23/07/2026
News - rpPuglia
anno ventesimo n. 687 21 luglio 2026
C’è sempre chi nel buio scoppia a ridere: secondo posto a “IL GIULLARE” a Trani!
Il Festival “IL GIULLARE” è terminato da appena due giorni, ma il clima di soddisfazione, entusiasmo e allegria non si è ancora spento tra i 14 soci che hanno partecipato attivamente alla manifestazione solidale.
Cominciamo con ordine: un torrido martedì, il 14 luglio u.s., ci ha visti fare tappa a Trani, presso il Centro Jobel. L’accoglienza è proprio come quella che ci ricordiamo dalla nostra ultima esperienza il 20 luglio 2023: le operatrici del centro ci danno il benvenuto in una saletta che rinfresca i nostri cuori in subbuglio in attesa dell’esibizione serale e fiumi di succo di frutta, taralli e salatini, contornati dall’immancabile cappello da giullare dai colori rosso, giallo e blu, ci accompagnano durante le ore interminabili prima dello spettacolo. Incuriositi dalla nostra presenza, alcuni ospiti del centro fanno simpaticamente capolino dalla porta per darci il loro benvenuto. A mano a mano che i minuti passano, la stanza si riempie delle voci, dei respiri trattenuti, delle risate, delle battute fatte per sdrammatizzare degli attori per una sera: ciascuno con il proprio bagaglio pieno di vestiti e oggetti di scena, ma anche di belle emozioni pronte per essere condivise con gli altri. Una boutade raccoglie il favore di tutti: “Per noi la sfida è già salire sul palco stasera, però se vinciamo non ci tiriamo indietro!”. Le strette di mano e gli abbracci si sprecano, nonostante le alte temperature, in quanto la vitalità del momento passa anche dal contatto fisico, dal tenersi ancorati gli uni agli altri al linoleum azzurro del Centro Jobel e pensare che sì, siamo stati selezionati ancora una volta e saranno nostri l’onere e l’onore di dimostrare che oltre alla disabilità visiva c’è molto di più. È con orgoglio che i nostri soci accolgono le parole di un’educatrice, accompagnatrice di un’attrice, che con ammirazione dichiara: “Voi siete qui a fare qualcosa di grandioso”; e forse la motivazione dietro alla scelta di partecipare nuovamente al Festival “IL GIULLARE” può essere sintetizzata proprio nel tatuaggio che campeggia sull’avambraccio della socia in questione: “Vivo con i sogni appesi”.
Mentre gli attori si ritrovano, c’è chi sul palco e sotto al solleone si occupa di sistemare la scenografia: teli color sabbia si gonfiano al vento trasportando davvero la ciurma nel deserto, ambientazione orientaleggiante dell’Alchimista di Paulo Coelho; rotoli di scotch di carta bianca rotolano per tutto il palco; fogli parte del copione vengono scambiati di mano in mano; un rumore di trapano è il sottofondo musicale.
E poi tutti gli attori sul palco a provare i microfoni: c’è chi prova le sue battute, chi si lascia andare goliardicamente al racconto del suo pranzo, chi non molla la sempreverde conta dei numeri, mentre intorno a loro si affastellano le maestranze di scena. E in un attimo bisogna andare a cambiarsi, calarsi nei panni di scena perché le 21.30 sono arrivate e in tutto questo marasma di preparativi l’aiuto audio quasi non è riuscito a salutare gli attori, confinato com’è alla regia dall’altra parte del campo sportivo. C’è appena il tempo di dire un “m***a, m***a, m***a!” protetto da orecchie indiscrete e lo spettacolo comincia, con l’augurio stupendo di Ilaria, attrice della Compagnia Teatrale Il Giullare, che cita Alda Merini: “Da queste profonde ferite usciranno farfalle”.
Dello spettacolo non vogliamo rivelarvi troppo perché desideriamo farvi salire la curiosità: vi scriviamo solo che ci siamo trasferiti in Oriente e il gioco ci è riuscito, grazie alle alte temperature metereologiche. Siddharta e Santiago, protagonisti rispettivamente dell’omonimo romanzo di Hermann Hesse e di L’alchimista di Coelho, si sono addentrati ciascuno nel proprio fiume, sulla propria barchetta; ogni tanto sul loro percorso sono stati agevolati da correnti favorevoli, altre volte amici sono saliti sul loro naviglio e li hanno aiutati a remare, altre ancora dei piccoli massi hanno ostacolato la loro traiettoria. E come d’incanto, i loro fiumiciattoli alla fine si sono ricongiunti nel grande mare della vita: si sono incontrati, si sono riconosciuti, hanno avuto un moto di stima e affetto l’uno per l’altro e si sono messi a ballare; e nella danza improvvisamente tutte le persone incontrate sul loro percorso sono riapparse, felici della loro crescita umana.
Non dichiareremo che è stato uno spettacolo perfetto perché, come sottolinea sempre la nostra regista, la “meravigliosa” Rosalba Pascali, si tratta del frutto di un progetto di teatroterapia e lo scopo è proprio avere il coraggio di restare nelle difficoltà tecniche che possono sorgere. I nostri attori hanno introiettato con grazia questa lezione, dimostrandosi dei veri professionisti non soltanto nell’ignorare gli eventuali inciampi, ma anche nel renderli parte del loro agire in scena. Ciò ha reso lo spettacolo ancora più prezioso, “ottimo e abbondante” come ha scritto uno di loro il giorno dopo. L’obiettivo del teatro contro ogni barriera è stato infatti raggiunto proprio nei momenti in cui le cose non sono filate lisce e le 13 persone in scena hanno saputo riadattarsi, anche se non vedevano a un palmo dal loro naso, anche se non sapevano perfettamente verso dove il loro viso fosse rivolto, anche se mettere un passo dietro l’altro con sicurezza era stata una piccola impresa, anche se i microfoni amplificavano il suono e ne distorcevano quindi la provenienza sul palco. Tante sono state le emozioni ingarbugliate nei cuori subito dopo gli applausi finali, ma tutti sono stati d’accordo su una cosa: “Credo che il valore più grande di questo progetto non sia soltanto lo spettacolo, ma il percorso che ci ha portati fin qui: l'amicizia, la fiducia reciproca, il sostenerci nei momenti difficili e la gioia di condividere un'esperienza che ci ha fatto crescere tutti, come persone prima ancora che come attori. Qualunque sarà il verdetto finale, per me ieri abbiamo già vinto, perché ancora una volta abbiamo dimostrato cosa significa essere una squadra”. Il 14 luglio ha cementificato l’idea di essere parte di una famiglia, i cui componenti anche se diversi per carattere e affinità si aiutano sempre, la cui emozione più grande è proprio quella di esserci, di non lasciare nessuno indietro, di incoraggiarsi a proseguire, in cui ciascuno si sente degnamente rappresentato da tutti gli altri e soprattutto il divertimento regna sovrano.
Moltissime sono state le attestazioni di stima e di gratitudine anche da parte del pubblico, che si è sentito coinvolto nella trama dello spettacolo e ha tralasciato il badare alla disabilità visiva degli attori per ricordarsene solo alla fine con stupore. E la serata di premiazione, il Gala delle Cerimonie, ci ha confermato queste sensazioni: è con orgoglio e immensa soddisfazione che vi comunichiamo che l’A.P.R.P.-OdV con lo spettacolo “Il fluire della vita” per la regia di Rosalba Pascali ha conquistato il secondo posto per la Migliore Scenografia, il secondo posto per il Migliore Attore nella persona di Antonello Perilli e… il secondo premio per il Miglior Spettacolo per la giuria! Con commozione vi riportiamo la motivazione ufficiale per quest’ultimo riconoscimento:
(inizio virgolettato)
Per l'intensità e l'autenticità dell'interpretazione di ciascun attore e di ciascuna attrice, capaci di trasformare l'ascolto, la parola e la presenza scenica in strumenti di rara forza espressiva. Ispirato a Siddharta e a L'Alchimista, lo spettacolo realizza una perfetta fusione tra la condizione di fragilità vissuta dagli interpreti e la ricerca di un cammino autentico verso la più profonda visione dell'esistenza. Un'opera che accompagna lo spettatore a comprendere come il vero vedere non appartenga agli occhi, ma alla consapevolezza, all'ascolto e alla capacità di lasciarsi attraversare dal fluire della vita. Un teatro essenziale, sincero e intenso, che supera ogni barriera e invita a guardare oltre le apparenze, riscoprendo ciò che rende automaticamente umana ogni esperienza. Una recitazione di alto livello, capace di trasformare il limite in linguaggio artistico e la scena in un luogo di incontro, di riflessione e di autentica condivisione.
(fine virgolettato)
Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la guida della regista Rosalba Pascali, che ha anche curato l’audiodescrizione per rendere lo spettacolo accessibile a tutti.
Le persone che si sono affidate alla macchina teatrale e si sono messe in gioco in scena sono, in ordine alfabetico: Tiziana Barone, Maria Colucci, Lello Fanelli, Francesco Fiorentino, Annarita Ninni, Michele Nitti, Gigia Nobile, Antonello Perilli, Rossana Pugliese, Maria Rosaria Recchia, Martina Russo, Gianfranco Taurino e Rosanna Visaggi. Per comprendere il forte legame che li unisce sfida dopo sfida, sono più che significativi i versi del sommo Poeta, Dante Alighieri: “Guido, io vorrei che tu Lapo ed io/ fossimo presi per incantesimo,/ e messi in una nave che con ogni vento/ e per ogni mare si muove con il nostro volere,/ così che né la fortuna né altre condizioni avverse/ ci possono impedire di navigare,/ anzi, con un’unità di propositi,/ fanno crescere in noi il desiderio di stare insieme”.
A metter su la scenografia ci hanno pensato le mani accoglienti di Matteo Martellotta, a cucire i costumi di scena le mani premurose di Marilena Marzella. Alla cura dell’audio con le sue cuffione nere Maurizio Montanari, alla cura delle luci Federico Ligorio.
A tenere a bada le emozioni e accompagnare sul palco gli attori: Ivano Cinquegranelle, Marilena Marzella, Elisa e Francesca Montanari e Claudia Ricchiuti.
È stato bello tutto questo movimento interiore, questo sentire emotivo. Rubando le parole di una nostra socia: per ora facciamo passare serenamente quest’estate… e poi si pensa! Grazie, grazie, grazie.
Per ascoltare viva vox le emozioni tumultuose delle persone coinvolte in questo spettacolo, https://www.youtube.com/watch?v=C20ifCJG37k.
di Donata Martellotta