01/09/2026
Roma, quartiere Pietralata.
Luca Ambasciano, 42 anni, Valentina Pambianco, 41, e la loro piccola Bianca, appena 5 anni, vengono trovati senza vita nella camera da letto della loro casa, con loro anche il loro cane, anche lui ucciso. Tre vite spezzate, anzi quattro perché anche quel cane faceva parte di quella famiglia, della loro quotidianità, ed era molto legato alla bambina. A dare l'allarme è stato un familiare che da ore cercava inutilmente di mettersi in contatto con loro. Quando carabinieri e vigili del fuoco sono entrati nell'appartamento, hanno scoperto una tragedia difficile persino da raccontare. Nella casa sono stati trovati alcuni biglietti lasciati dai genitori, parole che raccontano la grave disabilità della piccola Bianca, la fatica quotidiana, l'isolamento e soprattutto la sensazione di essere rimasti soli.
“DA SOLI NON CE LA FACCIAMO PIÙ.” La mamma aveva lasciato il lavoro per dedicarsi completamente alla sua bambina e questa cosa mi spezza il cuore. Una famiglia che, a quanto emerge, si era chiusa sempre di più dentro casa, dentro le proprie difficoltà, dentro una vita diventata troppo pesante e nessuno si è accorto fino in fondo di quanto stessero male. Naturalmente saranno gli investigatori a dover ricostruire esattamente cosa sia accaduto e nessuna sofferenza può spiegare o giustificare la morte di una bambina. Ma io continuo a pensare a quelle parole: “Da soli non ce la facciamo” e non riesco a farmene una ragione, perché dietro questa tragedia resta anche una domanda enorme... quanto può sentirsi sola una famiglia che vive ogni giorno una disabilità complessa? Quanto deve diventare pesante la vita prima che qualcuno si accorga che quella famiglia sta crollando? Bianca aveva solo cinque anni e oggi faccio davvero fatica a trovare altre parole...