14/05/2026
Il progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) si candida a diventare una delle esperienze più significative per costruire in un modello di sanità realmente inclusiva, capace di rispondere ai bisogni delle persone con e fragilità in modo concreto e strutturato.
Non si tratta di un semplice percorso sperimentale, ma di una sfida culturale e organizzativa che rimette al centro il significato stesso di “accesso alla cura”: non solo abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche superamento di ostacoli comunicativi, relazionali, burocratici e organizzativi.
Il modello DAMA, nato all’Ospedale San Paolo di Milano, è oggi una realtà già diffusa in diverse esperienze italiane e trova ora una nuova applicazione anche in Puglia.
Se ne è discusso presso l’Agorà del Consiglio regionale della , durante la tavola rotonda promossa dall’Ufficio del Garante regionale della Disabilità insieme all’Policlinico di Bari - Giovanni XXIII.
Determinante il ruolo del presidio Giovanni XXIII, individuato come capofila della sperimentazione, e l’impegno della direzione sanitaria nel promuovere un cambiamento che parte dalla formazione del personale e dalla costruzione di percorsi realmente accessibili e integrati.
Un confronto che ha visto anche il contributo delle associazioni del territorio e il collegamento con le esperienze nazionali, a conferma della necessità di costruire una rete condivisa di competenze e buone pratiche.
Il senso profondo del progetto resta uno: una sanità è davvero pubblica e universale solo quando è in grado di non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi ha più bisogno di cura, ascolto e tempo.