Voce libera.

Voce libera. Voce Libera nasce dall’impegno di due sindacalisti dell’Arma dei Carabinieri per dare spazio e ascolto a chi ogni giorno serve il Paese in uniforme.

Un progetto che promuove il confronto e il rispetto dei diritti di tutti gli operatori di polizia "Sii il cambiamento che vuoi essere nel modo" cit. Gandhi
E' proprio su questa frase che si ispira il Nuovo Sindacato Carabinieri Puglia. Rappresentare ad ogni livello il lavoratore non è cosa facile, soprattutto per chi come noi è partito da zero, richiede sacrifici. Sappiamo benissimo che molti non

credono ci possa mai essere la possibilità di un cambiamento, sappiamo bene che il far comprendere l'importanza di tesserarsi, far capire che si può da oggi liberarsi da paure comprensibili, dare la giusta importanza ad una Legge, che con le sue lacune, riconosce l'associazionismo, far capire che N.S.C. è iscritta all'albo Ministeriale, solo questo richiede sacrifici enormi, che spesso possono portare a delusioni amare. Ma, nonostante le difficoltà che comporta il tesseramento, le difficoltà di far avvicinare i colleghi all'importanza di iscriversi, ciò che ci fa andare avanti è il pensare che la nostra causa è giusta, legittima, il nostro progetto è quello giusto perché serve gli interessi di tutti noi e di riflesso gli interessi dell’intera società. "Quando la causa è così alta, merita di essere servita e vissuta, anche a costo di enormi sacrifici". Noi ci siamo, voi? (L’ultimo discorso di Di Vittorio 1957). Caro collega iscriviti al Nuovo Sindacato Carabinieri.🤝
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https://www.carabinierinsc.it/iscriviti/

“PRIMA DI TUTTO, LA SALUTE”Negli ultimi giorni sono stati sottoscritti importanti protocolli tra Arma e Difesa Servizi S...
06/05/2026

“PRIMA DI TUTTO, LA SALUTE”

Negli ultimi giorni sono stati sottoscritti importanti protocolli tra Arma e Difesa Servizi S.p.A. su welfare, sanità e valorizzazione degli asset istituzionali.

Sulla carta, un passo avanti.

Ma chi vive le caserme ogni giorno sa che il vero punto non è firmare accordi.
È renderli concreti.

Oggi più che mai, secondo noi una priorità deve essere chiara: la salute del personale.

Salute che non significa solo servizi sanitari più efficienti, ma anche benessere psicofisico, prevenzione del disagio e attenzione reale alle condizioni di lavoro.

Perché il disagio in divisa esiste, anche quando non si vede.
E non può essere affrontato con strumenti formali o interventi tardivi.

Servono risposte concrete:

* ambienti di lavoro dignitosi
* accesso reale al supporto sanitario
* strumenti efficaci di prevenzione e ascolto

I protocolli rappresentano un punto di partenza.
Ma il valore si misurerà solo nella loro applicazione.

Noi continueremo a vigilare, con un obiettivo preciso:
trasformare gli impegni in risultati.

La salute non è un aspetto secondario. È la base del servizio.



👉 Secondo voi, oggi la salute del personale è davvero una priorità?



Legge di Bilancio 2026La Legge di Bilancio 2026 si colloca nel solco della prudenza finanziaria e del consolidamento dei...
04/01/2026

Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 si colloca nel solco della prudenza finanziaria e del consolidamento dei conti pubblici, privilegiando interventi di natura fiscale e correttiva piuttosto che scelte strutturali di ampio respiro. L’impianto complessivo appare orientato a garantire stabilità, ma senza una visione strategica forte sulle grandi priorità del Paese.

Sul piano tributario, si registra un alleggerimento selettivo dell’IRPEF con la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%, misura che produce effetti positivi ma limitati per il ceto medio, mentre rimane marginale per i redditi medio-bassi e sostanzialmente neutra per gran parte del lavoro dipendente pubblico . Parallelamente, emergono interventi che rafforzano la pressione fiscale indiretta e una maggiore capacità di controllo (criptovalute, ISEE, riscossione), segno di una politica di bilancio attenta più alla copertura che alla redistribuzione.

Sul fronte sociale, alcune misure di sostegno (come il rifinanziamento della Carta “Dedicata a Te”) rappresentano segnali di attenzione verso le fasce più fragili, ma non compensano l’assenza di una riforma organica del welfare e del potere d’acquisto, eroso da inflazione e aumento del costo della vita.

Nel complesso, la manovra appare tecnicamente articolata e complessa, ma politicamente difensiva: non sbagliata, ma poco coraggiosa. Una legge di bilancio che “tiene”, senza però incidere realmente sulle diseguaglianze, sulla qualità del lavoro e sulla valorizzazione dei servizi essenziali dello Stato.
In generale, non è colpa del governo… i conti sono conti e la coperta è quella! Ma… dovendo ti**re l’acqua al proprio mulino, parliamo in riferimento al
Comparto Sicurezza e Difesa.

Dal punto di vista sindacale, la Legge di Bilancio 2026 delude profondamente il comparto sicurezza.

Ancora una volta, Forze di Polizia e Forze Armate vengono considerate un capitolo di spesa da contenere, anziché un investimento strategico per la tenuta democratica, sociale e istituzionale del Paese. Nel provvedimento non emergono interventi strutturali significativi in materia di:
• adeguamento salariale reale rispetto all’inflazione;
• valorizzazione della specificità del lavoro operativo;
• miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza del personale;
• potenziamento organici e mezzi in modo stabile e programmato.

Le misure fiscali introdotte, compresa la riduzione dell’IRPEF, producono benefici marginali per il personale in divisa, spesso assorbiti dall’aumento del costo della vita e dall’erosione del potere d’acquisto. Nessuna risposta concreta viene fornita sul tema del riordino delle carriere, delle indennità operative, del lavoro straordinario e del riconoscimento economico del rischio professionale.

Particolarmente grave
- secondo me- è l’assenza di una visione che colleghi sicurezza, legalità e coesione sociale: si continua a chiedere agli operatori di garantire ordine pubblico, contrasto alla criminalità e presidio del territorio, senza un adeguato ritorno in termini di tutele, diritti e dignità professionale.
Mi sarei aspettato di più..
Mi sarei aspettato almeno l’emanazione definitiva della “Carta delle Forze dell’ordine” proposta progettata e consegnata all’onorevole Giovanni Maiorano di FdI, grazie al quale è stata già approvata alla Camera.
La sicurezza non è un costo: è una funzione essenziale, e come tale deve essere finanziata, tutelata e rispettata.
Natalino Leobono

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📌 Prima di giudicare, bisogna conoscere la strada.Nel dibattito che accompagna la riforma della giustizia, e in particol...
28/12/2025

📌 Prima di giudicare, bisogna conoscere la strada.
Nel dibattito che accompagna la riforma della giustizia, e in particolare la separazione delle carriere, ritengo utile condividere una riflessione che non nasce da un ruolo formale, ma dall’osservazione concreta di come il diritto venga applicato ogni giorno nella realtà.

Prima che un giudice si sieda in un’aula di tribunale sotto la scritta solenne “La legge è uguale per tutti”, dopo aver completato un percorso di studi rigoroso, fatto di concorsi, valutazioni e meriti accademici, forse vale la pena interrogarsi su quanto quella formazione riesca davvero a rappresentare la complessità del mondo reale sul quale la legge è chiamata a incidere.

La legge, infatti, non vive solo nei codici, nella dottrina o nelle aule universitarie.
Vive soprattutto sulla strada, nei contesti difficili, nelle decisioni prese in pochi secondi, spesso di notte, sotto pressione, con informazioni incomplete e responsabilità enormi.

Da qui nasce un’idea: immaginare, nel percorso formativo del magistrato giudicante, un periodo di esperienza diretta a contatto con l’attività operativa delle Forze di Polizia.
Un tempo limitato, ma reale, trascorso affiancando equipaggi di radiomobile o volanti, osservando la gestione delle emergenze, il rischio, il disagio sociale, l’imprevedibilità degli interventi e il margine umano dell’errore.

Non si tratta di mettere in discussione l’indipendenza della magistratura né di sovrapporre ruoli diversi.
Si tratta, piuttosto, di favorire una conoscenza concreta del contesto nel quale l’operato delle Forze di Polizia nasce e si sviluppa, prima di essere valutato in sede giudiziaria.

Un giudice che abbia conosciuto, anche solo in parte, questa dimensione reale potrebbe applicare la legge con maggiore consapevolezza, equilibrio e senso della proporzione, valutando i fatti non solo in astratto, ma alla luce delle condizioni concrete in cui si sono verificati.

Questa esperienza potrebbe inoltre rafforzare il senso di appartenenza allo Stato come sistema unitario, nel quale magistratura e Forze di Polizia non sono compartimenti separati, ma funzioni diverse chiamate a cooperare per la tutela dei diritti e della sicurezza dei cittadini.

Non è una proposta formale, né pretende di esserlo.
È una riflessione che, se raccolta e sviluppata nelle sedi opportune, potrebbe diventare una buona proposta, capace di rendere la giustizia non solo più efficiente, ma anche più aderente alla realtà e, forse, più giusta.
-Natalino Leobono-

24/12/2025

Tantissimi auguri di buone feste da Voce Libera 🥂🎄🎅
Lino Leobono & Cataldo Demitri
Avv. Graziano De Fazio InPrimoPiano Luca Specchia Puglia In Voce libera.
Giovanni Maiorano

CI PRENDONO IN GIRO. È ORA DI DIRLO CHIARO.Dalla nota del Centro Nazionale Amministrativo dell’Arma emerge un fatto grav...
11/12/2025

CI PRENDONO IN GIRO. È ORA DI DIRLO CHIARO.

Dalla nota del Centro Nazionale Amministrativo dell’Arma emerge un fatto gravissimo:
➡️ Dal 2026 molti Carabinieri e appartenenti alle Forze dell’Ordine dovranno restituire parte delle detrazioni fiscali e quindi una fetta degli aumenti stipendiali appena ricevuti.

Perché?
Perché la nuova detrazione introdotta con la Legge di Bilancio 2025 viene applicata in modo automatico, ma se a fine anno risulti “non spettante” verrà recuperata.
Tradotto in italiano semplice:

🔻 Ti applicano una detrazione che aumenta lo stipendio
🔻 Ma se a consuntivo — per straordinari, indennità, missioni, servizio elettorale o semplicemente perché lavori troppo — superi certe soglie
🔻 Ti tolgono tutto indietro nel 2026, spalmato in 10 rate.

E non finisce qui.
La stessa nota dice chiaramente che chi percepisce anche altri redditi (affitti, piccoli lavori autorizzati, coniuge a carico che cambia reddito ecc.) rischia di perdere del tutto la detrazione, dovendo restituire tutto con il 730/2026.

⚠️ Quindi?
Gli aumenti tanto sbandierati… non solo rischiano di evaporare, ma potrebbero trasformarsi in un conto da pagare.

Con inflazione, caro vita e stipendi già insufficienti, questa è una mancanza di rispetto inaccettabile per chi ogni giorno garantisce sicurezza, ordine pubblico e interventi h24.

Siamo l’unica categoria che lavora di più, produce di più, fa straordinari perché lo Stato lo pretende… e poi viene penalizzata proprio per questo.

Basta slogan. Basta prese in giro.
Le Forze dell’Ordine meritano stipendi veri, non giochi fiscali che prima danno e poi strappano via tutto.

Indirizzo

Bari
74015

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