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Ability Network Puglia Siamo la rete di associazioni di persone con disabilità, le loro famiglie, i caregiver, operatori s

Ci risiamo, Il genio latente, che non si manifesta a Palazzo di Città, ha colpito ancora a tradimento! E puntualmente ca...
08/03/2026

Ci risiamo, Il genio latente, che non si manifesta a Palazzo di Città, ha colpito ancora a tradimento! E puntualmente cade ancora una volta il giornalista di turno che si attarda nel rinfrescare la semantica. Eppure basta poco, basta solo pensare che i "cittadini diversamente abili", SONO PERSONE e, di conseguenza, PERSONE CON DISABILITA'! Anche all'Ordine dei giornalisti hanno bisogno di corsi di formazione alla semantica dell'accessibilità!

by Ivana Palieri
La problematica dell'accessibilità in quella sede era già stata sollevata da me in passato come disability e diversity manager. Visto che il linguaggio è importante vorrei suggerire alla giornalista di usare il termine corretto "persone con disabilità " poi...chi ha introdotto la regola del ritiro del pass solo al titolare? Perchè negli altri comuni è possibile fare delega e nella città di Bari è stata eliminata? Gli accomodamenti ragionevoli per le persone con disabilità sono necessarie e una città metropolitana si dovrebbe adeguare. Ricordo che Bari ha aderito alla piattaforma unica nazionale...da una parte snellisce e dall'altra? Italo Carelli so che sarai risolutivo e celere nel risolvere questo problema.
https://www.borderline24.com/2026/03/05/bari-arrivare-allufficio-disabili-e-un-percorso-ad-ostacoli-la-proposta-di-trasferirlo-in-via-garruba/?fbclid=IwY2xjawQaUoxleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeu9WercOaL4ZWertWh8PtgkAUUD4P0B4bm85QWwsI62e2luOkWlIUjkEPJzo_aem_A_Hpsg70FWtcPLf7YYG4IA

Molti cittadini diversamente abili a Bari si trovano ogni giorno a fare i conti con difficoltà che vanno ben oltre la sola necessità di spostarsi: arrivare all’ufficio comunale per il rilascio del Cude, il Contrassegno Unico Disabili Europeo, può trasformarsi in un vero percorso a ostacoli.

25/02/2026

"oggi facciamo il punto" ma in questi anni ai pazienti che sono emigrati verso altre destinazioni per farsi curare cosa gli diciamo?
Comunque senza tanti giri di parole si chiama , progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), ed in Puglia non è mai partito in maniera seria e con medici competenti. E soprattutto manca la partecipazione delle associazioni e delle famiglie "tutte" attraverso una Consulta delle malattie Neuromuscolari che funzioni.
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È una cosa gravissima perché viola palesemente i diritti fondamentali della persona disabile ma anche quelli di chi, pri...
20/02/2026

È una cosa gravissima perché viola palesemente i diritti fondamentali della persona disabile ma anche quelli di chi, prima di essere istituzionalizzato, avrebbe avuto diritto a cure mediche preventive, nonché specialistiche coni contributi statali e sanitari necessari, soprattutto se sprovvisto di supporto famigliare o socio assistenziale. Più il Sistema si arricchisce e più la collettività umana si impoverisce e la scarsa salute delle persone diventa un problema da eradicare che le approssima alla morte.
È questo che vogliamo? Che si ripetano le discriminazioni eugenetiche?
Che i bambini nascano già deprivati e destinati alla malattia, fisica e mentale?
https://dirittiallafollia.it/2026/01/21/alla-faccia-della-deistituzionalizzazione/?fbclid=IwY2xjawQFMqhleHRuA2FlbQIxMABicmlkETJjZzF6T2RjU1ZBMW9veFE2c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHqmMw8Htxtn28Dh0cSdewJEIaMbLEqKJ2ejxce7CfvCkm5uqwnkd9ccnKRFe_aem_cBrvwlkEXfIFJK9g9wKZAw

L'arte di prendere per i fondelli... La Locatelli è una vera maestra (ho scritto "maestra", non ministra) in questo. Sol...
19/02/2026

L'arte di prendere per i fondelli... La Locatelli è una vera maestra (ho scritto "maestra", non ministra) in questo. Solo FISH, ANFFAS e associazioni "tappetino" fanno finta di non accrorgersene.
Ministro Locatelli: A breve proposta modifica limite reddituale assegno invalidità civile
https://www.disabilita.governo.it/it/notizie/ministro-locatelli-a-breve-proposta-modifica-limite-reddituale-assegno-invalidita-civile/?fbclid=IwY2xjawQEFhhleHRuA2FlbQIxMABicmlkETJjZzF6T2RjU1ZBMW9veFE2c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoKl5bD22p8UXkmggfsfVD5OXDbU-jDknR6E8jK3yXzgQPj-L9GIB_l2whUJ_aem_PGtDfATJGOtXcdSbY-dHHw

Nel question time di oggi alla Camera, il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato una proposta per modificare il limite reddituale per l’assegno ...

Ho firmato la delibera che estende di tre mesi, fino a fine maggio, con un importo di spesa di 11,8 milioni di euro, il ...
19/02/2026

Ho firmato la delibera che estende di tre mesi, fino a fine maggio, con un importo di spesa di 11,8 milioni di euro, il Sostegno Familiare in favore delle famiglie con una persona in condizioni di gravissima non autosufficienza, assicurando loro la continuità dell'intervento.
Misura che interessa 5.640 persone, le loro famiglie e caregivers. Sono pronto a confrontarmi, anche duramente, con il governo nazionale per richiedere l’approvazione urgente del piano nazionale delle non autosufficienze che ci consentirebbe piena copertura per i prossimi anni.
Quando il Presidente Decaro mi ha conferito la delega al welfare della Regione Puglia, è stato per me un momento di gioia. Di gioia vera. Perché occuparmi degli altri, era esattamente ciò che volevo fare. Era il mio proposito quando cominciai attivamente a occuparmi di politica, era il mio sogno di studente che leggeva Gramsci e pensava che un mondo migliore fosse possibile.
Perché il welfare è la materia che si occupa di tutele, di servizi per le persone e che finisce per essere fondamentale per l'aiuto alle fragilità, principale impulso all'inclusione e finalmente strumento irrinunciabile per una società fondata sull'uguaglianza.
La qualità del welfare ci dà la cifra della civiltà di una comunità. La qualità della vita dei cittadini è direttamente proporzionale alla qualità del welfare.
Detto semplicemente: più il welfare funziona, più i cittadini stanno meglio.
Potevo, quindi, occuparmi di questo: della qualità della vita dei miei corregionali.
Me ne sto occupando lavorando giorno e notte. All'entusiasmo segue spesso la felicità della fatica, perché a ogni minuto speso, a ogni particella di energia spesa, corrisponde un servizio per un bimbo disabile, il migliore funzionamento di un centro di prossimità, una minore infelicità o una maggiore felicità.
Perché il welfare non è un costo ma la più alta forma di sviluppo. Ci saranno sicuramente momenti in cui sarò stanco, ma non ci saranno pause perché le fragilità non possono aspettare.

COSTA SUD IL GREENWASHING COME PROGETTO POLITICO DELLA CITTÀ CHE ESCLUDE. Bari, 15/02/2026Costa Sud: il greenwashing com...
15/02/2026

COSTA SUD IL GREENWASHING COME PROGETTO POLITICO DELLA CITTÀ CHE ESCLUDE.
Bari, 15/02/2026
Costa Sud: il greenwashing come progetto politico della città che esclude
Arch. Giorgio Skoff
Costa Sud: il greenwashing come progetto politico della città che esclude
In un articolo pubblicato su Eco dalle Città in occasione della consultazione pubblica per la Vas del Piano Urbanistico Esecutivo Bari Costa Sud (11 febbraio 2026), il Comitato Mobilità2030 denuncia che il progetto conferma un modello urbano sbilanciato verso l'uso dell'automobile.
C'è un equivoco che va chiarito con decisione: il Piano Urbanistico Esecutivo Bari Costa Sud non è un progetto ambientalista mal riuscito. È un progetto politicamente coerente con il modello di città capitalista che usa l'ecologia come linguaggio e la rendita come obiettivo.
Il suo nome è greenwashing urbano.
Parco costiero, mobilità dolce, rigenerazione, sostenibilità: una narrazione accuratamente costruita per produrre consenso, mentre sul piano materiale restano intatte le stesse logiche che hanno generato la crisi urbana contemporanea: espansione, consumo di suolo, centralità dell'automobile, marginalizzazione del trasporto pubblico, il tutto nato con le precedenti amministrazioni.
Costa Sud viene raccontata come grande operazione verde. Ma come osserva con lucidità Eugenio Lombardi (GDM 14/02/2025), mentre gli occhi sono puntati sul parco costiero, tra Japigia e Sant'Anna viene aggiunto altro cemento. La compensazione simbolica funziona cosi: mentre si promette natura da una parte, si costruisce dall'altra. II verde diventa alibi, non infrastruttura ecologica reale.
Questa dinamica svela il vero carattere del progetto: la riduzione del consumo di suolo è assente, la sua redistribuzione è funzionale alla valorizzazione immobiliare.
Il cuore del problema resta la mobilitá. E la mobilità non è una questione tecnica. È una questione di potere. Come ricordava Henri Lefebvre (Il diritto alla città, 2014), il diritto alla città è diritto di appropriazione, di uso e di trasformazione. Un piano che assume l'automobile come misura implicita dello spazio urbano stabilisce già chi è il soggetto legittimo della città; chi possiede un'auto, chi consuma.
Tutti gli altri diventano soggetti di serie B.
II PUE Costa Sud conferma un impianto fondato su strade, parcheggi e accessibilità carrabile. II trasporto pubblico resta insufficiente e non strutturante. Le piste ciclabili sono frammenti. Questa non è sostenibilità: è conservazione del modello esistente con una verniciata verde.
La città che emerge è abilista, classista, selettiva. Penalizza anziani, bambini, persone con disabilità, lavoratori pendolari, donne, chi vive tempi di vita complessi. È una città progettata per un corpo standardizzato che non esiste. Il greenwashing serve a nascondere proprio questo: che il progetto non riduce le disuguaglianze, le organizza.
Ancora più grave è il nodo ferroviario. L'ipotesi di dismettere un tracciato ferroviario funzionante per sostituirlo con viabilità stradale e autobus è una scelta regressiva sotto ogni profilo.
Come ha scritto Pino Bruno (Corriere del Mezzogiorno 12/02/2026), la capacità di trasporto conta.
Un autobus, anche elettrico, trasporta molte meno persone di un treno.Sostituire il ferro con la gommasignifica ridurre capacità, affidabilità e attrattività del sistema pubblico.
Questa scelta colpisce direttamente migliaia di pendolari. Ma soprattutto manda un messaggio politico chiarissimo: Il trasporto collettivo su ferro non é una priorità.
È l'esatto contrario di ciò che sarebbe necessario in una vera transizione ecologica. Le infrastrutture ferroviarie sono ossature territoriali. Una volta smantellate, non tornano. Ogni binario rimosso é un futuro cancellato. Ogni stazione demolita é una possibilità in meno di costruire una città meno dipendente dall'auto. Mentre si parla di "liberare la costa", in realtà si libera spazio per l'asfalto.
Il quadro complessivo diventa così evidente: parco costierocome immagine, cemento all'internocome sostanza; piste ciclabili come decorazione, strade come struttura; sostenibilità come racconto, rendita come fine.
È esattamente ciò che David Harvey (Il capitalismo contro il diritto alla città, 2016), descrive da anni: l'urbanizzazione come strumento di accumulazione. La città trasformata in macchina economica. Il progetto urbanocome leva per produrrevalore privato, non benessere collettivo.
Esistono alternative. Sono note. Sono praticate in molte città europee. Centralità del ferro. Trasporto pubblico ad alta capacità come spina dorsale. Continuità ciclabile reale. Prossimità funzionale. Riduzione drastica dello spazio destinato all'auto. Madrid, Parigi, Berlino.
Solo le lezioni di Jane Jacobs (Città e libertà, 2020)e Jan Gehl (Città per le persone, 2017): città costruite per le persone, non per i veicoli.
Applicare queste idee, però, significa entrare in conflitto con interessi forti. Significa sottrarre spazio alla rendita e restituirlo all'uso collettivo. Ed é esattamente questo conflitto che il Comune di Bari e la Regione Puglia stanno evitando. Costa Sud é un progetto sbagliato per errore.
È un progetto giusto per una visione sbagliata di città. Una città che usa il verde come foglia di fico. Una città che parla di sostenibilità ma investe sull'auto. Una città che proclama inclusione ma produce esclusione.
Contro questo modello non servono correzioni marginali. Serve una politica di rottura. O si cambia paradigma, oppure Costa Sud resterà l'ennesimo monumento alla sostenibilità di facciata. Ancora una volta, una città che esclude.
15 febbraio 2026 Arch. Giorgio Skoff

marzo 25, 2020 DERIVEMETROPOLITANE voce narrante Mauro Leuce foto Giorgio Skoff Ottieni link Facebook X Pinterest Email Altre app Posta un commento

Non sono di Trani e non so se si parla dell'Ospedaletto di Via Imbriani o dell'ex Ospedale San Nicola Pellegrino. Non es...
05/02/2026

Non sono di Trani e non so se si parla dell'Ospedaletto di Via Imbriani o dell'ex Ospedale San Nicola Pellegrino. Non essendoci delle immagini dei luoghi né una descrizione più accurata sarebbe bene aggiungerle e magari mandarle all'attenzione del Garante dei Diritti delle Persone Disabili perché intervenga direttamente sia sul Presidente di Regione che sui responsabili di questa ennesima discriminazione nei confronti delle persone disabili! Io, come presidente di Associazione di tutela delle fragilità, sarei del parere di estendere le denunce dai social fino alla Procura della Repubblica. Basta perdere tempo con i lamenti, i danni che vengono perpetrati quotidianamente sono ormai inaccettabili!

Ruggiero
Oggi, mercoledì 4 febbraio, br**ta sorpresa alla Commissione Medica Patenti di Trani.
Arriviamo e troviamo le porte chiuse. Solo un cartello scritto a mano: “trasferiti al vecchio Ospedaletto”. Nessuna indicazione, nessun avviso ufficiale.
Dopo varie telefonate riusciamo ad avere la posizione su WhatsApp e partiamo. Strade strette, auto parcheggiate male, impossibile trovare posto. Lasciamo il pulmino e proseguiamo a piedi per quasi un chilometro.
Da lì inizia il vero problema — soprattutto per chi è in carrozzina:
• attraversamenti pedonali inutilizzabili
• marciapiedi che sbarrano il passaggio
• costretti a camminare in mezzo alla strada tra le auto
• lunga e ripida discesa pericolosa
• terreno sconnesso
E non basta: un albero cade a pochi centimetri dalla carrozzina.
Ci chiediamo: chi ha deciso questo trasferimento sa che qui si presentano persone con gravi disabilità motorie?
In queste condizioni non possiamo raggiungere l’ufficio in sicurezza.
Nonostante tutto abbiamo mantenuto la calma, come facciamo da oltre 40 anni, e abbiamo completato le pratiche per la visita del 12 febbraio.
L’Associazione ANGLAT opera gratuitamente al servizio della categoria e anche della stessa Commissione, promuovendo autonomia, sicurezza, inserimento sociale, lavorativo e sportivo.
Invitiamo il Presidente della Regione Puglia a fare una passeggiata con noi fino alla sede: capirà subito che non è una nostra impressione.
Perché oggi non è stata una fantasia: nella salita ho anche rotto il telefono caduto durante il percorso.

by Italo Carelli, Consigliere Comunale della Città di Bari, con Delega alle "Politiche per le persone con disabilità e p...
03/02/2026

by Italo Carelli, Consigliere Comunale della Città di Bari, con Delega alle "Politiche per le persone con disabilità e per la promozione di città e comunità accessibili e inclusive nella Città Metropolitana di Bari” da parte del Sindaco della Città Metropolitana di Bari Vito Leccese.
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Comune di Bari, al consigliere M5S Italo Carelli la delega alle politiche per persone con disabilità
https://www.baritoday.it/.../italo-carelli-consigliere...
© BariToday
Una città per pochi non è una città sicura.
Cosa significa davvero "sicurezza" a Bari?
Significa sicuramente pattugliamenti ma significa anche marciapiedi liberi, spazi pubblici inclusivi e diritti garantiti.
Il modello urbano attuale spesso espelle i "corpi non conformi" e rende la disabilità una marginalità quotidiana.
Sarebbe ora di cambiare prospettiva, la giustizia sociale passa per le strade che percorriamo ogni giorno.
L’11 Febbraio, dalle ore 15.30 presso la sala dell’Ex-Tesoreria del Comune in Corso Vittorio Emanuele 84, interverrò come relatore per discutere di come trasformare Bari in una città fondata sui diritti e non solo sul profitto.
Il tuo contributo conta!!!
Prima dell'incontro, aiutaci a raccogliere dati compilando il questionario al link qui sotto.
👇 👇 👇
https://docs.google.com/.../1FAIpQLScVtw3H8Ko.../viewform...
11 Febbraio ore 15:30
📍 Ex-Tesoreria del Comune, Corso Vittorio Emanuele 84 Bari

Italo Carelli,  Metropolitana di BariNessun cittadino deve sentirsi un ospite indesiderato nella propria città. Oggi, in...
02/02/2026

Italo Carelli, Metropolitana di Bari
Nessun cittadino deve sentirsi un ospite indesiderato nella propria città.
Oggi, insieme al Sindaco Vito Leccese, ho incontrato Giuseppe, lo studente universitario del quartiere San Paolo a cui nei giorni scorsi è stato negato il diritto fondamentale alla mobilità.
Chiedere a una persona con disabilità motoria di "prenotare con due giorni di anticipo" un viaggio che per altri è immediato non è una procedura, è una discriminazione.
La Legge 67/2006 “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione” parla chiaro, e noi abbiamo intenzione di farla rispettare.
Come Delegato per la Città Metropolitana di Bari alle politiche per le persone con disabilità, ho già inviato una richiesta formale di chiarimenti all’azienda di trasporti per tre punti imprescindibili, ovvero che sarebbe opportuno che l'azienda valutasse il superamento dell'obbligo di prenotazione per garantire il viaggio in totale autonomia e senza preavviso come per ogni altro cittadino, fornendo al contempo un report urgente sullo stato dei carrelli elevatori alla stazione di Bari Centrale in quanto strumenti essenziali di libertà e illustrando infine le misure correttive che si intenderebbero adottare per assicurare il pieno adeguamento ai regolamenti europei.
Giuseppe, e la sua determinata mamma Bruna, non sono soli, la loro battaglia è la nostra.
Non ci fermeremo finché "accessibilità" non sarà una realtà quotidiana e non invece una notizia di cronaca.

Riforma disabilità, dopo i buchi della sperimentazione bresciana, le associazioni chiedono un posto in cabina di regiadi...
02/01/2026

Riforma disabilità, dopo i buchi della sperimentazione bresciana, le associazioni chiedono un posto in cabina di regia
di Renato La Cara
Ledha e Fand: "Profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. In provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone"
La realizzazione della cosiddetta Riforma della disabilità, in fase di sperimentazione dal primo gennaio 2025 già con vari problemi sui territori coinvolti, continua a non procedere in maniera adeguata per i diretti interessati e con diversi aspetti negativi da risolvere già denunciati a ilfattoquotidiano.it, tra i tanti, dalla Cgil. Che qualcosa non stia andando per il verso giusto lo testimonia, ad esempio, “il caso della provincia di Brescia, una delle prime 9 province scelte a livello sperimentale, dove sono emerse criticità e soprattutto ritardi sulle certificazioni di invalidità”, come segnala a ilfattoquotidiano.it Alessandro Manfredi, presidente Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). Per evidenziare i disagi e offrire un supporto partecipando a tavoli istituzionali congiunti creati ad hoc, alcune associazioni hanno chiesto – e ottenuto il primo dicembre – un confronto diretto con le istituzioni.
“La riforma della disabilità deve aiutare le persone, non creare nuove barriere” – È il focus del messaggio che Ledha e Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand) hanno manifestato alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli (Lega) e all’assessore lombardo alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Elena Lucchini (Lega). Secondo le organizzazioni la riforma per cambiare passo di marcia nella qualità dei servizi erogati ha bisogno di “tempestivi miglioramenti in particolare sul Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”.
Durante la riunione è stato affrontato il percorso di trasformazione del modello di welfare sulla disabilità, sempre più orientato alla personalizzazione degli interventi attraverso il Progetto di vita. Un’indicazione già presente nella legge regionale lombarda e, a livello nazionale, nella Riforma delle disabilità che a partire dal primo aprile 2026 verrà estesa ad altre sei province lombarde, mentre l’entrata in vigore della riforma su tutto il territorio italiano è fissata per il primo gennaio 2027. “Proprio in vista dell’allargamento della sperimentazione come Ledha e Fand abbiamo chiesto al ministero per le Disabilità e a Regione Lombardia di poter partecipare alla cabina di regia”, spiega Manfredi. All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti degli assessorati regionali al Welfare, Istruzione, Lavoro, dirigenti ministeriali, rappresentanti regionali e nazionali dell’Inps, ente che con la riforma ha assunto un ruolo fondamentale come soggetto unico per l’accertamento sanitario con l’introduzione del nuovo certificato medico per il riconoscimento dell’invalidità civile, non più commissioni medico-legali diversificate, ma un solo referente nazionale con uniformità di giudizio e procedure standard per tutti.
“Mancano medici certificatori e questo provoca attese di mesi solo per la valutazione di base” – “Regione Lombardia e il ministero per le Disabilità hanno accolto la nostra richiesta di entrare a far parte della cabina di regia, un dato positivo. A oggi però non abbiamo ancora ricevuto un atto formale che ratifichi questo impegno”, dice Manfredi a ilfattoquotidiano.it. Sulla messa a terra della riforma, “esprimiamo una profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. A oggi”, aggiunge il numero uno di Ledha, “in provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone che hanno espresso interesse all’avvio di un percorso di vita indipendente”. Accanto alle opportunità, sono emerse diverse criticità che rischiano di gravare sulle persone con disabilità e che dovranno essere risolte il prima possibile.
“Evidenziamo”, afferma Ledha che è attiva in Lombardia, “il tema dei tempi di attesa molto prolungati per l’accertamento dell’invalidità, dovuti alla carenza di personale dedicato. Un grave disagio riscontrato chiaramente nei primi mesi di sperimentazione nel territorio bresciano”. Manfredi sottolinea “come sia stato lo stesso direttore generale dell’Inps, durante la riunione, a evidenziare che il problema principale per la certificazione dell’invalidità è stato il numero insufficiente di personale, in particolare di medici certificatori”. La carenza di questi professionisti sanitari ha un impatto concreto su tutta la sperimentazione, “perché i tempi si allungano”, sottolinea Manfredi, “e questo significa che le persone interessate ad avviare un Progetto di vita indipendente devono aspettare a lungo, anche mesi, semplicemente per riuscire a ottenere la Valutazione di base, che rappresenta solo il primo passo di questo iter”. Non proprio un bel viatico per la riforma tanto decantata dalla ministra Locatelli che l’ha già rinviata di un anno provocando le proteste delle associazioni.
“L’estensione della sperimentazione non ci lascia tranquilli” – Disagi emersi a livello nazionale, non solo lombardo. “Il percorso per l’attuazione dei Progetti di vita indipendente per le persone con disabilità era già previsto dalla legge 328 del 2000, ma non è mai stato sostanzialmente applicato in tutta Italia”, spiega il presidente Ledha. “In Lombardia c’è stata un’accelerazione a muoversi in questa direzione anche attraverso la legge regionale che mette al centro il Progetto di vita delle persone con disabilità. Questo non avviene nelle altre regioni, che sono invece legate alla sperimentazione prevista dal Decreto legislativo 62 incentrata sulla certificazione di invalidità. Ci sono alcune regioni in cui il percorso sta avanzando e altre in cui ci sono ritardi”, aggiunge Manfredi, “quello che auspichiamo è che le criticità già evidenziate vengano superate in tutto il territorio nazionale per garantire finalmente a tutte le persone con disabilità il diritto alla vita indipendente come previsto dalla Convenzione Onu”.
Va detto che anche in Lombardia ci sono lacune da colmare e risorse da incrementare per la Vita indipendente per tutti gli aventi diritto. Ma cosa accadrà quando nella primavera dell’anno prossimo verranno inserite a livello sperimentale altre 40 province, con il coinvolgimento di altre decine di migliaia di persone con disabilità? “L’estensione della sperimentazione avverrà a marzo-aprile 2026 e potremmo valutarla in termini positivi se effettivamente ci fossero tutte le risorse necessarie, anche in termini di personale, e penso soprattutto agli uffici provinciali dell’Inps, per svolgere tutti i procedimenti richiesti”, risponde il presidente di Ledha.

Ledha e Fand: "Profonda preoccupazione rispetto ai ritardi sulle certificazioni di invalidità, che comporta un rallentamento sulle sperimentazioni dei Progetti di vita indipendente. In provincia di Brescia i progetti attivati sono una quarantina su una platea totale di circa 1.500 persone"

L'autonomia per una persona disabile motoria che voglia prendere un gelato, sostenere un esame all'università, andare al...
19/08/2025

L'autonomia per una persona disabile motoria che voglia prendere un gelato, sostenere un esame all'università, andare al parco (a Bari si chiamano così i giardinetti!), o poter anche più semplicemente andare al supermercato o un negozio sul marciapiede di fronte resta una chimera, viene ancora negata nella Città che detiene il record per consumo di cemento e realizzazione di volumetrie ma non ha mai realizzato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, non ha mai messo in sicurezza i marciapiedi scollati sui quali si continua a cadere o camminare a zig zag causa le diffuse palificazioni di segnali e comunicazioni pubblicitarie diffuse, non ha mai creato le fermate accessibili per l'accesso ai bus, ecc.
Non é più un problema economico, viste le risorse raccolte ed erogate per altre opere pubbliche e che non prevedono già in fase progettuale, quindi resta ancora quel ritardo culturale che si continua a denunciare da ormai vent'anni di amministrazioni "democratiche, dialoganti, inclusive... ecc."!

Barriere architettoniche a Bari: “Io, ragazza in carrozzina. Anche mangiare un gelato è un’impresa” - VIDEO

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