Società Italiana per la Storia della Fauna "Giuseppe Altobello" Onlus

Società Italiana per la Storia della Fauna "Giuseppe Altobello" Onlus La Società è nata per incoraggiare gli studi di zoologia storica

La Società è intitolata a Giuseppe Altobello, medico e naturalista molisano vissuto a cavallo tra '800 e '900, il cui nome è strettamente legato alla descrizione, come sottospecie a parte, del Lupo appenninico (Canis lupus italicus) e dell'Orso marsicano (Ursus arctos marsicanus).

La nota è un po' lunga e senz'altro non interessa se non agli addetti ai lavori. Ma è uno scambio di vedute che tocca as...
14/05/2026

La nota è un po' lunga e senz'altro non interessa se non agli addetti ai lavori.
Ma è uno scambio di vedute che tocca aspetti importanti per la sopravvivenza del nostro orso bruno marsicano.

Non c'è spazio per le giustificazioni...
26/04/2026

Non c'è spazio per le giustificazioni...

Care amiche, cari amiciabbiamo pensato potesse essere utile integrare il nostro sito web, alla sezione “orso marsicano” ...
31/03/2026

Care amiche, cari amici
abbiamo pensato potesse essere utile integrare il nostro sito web, alla sezione “orso marsicano” https://www.storiadellafauna.com/orso-bruno-marsicano/ , con una sottosezione “comunicati” dove inserire tutte le lettere aperte e i comunicati, riguardanti il nostro orso, e che abbiamo diffuso in questi anni e continueremo a diffondere in futuro, affinché ne resti traccia.

Sabato 28 marzo se n'è andato Mario Spagnesi già direttore dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica.Qui ritratto c...
30/03/2026

Sabato 28 marzo se n'è andato Mario Spagnesi già direttore dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica.
Qui ritratto con Franco Perco, due maestri di cultura naturalistica.

A quanto pare sia la Corte d'Appello dell'Aquila che la Cassazione ritengono importante attuare interventi di alimentazi...
22/03/2026

A quanto pare sia la Corte d'Appello dell'Aquila che la Cassazione ritengono importante attuare interventi di alimentazione integrativa e diversiva (quella effettuata per tenere gli orsi lontano dai paesi) tanto da condannare il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise a risarcire con 20.000 euro un'azienda agricola di Lecce dei Marsi che aveva subito danni per l'incursione di orsi.
L'alimentazione integrativa e diversiva veniva effettuata regolarmente negli anni 90 e fino alla prima decade dei 2000, poi di colpo in bianco è stata annullata.
La Società Italiana per la Storia della Fauna "Giuseppe Altobello" sollecita da anni la ripresa di tali pratiche, anche ultimamente con una lettera aperta alle varie autorità interessate nel dicembre del 2025.
Era necessario un intervento della Magistratura?

L’AQUILA – La Corte di Cassazione, confermando una sentenza della Corte di appello dell’Aquila, ha condannato il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) a risarcire con quasi 20mila euro una impresa agricola di Lecce nei Marsi (L’Aquila) per danni alle colture da parte degli orsi...

Non bastava la concorrenza alimentare dei cervi e dei cinghiali?
06/02/2026

Non bastava la concorrenza alimentare dei cervi e dei cinghiali?

E' arrivata la ristampa di Storie di uomini, orsi e lupi nel Parco nazionale d'Abruzzo delle origini (1921-1933).Riporta...
17/01/2026

E' arrivata la ristampa di Storie di uomini, orsi e lupi nel Parco nazionale d'Abruzzo delle origini (1921-1933).
Riporta la fascetta con la segnalazione del Premio Sipari assegnato nel 2024.
Oltre seicento pagine sugli anni d'oro del Parco e le prime pioneristiche iniziative di conservazione.

Negli ultimi 50 anni è stata accertata la morte di almeno 118 orsi marsicani con una media di 2,3 esemplari pro anno.Con...
21/12/2025

Negli ultimi 50 anni è stata accertata la morte di almeno 118 orsi marsicani con una media di 2,3 esemplari pro anno.
Con l’investimento di ieri sera (sulla Sora Avezzano di un maschio subadulto di 4/6 anni) le perdite nel corso del 2025 salgono a 5, raddoppiando questo triste valore statistico.
Il tutto nel silenzio assoluto di chi è chiamato a gestire questa preziosa popolazione.
Le nostre proposte di una banca genetica e di modifica alle politiche di conservazione sono state, in questi ultimi anni, volutamente ignorate, anzi denigrate.
Autorevoli genetisti sostenevano, nel 2017, l’opportunità di un possibile intervento di genetic rescue attraverso l’introduzione di esemplari di orso europeo all’interno della popolazione appenninica allo scopo di sostenerne la variabilità genetica compromessa dal lungo isolamento. Tra l’altro un'ipotesi sostenuta anche dall’ISPRA che, in risposta alla nostra proposta di banca genetica, espresse un parere negativo suggerendo al contempo di effettuare, nel caso fosse necessario, un intervento di traslocazione di orsi europei dai vicini Balcani https://www.storiadellafauna.com/.../ISPRA-parere...
Un recentissimo lavoro di questi giorni, sempre condotto dallo stesso gruppo https://academic.oup.com/mbe/article/42/12/msaf292/8355027 ha escluso, a nostro avviso opportunamente, l’opportunità di intervenire con progetti di rinsanguamento “Le implicazioni generali dei nostri risultati sono chiare,” conclude Giorgio Bertorelle, un altro ricercatore coinvolto nello studio. “Le interazioni tra uomini e fauna selvatica sono spesso pericolose per la sopravvivenza di una specie, ma possono anche favorire l'evoluzione di tratti che riducono i conflitti. Ciò significa che anche popolazioni fortemente e negativamente colpite dalle attività umane possono ospitare varianti genetiche che non dovrebbero essere diluite, ad esempio, tramite il ripopolamento.”
L’affermazione è tratta dalla conclusione di questo articolo di presentazione dello studio https://phys.org/.../2025-12-italian-villages-evolved...
Attendiamo con fiducia, e con la pazienza che solo la montagna ti sa dare, che si rivalutino positivamente le nostre modeste esortazioni.

https://www.raiplay.it/.../Il-Paese-della-biodiversita...In questo video trasmesso sulla RAI si parla di biodiversità e ...
20/12/2025

https://www.raiplay.it/.../Il-Paese-della-biodiversita...
In questo video trasmesso sulla RAI si parla di biodiversità e in particolare del coinvolgimento del Bioparco di Roma in alcuni progetti di conservazione.
Lo scopo è riprodurre in condizioni controllate specie minacciate di estinzione per poi poterle, in un futuro, reintrodurle in natura.
Nel frattempo si crea una popolazione cosiddetta ex-situ costituendo un prezioso serbatoio genetico.
Il Bioparco tra l'altro è capofila di un progetto di riproduzione che riguarda il Lichi del Nilo e la Tigre di Sumatra, il primo è un'antilope africana che conta una popolazione in natura di 4/5000 individui, la seconda è la sottospecie di tigre più piccola fra le sei tuttora esistenti, rappresentata da 400/500 esemplari.
Nel 2013, come Società italiana per la storia della fauna, abbiamo lanciato un appello per la creazione di una banca genetica dell'orso bruno marsicano, un prezioso endemismo italiano che sopravvive sul nostro Appennino con appena una cinquantina di esemplari e rappresenta, insieme all'orso del Gobi, la sottospecie di orso bruno più minacciata al mondo.
Nel 2014 abbiamo stimolato la convocazione di una tavola rotonda poi ospitata presso il Museo civico di Zoologia di Roma per confrontarci sulla nostra proposta. Tra i vari partecipanti fu il prof. Luigi Boitani a esprimere forti perplessità sulla opportunità di istituire una banca genetica per l'orso marsicano e di avviare un progetto di conservazione ex-situ. Al momento del dibattito il professor Boitani dovette poi assentarsi per impegni accademici, privandoci così della possibilità di conoscere le motivazioni della sua disapprovazione. Non più tardi di un anno dopo, nel giugno del 2015, la Fondation Segre della quale il professor Boitani è figura di spicco finanziò il Bioparco di Roma (sembra con 100.000 euro) per l'allestimento dell'exhibit della Tigre di Sumatra.
Una domanda sorge spontanea: per una sottospecie esotica che conta 4/500 individui in natura si finanzia un progetto di riproduzione nel principale giardino zoologico italiano mentre per l'orso bruno marsicano, endemismo italiano di valenza planetaria con solo una cinquantina di individui in natura, si nega anche la validità di una banca genetica?
Nel frattempo, dal 2014 a oggi, sono morti almeno 25 orsi marsicani.
Sarebbe interessante che qualcuno spiegasse dov'è la logica...
immagini tratte dal sito del Museo civico di zoologia di Roma e da quello della Fondation Segré

Indirizzo

Contrada Selva, 1
Baranello
86011

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