01/05/2026
C’è un filo che unisce memoria, giustizia e responsabilità. Ed è proprio questo filo che scegliamo, ogni giorno, di non spezzare.
Come ragazzi dell’Osservatorio Civico dell’associazione Rilanciamo Avetrana Insieme APS, sentiamo il dovere di costruire momenti che vadano oltre il semplice incontro: occasioni vere di crescita collettiva, di confronto, di consapevolezza.
Sabato 9 maggio, nella Sala Consiliare del Comune di Avetrana, presenteremo il libro Gli eroi di via Fani insieme al suo autore, Filippo Boni. Un racconto che restituisce voce e dignità agli uomini della scorta di Aldo Moro, uccisi il 16 marzo 1978 in uno degli episodi più drammatici della storia repubblicana italiana. Via Fani non è solo un luogo: è il simbolo di una ferita profonda inferta allo Stato e alla democrazia, negli anni segnati dal terrorismo. Ricordare oggi quella pagina significa riaffermare il valore delle istituzioni, della libertà e del sacrificio di chi ha servito il Paese fino all’estremo.
La presenza dell’autore non è un elemento formale, ma un valore aggiunto fondamentale: attraverso la sua voce e il suo lavoro di ricerca, Filippo Boni rende la memoria viva, accessibile, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni. Il confronto diretto con chi ha studiato e raccontato quei fatti permette di andare oltre la narrazione, entrando nel cuore delle domande che quella storia continua a porci.
A rendere ancora più significativo questo momento sarà la presenza del Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Toni Matarrelli, testimonianza concreta di istituzioni che scelgono di esserci, di partecipare e di farsi parte attiva nel mantenere viva la memoria e nel promuovere una cultura della legalità. La vicinanza delle istituzioni non è mai formale: è un segnale forte di responsabilità condivisa verso la comunità.
Accanto a questo, fondamentale è anche il ruolo della figura dell’avvocato, presidio di diritti e garanzie. In un contesto in cui si parla di giustizia e legalità, l’avvocatura rappresenta un pilastro dello Stato di diritto: difendere, interpretare, garantire equilibrio. È attraverso queste figure che la giustizia prende forma concreta, tutelando i principi costituzionali e assicurando che la memoria non resti solo racconto, ma si traduca in responsabilità viva.
In un tempo in cui le scelte pesano — e in cui decisioni che hanno segnato profondamente la coscienza civile continuano a interrogarci — diventa fondamentale fermarsi, ascoltare, capire. Non per restare nel passato, ma per imparare a viverlo con responsabilità nel presente.
Questo non è un evento “da spettatori”. È un momento di partecipazione attiva. Perché la legalità non è uno slogan: è pratica quotidiana, è coraggio, è capacità di prendere posizione anche quando è scomodo.
Per questo invitiamo tutta la cittadinanza, soprattutto i più giovani: esserci significa fare la propria parte. Significa scegliere di essere comunità.
La memoria non è passato. È responsabilità presente.