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SALVIAMOCI IL BOSCOUn corridoio ecologico per il Podere Pantaleone, un ponte fra Natura e comunità,  Salviamoci il Bosco...
05/10/2026

SALVIAMOCI IL BOSCO

Un corridoio ecologico per il Podere Pantaleone, un ponte fra Natura e comunità,

Salviamoci il Bosco è un progetto di HumuSapiens APS nato per proteggere e preservare un giovane bosco situato a Bagnacavallo, nelle immediate vicinanze del Podere Pantaleone, area di elevato valore naturalistico riconosciuta a livello europeo.

Circa vent’anni fa, su terreni precedentemente agricoli, furono messi a dimora alberi nell’ambito di un progetto di rinaturalizzazione del territorio. Da allora quest’area è stata lasciata alla propria evoluzione naturale e oggi rappresenta un importante ambiente di rifugio e biodiversità. Vi crescono querce autoctone, acero campestre, carpino, leccio, ciliegio selvatico e altre specie, mentre nelle aree circostanti si sono sviluppate spontaneamente praterie e vegetazione naturale.

Quello che oggi può sembrare semplicemente un piccolo bosco è in realtà un ecosistema in crescita, capace di offrire rifugio e nutrimento a uccelli, piccoli mammiferi, insetti, anfibi e numerose altre forme di vita. Oltre a rappresentare già oggi un importante polmone verde, il bosco contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, mitigare le temperature, trattenere acqua nel suolo e offrire numerosi benefici al territorio e alla comunità.

Il progetto nasce dalla volontà di evitare che il processo di rinaturalizzazione durato vent’anni venga letteralmente trasformato in cenere per riportare quest’area ad uso agricolo e di garantirne invece la conservazione nel tempo. HumuSapiens APS ha quindi intrapreso il percorso per acquistare il terreno e tutelarlo come spazio naturale.

L’area, grazie alla sua posizione, fa già da zona filtro tra il paesaggio agricolo e il sistema naturale del Podere Pantaleone. Con il suo acquisto sarà possibile consolidare questa funzione e realizzare progressivamente un corridoio ecologico, creando una maggiore continuità tra gli ambienti naturali presenti sul territorio.

Un progetto già avviato

HumuSapiens APS, insieme a Lestes ODV, ha scelto di non aspettare che il problema diventasse un’emergenza.

Uno dei due lotti è già stato acquistato. Ora siamo nella fase decisiva: raccogliere le risorse necessarie per completare l’acquisto del bosco e garantirne la tutela nel lungo periodo.

La raccolta fondi è già avviata grazie alle attività dell’associazione e alla generosità di cittadini e sostenitori. È stata versata la caparra confirmatoria ed è stato sottoscritto il preliminare di compravendita.

Il Comune di Bagnacavallo ha inoltre espresso il proprio interesse ad accogliere il bosco e ad ampliare l’Oasi Podere Pantaleone, attraverso una lettera di intenti.

Perché sostenere Salviamoci il Bosco

Sostenere questo progetto significa contribuire concretamente a:

- preservare un’area verde e la sua biodiversità;
- mantenere un ambiente naturale vicino al centro abitato;
- rafforzare la continuità ecologica del territorio;
- tutelare un giovane bosco lasciandolo evolvere naturalmente;
- creare un luogo dove natura, educazione e comunità possano incontrarsi;
- trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio ambientale che possa continuare a crescere nel tempo.

Per HumuSapiens APS i luoghi non si usano, si custodiscono.

Con Salviamoci il Bosco vogliamo trasformare questa idea in un’azione concreta: acquistare un pezzo di territorio, proteggerlo e permettergli di diventare ciò che può essere.

Un bosco non si costruisce in un giorno. Ma si può scegliere, oggi, di lasciarlo vivere.

02/10/2026
Gli alberi e il sistema boscoE se gli alberi avessero molto più da raccontarci di quanto immaginiamo?Un viaggio tra natu...
02/10/2026

Gli alberi e il sistema bosco

E se gli alberi avessero molto più da raccontarci di quanto immaginiamo?

Un viaggio tra natura, cambiamento climatico, salute, territorio e letteratura.
Per imparare a guardare il bosco con occhi diversi.

Non solo alberi, ma un sistema complesso di relazioni, che funziona secondo equilibri sorprendenti e che, forse, ha qualcosa da insegnare anche a noi.

Un'occasione per scoprire quanto il legame *tra bosco, salute e benessere* sia più profondo di quanto pensiamo.

Perché conoscere un bosco significa anche imparare a riconoscerne il valore e capire quanto sia importante prendercene cura, per noi e per le nuove generazioni. 🌱

📍17 Ottobre, Palazzo Vecchio Bagnacavallo

Ore 9.00–13.00

🎟️ Ingresso libero e gratuito

🌳💚



Passate a trovarci!!! Stasera  è domani  in Via  Garibaldi n.54!!!
28/09/2026

Passate a trovarci!!! Stasera è domani in Via Garibaldi n.54!!!



13/09/2026

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👀 5ª GIORNATA MONDIALE DELL’UMAREL con HumuSapiens APS Cinque anni di osservazione attenta, commenti non richiesti, cons...
13/09/2026

👀 5ª GIORNATA MONDIALE DELL’UMAREL con HumuSapiens APS

Cinque anni di osservazione attenta, commenti non richiesti, consigli tecnici e presenza costante là dove qualcosa viene costruito, demolito o semplicemente… cresce. 😂🌳

Anche quest’anno celebriamo una figura che non ha bisogno di incarichi ufficiali per sentirsi responsabile di tutto ciò che accade intorno a lui.

E chissà che, tra un consiglio tecnico e l’altro, qualche Umarel non venga anche a dare un’occhiata a Salviamoci il Bosco… perché un bosco, si sa, va osservato con grande attenzione. Magari con le mani dietro la schiena si prende a cuore anche il destino di un bosco. 🌳

🎥 Guardate il video
📣 Condividete la locandina
👀 E celebrate l’Umarel che è in voi!

Grazie  Fondo Forestale Italiano !!
27/08/2026

Grazie Fondo Forestale Italiano !!

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗯𝗼𝘀𝗰𝗵𝗶?🌳
Perché ci vergogniamo.
Ci vergogniamo di sapere cosa sta succedendo al pianeta e di rimanere a guardare.
Ci vergogniamo all’idea di lasciare alle generazioni che verranno un mondo più povero, più caldo, più fragile.
Per questo compriamo boschi.
Li sottraiamo alla speculazione, allo sfruttamento e alla necessità di produrre un reddito.
E li lasciamo alla loro evoluzione.
Sappiamo che non basta.
Non basta comprare dei boschi per fermare la crisi climatica, la perdita di biodiversità o il consumo di suolo.
Ma non basta non significa che non serva.
Un bosco protetto è un pezzo di futuro che scegliamo concretamente di mettere al sicuro.
È una piccola cosa, davanti alla dimensione dei problemi che abbiamo di fronte.
Ma il futuro è fatto anche delle piccole cose che qualcuno decide di proteggere oggi.
Forse è questo il nostro testamento.
Non possiamo sapere quale pianeta troveranno le generazioni future.
Possiamo però decidere che cosa proviamo a lasciare loro.
E magari, un giorno, qualcuno camminerà in uno dei nostri boschi e penserà:
“Qualcuno, molti anni fa, ha capito che valeva la pena salvarlo.”
È per questo che compriamo boschi.
Non per noi.
Per chi verrà dopo di noi.

👉www.fondoforestale.it

Con l'arrivo dell'autunno, Salviamoci il Bosco  entra una fase CALDISSIMA!!! Incominciamo così!!! STATE CON NOI!!!
27/08/2026

Con l'arrivo dell'autunno, Salviamoci il Bosco entra una fase CALDISSIMA!!! Incominciamo così!!!
STATE CON NOI!!!

🌳Guardare il Bosco con occhi nuovi🌳​Spesso ci chiediamo: perché la sensibilità verso il territorio, a volte, sembra arri...
06/07/2026

🌳Guardare il Bosco con occhi nuovi🌳

​Spesso ci chiediamo: perché la sensibilità verso il territorio, a volte, sembra arrivare più da lontano che da chi ci abita vicino?
​In questi giorni abbiamo ricevuto un dono bellissimo da Lisa, una nostra sostenitrice che vive in Germania, che ha scelto di festeggiare i suoi 75 anni sostenendo il Salviamoci il Bosco. È una sensibilità che ci scalda ed è affascinante riflettere sul perché succede.
​A volte, chi è lontano vede la bellezza, la fragilità e il valore di una terra in modo più nitido, perché non la dà per scontata. Noi che ci viviamo immersi, invece, rischiamo spesso la "cecità dell'abitudine": il bosco diventa lo sfondo, un elemento che "c'è e basta".
Quella "sensibilità" non è solo un caso, ma ha radici profonde nella cultura e nel modo di vivere dei paesi del Nord Europa.
​Il legame ancestrale: in molti paesi del Nord, la natura non è vista come qualcosa "fuori" dalle città, ma come un elemento imprescindibile della vita quotidiana. Le persone crescono con un rapporto diretto con foreste, laghi e spazi aperti; questa familiarità genera, fin da piccole, una sorta di "istinto di protezione" verso ciò che si sente parte della propria identità.
​La cultura del "bene comune": c'è una fortissima percezione del territorio come bene di tutti. L'idea che il paesaggio appartenga a chi lo vive e a chi verrà dopo è molto radicata, il che spinge le persone a sentire un dovere morale , civile, di proteggerlo.
​Il rispetto per il silenzio e la lentezza, la capacità di apprezzare i cicli naturali è considerata un valore, non una perdita di tempo. Una persona che ha imparato a trovare benessere in un bosco è naturalmente portata a difenderlo, perché quel bosco le ha dato pace.
​Responsabilità a lunga distanza: chi vive lontano, come la nostra Lisa, spesso guarda al nostro territorio con uno sguardo ancora più lucido e riconoscente. Vedono la bellezza che noi, magari, diamo per scontata o a cui ci siamo "abituati".
​È bellissimo pensare che il nostro Bosco stia diventando un punto di incontro internazionale. Non stiamo solo salvando alberi, stiamo creando un luogo che parla un linguaggio universale, capace di unire la sensibilità di chi vive a pochi metri da noi con quella di chi, dalla Germania o dal Nord, sente che la Terra è una sola casa da proteggere.
​Il fatto che questa sensibilità arrivi a noi è la conferma che il nostro lavoro ha un valore che supera ogni confine geografico. Stiamo creando un "microcosmo" di attenzione che risuona con i valori più alti di persone che vivono in contesti culturali diversi.
​Grazie a chi, da vicino o da lontano, sceglie di far parte di questo risveglio. 💚

Un passo  indietro!!!🌳💚
10/06/2026

Un passo indietro!!!🌳💚

𝗟'𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 "𝗯𝗼𝘀𝗰𝗼-𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮": 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗮 ⚖️🌲
Il recentissimo report "Foreste in Comune" contiene un dato straordinario, ma anche una profonda contraddizione che dobbiamo assolutamente disinnescare.
Da un lato, lo studio calcola che il solo bosco del piccolo comune di Marcetelli (RI) genera ben 8 milioni di euro all'anno in servizi ecosistemici (acqua pulita, difesa dalle frane, assorbimento di CO 2).
Dall'altro, nello stesso paragrafo, si continua a parlare di "valorizzazione delle filiere forestali" e "sfruttamento sostenibile del legno".
Qui sta l'inganno concettuale. C'è un cortocircuito logico insostenibile: non puoi incassare i benefici di un ecosistema integro e, contemporaneamente, abbatterlo. 🛑✂️
I servizi ecosistemici – quelli che regolano il clima e ci proteggono dai disastri idrogeologici – funzionano solo se la foresta è viva, complessa, vecchia e indisturbata.
Nel momento esatto in cui entrano in gioco i tagli commerciali, la frammentazione e le motoseghe, quel valore pubblico e inestimabile crolla, sacrificato in nome di un profitto privato e immediato.
Il secondo inganno è il mito della "gestione umana necessaria". Lo stesso report certifica che le foreste italiane hanno superato i 100.000 chilometri quadrati, un record che non si registrava dal Medioevo.
Ma come ci sono riuscite? Da sole.
Sono cresciute dove l'uomo ha fatto un passo indietro e ha abbandonato i terreni. Il bosco non ha bisogno della filiera del legno per essere "valorizzato"; si valorizza quando lo lasciamo in pace.
Trattare i boschi delle nostre aree interne come "fabbriche di alberi" significa non aver capito la gravità della crisi climatica.
Il Fondo Forestale Italiano rifiuta questo modello contraddittorio. La nostra azione è lineare: acquistiamo i terreni boschivi per sottrarli alle logiche del profitto e destinarli alla protezione integrale. Nessun taglio, nessuna gestione, nessuna monetizzazione. Solo il riconoscimento della sovranità della natura, lasciandola libera di invecchiare e di proteggerci davvero. ⚖️💚
👉 Per leggere i dati e analizzare il report ufficiale dell'UNCEM: https://uncem.it/il-rapporto-foreste-in-comune-presentato-a-marcetelli-con-pefc-uncem-legambiente-caire/
💬 Sfruttamento economico o sovranità della natura? Pensi che sia il momento di smettere di vedere il bosco solo come una catena di montaggio del legname? Scrivici la tua nei commenti.

Indirizzo

Via Granaroli
Bagnacavallo
48012

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