Archeologica Castel Cellesi

Archeologica Castel Cellesi Associazione di perditempo innamorati del proprio territorio.

15/04/2026
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13/04/2026

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25/01/2026

Il 24 gennaio del 76 d.C. nasceva il futuro imperatore . L'Historia Augusta ne traccia così le origini:

«Il ramo più antico della famiglia dell’imperatore Adriano trae la sua origine nel Piceno, quello più recente nella Spagna: egli stesso, infatti, nella sua Autobiografia, riferisce che i suoi antenati, originari di Adria, all’epoca degli Scipioni avevano risieduto ad Italica. Il padre di Adriano fu Elio Adriano, soprannominato «Afro», cugino dell’imperatore Traiano, sua madre Domizia Paolina, nativa di Cadice, sua sorella Paolina, sposata a Serviano, Sabina la moglie; suo trisavolo fu quel Marullino che per primo nella famiglia fu senatore romano. Nacque a Roma il 24 gennaio dell’anno corrispondente al settimo consolato di Vespasiano e al quinto di Tito. Essendo rimasto, a dieci anni, orfano di padre, ebbe come tutori suo cugino Ulpio Traiano, che allora aveva già rivestito la pretura e in seguito sarebbe divenuto imperatore, e Celio Attiano, cavaliere romano.»
(Historia Augusta, vita di Adriano, 1, 1-4)

25/01/2026

Il originale venne danneggiato e infine distrutto da due incendi. Fu allora che decise di ricostruirlo, affidando l’opera ad Apollodoro di Damasco. E’ possibile che i ritardi di costruzione siano stati dovuti alle difficoltà del progetto: non solo la cupola era la più grande in calcestruzzo mai realizzata, ma perfino le colonne del pronao erano troppo grandi, tanto che ancora è possibile vedere la riduzione di grandezza di quest’ultime da 50 a 40 piedi e l’abbassamento del frontone.

Il Pantheon di Adriano prevedeva dunque un edificio a pianta quadrata con una cupola enorme, posto sullo stesso asse del tempio precedente ma con l’entrata dal lato opposto e un pronao molto più pronunciato per sopperire alla forma non più rettangolare; il tempio era preceduto da una piazza porticata su tre lati e pavimentata con lastre di travertino. Il pronao è ottastilo (16 colonne, di cui 8 di granito grigio dell’Isola d’Elba e 8 colonne di Granito da Mons Claudianus in Egitto) e misura 34,2m x 15,62m, preceduto da 5 gradini. E’ alto 14,15m e i fusti delle colonne misurano 1,48m di diametro alla base. Sulla facciata il fregio riporta ancora l’antica iscrizione di Agrippa in lettere in bronzo, recuperata dal tempio precedente, mentre sotto di questa, sull’architrave, è visibile l’iscrizione del restauro compiuto nel 202 da Settimio Severo.

Ma la parte più affascinante e famosa del tempio è la , dal raggio di 21,72m, mentre l’altezza massima è 43,44m, esattamente il doppio: ciò significa che il tempio conteneva virtualmente una sfera perfetta. Decorata all’interno a cassettoni e ricoperta completamente in bronzo sul tetto, presenta un foro circolare al centro, un oculo di 9 metri, che illumina il tempio; i raggi solari, il 21 aprile, giorno di fondazione di Roma, colpiscono perfettamente il portone di entrata, ancora presente. Pesante 5.000 tonnellate, fu realizzata con una tecnica particolare. Per fare in modo che non crollasse per il suo stesso peso, mano a mano che i romani progredivano verso l’alto, usavano materiali più leggeri.

25/01/2026

Estensione massima dell'impero romano, II secolo d.C.

14/01/2026

Se un mattone pesa un chilo più mezzo mattone, qual è il suo peso?
Per molte persone, la risposta più intuitiva è spesso quella sbagliata: https://geopop.it/svU2U

Abbiamo chiuso il 2025 con il cenone di Capodanno e continuano il primo dell’anno con la vendita delle caldarroste a Civ...
02/01/2026

Abbiamo chiuso il 2025 con il cenone di Capodanno e continuano il primo dell’anno con la vendita delle caldarroste a Civita. Un grazie al Comitato di Civita ed alla Croce Rossa di Bagnoregio e Lubriano. Vi aspettiamo a Civita il 5 e 6 gennaio al Presepe Vivente sempre organizzato magnificamente dalla CRI diretta dal Presidente Stefano Bizzarri.

28/12/2025
27/12/2025

Nel sito della Civita di Tarquinia, una campagna di scavi internazionale guidata dall’Universitat Jaume I e dall’Università di Macerata sta riportando alla luce la Tarquinia romana, finora oscurata dalla fama etrusca. Le ricerche, svolte con metodo stratigrafico e supportate da indagini geomagnetiche, hanno rivelato una città cinta da mura di circa 160 ettari, con strade lastricate paragonabili a quelle di Pompei, piazze, aree pubbliche e infrastrutture commerciali. Le scoperte includono domus con mosaici e pitture murali, nonché elementi architettonici di pregio, testimoni di un elevato livello di prosperità. I materiali rinvenuti, dall’età repubblicana alla tarda antichità, mostrano una città viva e dinamica fino all’Alto Medioevo. Questo progetto ridefinisce il ruolo di Tarquinia come grande centro urbano romano, restituendole una visibilità internazionale oltre la sua celebre fase etrusca.

Indirizzo

Piazza Repubblica 3
Bagnoregio
01022

Telefono

+39360252634

Sito Web

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