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NICOLA CALABRESE CONFERMATO ALLA GUIDA DI FIMMG BARI. ELETTO IL NUOVO ESECUTIVO PROVINCIALEBari, 29 maggio 2026 – Si è s...
29/05/2026

NICOLA CALABRESE CONFERMATO ALLA GUIDA DI FIMMG BARI. ELETTO IL NUOVO ESECUTIVO PROVINCIALE

Bari, 29 maggio 2026 – Si è svolta ieri sera la seduta del nuovo Consiglio Direttivo di Fimmg Bari che ha eletto Nicola Calabrese Segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale di Bari.

Ad affiancare Calabrese nel lavoro sindacale saranno Antonio Velluto (Vice segretario vicario), Giovanni Riganti, Antonio M. Denora, Trifone Lombardo, Donato Rossi, Maria Zamparella, Michele Abbinante, Claudia Aiello, Michele Ancona, Ignazio Grattagliano, Ombretta Silecchia, Filomena Sportelli.

Nel corso della seduta, il nuovo Direttivo ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento ai componenti uscenti che hanno concluso il proprio percorso professionale andando in pensione, per il contributo offerto negli anni alla tutela della medicina generale e dei medici del territorio.

“Ringrazio gli iscritti e il nuovo Consiglio Direttivo per la fiducia rinnovata. – ha dichiarato Nicola Calabrese – Ci attendono mesi decisivi per il futuro della medicina generale pugliese e per la difesa di un modello organizzativo che in questi anni ha garantito prossimità assistenziale e presa in carico dei cittadini”.

“Restano aperte – prosegue Calabrese – questioni fondamentali come la piena applicazione dell’Accordo Integrativo Regionale, rispetto al quale continuiamo a registrare ritardi e criticità che rischiano di compromettere il lavoro dei medici di famiglia e l’organizzazione della medicina territoriale. È necessario che la Regione Puglia dia finalmente risposte concrete e coerenti rispetto agli impegni assunti”.

“Grande attenzione continuerà inoltre ad essere rivolta al sistema dell’emergenza territoriale 118, che vive una fase di forte difficoltà organizzativa e di carenza di personale. I medici del 118 attendono da tempo il completamento del percorso di valorizzazione professionale e contrattuale già condiviso con la parte pubblica”.

“Fimmg Bari – conclude Calabrese – continuerà ad essere protagonista nel confronto regionale e nazionale sui temi della sanità territoriale, delle Case di Comunità e del ruolo centrale del medico di medicina generale. Per questo il nuovo Consiglio Direttivo sarà presente alla manifestazione nazionale del prossimo 13 giugno a Roma, per ribadire con forza la necessità di investire davvero nella medicina del territorio e nella tutela del diritto alla salute dei cittadini”

FIMMG PUGLIA: CHIEDIAMO ALLA REGIONE PUGLIA DI BOCCIARE LA BOZZA SCHILLACIDe Maria: “La Regione difenda la medicina terr...
21/05/2026

FIMMG PUGLIA: CHIEDIAMO ALLA REGIONE PUGLIA DI BOCCIARE LA BOZZA SCHILLACI

De Maria: “La Regione difenda la medicina territoriale pugliese”.

FIMMG Bari - Fimmg Puglia: chiediamo alla Regione Puglia di bocciare la bozza Schillaci De Maria: “La Regione difenda la medicina territoriale pugliese”.

ELEZIONI FIMMG BARIRinnovato il consiglio direttivo per il quadriennio 2026/2030
18/05/2026

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CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG DEL 16 MAGGIO 2026 - MOZIONE FINALEhttps://fimmg.bari.it/articoli/G28B6Il Consiglio Nazionale ...
18/05/2026

CONSIGLIO NAZIONALE FIMMG DEL 16 MAGGIO 2026 - MOZIONE FINALE

https://fimmg.bari.it/articoli/G28B6

Il Consiglio Nazionale FIMMG, riunitosi a Roma il 16 maggio 2026 presso l'Hotel Cardo, udita la relazione del Segretario Generale Nazionale, Silvestro Scotti,

LA APPROVA

ED ESPRIME UNANIME SOSTEGNO ALLE AZIONI DEL SEGRETARIO NAZIONALE.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

RITIENE INACCETTABILE LA BOZZA DI DECRETO DELLE REGIONI

sia nel metodo che nel merito.

Nel metodo, il Consiglio Nazionale della FIMMG

SOSTIENE

con assoluta fermezza quelli che sono i principi ordinamentali, contrattuali e professionali che regolano il rapporto convenzionale dei medici di medicina generale con il Servizio sanitario nazionale.

La Medicina Generale non può essere riformata attraverso interventi unilaterali, di apparente urgenza, che sovrappongano la fonte legislativa alla fonte pattizia, contravvenendo ai principi costituzionali di autonomia negoziale e rappresentanza sindacale (artt. 39 Cost.) che precludono l'intervento normativo d'urgenza su materie riservate alla contrattazione collettiva, né attraverso modelli organizzativi che destrutturino il rapporto fiduciario, indeboliscano la convenzione, cancellino gli Accordi Integrativi Regionali o introducano canali paralleli di accesso alla professione.

Pertanto, il Consiglio Nazionale della FIMMG

RIGETTA CON FERMEZZA

primariamente che si calpesti il diritto costituzionale alla rappresentatività e alla contrattazione sindacale e quindi l'ipotesi che l'Accordo Collettivo Nazionale dei Medici di Medicina Generale venga imposto per legge, attraverso un decreto, e

RIVENDICA IN MODO INEQUIVOCABILE

che il Governo si impegni a che si ristabilisca con chiarezza il corretto rapporto tra legge e “diritto sindacale” da cui scaturisce l’ACN: la legge fornisce indirizzi strategici; l'ACN recepisce, disciplina e attua tali indirizzi nell'ambito della propria autonomia negoziale.

Nel merito, il Consiglio Nazionale della FIMMG

RIFIUTA CATEGORICAMENTE

ogni riferimento al ricorso complementare al rapporto di lavoro dipendente ancorché definito come “residuale” ma che appare invece uno degli scopi non dichiarati di tale decreto. A supporto di tale rifiuto si richiama il rispetto del quadro ordinamentale vigente, che individua il rapporto convenzionale quale modello caratterizzante la medicina generale nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, e in particolare:

- l'articolo 25 della Legge 833/1978, che fonda il rapporto fiduciario tra cittadino e medico di medicina generale;

- l'articolo 8 del D.Lgs. 502/1992 e s.m.i., che disciplina il rapporto convenzionale e la relativa contrattazione collettiva;

- il D.Lgs. 368/1999, in materia di formazione specifica in medicina generale;

- il D.Lgs. 158/2012, che ha rafforzato l'organizzazione della medicina generale nella logica delle forme aggregative e della continuità assistenziale territoriale.

- Tutti gli AACCNN degli ultimi tre anni ed in particolare l’ultimo dei quali, che non ha trovato ancora applicazione, siglato meno di tre mesi fa, costruito sullo spirito della suddetta normativa e nella volontà collaborativa di risolvere i temi del PNRR e delle Case di Comunità.

La medicina generale è e deve restare una professione convenzionata, fiduciaria, territoriale, integrata nel SSN, ma non assorbita in un rapporto di dipendenza.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, nell’evidenziare i pericoli della previsione di un canale dipendente:

- destrutturazione del modello fiduciario, coesistenza ingestibile di due regimi giuridici paralleli;

- discriminazione tra professionisti chiamati a svolgere funzioni analoghe con rapporti diversi,

- progressiva marginalizzazione della convenzione e conseguente definanziamento,

- indebolimento della continuità assistenziale fondata sulla libera scelta del cittadino,

- trasformazione della medicina generale in una funzione amministrata e non più in una relazione professionale fiduciaria.

RIVENDICA

la Convenzione come modalità esclusiva e specifica di esercizio della medicina generale nell'ambito del SSN e in quest’ambito considera la quota oraria come strumento convenzionale, contrattato, programmato e coerente con il modello fiduciario della medicina generale e rigetta qualsiasi tentativo di utilizzarla come strumento di anticamera alla dipendenza, valutando all’interno dell’ambito dell’ACN il suo utilizzo coerente anche con i principi di rispetto vita-lavoro e di femminilizzazione della professione.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

GIUDICA PROVOCATORIA

la proposta di decadenza “ope legis” degli Accordi Integrativi Regionali, QUALE PARADOSSO POLITICO di sconcertante gravità: le stesse istituzioni che hanno negoziato, sottoscritto e attuato questi accordi fino a pochi mesi fa, oggi ne chiedono cancellazione per decreto, certificando la propria inaffidabilità come controparte contrattuale, figuriamoci come estensori di un decreto di riforma.

Tale passaggio, mina alla radice ogni possibile relazione negoziale: come si può discutere di soluzioni con chi si riserva di annullare poi unilateralmente, attraverso lo strumento legislativo, ciò che ha liberamente concordato?

Gli AIR sono invece, e in molte realtà regionali lo dimostrano, per FIMMG un grande patrimonio nazionale di esperienze, modelli organizzativi, buone pratiche e soluzioni territoriali maturate in decenni di lavoro. Essi costituiscono il livello attraverso il quale ogni Regione ha potuto adattare la cornice nazionale dell'ACN alle specificità demografiche, geografiche, epidemiologiche e organizzative dei propri territori.

Gli Accordi Regionali vanno rinnovati, armonizzati, aggiornati e modellati sulla base dei successivi ACN, non cancellati con un colpo di “legge”.

La loro soppressione distruggerebbe ciò che di più avanzato ogni Regione, attraverso la concertazione sindacale, ha costruito in tema di medicina di iniziativa, AFT, attività oraria, domiciliarità, prevenzione, diagnostica di primo livello, presa in carico della cronicità, aree interne, Case della Comunità, residenzialità e integrazione multiprofessionale.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

CHIEDE CON FERMEZZA

la valorizzazione dell’evoluzione in specialità del Diploma di Formazione Specifica in Medicina Generale in coerenza con il D.Lgs 368/99 e della Direttiva Europea 2005/36/CE e il conseguente riconoscimento di chi il titolo già lo possiede e non proposte di disciplina ancillare o “residuale” ad altre.

La Medicina Generale è una disciplina unica, fondata sulla cura globale della persona, sulla continuità, sulla relazione fiduciaria, sulla prossimità, sulla presa in carico longitudinale dell’individuo nel contesto in cui vive, sulla capacità di governo clinico della complessità non selezionata.

Essa non è sovrapponibile alla specialistica d'organo, né può essere ricondotta a un elenco di specializzazioni equipollenti. E su questi principi siamo disponibili a tutte le aperture necessarie per migliorare l’attrattività verso questa disciplina che invece la proposta di decreto mortifica.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, nel confermare lo Stato di Agitazione,

DELIBERA LO STATO DI CONVOCAZIONE PERMANENTE

E AVVIA LO STATO DI MOBILITAZIONE DELLA CATEGORIA

Attraverso una fase di escalation di proteste, che partiranno con iniziative condivise dai livelli provinciali e regionali e che si concluderanno solo con la firma dell’ACN 25-27, quali:

- Avvio di una mobilitazione della categoria con azioni di protesta e assemblee di confronto con medici e cittadini e loro categorie di rappresentanza;

- Condivisione di una campagna nazionale di comunicazione, rivolta ai cittadini, alle istituzioni e agli organi di informazione su quanto si prospetta negli effetti a breve e medio termine sull’applicazione di un siffatto decreto.

- Punti di confronto in piazza e nei nostri studi con i motivi di una protesta che difende un diritto alla equità del SSN e non una deregulation regionale che veda modelli diversi di medicina di famiglia da regione a regione e da territorio a territorio.

Tutte attività finalizzate a spiegare che la protesta è volta alla tutela del medico di fiducia, della prossimità delle cure e della continuità assistenziale a servizio dei cittadini e soprattutto dei pazienti più fragili e che ricavano i migliori effetti dalla fiduciarietà convenzionata.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

DELIBERA

la convocazione dell’Assemblea Nazionale di tutti i Consigli Direttivi Provinciali della FIMMG a Roma in data 13 giugno p.v., propedeutica alla organizzazione di una grande Manifestazione Nazionale in Roma che coinvolga medici e cittadini.

Il Consiglio Nazionale della FIMMG

DA’ MANDATO AL SEGRETARIO NAZIONALE

in mancanza di risposte concrete sui temi rivendicati dalla FIMMG, e anche in considerazione del parere espresso dalla Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali del Ministero del Lavoro, che ritiene esperiti i termini di raffreddamento di

PROCLAMARE LO SCIOPERO DELLA CATEGORIA

individuando il calendario delle giornate di astensione dalle attività, in qualunque momento l’andamento della evoluzione della discussione in atto non permetta avanzamenti nei sensi proposti.

Approvata all’unanimità

Roma, 16 maggio 2026

FIMMG PUGLIA: "INDISPENSABILE CONOSCERE CON CHIAREZZA L'ORIENTAMENTO DELLA REGIONE SUL DECRETO SCHILLACI"Richiesto incon...
12/05/2026

FIMMG PUGLIA: "INDISPENSABILE CONOSCERE CON CHIAREZZA L'ORIENTAMENTO DELLA REGIONE SUL DECRETO SCHILLACI"
Richiesto incontro urgente al governatore Antonio Decaro

Bari, 11 maggio 2026. La Segreteria Regionale di FIMMG Puglia ha inviato oggi una lettera al Governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro, chiedendo un incontro urgente alla luce delle decisioni che le Regioni si apprestano ad assumere sul futuro della medicina generale “ope legis”, in vista del confronto sul cosiddetto “Decreto Schillaci” nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni.

“Riteniamo indispensabile conoscere con chiarezza quale sia l’orientamento della Regione Puglia rispetto ai contenuti del Decreto Schillaci, soprattutto in considerazione dell’imminente convocazione della Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni e del Consiglio Nazionale della FIMMG” – dichiara Antonio De Maria, Segretario Fimmg Puglia.

“La medicina generale sta attraversando una fase cruciale per il proprio assetto organizzativo e professionale. Per questo motivo riteniamo necessario un confronto immediato e trasparente con la Regione, nell’interesse dei medici di famiglia e della tutela dell’assistenza territoriale ai cittadini” - conclude De Maria

08/05/2026

🚨 FIMMG dichiara lo stato di agitazione della categoria

I dati del nuovo rapporto OCSE 2025 parlano chiaro: la medicina generale italiana continua a garantire ai cittadini risultati tra i migliori in Europa. Ricoveri per malattie croniche tra i più bassi dell’UE, mortalità evitabile inferiore alla media europea e un sistema di assistenza primaria che l’OCSE definisce “solido”.
Eppure, proprio mentre questi risultati vengono riconosciuti a livello internazionale, si continua a mettere in discussione il modello della medicina di famiglia senza un reale confronto con chi ogni giorno lavora sul territorio.

Per la FIMMG il vero problema non è il rapporto fiduciario tra medico e paziente che va tutelato, ma la progressiva perdita di attrattività della professione: in dieci anni i medici di medicina generale sono diminuiti del 13%, mentre aumentano bisogni, cronicità e carichi assistenziali.

Il rischio è concreto soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni e nelle periferie, dove spesso il medico di famiglia rappresenta l’unico presidio sanitario realmente presente.
Per questo la FIMMG ha proclamato lo stato di agitazione: non per difendere una categoria, ma per difendere il diritto dei cittadini ad avere un medico di fiducia vicino, accessibile e capace di garantire continuità delle cure.

🎯 La medicina generale si riforma con investimenti, programmazione e confronto, non con decisioni calate dall’alto.

Leggi il comunicato stampa: https://www.fimmg.org/it/Comunicati_Stampa/art/6272-fimmg-dichiara-lo-stato-di-agitazione-della-categoria/

04/05/2026
26/04/2026

✍ 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐬𝐚 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨
«Così si distrugge la sanità territoriale a vantaggio di quella privata», tuona Luigi Nigri, vicepresidente nazionale Fimp-Federazione Italiana Medici Pediatri e segretario regionale per la Puglia. «Intervenga il presidente della Regione, Antonio Decaro, e fermi questo scempio», chiede Antonio De Maria, segretario regionale della Fimmg-Federazione italiana medici di medicina generale.

La bozza di decreto-legge che ridisegna la medicina generale sui territori ha scatenato le ire dei “camici” di tutta Italia. A spolettare la protesta è stato, mercoledì, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ne ha illustrato i contenuti con sei diapositive portate in Conferenza delle Regioni (prima le aveva condivise con le Regioni di centrodestra).

La riforma Fulcro della riforma sono le Case di Comunità (CdC), che – grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – dovrebbero sorgere sul territorio nazionale in un numero almeno pari a 1.288 (in Puglia 86 e in Basilicata 12). Lì dovrebbero convergere i pazienti (deflazionando gli accessi ai pronto soccorso) per trovare una sorta di comunità sanitaria complessa formata dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, ma anche da infermieri e specialisti d’ogni sorta, oltre che servizi anche socio-assitenziali.

La bozza di riforma Schillaci, affianca, quindi ai medici convenzionati, dei medici dipendenti. I primi saranno comunque soggetti a una riforma che - stando alle diapositive del ministro - prevede «obblighi minimi strutturali cambiando la modalità di remunerazione da assistito a obiettivo: attività programmata nelle Case della Comunità; partecipazione effettiva alla rete territoriale; utilizzo di sistemi informativi interoperabili; presa in carico dei cronici e fragili; audit, verifiche e monitoraggio; lavoro integrato con infermieri, amministrativi, specialisti e servizi territoriali».

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BUONA FESTA DELLA LIBERAZIONELa salute non si libera con i decreti imposti: si costruisce con la concertazione.(COMUNICA...
25/04/2026

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La salute non si libera con i decreti imposti: si costruisce con la concertazione.

(COMUNICATO STAMPA FIMMG 25/4/2026: https://buff.ly/DGzXmj6 )

FIMMG PUGLIA: DECRETO SCHILLACI SBAGLIATO E INCOMPRENSIBILE PER LA MEDICINA GENERALE PUGLIESE, CHE BOCCIA METODO E CONTE...
25/04/2026

FIMMG PUGLIA: DECRETO SCHILLACI SBAGLIATO E INCOMPRENSIBILE PER LA MEDICINA GENERALE PUGLIESE, CHE BOCCIA METODO E CONTENUTI

Bari, 25 Aprile 2026. Fimmg Puglia manifesta una netta e convinta opposizione allo schema di decreto-legge attualmente in circolazione, relativo al riordino dell’assistenza primaria territoriale.

“È una riforma sbagliata e, francamente, incomprensibile per i medici pugliesi. Oggi il tema in Puglia non è se la medicina generale andrà nelle Case di Comunità ma quali attività e quali strumenti occorre attivare per raggiungere gli obiettivi che sono già previsti dal nostro ACN.” - spiega Antonio De Maria, Segretario Fimmg Puglia.

“La Regione Puglia, attraverso l’Accordo Integrativo Regionale, ha intrapreso un percorso lungimirante e innovativo, introducendo standard organizzativi qualificanti, tra cui l’obbligo del personale di studio per i medici operanti sul territorio regionale.” - prosegue De Maria - “In Puglia siamo pronti a definire in tempi brevi le modalità di partecipazione dei medici al modello delle Case di Comunità avendo come obiettivi prioritari proprio la gestione e presa in carico delle patologie croniche, la prevenzione e gli screening. Lo dimostra l’ultimo monitoraggio di AGENAS, secondo cui nel 2025 la Regione Puglia ha superato gli obiettivi previsti per l’Assistenza Domiciliare per gli over 65, con una percentuale del 126,9% sul target PNRR. Gli incrementi progressivi dell’ultimo triennio sono proprio il frutto dell’impostazione del nostro AIR, basato sul potenziamento dell’assistenza domiciliare avviato con la campagna vaccinale del 2024”.

“Quindi, il rapporto convenzionale dei medici di medicina generale non è assolutamente di ostacolo rispetto agli obiettivi del nostro SSN” - puntualizza De Maria - “Si tratta di un falso problema, che distoglie l’attenzione dalle criticità reali, ovvero la necessità di un finanziamento adeguato del sistema di assistenza territoriale, indispensabile per rendere il modello delle Case di Comunità realmente all’altezza delle sfide assistenziali del nostro Paese”.

“Chiediamo al Presidente Antonio Decaro e all’Assessore Donato Pentassuglia di sostenere la medicina generale pugliese e di farsi portavoce del dissenso sulla bozza di decreto, per scongiurare una riforma inutile e dannosa per il sistema sanitario e per i cittadini” - conclude De Maria.

Indirizzo

Via Santi Cirillo E Metodio N. 5/b
Bari
70124

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