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𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢 ✅ Rodolfo Dalla Mora – Il Pioniere del Disability Managment in Italia é Candid...
27/09/2026

𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢
✅ Rodolfo Dalla Mora – Il Pioniere del Disability Managment in Italia é Candidato alla 9ᵃ Edizione del Premio

La candidatura, promossa congiuntamente da SIDiMa e AIDiMa, celebra l'opera trentennale dell'Arch. Rodolfo Dalla Mora, insignito del titolo di Grande Ufficiale motu proprio dal Presidente della Repubblica.

Il suo lavoro rappresenta un approccio sistemico al Disability Management, capace di connettere progettazione inclusiva, luoghi della cultura e filiera turistico-ricettiva.

Il turismo accessibile viene affrontato a 360 gradi (viaggio, tempo libero, ospitalità e patrimonio culturale) attorno al paradigma da lui elaborato: "L'equazione delle 4 A" (Accessibilità, Ausili, Assistenza, Autonomia).

Elemento di assoluta innovazione è il "ponte" tra ambito sanitario e turistico creato con il "Modello ORAS", sviluppato presso l'Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza: qui la progettazione inclusiva in ambito sanitario diventa lo strumento per riconquistare l'autonomia di viaggio.

La visione dell’Architetto Rodolfo Dalla Mora si traduce nell'applicazione dell'Universal Design a opere simbolo del turismo italiano.

Tra le eccellenze spiccano la consulenza per la "Spiaggia di Nemo" a Jesolo (la prima interamente accessibile in Italia), l'adeguamento di sistemi museali storici, l'accessibilità della cinta muraria di Treviso e la mappatura sul campo con il progetto itinerante "Rod on the Road".

Un'azione totale supportata da una costante divulgazione culturale: come fondatore e direttore della collana editoriale "Per una Nuova Cultura della Disabilità", Dalla Mora diffonde i principi del turismo inclusivo.

La sinergia tra teoria, impegno sul campo e progettazione tecnica rende la sua candidatura emblematica per il futuro del settore.

"Rodolfo Dalla Mora" è Candidato al Premio Internazionale “TURISMI ACCESSIBILI” – Imprenditori, Enti, Associazioni, Giornalisti, Comunicatori e Influencer Superano le Barriere, 9ᵃ Edizione

Sostieni il progetto e condividi per farlo conoscere a tutti.
E… in bocca al lupo!

I Pensieri di Marta Marta Russo Diritti Diretti
Sidima Società Italiana Disability Manager
AIDiMa Associazione Italiana Disability Manager
Rodolfo Dalla Mora Architetto - Disability Manager - Presidente SIDiMa


Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota ...
24/09/2026

Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota attorno a questo la storia raccontata da Federica, una storia molto personale che parte da una situazione sul luogo di lavoro, per diventare la storia di una persona con autismo «davanti alla legge, contro la legge, fuori dalla legge». «E forse – scrive Federica – quando parliamo di accomodamenti e disabilità, dovremmo parlare non solo di come rendere accessibile il lavoro, ma di come rendere accessibile la possibilità di difendersi quando il lavoro ti ha fatto male» -
https://superando.it/2026/09/21/il-diritto-di-non-sapersi-difendere/?fbclid=IwY2xjawUhzhdleHRuA2FlbQIxMABwZG9mAWJyaWQRMU5BNm12bWV4dGJXblYwemVzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeD5PYVkjicP3KwHoTn55uwddmsuFycvs2My2Z38BSCseJc1nvqhOlKKA2zlM_aem_E7ExOtDO9Y2kybi2gfcyqA

Non fiori, ma che si faccia il proprio dovere con professionalità ed empatia!
24/09/2026

Non fiori, ma che si faccia il proprio dovere con professionalità ed empatia!

Gianfranco Vitale

Non sono abituato a utilizzare la mia pagina per parlare di mio figlio, anche se so che moltissime persone lo conoscono bene a causa di tutte le traversie che ha subito e gli sono vicine. Per una volta faccio un'eccezione, riprendendo ampi stralci di una mail inviata alla rete che sulla carta (solo sulla carta) lo segue, a proposito di un fatto accaduto ieri sera.
Lo faccio per dimostrare almeno due cose cose: 1) Torino non è affatto quel paradiso che tanti immaginano quando sentono parlare di servizi efficienti e di Centro per l'Autismo Adulti 2) non ho paura, non mi faccio ricattare e non striscio ai piedi di nessuno, perché mi interessa solo difendere la dignità alla quale mio figlio Gabriele (come tutti gli Autistici) ha diritto, insieme alla mia. Detesto chi scende a compromessi pensando solo al proprio orticello.

Buon giorno.
a una mia amica che giorni fa (il 16 settembre) mi chiedeva se dopo i miei report con la rete avessi notizie confortanti sulla salute di Gabriele e di come fosse seguito a livello medico, ho risposto testualmente così: “I report (in questi anni ne ho scritti a decine, e quasi sempre si sono purtroppo dimostrati anticipatori di importanti drammatici eventi, dei quali poi nessuno ha pagato le conseguenze, tranne naturalmente Gabriele) servono se aiutano a capire, ma se manca - da parte di medici (e non solo) - la voglia di capire sono completamente inutili”.
Mi devo contraddire rispetto a quella che è stata la mia scelta più recente di non scriverne più (perché ritengo ormai inutile farlo), essendo ieri. domenica 20, successo un fatto molto grave. Verso le 19.35, a due passi da casa, dopo una passeggiata in cui Gabriele si era mostrato molto sereno e felice, ha avuto improvvisamente una FORTISSIMA crisi di assenza. Mentre attraversamo un passo carraio (il cancello si stava aprendo e una macchina era in attesa di entrare) si è letteralmente bloccato. Sono intervenuto subito nel tentativo di sostenerlo ma, attimo dopo attimo, ho capito che non ce l’avrei fatta e ci saremmo accasciati entrambi sul marciapiede.
Avendo compreso la gravità della situazione l’automobilista a bordo della macchina è immediatamente sceso per provare a darci una mano. Impossibile: neanche in due ce l’avremmo fatta perché Gabriele aveva completamente ceduto sulle gambe ed era diventato pesantissimo. Solo dopo che una terza persona, un passante, ci ha aiutati a sorreggerlo siamo riusciti a metterlo in piedi.
Durante più di cinque interminabili minuti è rimasto in stato di incoscienza, non ha pronunciato una sola parola, fosse di ricerca di aiuto. Si è trattato di un episodio che non ha niente a che vedere con le piccole crisi di assenza di cui mio figlio soffre. Si è reso necessario, come ho detto, l’intervento di tre uomini, che faticosamente hanno impedito una rovinosa caduta sul marciapiede e quel che ne poteva seguire. Cosa sarebbe successo se questa crisi Gabriele l’avesse avuta, da solo, per esempio nella sua stanza? Cosa sarebbe successo se due persone non mi avessero aiutato a evitare conseguenze che non oso immaginare per lui (soprattutto) ma anche per me, padre inutile ormai avanti con gli anni, che però rimane l’unica persona su cui può contare?
Gabriele lentamente si è ripreso e dopo qualche minuto siamo finalmente arrivati a casa. Qui, alle 20, per premio, ha preso, come è costretto a fare ogni sera, una compressa di Luminale, 2 di Lacosamide, 1 di Gardenale 3 di Depakin 500, 2 di Olanzapina 2 di Mylicongas, più 20 gocce di Clonazepam. Tra compresse intere e spezzate il conto è stato di 9, diviso in 3 tornate accompagnate da un bicchiere di acqua. Alle 21 gli ho dato generosamente anche una ua compressa di Melatonna. A questo meraviglioso cocktail vanno aggiunti, alla mattina alle 8, altri meravigliosi supporti, alcuni prettamente farmacologici: Lacosamide (2), Depakin 500 (2), Mylicongas (2) Clonazepam (20 gocce), oltre ad Abound, acido folico e Movicol. Al pomerggio le immancabili 20 gocce di Rivotril più il Dibase e il calcio bicarbonato. Se non ho sbagliato i conti Gabriele prende 17 compresse al giorno e 60 gocce di Rivotril: non male, direi! Soprattutto per chi nei convegni predica che il ricorso ai farmaci deve essere il più contenuto possibile e rappresentare l’ultima soluzione alla quale ricorrere. Si può fare di più e passare da 17 a 20 e ancora più su… Non perdiamo la speranza di ulteriori aumenti. Proviamo a fare cifra tonda: cinquanta!
Confesso che ho pianto quando mi sono messo a letto e ricordavo a me stesso che anche questa estate, tra malori vari che ho avuto e ricoveri in pronto soccorso, io non ho lasciato solo Gabriele: Quanto resisterò? Mi auguro poco perché, con un francesismo di cui mi scuso, “mi sono completamente rotto i coglioni”.
Il 29 Agosto Gabriele è andato al CSM. Le uniche informazioni ricevute, in merito a quella che doveva essere una visita psichiatrica, non sono state di un doveroso report del medico “specialista” (impensabile una telefonata fatta al padre di Gabriele o addirittura un incontro con lui: roba da nababbi emiri) ma da una educatrice, che ha scritto in una mail del 31 agosto: “Venerdì mattina Gabriele si è recato al colloquio con la psichiatra. È stato un momento d'interazione positivo e sereno: quando la Dottoressa gli ha chiesto se per il prossimo incontro preferisse una visita in struttura o un nuovo appuntamento in studio, ha espresso chiaramente il desiderio di tornare a trovarla. Successivamente ha manifestato in modo sereno la volontà di rientrare in struttura”. Tutto qui? È questo il risultato di una visita? Questo il “referto”? Posso aggiungere (e dimostrare) che se a Gabriele fosse stato chiesto se preferiva tornare lì o andare su Marte avrebbe sicuramente risposto “Marte”?
Leggo solo di “Grazie” e di “Cordiali saluti” ai messaggi che arrivano alla rete. Non sarebbe meglio ringraziare di meno, inviare meno cordiali saluti ma in compenso attivarsi con idee e iniziative nuove, capaci di avere una buona ricaduta su Gabriele?
Non credo ai santi e perciò nemmeno ai miracoli. Non sarò mai quello che presuntuosamente pensa di sostituirsi a un medico. Parlo di medici che attivano iniziative concrete e non relegano completamente ai margini i familiari mentre pomposamente nei convegni, e negli studi dove operano, si riempiono la bocca della parola “sinergia”, facendomi molto dubitare che ne conoscano il significato.
Credo che sia dovere di professionisti pagati per occuparsi di persone fragili, così come credo che sia dovere chi da un punto di vista normativo ha più autorevolezza di me, riflettere in prima persona su quanto ho detto, e sto ripetendo, in decine e centinaia di mail. Dovrebbero far questo anziché lasciarmi da solo a sostenere le ragioni di una persona debole e indifesa come Gabriele.

24/09/2026

Alle Cucine Economiche Popolari di Padova, come in qualunque altro servizio alla persona, è importante sapere quante persone si incontrano e quante prestazioni vengono realizzate. Ma è anche importante chiedersi: che cosa ha prodotto ciò che abbiamo fatto? Nel Bilancio Sociale ai dati di attivit....

Dopo il Comune di Barletta e di altre diverse amministrazioni comunali, anch il Comune di Fasano ciurla nel ma**co in ma...
15/09/2026

Dopo il Comune di Barletta e di altre diverse amministrazioni comunali, anch il Comune di Fasano ciurla nel ma**co in materia di disability management... Per favore: chiamateli "garanti", assistenti", "mediatori", "facilitatori", "piripacchi", "faccendieri", comeca22o volete, ma NON chiamateli "Disability Manager" perché il Disability Manager deve essere un professionista formato attraverso percorsi universitari specifici, con Master di I o II livello in Disability Management, competenze certificate in materia di accomodamento ragionevole, ICF, accessibilità universale, inclusione lavorativa e una preparazione accademica dedicata. Ma soprattutto VANNO PAGATI! Tutto il resto é FUFFA!

Attualità Prima Pagina Disability Manager, Giuseppe Colucci: “La nomina solleva interrogativi seri e fondati” Redazione GoFasano 1 Luglio 2026 10:15 3 min read La nota dell’avvocato Colucci che chiede chiarimenti in merito alla nomina di CalabreseFASANO – Riceviamo e pubblichiamo il comunic...

Bari 08 Settembre 2026                                   COMUNICATO STAMPA  Ieri 7 Settembre, una delegazione di associa...
10/09/2026

Bari 08 Settembre 2026
COMUNICATO STAMPA
Ieri 7 Settembre, una delegazione di associazioni in rappresentanza ed a tutela dei bisogni ed interessi delle persone con disabilità della Città di Bari (Disabili Attivi, AILA, PugliAccessibile, SI.DI.MA., Una Città per Tutti, Comitato Strade Sicure) é stata ricevuta a seguito di una prima richiesta inoltrata dall'Associazione Disabili Attivi ed alla quale si sono riferite le altre. Le associazioni erano rappresentate dall'Ing. Corrado Africano e dall'Arch. Giorgio Skoff che ringraziamo per le professionalità espresse nell'articolato ed, a volte, acceso confronto che aveva come oggetto il BRT, nuovo sistema di trasporto pubblico di superficie ad alta capacità e come questo incida sulla mobilità e sulla vita di persone con bisogni speciali (anziani, persone con mobilità ridotta, con carrozzine, appendici, sostegni, cieche, ipovedenti, sorde...). Per alcune categorie di queste disabilità ci é stato confermata la presa d'atto avvenuta direttamente con le associazioni delle persone cieche ed ipovedenti, o delle persone sorde, circa le adozioni delle misure e rimedi specifici, quali lodges, mappe tattili, citofoni collegati a centri di servizio, rete wireless di supporto al sistema di comunicazione su frequenze ottimizzate per apparecchi per sordità, un sistema FM o di ascolto assistito a radiofrequenza (RF), che trasmette il suono direttamente dalla sorgente sonora all'apparecchio acustico o all'impianto cocleare e che certamente qualificherebbero il Sistema cittadino dei trasporti agli standard europei, vandali permettendo.
Le divergenze ed i nodi della discussione hanno riguardato il metodo applicato nella determinazione delle percentuali di pendenza delle rampe, ciò che le norme prevedono nel loro caso (pendenza massima del 5%, ma in casi estremi flessibile fino al 8%, ma anche ben oltre, come attestato dai rilievi effettuati sui cantieri BRT aperti) e quando esse debbano intendersi come passaggi pedonali obbligatori per tutti e per le quali é prevista la pendenza massima tassativa del 5%. Su questi aspetti ci sono forti contrapposizioni purtroppo determinati dall'applicazione di una norma ormai vetusta che va rivista e che consente ai progettisti di considerare la massima pendenza come una determinazione di "default", generalizzata ed applicata massivamente a dispetto delle istanze universalmente riconosciute e provenienti dalle stesse aule universitarie internazionali, da dove la progettazione "NO BARRIER" basata sui principi dell'Accessibilità Universale senza barriere, trova la sua barriera culturale in Italia e soprattutto nei politecnici dove si devono produrre laureati tecnici e tecnologici per il mercato, piuttosto che per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei più fragili fra questi.
Ciò non ostante, abbiamo trovato delle sensibilità all'ascolto delle nostre istanze ed attenta ricezione alla loro accoglienza, con l'impegno reciproco a reincontrarci anche sui cantieri, a completamento dei lavori, per le opportune verifiche. Inoltre abbiamo convenuto con L'Assessore Domenico Scaramuzzi, il Direttore della Ripartizione IVOP Ing. Claudio Laricchia, il Consigliere Delegato alle Politiche Sociali per la Città Metropolitana di Bari Italo Carelli che ringraziamo per la disponibilità, circa l'opportunità di indire un Tavolo Tecnico ed Osservatorio al fine di una puntuale comunicazione e confronto per rispondere al meglio alle esigenze di cittadini con bisogni speciali e non generalizzabili, ma soprattutto nell'applicazione di misure meno massimaliste e nel "buon senso", quando si devono interpretare delle norme, almeno per il tempo che queste, con l'impegno e la buona volontà di tutte le parti coinvolte, vengano opportunamente riviste ed aggiornate in funzione del bene comune e del civile confronto.

Bari 08 Settembre 2026                                   COMUNICATO STAMPA  Ieri 7 Settembre, una delegazione di associa...
10/09/2026

Bari 08 Settembre 2026
COMUNICATO STAMPA
Ieri 7 Settembre, una delegazione di associazioni in rappresentanza ed a tutela dei bisogni ed interessi delle persone con disabilità della Città di Bari (Disabili Attivi, AILA, PugliAccessibile, SI.DI.MA., Una Città per Tutti, Comitato Strade Sicure) é stata ricevuta a seguito di una prima richiesta inoltrata dall'Associazione Disabili Attivi ed alla quale si sono riferite le altre. Le associazioni erano rappresentate dall'Ing. Corrado Africano e dall'Arch. Giorgio Skoff che ringraziamo per le professionalità espresse nell'articolato ed, a volte, acceso confronto che aveva come oggetto il BRT, nuovo sistema di trasporto pubblico di superficie ad alta capacità e come questo incida sulla mobilità e sulla vita di persone con bisogni speciali (anziani, persone con mobilità ridotta, con carrozzine, appendici, sostegni, cieche, ipovedenti, sorde...). Per alcune categorie di queste disabilità ci é stato confermata la presa d'atto avvenuta direttamente con le associazioni delle persone cieche ed ipovedenti, o delle persone sorde, circa le adozioni delle misure e rimedi specifici, quali lodges, mappe tattili, citofoni collegati a centri di servizio, rete wireless di supporto al sistema di comunicazione su frequenze ottimizzate per apparecchi per sordità, un sistema FM o di ascolto assistito a radiofrequenza (RF), che trasmette il suono direttamente dalla sorgente sonora all'apparecchio acustico o all'impianto cocleare e che certamente qualificherebbero il Sistema cittadino dei trasporti agli standard europei, vandali permettendo.
Le divergenze ed i nodi della discussione hanno riguardato il metodo applicato nella determinazione delle percentuali di pendenza delle rampe, ciò che le norme prevedono nel loro caso (pendenza massima del 5%, ma in casi estremi flessibile fino al 8%, ma anche ben oltre, come attestato dai rilievi effettuati sui cantieri BRT aperti) e quando esse debbano intendersi come passaggi pedonali obbligatori per tutti e per le quali é prevista la pendenza massima tassativa del 5%. Su questi aspetti ci sono forti contrapposizioni purtroppo determinati dall'applicazione di una norma ormai vetusta che va rivista e che consente ai progettisti di considerare la massima pendenza come una determinazione di "default", generalizzata ed applicata massivamente a dispetto delle istanze universalmente riconosciute e provenienti dalle stesse aule universitarie internazionali, da dove la progettazione "NO BARRIER" basata sui principi dell'Accessibilità Universale senza barriere, trova la sua barriera culturale in Italia e soprattutto nei politecnici dove si devono produrre laureati tecnici e tecnologici per il mercato, piuttosto che per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei più fragili fra questi.
Ciò non ostante, abbiamo trovato delle sensibilità all'ascolto delle nostre istanze ed attenta ricezione alla loro accoglienza, con l'impegno reciproco a reincontrarci anche sui cantieri, a completamento dei lavori, per le opportune verifiche. Inoltre abbiamo convenuto con L'Assessore Domenico Scaramuzzi, il Direttore della Ripartizione IVOP Ing. Claudio Laricchia, il Consigliere Delegato alle Politiche Sociali per la Città Metropolitana di Bari Italo Carelli che ringraziamo per la disponibilità, circa l'opportunità di indire un Tavolo Tecnico ed Osservatorio al fine di una puntuale comunicazione e confronto per rispondere al meglio alle esigenze di cittadini con bisogni speciali e non generalizzabili, ma soprattutto nell'applicazione di misure meno massimaliste e nel "buon senso", quando si devono interpretare delle norme, almeno per il tempo che queste, con l'impegno e la buona volontà di tutte le parti coinvolte, vengano opportunamente riviste ed aggiornate in funzione del bene comune e del civile confronto.

La prima pagina del Quotidiano di Bari. Acquistabile nelle edicole di Bari e in digitale qui: https://quotidianodibari.it

25/02/2026

"oggi facciamo il punto" ma in questi anni ai pazienti che sono emigrati verso altre destinazioni per farsi curare cosa gli diciamo?
Comunque senza tanti giri di parole si chiama , progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), ed in Puglia non è mai partito in maniera seria e con medici competenti. E soprattutto manca la partecipazione delle associazioni e delle famiglie "tutte" attraverso una Consulta delle malattie Neuromuscolari che funzioni.
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