24/08/2026
Nell’Italia del pieno “boom economico”, a Bari c’è chi costruisce ogni giorno con le mani i nuovi quartieri ma non vede benefici e migliorie nella propria vita.
È l’agosto del 1962: il salario degli edili è fermo da anni, le nuove abitazioni sono inaccessibili per chi le realizza e le imprese territoriali non applicano correttamente quanto previsto dal contratto nazionale siglato poco prima e si negano al confronto sindacale.
Il 23, 24, 25 agosto gli edili si fermano in 4mila bloccando 300 cantieri: a Bari fu rivolta. In canottiera e bicicletta e ballando beffardamente il twist davanti a chi reprime e contesta.
Dopo 3 giorni di mobilitazione popolare ostinata, gli industriali accettano di sedersi al tavolo. Dagli scontri - e poi gli accordi - di quei giorni nascono la Cassa Edile e la Scuola Edile: salario, qualifiche, formazione e aggiornamento professionale al centro delle rivendicazioni delle giornate di sciopero proclamate dalla Fillea Cgil.
Scioperando, restando uniti, resistendo. Quelle importanti conquiste sono gli strumenti che ancora oggi tutelano regolarità, sicurezza e condizioni degli edili. Con ogni rinnovo del contratto provinciale vanno aggiornati, migliorati, resi più aderenti alla realtà che muta per governare le trasformazioni.
Nessuno ha regalato nulla: i diritti sono stati vinti con la lotta determinata degli operai. Prima del Sessantotto, nel Mezzogiorno d’Italia.
Fillea Cgil
CGIL Bari
Cgil Bat