Fillea Cgil Bari Bat

Fillea Cgil Bari Bat Il sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici delle costruzioni e del legno di Bari e della Bat

La Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, dell'Edilizia, delle industrie Affini ed estrattive è un'organizzazione sindacale che promuove la libera associazione e l'autotutela solidale e collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori. Aderisce alla Cgil, fa parte della Federazione Europea dei Lavoratori Edili e del Legno (FETBB) e della Federazione Internazionale dei Lavoratori dell'Edilizia

e del Legno (FITBB). La FILLEA CGIL Bari e Bat rappresenta i lavoratori e le lavoratrici dell'edilizia, del legno e arredo, del cemento, dei lapidei e dei laterizi. In entrambe le province è presente su tutto il territorio nelle Camere del Lavoro CGIL comunali. La sede della FILLEA CGIlL di Bari si trova a Bari in via Natale Loiacono 20/B. La sede della FILLEA CGIL della Bat si trova ad Andria in via Guido Rossa 17. Il Segretario Generale della FILLEA CGIL Bari e Bat è Davide Lavermicocca.

Nell’Italia del pieno “boom economico”, a Bari c’è chi costruisce ogni giorno con le mani i nuovi quartieri ma non vede ...
24/08/2026

Nell’Italia del pieno “boom economico”, a Bari c’è chi costruisce ogni giorno con le mani i nuovi quartieri ma non vede benefici e migliorie nella propria vita.

È l’agosto del 1962: il salario degli edili è fermo da anni, le nuove abitazioni sono inaccessibili per chi le realizza e le imprese territoriali non applicano correttamente quanto previsto dal contratto nazionale siglato poco prima e si negano al confronto sindacale.

Il 23, 24, 25 agosto gli edili si fermano in 4mila bloccando 300 cantieri: a Bari fu rivolta. In canottiera e bicicletta e ballando beffardamente il twist davanti a chi reprime e contesta.

Dopo 3 giorni di mobilitazione popolare ostinata, gli industriali accettano di sedersi al tavolo. Dagli scontri - e poi gli accordi - di quei giorni nascono la Cassa Edile e la Scuola Edile: salario, qualifiche, formazione e aggiornamento professionale al centro delle rivendicazioni delle giornate di sciopero proclamate dalla Fillea Cgil.

Scioperando, restando uniti, resistendo. Quelle importanti conquiste sono gli strumenti che ancora oggi tutelano regolarità, sicurezza e condizioni degli edili. Con ogni rinnovo del contratto provinciale vanno aggiornati, migliorati, resi più aderenti alla realtà che muta per governare le trasformazioni.

Nessuno ha regalato nulla: i diritti sono stati vinti con la lotta determinata degli operai. Prima del Sessantotto, nel Mezzogiorno d’Italia.

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06/07/2026
🚨 Nel giorno delle chiusure degli stabilimenti Natuzzi, le lavoratrici e i lavoratori si mobilitano per difendere il pro...
03/07/2026

🚨 Nel giorno delle chiusure degli stabilimenti Natuzzi, le lavoratrici e i lavoratori si mobilitano per difendere il proprio futuro e quello dell’intero distretto del mobile imbottito pugliese.

La vertenza riguarda migliaia di famiglie e un settore che rappresenta una parte fondamentale dell’economia della Murgia.

Dopo oltre vent’anni di sostegno pubblico, non è accettabile che il prezzo della crisi ricada ancora una volta sui lavoratori.

Serve un cambio di rotta: il piano industriale va ritirato, le chiusure fermate e le delocalizzazioni bloccate.

Le istituzioni intervengano subito per garantire un vero confronto e favorire anche l’ingresso del pubblico attraverso Invitalia, a tutela dell’occupazione, della produzione e del futuro del territorio.

10/06/2026

Natuzzi, domani sarà sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti contro un piano che prevede nuove chiusure, ulteriore produzione spostata in Romania e il mancato rispetto degli impegni assunti al Ministero del Lavoro. L’11 giugno fermiamo gli stabilimenti per difendere lavoro, occupazione e futuro della manifattura nel Mezzogiorno.

Guarda il servizio del Tgr Rai Puglia e condividi.

🏘️ Bari non è un albergo: le città non sono parchi a tema per pochi ma devono rispondere ai bisogni di chi vive, studia,...
06/06/2026

🏘️ Bari non è un albergo: le città non sono parchi a tema per pochi ma devono rispondere ai bisogni di chi vive, studia, lavora. Le dichiarazioni dell'imprenditore Francesco Grillo hanno il merito di chiarire definitivamente l'impostazione di una certa piccola parte di grandi proprietari cittadini: raccontano una visione di città divisa in base al reddito, da una parte chi può permettersi di abitare le aree più servite e centrali, dall'altra chi viene progressivamente allontanato.

I numeri confermano che il problema esiste e va affrontato. Tra il 2017 e il 2024 gli annunci Airbnb a Bari sono cresciuti del 235%, sono sempre più le grandi concentrazioni di appartamenti gestite da poche persone, mentre il giro d'affari del settore è passato da 4,7 a quasi 54 milioni di euro.

Nello stesso periodo Bari è diventata la città universitaria italiana con il maggiore aumento del costo degli affitti: una stanza singola è passata da 263 euro nel 2020 a 419 euro nel 2026 (+60%). Mentre cresce la concentrazione di appartamenti nelle mani di grandi operatori, diminuiscono le case disponibili per studenti, lavoratori, giovani coppie e famiglie.

La proposta di legge regionale sugli affitti brevi va nella direzione corretta ma ora serve che il Comune di Bari si prepari subito a predisporre un regolamento che limiti nuove autorizzazioni nelle aree più sotto pressione, a partire da Bari Vecchia, Murat e dai quartieri centrali. Sul Piano Casa del Governo nazionale, invece, assistiamo ancora soprattutto a nomine, strutture commissariali e consulenze, mentre famiglie, studenti e lavoratori continuano a scontrarsi ogni giorno con un mercato fuori controllo. Non servono a nulla annunci roboanti e spot propagandistici: ciò che necessitiamo è di una strategia nazionale sull'abitare, capace di rilanciare l'espansione dell'edilizia pubblica e di affrontare l'emergenza con investimenti e riforme strutturali sulla leva fiscale e sulla valorizzazione a beneficio collettivo dell’abitazione privata. Il rischio è lasciare il campo libero alla rendita e alla speculazione.

La casa è un diritto da garantire, una grande questione sociale e del lavoro e - per chi lavora - anche un veicolo industriale. Perché una città che non può più essere abitata da chi la studia e da chi la lavora è una città che rischia di perdere la propria identità, la propria coesione sociale, il proprio presente e futuro.

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🟥🪨 ANDRIA, SEQUESTRATA MARMERIA ABUSIVA: ESTENDERE SUBITO LA CONGRUITÀ AI SETTORI INDUSTRIALI. CHI NON RISPETTA LE REGOL...
05/06/2026

🟥🪨 ANDRIA, SEQUESTRATA MARMERIA ABUSIVA: ESTENDERE SUBITO LA CONGRUITÀ AI SETTORI INDUSTRIALI. CHI NON RISPETTA LE REGOLE NON DEVE LAVORARE

Quanto emerso nella marmeria abusiva ad Andria, con il sequestro disposto da Procura e Finanza, descrive un sistema diffuso che danneggia lavoratori, lavoratrici e imprese sane. Chi impiega lavoro nero, aggira le norme sulla sicurezza e sullo smaltimento dei rifiuti non sta facendo impresa: oltre a commettere reati gravi, sta praticando concorrenza sleale contro chi rispetta le regole.

“Servono azioni mirate, integrazioni di banche dati e volontà politiche convergenti: va subito resa trasparente la filiera delle forniture e subforniture di cave, marmerie, betonaggio, legno, serramenti, ferro e guardianie negli appalti di lavori con denunce preventive, va esteso il meccanismo della congruità, tipico dell’edilizia, anche ai settori industriali. Verificando il rapporto tra materiale prodotto e lavorato e dipendenti dichiarati, emergerebbero chiaramente tutti quei volumi prodotti nell’illegalità e contro le regole applicate a tutti e tutte” dichiara Davide Lavermicocca, Segretario Generale Fillea Cgil Bari Bat.

“Si deve ribaltare il ragionamento che si fa, obbligatoriamente, con il sistema attuale nel perseguire illeciti e reati nei rapporti di lavoro: chi vuole stare sul mercato deve dimostrare di essere regolare, chi non segue le leggi e i contratti non deve poter lavorare in nessun modo. Facendo questo si garantirebbe maggiore collaborazione alla forze di polizia, giudiziarie e istituzionali e la possibilità effettiva di azione alle organizzazioni sindacali anche nella denuncia di questi fenomeni, purtroppo ancora assai diffusi in ampi settori e territori. La legalità non può fermarsi al cancello del cantiere e delle cave: deve entrare con forza in tutte le filiere” aggiunge il Segretario Generale della Fillea Cgil Bari Bat.

“Siamo di fronte all’ennesima operazione portata avanti dalle forze dell’ordine del territorio che dimostra l’autenticità di ciò che denunciamo da tempo e cioè che nella Bat registriamo ancora una grave assenza, quella dell’Ispettorato del Lavoro, una mancanza che si fa sempre più seria se si pensa ad un territorio fortemente esposto al lavoro nero e allo sfruttamento. Tant’è che, come accaduto ad Andria, si arriva alla scoperta di lavoratori irregolari all’interno di indagini che riguardano reati ambientali e abusi edilizi e non grazie ad un’azione mirata contro il sommerso e il nero. Riteniamo che senza questo l’importante presidio dell’Ispettorato si arrechi un grave danno ai lavoratori privati delle tutele e alle imprese sane. Lo sportello aperto ad ottobre del 2024 ad Andria è poca cosa, ciò che serve è un presidio preventivo e repressivo e, soprattutto, serve potenziare l'organico degli ispettori. E questo è l’appello che torniamo a rivolgere alla Prefettura della Bat”, conclude il Segretario Generale della Cgil Bat, Michele Valente.

Fillea Cgil
Cgil Puglia

Buona Festa della Repubblica,fondata sul lavoro 🇮🇹
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica,
fondata sul lavoro 🇮🇹

27/05/2026

Vertenza Natuzzi. Sindacati: Tutela del Made in Italy e stop alle delocalizzazioni. Le OO.SS hanno ribadito la necessità di affrontare la crisi senza scaricarla su lavoratrici e lavoratori, manifestando la necessità di una regia istituzionale forte

“La crisi di Natuzzi non va scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori del Gruppo. Ci vuole una regia istituzionale forte in grado davvero di tutelare il Made in Italy e di fermare le delocalizzazioni”. E' quanto affermano le segreterie nazionali dei sindacati di categoria FenealUil Nazionale, Filca Cisl nazionale, Fillea Cgil, Filcams Cgil Nazionale, Fisascat Cisl, Uiltucs, al termine dell’incontro al Mimit, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro Adolfo Urso e della sottosegretaria Fausta Bergamotto.

𝐋𝐄𝐆𝐆𝐈 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 👉 www.filleacgil.net

🟥 Natuzzi SpA, il tempo delle attese è finito: serve un intervento dello Stato forte, con l'ingresso di Invitalia nella ...
17/05/2026

🟥 Natuzzi SpA, il tempo delle attese è finito: serve un intervento dello Stato forte, con l'ingresso di Invitalia nella società, per salvaguardare gli stabilimenti italiani, il lavoro e il futuro dell’industria del mobile imbottito nella Murgia.

Non parliamo solo di numeri o bilanci. La filiera del salotto in Puglia e Basilicata è il 41% dell’intero settore nazionale, occupa quasi 10mila addetti quasi per la metà dipendenti dall’indotto Natuzzi.

Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito competenze, professionalità e valore industriale. Parliamo di famiglie, territori, comunità che non possono pagare il prezzo di scelte sbagliate e di produzioni spostate altrove.

La proposta è chiara: riportare volumi produttivi dalla Romania, difendere gli stabilimenti italiani, garantire continuità occupazionale e costruire un piano industriale vero con investimenti e sviluppo.

Per la Fillea Cgil la strada passa da qui: responsabilità dell’impresa, intervento pubblico, tutela del lavoro.

Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni passaggio di questa vertenza.

La Natuzzi è parte della storia produttiva del Mezzogiorno. E questa storia non può essere cancellata.

Indirizzo

Via Natale Loiacono, 20/B
Bari
70126

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393427917690

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