17/12/2025
Buonasera.
Ci teniamo prima di tutto a ringraziare chi ha partecipato alla festa di Natale a Vico Pancellorum, chi l’ha sostenuta esternamente, chi ha materialmente collaborato. È stata una giornata di unione, di festa e di gioia per adulti e bambini.
Ma, dopo qualche giorno di riflessione, ci sentiamo in dovere di parlare, e far suonare una campana che finora aveva deciso di restare zitta e concentrata sui suoi obiettivi. Sono state dette cose pesanti, peraltro senza alcun riscontro reale.
Lo facciamo perché purtroppo, come spesso accade, la giornata è stata macchiata dalle solite chiacchiere, provenienti come sempre da profili palesemente più o meno falsi, dettate da non so quale voglia di spargere cattiveria in giro per il mondo (virtuale ovviamente).
E qui, consentiteci di citare il grande Umberto Eco, che disse: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività”.
Vediamo, se qualcuno si prenderà la briga di prendersela anche con un Premio Strega.
Ciò che dovrebbe turbare chiunque abbia ancora un minimo di umanità in corpo, però, è che certi discorsi siano venuti fuori in occasione di una festa dedicata ai bambini, dove un gruppo di piccole vichesi aveva deciso di creare una coreografia sul tema dell’indifferenza degli adulti verso i più piccoli. Erano molto felici, entusiaste, si sono impegnate molto e non meritavano di certo che la loro iniziativa venisse contornata da cose che non hanno nulla a che vedere con la gioia delle bambine.
Ma veniamo ai fatti.
Non entriamo nel merito di sfratti vari, in quanto non competono l’Associazione. Vogliamo mantenere la buona abitudine - ormai rara - di parlare solo di ciò che ci riguarda. Ci limitiamo a dire che, ad oggi, Il Risveglio non ha ancora superato il concorso in magistratura, e pertanto non ha il potere di sfrattare nessuno. Nemmeno è proprietario di immobili, e quindi non ha nemmeno alcun potere in questo senso. Dire che l’associazione ha agevolato uno sfratto, è una menzogna, oltre che sintomo di ignoranza tremenda. Non temiamo nulla in questo senso.
Cade così, la prima menzogna.
L’associazione è semplicemente una realtà piccola, fatta di volontari che dedicano il loro tempo a mantenere in vita un paese di poche anime. Lo fa con poche braccia, pochi soldi ma tanta passione.
La canonica è stata rilevata dall’Associazione con regolare contratto di comodato diverso tempo dopo che è rimasta disabitata, al fine di evitarne la rovina ed usandola per le attività del Paese.
Da settembre ad oggi sono stati ospitati già tre gruppi di pellegrini e sicuramente, con l’arrivo del bel tempo, ce ne saranno altri.
E qui, cade la seconda menzogna.
Ad ogni modo, sono stati fatti diversi lavori, anche e soprattutto grazie al contributo del progetto Coboval in primo luogo, e dell’opera di volontari del paese in secondo luogo.
È stata installata una stufa a pellet, è stato rimesso a nuovo e a norma l’impianto elettrico, sistemati i muri intorno al cancello, il giardino, comprati e montati i letti a castello, riallestita una cucina abitabile funzionante, ricomprati sanitari integri e funzionanti per il bagno.
Inoltre, c’è un chiarissimo piano di lavoro per effettuare ulteriori lavori di ristrutturazione, che sta andando avanti senza intoppi.
Qui cade la terza menzogna.
In secondo luogo, la canonica - come anticipato sopra - viene usata per le attività paesane, come luogo di incontro e socialità. È così ormai da un po’.
Una di queste occasioni è stata proprio la festa natalizia di domenica.
Prima della manifestazione, come con molte altre realtà, siamo stati destinatari di offerte volontarie da persone di buon cuore.
Quei soldi sono stati utilizzati per la spesa, il necessario per le bambine che dovevano mettere in scena la coreografia, e dei piccoli panettoni da regalare ai più piccoli. Ciò che rimane, sarà destinato esclusivamente ad attività per i bambini del paese, già in programma, come una giornata per ripiantare piante e fiori nel giardino della canonica, pulizia del paese per sensibilizzarli alla cura del territorio, ecc.
E qui cade anche la quarta menzogna.
Se questo fa dell’Associazione Il Risveglio una realtà meritevole di certi atteggiamenti, noi alziamo le mani e lo accettiamo. Ma rimanendo a tema con la canonica e avvicinandosi al Natale, nemmeno Gesù Cristo fu esonerato da sputi e bastonate. Figuriamoci noi.
Detto questo, noi andremo avanti, perché Vico Pancellorum non può morire sotto i colpi dell’invidia e della cattiveria, l’Associazione ha retto per decenni e continuerà a farlo, lottando ogni giorno. Perché i bimbi a cui abbiamo dedicato la festa se lo meritano, e se siamo qui a difenderci è soprattutto per loro, a cui quella festa è stata macchiata.
Ma loro, molto migliori di noi, non se ne sono nemmeno accorti, e i loro sorrisi a fine giornata sono il premio più grande per i nostri sforzi.
Noi ci tuteleremo comunque, con ogni mezzo e tutte le nostre forze, in ogni sede competente. Il tempo del silenzio è finito, perché le accuse ricevute sono abominevoli e smentibili con una facilità onestamente imbarazzante. Per questo ci chiediamo anche come possano essere fatte senza pensare nemmeno un secondo alle conseguenze.
Nel frattempo, andiamo avanti per la nostra strada, lasciando a certe cose l’attenzione che meritano, zero, valore pari a chi si nasconde dietro a un social diffamando persone che dedicano il loro tempo, gratuitamente, alla collettività.
Viva le associazioni, viva le frazioni, viva Vico!
L’Associazione Il Risvevglio