, dimostrando che scaricare le inefficienze organizzative sui lavoratori non basta più a reggere l'urto della domanda».
Così Giuseppe Mesto, Segretario Regionale UGL Salute Puglia, e Alessandro Galizia, Dirigente Regionale del sindacato, commentano il doppio verdetto della magistratura contabile e dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.
«Tra il 2022 e il 2025 la Puglia ha speso il 100% delle risorse assegnate, oltre 114 milioni di euro inclusi i 28 milioni del 2025 per le prestazioni aggiuntive: uno sforzo enorme dei lavoratori che ha spinto l'offerta del +5%, ma non ha evitato il crollo all'ultimo posto in Italia rilevato dalla Corte dei conti sia sulle prestazioni brevi di classe B, garantite nei tempi solo nel 63,74% dei casi, sia sulle differibili di classe D, scese al 66,29% – dichiara Giuseppe Mesto –. E che non si tratti di dati superati lo conferma oggi l'Agenas sui primi nove mesi del 2026: nonostante un lieve recupero ottenuto solo grazie al sacrificio dei lavoratori, la Puglia resta maglia nera tra le Regioni in criticità, con appena il 55,3% dei tempi rispettati per le prime visite e il 63,4% per gli esami diagnostici. Il vero limite è la carenza strutturale di organico: non si abbattono le liste d'attesa con straordinari infiniti che portano medici e infermieri al burnout, ma superando il tetto di spesa e procedendo ad assunzioni stabili».
«Sul piano gestionale emerge inoltre un'allarmante criticità – aggiunge Alessandro Galizia –: la Puglia è stata sollecitata dal Ministero perché le relazioni trimestrali del Responsabile Unico dell'Assistenza Sanitaria (RUAS) sono ferme al secondo trimestre 2025, e ha omesso di fornire i dati sulle aperture serali e nei weekend previste dal DL 73/2024, eccependo cavilli formali sul perimetro del quesito ministeriale. Per di più, l'incremento produttivo registrato dalla Corte, ottenuto spremendo gli organici in servizio, viene travolto da un'impennata delle prescrizioni del +13,7% (oltre il triplo della media nazionale del +4%), possibile effetto diretto dei ritardi nell'attivazione dei filtri della medicina territoriale previsti dal DM 77/2022, mentre restano praticamente inattivi o limitati i percorsi di tutela a carico delle ASL».
«La Regione si adoperi per sbloccare subito il programma per la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, garantisca trasparenza sulle agende e potenzi gli organici», concludono i vertici dell'Organizzazione pugliese.