11/04/2021
La tensione dei corpi in un Tango.
E poi ti scorsi lì in un angolo della Milonga, con le tue gambe accavallate e il tuo sguardo e pensieri persi altrove.
Insistendo riesco ad incontrare il tuo sguardo e quasi con cautela riesco a proporti di danzare.
Compare di colpo un tuo sorriso, quasi a illuminarti. Riscalda anche me. Ti alzi. Ci avviciniamo. E' bello guardarsi per un attimo, senza dirsi nulla! Sei bellissima!
In attesa di sentire anche il tuo profumo e la tua morbidezza, apro le mie braccia, esponendo il mio "empechar", così da offrirti me stesso. Anche tu tendi verso di me.
Dalla tua presa riconosco un tuo carattere rispettoso, ma deciso e sicuro di se. Così mi sento più autorizzato ad "aggarrarti" con la mia mano destra sotto la tua scapola, facendoti percepire che almeno per questi tre minuti sei mia!
Non occorrerebbe neppure muoversi per assaporarsi il piacere di rimanere connessi, e avvertire le intime tensioni del corpo dell'altro, e temo il tuo tango sia dinamico o ritmato.
Ma mi stupisci. E al leggero variare dei nostri equilibri e della torsione dei busti, sposti e alzi appena leggermente il ginocchio accavallando l'altro senza andare oltre. Fantastico. È rarissimo! Ma è proprio l'istante in cui davvero i corpi si "enroscano" e si sentono al massimo delle proprie reciproche tensioni.
Questa volta scegli di completare l'"entrada" spingendo con la tua gamba posteriore e portando avanti decisa il tuo corpo, quasi entrando attorno a me come se mi andassi infilzando una spada o un coltello dentro il mio fianco.
Quindi ti riconduci innocentemente in asse elegantemente e castamente a gambe unite, quasi non fosse successo nulla.
Immagino che uno spettatore debba essersi emozionato nel vederti prima scoprire leggermente e delicatamente il ginocchio avanti, per poi avanzare con autorità in tensione e attorno a me, con tutta la caviglia e il polpaccio che si tendono e si scoprono dietro.
Il Tango è questo! senza pretendere molto altro, ma assaporandosi le tensioni del corpo dell'altro con il reciproco mordente, dove i principali veri strumenti rimangono i nostri corpi.
Il desiderio di unirsi, stringersi e toccarsi comunque aumenta! L'abbraccio Salon lo impedisce. Ma ci si può ancora sfiorare e stringersi fra le gambe.
Così, mentre mi avvolgi, provo anche interrompendoti un ocho atras, e a farti trovare il mio ginocchio e la mia coscia fra le tue. Anche qui, non scappi, anzi.. accetti la sfida, dove questa volta tu provi a ricondurdi in asse castamente a cambe unite, e io a fartele aprire continuamente, e a richiudertele non prima di averti indotto ad assaporare i contatti delle reciproche carezze, delle focose mordite, dei ganci delle sacade.
L'energia circola..il desiderio anche!
Ma meno male che la musica accelera, e poi comunque finisce.
Ci riproviamo per altri due tanghi della Tanda!
E poi? E poi verrebbe forse il desiderio di rasserenarsi rimanendo abbracciati ancora un pò. Ma non mi va di rovinare tutto neppure pronunciando un saluto! Basta uno sguardo, un sorriso.. e la speranza o il sogno di riviverlo.