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La pagina si occuperà di tutte le notizie riguardanti la violenza maschile agita ai danni delle donne e comunicherà gli eventi organizzati dall’associazione per contrastare questo fenomeno

Navi Pillay, Nobel per la Pace 2026. Guidò l’inchiesta Onu su Gaza sottolineando che il “Silenzio e’ complicità”. E’ sta...
10/10/2026

Navi Pillay, Nobel per la Pace 2026. Guidò l’inchiesta Onu su Gaza sottolineando che il “Silenzio e’ complicità”.
E’ stata premiata per il suo impegno a favore della Pace e del diritto internazionale.
Nella motivazione, tra le altre cose si dice che “ha avuto
Un ruolo decisivo nel far sì che i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e genocidio vengano perseguiti”.

L’università di Limoges, grazie ai buoni uffici del Prof. Thierry Vissol, del Centre librexpression della Fondazione "Gi...
09/10/2026

L’università di Limoges, grazie ai buoni uffici del Prof. Thierry Vissol, del Centre librexpression della Fondazione "Giuseppe Di Vagno (1889-1921)", ospita la mostra “femme battue” nel suo campus presso la città di Brive dal 1° settembre al 23 ottobre, con il supporto del “Salon International de la caricature, du dessin de presse et de l’humour” di Saint-Just-Le-Martel.
Daniela Mazzucca

SCUOLA, VIOLENZA DI GENERE: «IL GOVERNO SVUOTA IL FONDO PER EDUCARE AL CONSENSO. HA PAURA DI UNA GENERAZIONE CHE IMPARA ...
09/10/2026

SCUOLA, VIOLENZA DI GENERE: «IL GOVERNO SVUOTA IL FONDO PER EDUCARE AL CONSENSO. HA PAURA DI UNA GENERAZIONE CHE IMPARA A PENSARE». L’APS G.I.R.A.F.F.A. SULLA LEGGE BILANCIO.

Di che cosa ha paura questo Governo? Delle emozioni? Di ragazze e ragazzi che imparano a riconoscerle, a dare loro un nome, a interrogarsi sull’amore? Perché interrogarsi sull’amore significa inevitabilmente interrogarsi anche sul potere, sul possesso, sulla libertà, sui confini che nessuno ha il diritto di oltrepassare.

L’APS G.I.R.A.F.F.A., su sollecitazione della socia Alessandra Caiulo, prende posizione contro l’ennesima decisione del Governo Meloni sull’educazione affettiva nelle scuole, e lo fa all’indomani dei dati diffusi dalla Fondazione Terre des Hommes, pubblicati all’interno del Dossier indifesa "La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo" 2026.
I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale Polizia criminale, raccontano di un nuovo record di reati commessi in Italia nei confronti di minori, nel 2025: 7.272 sono le vittime, con una netta prevalenza femminile. Rispetto al 2024, parliamo di una crescita di circa l'1%, con 68 vittime in più, ma la tendenza negli ultimi 10 anni è invece in netta crescita, con un aumento del 43% dal 2015, pari a 2.192 vittime in più.
Il reato più frequente è quello dei maltrattamenti in famiglia con 3.008 vittime, il 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale (881 vittime), la violenza sessuale aggravata (664) e l'abbandono di persone minori o incapaci.

Con la legge di Bilancio 2026 erano stati stanziati 7 milioni di euro all’anno, per il 2026 e il 2027, destinati ad attività educative nelle scuole secondarie per prevenire la violenza contro le donne. La legge indicava espressamente il consenso, il diritto all’integrità fisica, il rispetto reciproco, la consapevolezza affettiva. Prevedeva anche la possibilità di coinvolgere i centri antiviolenza portando nelle scuole l’esperienza di chi ogni giorno incontra donne alle quali quei diritti sono stati negati.
Il decreto-legge del 30 settembre, invece, ha riscritto quella destinazione. Quattro milioni all’anno sono stati spostati sul contrasto al cyberbullismo. Gli altri tre sono confluiti nel finanziamento di percorsi più generali sul rispetto, sulle relazioni e sul contrasto alla violenza di genere. Nella disposizione che li finanzia non vengono più nominati il consenso, l’integrità fisica, la consapevolezza affettiva e i centri antiviolenza.
Perché dobbiamo scegliere tra proteggere un ragazzo dalla violenza online e insegnargli a riconoscere la violenza dentro una relazione? Perché due necessità educative devono contendersi le stesse risorse? E soprattutto perché rendere generico ciò che prima aveva un nome, uno scopo e una direzione precisi?

Sarebbe un errore considerare questo intervento un episodio isolato perché purtroppo è soltanto l’ultimo passaggio di un percorso che il Governo sta costruendo poco alla volta e che comincia a mostrare una direzione fin troppo chiara.

Prima la legge Valditara, che ha subordinato al consenso preventivo delle famiglie la partecipazione alle attività scolastiche riguardanti la sessualità e ha escluso quelle attività dalla scuola dell’infanzia e primaria. Poi la riforma della violenza sessuale nella quale il testo base adottato in Commissione Giustizia al Senato ha sostituito il principio del consenso libero e attuale con quello della volontà contraria rimettendo in discussione un testo che la Camera aveva approvato all’unanimità. Adesso la rimodulazione di un fondo che riconosceva espressamente il valore dell’educazione al consenso e alla consapevolezza affettiva.

Un provvedimento dopo l’altro, una parola dopo l’altra e ogni volta si restringe un po’ lo spazio nel quale ragazze e ragazzi possono conoscere, comprendere, scegliere. Educare non significa riempire i ragazzi e le ragazze delle risposte che abbiamo già deciso per loro.
Una scuola dovrebbe essere il luogo in cui il sapere si costruisce insieme e invece il rischio è sostituire a un’educazione plurale, aperta e orizzontale un modello sempre più verticale nel quale gli adulti stabiliscono i confini del confronto e i ragazzi, che di quel percorso dovrebbero essere i protagonisti, finiscono per essere gli unici a non avere davvero voce.

Nel Documento programmatico di finanza pubblica, inoltre, il Governo prevede di ricorrere a nuovi margini di spesa per aumentare di circa 14,4 miliardi di euro gli investimenti nella difesa nel biennio 2027-2028. I bilanci di uno Stato sono anche una dichiarazione politica perché raccontano per che cosa siamo disposti a trovare risorse e che cosa, invece, siamo pronti a sacrificare.
Per questo chiediamo che siano ripristinate le risorse specificamente destinate all’educazione al consenso e alla prevenzione della violenza contro le donne, che il contrasto al cyberbullismo abbia finanziamenti autonomi e che sia riconosciuto il ruolo prezioso dei centri antiviolenza anche nel lavoro educativo.

Un giorno noi adulti non saremo accanto a quei ragazzi quando qualcuno proverà a chiamare amore la violenza e allora dovremmo chiederci non perché abbiano bisogno di conoscere certe parole ma chi stiamo proteggendo davvero quando scegliamo di non insegnargliele.

Ufficio stampa APS G.I.R.A.F.F.A.
Annamaria Minunno, cell 3478763152 – [email protected]

Ma possiamo discutere dal tempo che occorre per perpetrare la violenza sessuale?
08/10/2026

Ma possiamo discutere dal tempo che occorre per perpetrare la violenza sessuale?

La Corte d’Appello di Milano motiva la condanna per l’ex sindacalista: l'assenza di reazione immediata della vittima è causata dallo choc del gesto improvviso

07/10/2026

È morta Barbara Spinelli.
Aveva 80 anni.

È stata tantissime cose molto importanti di, in e per questo Paese.

Era la figlia di Altiero Spinelli, l’esule antifascista che a Ventotene ha concepito l’Europa dei popoli, e di Ursula Hirschmann, una delle donne che l’ha fatta l’Europa, senza mai riuscire fino in fondo nel suo obiettivo.

È stata a sua volta un’antifascista militante fino all’ultimo giorno della sua vita, merce rara in tempi di disimpegno e smobilitazione.

Una delle firme italiane più importanti degli ultimi trent’anni, per Repubblica (che ha contribuito a fondare), Corsera, Stampa, infine Il Fatto quotidiano.

Parlamentare europea con Tsipras nel 2014.

Penna urticante e acuta polemista, sempre critica verso ogni forma di nazionalismo e rigurgito neofascista, che sapeva riconoscere al primo sguardo per indole e storia familiare.

Era sempre in prima fila quando si trattava di schierarsi, firmare un appello, salire su un palco in difesa di qualunque diritto minacciato, ovunque.

Condividevo molto di di lei, non tutto, ma leggerla è sempre stato uno stimolo e un pungolo, un altro punto di osservazione su un’epoca troppo complessa per sguardi monolitici.

Barbara Spinelli è una di quelle donne non incasellabili in un’unica etichetta, e questa era la sua libertà, una forma di eredità, a patto di saperla raccogliere.

Buon viaggio.

I messaggi come questi, ripaganotutta la fatica che viviamo ogni giorno e notte  per aiutare le donnə e le bambine e bam...
07/10/2026

I messaggi come questi, ripagano
tutta la fatica che viviamo ogni giorno e notte per aiutare le donnə e le bambine e bambini vittime di violenza. Forse potrà esserci una società migliore priva di stereotipi, odio, discriminazioni .

🦋Crescere significa imparare a superare i propri limiti, ad abbracciare l'ignoto e a trasformare le proprie paure in coraggio.
In quel momento sul blocco di partenza c'era tutto: il brivido dell'acqua fredda, l'incertezza e quel pizzico di timore prima del suo primo tuffo. Poi, un istante: il tuffo nell'acqua e quella paura che d'improvviso si scioglie, trasformandosi in pura adrenalina.
Quando è riemersa, con il volto sorridente e lo sguardo fiero di chi sa di avercela fatta, i suoi occhi hanno cercato subito i miei. Cercavano quella complicità speciale, quel silenzioso "ce l'ho fatta" da condividere insieme.
Sono proprio questi momenti che mi riempiono il cuore di una felicità pura. Guardarla riemergere così libera e felice dà un senso a tutto: a ogni tempesta superata, a ogni sacrificio e al lungo cammino che ci ha portate fin qui.
Oggi, in quel suo sorriso vincente, vedo tutta la nostra rinascita. E so con assoluta certezza che ogni singolo passo è valso la pena.
Volevo condividere con te questo momento speciale e dedicarlo anche a te. Se oggi possiamo vivere questa felicità e questa serenità, è anche grazie a te, al tuo sostegno e a tutto l'aiuto che ci hai dato per far diventare questa nuova vita una splendida realtà.
Grazie di cuore per essere stata al nostro fianco. Un abbraccio forte
Vitale
Giraffa Onlus
GIADA - Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne bambini Abusati

Il Nostro percorso di rete conI servizi ed istituzionicontinua. Sabato 10 Ottobre dalle ore 10,00 alle ore 18.00 saremo ...
05/10/2026

Il Nostro percorso di rete con
I servizi ed istituzioni
continua. Sabato 10 Ottobre dalle ore 10,00 alle ore 18.00 saremo presso l’ ex Mercato del Pesce, in piazza Ferrarese con i centri della salute mentale.
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Ruccia, Di Maso, Capaldi, Masi, Calabrese Partipilo
Sergio MystikDoctor Antonino

Un ulteriore tentativo di femminicidio a Torino. Lui dopo si lancia dal X piano e muore. La ricostruzione giornalistica ...
05/10/2026

Un ulteriore tentativo di femminicidio a Torino. Lui dopo si lancia dal X piano e muore.
La ricostruzione giornalistica è piena di stereotipi. Famiglia felice, sempre sorridenti ….

L'uomo si è gettato dal balcone al decimo piano di un condominio nel quartiere Barriera di Milano

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