Libera Puglia

Libera Puglia "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie

Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legal

ità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane. Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit.

Un mondo nuovo è possibile.Questo è stato il tema del dialogo tra don Luigi Ciotti e le scolaresche dell'istituto "G. Sa...
27/05/2026

Un mondo nuovo è possibile.
Questo è stato il tema del dialogo tra don Luigi Ciotti e le scolaresche dell'istituto "G. Salvemini" e dell'Istituto Comprensivo di Alessano, dell'Istituto "Don Tonino Bello" di Alessano-Tricase, del Liceo "Comi" di Tricase, del Liceo "Banzi" di Lecce e dell'Istituto Comprensivo "Trinchese" di Martano. Questi ultimi due hanno anche al loro interno il presidio scolastico di Libera.
L'incontro è stato organizzato nella mattinata odierna dalla Fondazione don Tonino Bello presso il cimitero di Alessano, in provincia di Lecce.

Questa sera alle ore 19.00 il presidente di Libera Contro le Mafie parteciperà anche alla celebrazione eucaristica in memoria di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, presso la Chiesa della Fiducia a Calimera (Lecce).

Sulla tomba del Venerabile, che fu Vescovo della Diocesi di Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi, presidente nazionale di Pax Christi e che il nostro presidente conobbe e frequentò personalmente, don Luigi ha consegnato ai presenti queste parole:

"Chiediamo il coraggio di essere il cambiamento che vogliamo.

È facile nascondersi dietro la parola legalità, ma dobbiamo saper distinguere per non confondere.
La legalità è necessaria ma è uno strumento: l'obiettivo resta la giustizia, la giustizia sociale e ambientale.
Prima della legalità c'è la responsabilità.

Bisogna avere il coraggio dell'umiltà, dei propri errori, dei propri limiti. Il coraggio di non cedere alla rassegnazione ma nemmeno di indugiare nell'indignazione. Il coraggio di sapere che la vera terra promessa su questa Terra è l'impegno per costruirla.
Abbiamo bisogno di verità, giustizia, amore, relazione.

Don Tonino Bello ci augurava di essere malati di pace.
Io vi auguro di avere questa malattia e di non guarirne mai".

⏩https://www.libera.it/it-schede-2831-tracce_libere
13/05/2026

https://www.libera.it/it-schede-2831-tracce_libere

📣 È aperta la call for abstract della seconda edizione di Tracce Libere!

Per questa seconda edizione abbiamo scelto di concentrarci sui beni confiscati, per analizzarne criticità e sfide attuali e ragionare insieme sulle forme di impegno e sulle strategie future.

A trent’anni dalla legge sul riuso sociale dei beni confiscati, vogliamo aprire uno spazio di confronto su mafie, partecipazione, territori e pratiche di cambiamento.

La call è rivolta a studiosƏ, attivistƏ, giornalistƏ, insegnanti, associazioni e realtà impegnate nei territori.

📅 Scadenza invio abstract: 22 giugno 2026
🔗 Info e form al link in bio o su www.libera.it

📍Bari15 Maggio
12/05/2026

📍Bari
15 Maggio

❗[Il procuratore aggiunto Giuseppe Gatti lo ha spiegato con chiarezza: il baricentro della camorra barese si è spostato ...
11/05/2026

❗[Il procuratore aggiunto Giuseppe Gatti lo ha spiegato con chiarezza: il baricentro della camorra barese si è spostato verso la movida. Discoteche, lounge bar, ristoranti e lidi sono diventati il nuovo palcoscenico mafioso. Luoghi di spaccio, di reclutamento, ma soprattutto di rappresentazione del potere criminale. Qui la mafia contemporanea non si nasconde. Si mostra. La generazione dei vecchi boss era cresciuta nel contrabbando di si*****te e nel controllo silenzioso del territorio. La nuova generazione vive invece di esposizione pubblica. TikTok, Instagram, video in diretta, brindisi in carcere, auto di lusso, champagne, pistole esibite come accessori identitari.]

Libera Contro le Mafie Lavialibera

Le indagini sugli omicidi del boss Lello Capriati e di Filippo Scavo rivelano la violenza dello scontro tra gli storici clan di Bari. Le nuove leve alzano il livello

Oggi ricordiamo Emanuele Basile. Alla sua famiglia va tutto il nostro affettoe ad Emanuele il nostro impegno quotidiano ...
04/05/2026

Oggi ricordiamo Emanuele Basile.

Alla sua famiglia va tutto il nostro affettoe ad Emanuele il nostro impegno quotidiano per un mondo libero dalle mafie.

Libera Taranto

Emanuele Basile - Taranto 2 luglio 1949/Monreale (Pa) 4 maggio 1980

Di Emanuele Basile si dice che sia un eroe senza tempo, ricco di valori, che credeva fortemente nelle istituzioni. Un uomo che ha dato la sua vita per gli altri, e che non si è fermato di fronte a nulla e nessuno.
È la sera del 4 maggio 1980 quando la sua giovane vita viene stroncata da un agguato mafioso.
Sono le ore 1.40, Emanuele sta rientrando in Caserma dopo aver assistito ai festeggiamenti per la festa patronale in onore del Santissimo Crocifisso quando viene colpito alle spalle, in mezzo alla folla, e crivellato di colpi da tre uomini di Cosa Nostra. Porta in braccio la figlioletta Barbara, di soli 4 anni, che si era addormentata al sicuro tra le sue braccia e che in un attimo si ritrovò a terrà tra il sangue del papà.
Leggi la sua storia completa 👉https://vivi.libera.it/storie-32-emanuele_basile

Alla sua famiglia va tutto il nostro affetto. A Emanuele il nostro impegno quotidiano per un mondo libera dalle mafie

Oggi ricordiamo Rosario Di Salvo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla lotta contro la mafia. Origin...
30/04/2026

Oggi ricordiamo Rosario Di Salvo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla lotta contro la mafia.
Originario di Bari, Rosario si trasferisce a Palermo, ancora giovane e pieno di sogni.
Conosce Rosi, con cui si sposerà, e dal loro matrimonio nasceranno tre figli.
Impegnato in politica nel PCI, Rosario qui incontra nel 1980 Pio La Torre. Il deputato del PCI era appena tornato dalla segreteria nazionale per impegnarsi sul territorio. Con La Torre nasce subito una forte intesa, tanto che ne diventerà presto il più stretto collaboratore.
Il 30 aprile 1982 verso le 9.30 erano in auto insieme a Palermo. Mentre Rosario è alla guida al fianco di Pio La Torre, vengono affiancati da una motocicletta, dopo essere stati bloccati da una Fiat Ritmo, e sono costretti a fermarsi. Gli uomini che erano a bordo dell'auto e della moto esplodono numerosi proiettili da mitraglie e pistole contro l'auto. La Torre muore all’istante, mentre Di Salvo ha il tempo di estrarre una pi***la e sparare alcuni colpi per provare a difendere sé stesso e La Torre, prima di soccombere.
Dalle confessioni dei pentiti Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia, Gaspare Mutolo e Pino Marchese si comprenderà che si era trattato di un delitto di mafia. L'omicidio avvenne principalmente perché La Torre aveva proposto il disegno di legge che prevedeva per la prima volta il reato di “associazione mafiosa” e la confisca dei patrimoni mafiosi e perché aveva avversato l'installazione delle basi missilistiche a Comiso. Dopo nove anni di indagini, nel 1995 verranno condannati all’ergastolo i mandanti dell’omicidio, i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci.

Oggi, il nostro abbraccio e la nostra vicinanza ai familiari delle vittime, Rosario e Pio.

Ogni giorno, il nostro impegno per loro e per tutte le vittime innocenti delle mafie.


Che questo 25 aprile sia un momento di svolta e di rinnovato impegno civile.Buona Festa della Liberazione!
25/04/2026

Che questo 25 aprile sia un momento di svolta e di rinnovato impegno civile.

Buona Festa della Liberazione!

Che questo 25 aprile sia un momento di svolta e di rinnovato impegno civile.Buona Festa della Liberazione!Libera Contro ...
25/04/2026

Che questo 25 aprile sia un momento di svolta e di rinnovato impegno civile.

Buona Festa della Liberazione!

Libera Contro le Mafie

Maria Incoronata Ramella e Incoronata Sollazzo muoiono, come oggi, nel 1998 a causa delle condizioni di lavoro e di tras...
24/04/2026

Maria Incoronata Ramella e Incoronata Sollazzo muoiono, come oggi, nel 1998 a causa delle condizioni di lavoro e di trasporto disumane imposte dal sistema del caporalato.
È il 24 aprile e il furgone Fiat su cui viaggiano, omologato solo per dieci persone, trasporta diciannove braccianti che tornano verso casa dopo aver lavorato nei campi.
Sulla strada, all'altezza di Cerignola, scoppia lo pneumatico posteriore destro del furgone e il mezzo si ribalta, provocando la morte delle due donne.
Entrambe vivevano a Carapelle, in provincia di Foggia, dove stavano tornando con il furgone per andare a casa, ma a quelle case non giungeranno mai e le famiglie piangeranno la loro assenza per sempre.
Maria Incoronata, appena venticinquenne, lascerà vedovo il marito da poco sposato.
Incoronata, 36 anni, non tornerà più dal marito e dai suoi due figli.

Oggi, il nostro abbraccio e la nostra vicinanza ai familiari di Maria Immacolata e di Incoronata.
Ogni giorno, il nostro impegno per loro e per tutte le vittime innocenti delle mafie.

Angelo Carbotti aveva 25 anni quando, il 22 aprile del 1990, venne ammazzato a Taranto per errore. Poco prima aveva socc...
22/04/2026

Angelo Carbotti aveva 25 anni quando, il 22 aprile del 1990, venne ammazzato a Taranto per errore.
Poco prima aveva soccorso la ventenne Sara Ricciardi e suo fratello Filippo e li aveva trasportati in ospedale a seguito di un incidente stradale avvenuto alla periferia della città. Angelo, però, non sapeva che i due fossero legati ad ambienti mafiosi.
Il suo gesto di umanità gli costò la vita in una città che in quegli anni stava subendo la violenza cieca di una guerra tra clan per il controllo del territorio. Fu infatti assassinato a colpi di pi***la mentre, lasciando l'ospedale, si rimetteva alla guida della sua auto.
L'uomo che lo colpì a volto scoperto si diede alla fuga. Pochi testimoniarono e le indagini non arrivarono all'identificazione del colpevole.
Si riuscì comunque ad appurare che il vero obiettivo dell’agguato avrebbe dovuto essere quel giovane generosamente soccorso da Angelo, Filippo Ricciardi, coinvolto nella faida tra due clan di Taranto.

Oggi, il nostro abbraccio e la nostra vicinanza ai familiari di Angelo.
Ogni giorno, il nostro impegno per lui e per tutte le vittime innocenti delle mafie.

Indirizzo

Via Dei Caduti Del 28 Luglio 1943 5
Bari
70126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00

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