Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana Onlus

Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana Onlus Siamo un'associazione onlus costituita nel 2009 ad Avezzano, che opera per sviluppare e promuovere anche nella Marsica l'idea della “mobilità sostenibile”

Siamo un'associazione onlus costituita nel 2009 ad Avezzano, che opera per sviluppare e promuovere anche nella Marsica l'idea della “mobilità sostenibile”, ossia di un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto di spostarsi in libertà con l'esigenza di ridurre l'inquinamento atmosferico, acustico, i pericoli e di porre rimedio alla diminuzione della qualità della vita derivante

dall'uso smodato dell'automobile. Promuoviamo con forza l'uso della bicicletta in quanto mezzo di trasporto ecologico, economico, fonte di benessere fisico e di buonumore, e auspichiamo lo sviluppo delle piste ciclabili, cercando di sensibilizzare su questa tematica i cittadini e i pubblici poteri, in quanto è diritto dei cittadini quello di pedalare in piena sicurezza su percorsi riservati. Promuoviamo inoltre tutti gli altri strumenti della mobilità sostenibile, e i diritti dei pedoni. Contattaci, e potrai iscriverti: 328.7624618 – [email protected]
Puoi trovare sulle pagine web di questo gruppo FB lo Statuto e conoscere le nostre attività.

09/06/2026

Alcuni coetanei – pensionati, che camminano molto perché gliel’ha consigliato il medico – mi hanno ricordato che con la risistemazione («restyling e rifunzionalizzazione») di piazza G. Matteotti, i…

Chiaro scuro perenneGiornata Mondiale della Bicicletta 2026, tra numeri in crescita, morti sulle strade e leggi non appl...
02/06/2026

Chiaro scuro perenne

Giornata Mondiale della Bicicletta 2026, tra numeri in crescita, morti sulle strade e leggi non applicate

Giancarlo Odoardi

giu 02, 2026

Ogni 3 giugno si ripete il rito. Le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale della Bicicletta nel 2018, stesso anno in cui l'Italia si dota finalmente di una legge organica sulla mobilità ciclistica, la n. 2 dell'11 gennaio. Una coincidenza curiosa, ma quasi beffarda, a rileggere quella data oggi.

Una piccola ma significativa banca dati

In Italia la bicicletta cresce davvero. Il 22° Rapporto ISFORT sulla mobilità (novembre 2025) registra un balzo significativo: la quota degli spostamenti in bici sale dal 4,1% del 2024 al 5,2% nel primo semestre 2025, quasi il 27% in più in un anno solo. Nelle medie città, quelle più simili a Pescara, la bici raggiunge il 6,5% degli spostamenti. Nonostante il tasso di motorizzazione abbia superato quota 700 auto ogni mille abitanti (primato europeo poco invidiabile), l’automobile scende al 60,8%, tre punti in meno rispetto al 2023. E intanto l’81,3% degli spostamenti quotidiani avviene entro i 10 km: distanze fatte per la bicicletta (io, ad esempio, ne faccio almeno 12!).

Sempre nel 2025 arriva l’Atlante Italiano degli Incidenti Ciclistici, presentato dal Politecnico di Milano in ottobre. La corposa analisi mette in fila dieci anni di dati ISTAT con precisione inedita: tra il 2014 e il 2023, oltre 164.000 incidenti con ciclisti, più di 3.000 morti, oltre 150.000 feriti. Quasi un ciclista ucciso ogni giorno, altri 41 feriti. Nel 2023 i feriti gravi sono stati 17.000. Il 2024 si chiude con 185 morti stimati; il 2025, secondo l’Osservatorio ASAPS-Sapidata, peggiora ancora: 222 ciclisti uccisi sulle strade italiane. Il 73% degli incidenti avviene in città, dove si pedala di più, ma dove le protezioni mancano quasi ovunque.

Le cause le conosciamo da decenni: assenza di infrastrutture dedicate, velocità eccessiva, distrazione, mancanza di rispetto delle norme). E una cultura della strada che ancora fatica a riconoscere nella bicicletta un diritto di mobilità, non un’eccentricità sportiva.

Una legge scritta per essere dimenticata

La legge 2 del 2018 è un testo ambizioso. Prevede la Rete Ciclabile Nazionale Bicitalia (quella di FIAB), i Piani Regionali della Mobilità Ciclistica, il coordinamento con il trasporto pubblico. E all’articolo 11, l’ultimo, quello che anticipa l’obbligo della pubblicazione del testo sulla Gazzetta e che in genere nessuno legge, stabilisce qualcosa di preciso e misurabile: entro il 30 giugno di ogni anno il Ministero delle Infrastrutture (che da qualche anno ha perso per strada la “mobilità sostenibile”) presenta alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della legge stessa, risorse stanziate e spese, interventi realizzati, stato della rete Bicitalia, risultati sulla sicurezza, integrazione modale, confronto con gli altri paesi europei.

Un obbligo di rendiconto annuale, pubblico, trasparente, in formato aperto. Dal 2019 al 2026: sette scadenze, rimaste, per quanto ne so, tutte lettera morta. Nessun governo, di nessun colore, ha ritenuto di dover dare conto al Parlamento di quanto si stesse facendo, o non facendo, per la mobilità ciclistica in Italia.

In questa omissione si legge, in filigrana, quanto valga davvero questa Giornata Mondiale nei corridoi che contano.

E in Abruzzo?

La Regione è ancora inadempiente su due fronti sovrapposti.

Prima norma. La L.R. n. 8 del 25 marzo 2013 anticipa di cinque anni la legge nazionale: impone alla Regione stessa di redigere il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, da approvare in Consiglio su proposta della Giunta e da aggiornare ogni tre anni (TRE ANNI!). A distanza di tredici anni (oltre il multiplo di 4), quel piano non esiste ancora, non è mai stato prodotto, né in bozza né in forma definitiva. I tracciati ciclabili che si realizzano sul territorio regionale nascono quindi senza una visione strategica di riferimento, ciascuno per conto suo.

Seconda norma. La L. 2/2018, all’art. 5, impone che ogni Regione predisponga il proprio Piano Regionale della Mobilità Ciclistica in coerenza con il Piano Generale Nazionale, chiuso nell’ottobre 2022 (tra l’altro ben oltre i sei mesi, diventati 4 anni, previsti dalla norma che ne obbligava la stesura). Le Regioni devono poi presentare entro il 1° aprile di ogni anno una relazione al Ministero sui progressi compiuti. Ma la Regione Abruzzo non ha un piano da rendicontare.

Pedalare nonostante tutto

Eppure si pedala. I numeri lo dicono, e chi esce ogni mattina con la bicicletta lo sa. La domanda c’è, la volontà delle persone c’è, e in alcune città cresce nonostante l’assenza di politiche di riferimentro.

La Giornata Mondiale della Bicicletta serve anche a questo: a tenere acceso un riflettore su un sistema che spesso pruomuove e celebra tanto e dimentica molto, specie di pianificaere e rendicontare. Finché i Ministeri non presenteranno quella relazione annuale, e finché le Regioni, tra cui la Regione Abruzzo, non produrranno i loro piani, il 3 giugno resterà più un giro di pedivelle in una giornata di festa che la tappa di un giro d’Italia di 365 giorni.

La bicicletta merita di più. Chi pedala, anche.

Giornata Mondiale della Bicicletta 2026, tra numeri in crescita, morti sulle strade e leggi non applicate

Ad Avezzano la ciclabile di via XX Settembre viene utilizzata per sostare le vele della pubblicità elettorale.
11/05/2026

Ad Avezzano la ciclabile di via XX Settembre viene utilizzata per sostare le vele della pubblicità elettorale.

Due anni fa, da ricordare.
11/05/2026

Due anni fa, da ricordare.

L'amministrazione Di Pangrazio già nel suo programma elettorale aveva come obiettivo la cancellazione della rete ciclabile protetta realizzata nel centro urbano di Avezzano dal suo predecessore e avversario politico De Angelis. Come giustificazione ha utilizzato il dileggio dell'opera, ne è un esempio la dichiarazione sul Centro di oggi del consigliere di maggioranza Gianluca Presutti: "la vecchia ciclabile non ha funzionato, spesso deserta e poco amata".

Questa litania è stata ripetuta all'infinito dai tanti detrattori della ciclabile, l'entourage di Di Pangrazio in primis, i commercianti retrogradi che l'avversano, i baristi che vogliono piazzare al suo posto i dehors per incrementare i loro incassi, i tanti avezzanesi che si spostano solo con le loro automobili. In Italia, quindi anche ad Avezzano, vige ancora la democrazia, non si può eliminare una ciclabile perché la maggioranza degli abitanti preferisce spostarsi con l'automobile, un'amministrazione comunale seria ed emancipata dovrebbe rispettare le esigenze dei cittadini che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto per spostarsi in città, impegnarsi per tutelare la loro sicurezza, anche e soprattutto se sono una minoranza. Invece questa amministrazione comunale ha deciso di rimuovere le ciclabili protette nel centro urbano (scandalosamente orgogliosa di averci ricavato 90 posti per le auto) e di obbligare i ciclisti urbani a pedalare in mezzo alle automobili, aumentando di molto la possibilità di rischiare la loro incolumità fisica.

L'abc del buon amministratore prevede che le modifiche alla rete ciclabile esistente devono aumentare la sicurezza degli utenti deboli della strada, invece l'amministrazione Di Pangrazio l'ha fortemente ridotta. Infine, con la scusa di voler istituire le strade 30 pretendono (sempre Gianluca Presutti sul Centro di oggi) di paragonarsi a città simbolo della mobilità sostenibile come Bologna e Collegno, la Fiab ci fa sapere che Bologna e Collegno non hanno mai demolito un metro di ciclabile.

L'Amministrazione Di Pangrazio due anni fa.
11/05/2026

L'Amministrazione Di Pangrazio due anni fa.

Ricordiamo che il Comune di Avezzano e' sprovvisto del P.E.B.A (piano eliminazione delle barriere architettoniche) obbligatorio dal 1986.

Due anni fa, da non dimenticare.
11/05/2026

Due anni fa, da non dimenticare.

Non c'è che dire, l'amministrazione Di Pangrazio ha inanellato un'altra figuraccia.

Due anni fa, da tenere a mente.
11/05/2026

Due anni fa, da tenere a mente.

11/05/2026

Due anni fa l'amministrazione Di Pangrazio completò la demolizione della ciclabile protetta in centro che permetteva ai bambini e alle famiglie di pedalare in sicurezza tra Corso della Libertà, Piazza Risorgimento e Villa Torlonia per realizzare 90 posti auto. Per questo motivo il Comune di Avezzano fu cacciato dalla rete dei ComuniCiclabili della Fiab.

04/02/2026

A Parigi l'incredibile incremento dell'uso della bici è il risultato di una strategia coerente e continua promossa dalla sindaca Anne Hidalgo

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Avezzano
67051

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