25/01/2026
Il originale venne danneggiato e infine distrutto da due incendi. Fu allora che decise di ricostruirlo, affidando l’opera ad Apollodoro di Damasco. E’ possibile che i ritardi di costruzione siano stati dovuti alle difficoltà del progetto: non solo la cupola era la più grande in calcestruzzo mai realizzata, ma perfino le colonne del pronao erano troppo grandi, tanto che ancora è possibile vedere la riduzione di grandezza di quest’ultime da 50 a 40 piedi e l’abbassamento del frontone.
Il Pantheon di Adriano prevedeva dunque un edificio a pianta quadrata con una cupola enorme, posto sullo stesso asse del tempio precedente ma con l’entrata dal lato opposto e un pronao molto più pronunciato per sopperire alla forma non più rettangolare; il tempio era preceduto da una piazza porticata su tre lati e pavimentata con lastre di travertino. Il pronao è ottastilo (16 colonne, di cui 8 di granito grigio dell’Isola d’Elba e 8 colonne di Granito da Mons Claudianus in Egitto) e misura 34,2m x 15,62m, preceduto da 5 gradini. E’ alto 14,15m e i fusti delle colonne misurano 1,48m di diametro alla base. Sulla facciata il fregio riporta ancora l’antica iscrizione di Agrippa in lettere in bronzo, recuperata dal tempio precedente, mentre sotto di questa, sull’architrave, è visibile l’iscrizione del restauro compiuto nel 202 da Settimio Severo.
Ma la parte più affascinante e famosa del tempio è la , dal raggio di 21,72m, mentre l’altezza massima è 43,44m, esattamente il doppio: ciò significa che il tempio conteneva virtualmente una sfera perfetta. Decorata all’interno a cassettoni e ricoperta completamente in bronzo sul tetto, presenta un foro circolare al centro, un oculo di 9 metri, che illumina il tempio; i raggi solari, il 21 aprile, giorno di fondazione di Roma, colpiscono perfettamente il portone di entrata, ancora presente. Pesante 5.000 tonnellate, fu realizzata con una tecnica particolare. Per fare in modo che non crollasse per il suo stesso peso, mano a mano che i romani progredivano verso l’alto, usavano materiali più leggeri.