UN MONDO BLU ONLUS

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UN MONDO BLU ONLUS UN MONDO BLU ONLUS è un'associazione costituita da genitori di persone e bambini affetti da autismo o da altri disturbi generalizzati dallo sviluppo

04/10/2026
ARGOMENTO DEGLI ULTIMI GIORNI...bene dico la mia...condivido ogni parola di Luca Trapanese .. eppure mi viene da aggiung...
03/10/2026

ARGOMENTO DEGLI ULTIMI GIORNI...
bene dico la mia...
condivido ogni parola di Luca Trapanese .. eppure mi viene da aggiungere qualcosa che nasce soprattutto dalla mia esperienza, prima ancora che professionale, di mamma di Luigi e Nicola, due ragazzi autistici. In tanti anni di scuola vissuta accanto a Luigi e Nicola ne ho incontrati tanti di insegnanti e ho imparato che il titolo di studio conta, la formazione conta tantissimo, ma non sempre il titolo che hai in mano racconta l'insegnante che sarai davanti a un ragazzo con disabilità. Ho incontrato docenti con lauree apparentemente lontanissime da questo mondo che, quando hanno conosciuto i miei figli, hanno fatto una cosa semplice.. hanno chiesto.. sono andati a studiare... Non conoscevano abbastanza l'autismo? Hanno cercato di capirlo... Non sapevano come affrontare alcune situazioni? Hanno chiesto... Si sono confrontati con noi, con i professionisti, hanno osservato Luigi e Nicola e, soprattutto, hanno avuto l'umiltà di dire: “Devo imparare”... così negli anni, siamo riusciti a costruire intorno a loro una squadra talmente forte da accompagnarli fino al diploma del liceo scientifico... Poi, però, ho incontrato anche persone con titoli molto più vicini al mondo della disabilità che magari conoscevano benissimo la teoria, ma facevano fatica a conoscere la persona... il punto è proprio questo...
Quando entra in classe un ragazzo con una diagnosi, non entra in classe una diagnosi...entra Nicola, entra Luigi, entra Alessandro, entra Maria, entra una persona... con il suo carattere, le sue paure, le sue passioni, le sue difficoltà, i suoi talenti, il suo modo di comunicare, i suoi tempi e anche le sue stranezze, esattamente come ciascuno di noi... credo che qui la scuola abbia ancora tantissima strada da fare...per un ragazzo con disabilità la scuola non può essere soltanto didattica...certamente deve imparare, studiare, raggiungere gli obiettivi che può raggiungere, ma la scuola è anche il posto in cui dovrebbe imparare a stare con gli altri, diventare più autonomo, comunicare, affrontare una difficoltà, costruire amicizie e sentirsi parte di un gruppo.. e contemporaneamente dovrebbe insegnare agli altri ragazzi a conoscere lui. Quante volte sento genitori arrabbiati e feriti perché il proprio figlio non viene invitato a una festa, non viene chiamato per un'uscita, rimane fuori dal gruppo... quel dolore lo conosco bene. Ma negli anni mi sono fatta anche un'altra domanda: siamo sicuri che gli altri bambini/ragazzi sappiano come avvicinarsi ai nostri figli? Un bambino non esclude necessariamente perché è cattivo... a volte semplicemente non sa. Se nessuno gli ha mai spiegato perché quel compagno a volte si comporta in maniera diversa, perché può avere bisogno di allontanarsi dal rumore, perché magari comunica in un modo particolare, cosa gli piace, cosa lo mette in difficoltà, come coinvolgerlo... come possiamo aspettarci che sappia spontaneamente come entrare nel suo mondo? E attenzione.. non significa raccontare una diagnosi davanti alla classe o violare la privacy di qualcuno, significa fare qualcosa di molto più importante.. insegnare a conoscere le persone.
Perché a volte a scuola facciamo l'errore contrario, spieghiamo perfettamente che cos'è l'autismo, definiamo una disabilità, elenchiamo caratteristiche... e alla fine i ragazzi conoscono la definizione, ma non conoscono il loro compagno.
E ciò che non conosciamo spesso ci mette in difficoltà, succede ai bambini, succede ai ragazzi e, diciamocelo, succede tantissimo anche a noi adulti. Qualcuno deve costruire quei ponti, qualcuno deve aiutare il ragazzo con disabilità ad avvicinarsi ai compagni e, nello stesso tempo, aiutare i compagni ad avvicinarsi a lui, creare situazioni, occasioni, esperienze condivise, far scoprire che magari quel ragazzo con cui non sapevo come parlare ama la mia stessa squadra, ascolta la mia stessa musica, sa fare una cosa che io non so fare. Le relazioni non nascono per decreto, vanno accompagnate ed è una competenza che, purtroppo, vedo mancare spesso indipendentemente dalla laurea posseduta. La cosa che mi dispiace maggiormente è che, quando una famiglia prova a spiegare qualcosa del proprio figlio, quando suggerisce una strategia che funziona o porta il contributo dei professionisti che lo conoscono, qualche volta viene percepita quasi come un'invasione di campo...ci si irrigidisce, ci si offende...io invece credo che una delle frasi più belle che un professionista possa pronunciare sia: “Questa cosa non la conosco...spiegamela.”
Io stessa, nonostante gli studi, il lavoro e tutti questi anni vissuti nella disabilità, continuo a studiare, continuo a chiedere a chi ha più esperienza di me..perché nessuno arriva al punto in cui può dire di sapere tutto. Si, discutiamo pure dei titoli necessari per fare sostegno, è giusto parlare di preparazione e di formazione seria, ma non fermiamoci alle lauree, perché rischiamo di cambiare una regola lasciando intatto tutto il resto. La rivoluzione che serve alla scuola è molto più grande, è smettere di pensare che il ragazzo con disabilità sia “il ragazzo del sostegno”, quel ragazzo è alunno di tutti, del docente di sostegno, del docente curricolare, della classe e della scuola intera. E dovremmo ricordarci più spesso che la scuola non serve soltanto a preparare ragazzi capaci di superare una verifica, la scuola dovrebbe preparare alla vita..e nella vita conoscere l'altro, imparare ad avvicinarsi a ciò che inizialmente non comprendiamo e scoprire la persona prima della sua diagnosi può essere una lezione importante quanto tutte le altre...

🍕 QUANDO SI CREANO POSSIBILITÀ E ACCESSIBILITÀ, LE DIFFERENZE SMETTONO DI ESSERE LIMITI. ❤️Giovedì 8 ottobre sarà una di...
01/10/2026

🍕 QUANDO SI CREANO POSSIBILITÀ E ACCESSIBILITÀ, LE DIFFERENZE SMETTONO DI ESSERE LIMITI. ❤️
Giovedì 8 ottobre sarà una di quelle serate che raccontano, con i fatti e non solo con le parole, ciò in cui credo da sempre. I ragazzi e le ragazze dell’associazione Il Mio Mondo Esiste APS vivranno per la prima volta un’esperienza concreta all’interno della pizzeria UP Birrodromo.. si occuperanno della preparazione delle pizze, del servizio e della gestione degli ordini, affiancati dagli operatori e dallo staff. Naturalmente ci saranno anche Luigi e Nicola. ❤️
Perché noi crediamo nel fare rete, non importa a quale associazione apparteniamo...quando si lavora per creare opportunità per i nostri ragazzi, bisogna esserci, sostenersi e camminare insieme..
questo è il messaggio più bello di questa serata...quando si creano le giuste possibilità, quando gli ambienti diventano realmente accessibili e ognuno può partecipare secondo le proprie capacità, siamo tutti sullo stesso piano. Non ragazzi da guardare o da aiutare, ma ragazzi che fanno, imparano, lavorano, servono, sbagliano, riprovano e dimostrano ciò che sanno fare. Come tutti.
Per noi “IL MIO MONDO ESISTE” esiste davvero, a 360 gradi ed è anche per questo che Luigi e Nicola non potevano mancare.
Il ricavato delle pizze consumate sarà destinato a Il Mio Mondo Esiste APS, ma il valore più grande sarà vedere questi ragazzi avere finalmente ciò che dovrebbe essere normale per tutti... UNA POSSIBILITÀ...
📅 Giovedì 8 ottobre 2026 – dalle 20:00 alle 22:00
📍 Viale XXIV Maggio 35 – Marcianise (CE)
Perché non abbiamo bisogno di essere tutti uguali...abbiamo bisogno che tutti abbiano le stesse possibilità di esserci. ❤️

INVITO ALLE ASSOCIAZIONIIn occasione di “Corriamo Insieme – Sport & Solidarietà”, sabato 4 ottobre al Parco S. Pozzi di ...
29/09/2026

INVITO ALLE ASSOCIAZIONI
In occasione di “Corriamo Insieme – Sport & Solidarietà”, sabato 4 ottobre al Parco S. Pozzi di Aversa, anche le associazioni del territorio sono invitate a partecipare.
Ogni associazione potrà essere presente anche allestendo un proprio gazebo con materiale informativo, per raccontare le proprie attività, i progetti e far conoscere alla cittadinanza il prezioso lavoro svolto ogni giorno.
Sarà una bella occasione per stare insieme, fare rete e far conoscere il mondo del volontariato ai bambini, ai ragazzi, alle scuole e alle famiglie.
Vi aspettiamo..Più siamo, più forte sarà il messaggio di solidarietà e partecipazione...

Martedì 29 settembre l’associazione UN MONDO BLU ONLUS parteciperà alla seconda edizione di “Uguali nelle Differenze”, o...
23/09/2026

Martedì 29 settembre l’associazione UN MONDO BLU ONLUS parteciperà alla seconda edizione di “Uguali nelle Differenze”, organizzata da Voce Unita APS.
E voglio spendere qualche parola proprio per loro...un’associazione formata da giovani attivi nel sociale, ragazzi che scelgono di dedicare tempo, energie e idee agli altri...in un periodo in cui troppo spesso dei giovani raccontiamo soltanto ciò che non va, credo sia importante dare spazio anche a chi rappresenta una vera risorsa per il nostro territorio. Sarà una mattinata in cui scuola, sport, associazioni, istituzioni e famiglie si incontreranno, ma soprattutto sarà un’occasione per conoscersi davvero, perché possiamo parlare quanto vogliamo di inclusione, ma io continuo a credere che il cambiamento inizi quando creiamo contesti realmente accessibili, nei quali ogni persona possa esserci, partecipare ed esprimere ciò che è.
E poi ci sarà lo sport, quello capace di parlare senza bisogno di tante parole..in campo ci saranno anche Gli Insuperabili, Campioni Regionali Campania FIGC DCPS – III livello, e il calcio d’inizio simbolico sarà affidato a un ospite speciale, Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli. ⚽💙
📅 Martedì 29 settembre 2026, dalle 9:00 alle 12:00
📍 Palestra dell’Istituto Superiore “Giuseppe Moscati” di Sant’Antimo.
Come presidente di Un Mondo Blu ODV, ringrazio Voce Unita APS per averci voluti al proprio fianco e soprattutto per quello che questi giovani stanno costruendo.
Le differenze non vanno semplicemente raccontate, vanno conosciute, comprese e vissute ed è stando insieme che iniziamo davvero ad abbattere le barriere...

22/09/2026

Ho letto il bellissimo progetto di PizzAut dedicato alle scuole e mi è venuto spontaneo fare una riflessione. A scuola parliamo tanto di disabilità, la spieghiamo, la studiamo, facciamo progetti sull’inclusione, organizziamo giornate di sensibilizzazione. Tutto importante, certo, ma c’è una cosa che non dovremmo mai dimenticare.. prima della disabilità esistono le persone, esistono ragazzi con un nome, una voce, un carattere, dei talenti, delle paure, dei desideri, ragazzi che possono raccontarsi molto meglio di quanto possiamo fare noi parlando al loro posto.
Qualche giorno fa mi è capitato di parlare con alcuni ragazzi che non sapevano cosa fosse l’autismo..e sapete cosa ho detto loro? Che non c’era nulla di strano, perché neanche io, più di vent’anni fa, sapevo davvero cosa fosse l’autismo, poi l’autismo è entrato nella mia vita e l’ho conosciuto davvero vivendo accanto alle persone autistiche, ascoltandole, osservandole, cercando di comprenderne i diversi modi di comunicare, sentire e stare nel mondo, ho studiato e continuo a farlo, ma alcune delle cose più importanti non le ho imparate sui libri, le ho imparate dalle persone.
Ecco è proprio questo il punto....
Nelle nostre scuole ci sono tante disabilità, tante condizioni diverse, tanti modi di apprendere, comunicare, muoversi, percepire il mondo e vivere le emozioni, non possiamo ridurre tutto a una diagnosi, a una certificazione o a una definizione da imparare, dobbiamo mettere le persone al centro. Siamo nel 2026 e continuiamo ancora a parlare di inclusione, io credo che sia arrivato il momento di parlare molto di più di accessibilità e, soprattutto, di costruirla....cambiamo i contesti.
Quando eliminiamo una barriera, rispettiamo tempi diversi, troviamo modalità differenti di comunicare e creiamo opportunità vere, cambiano anche le possibilità della persona di esprimere ciò che sa e ciò che può fare. Qui non abbiamo PizzAut, ma abbiamo tantissimi ragazzi con disabilità con capacità incredibili e storie vere da raccontare, ragazzi che lavorano, fanno sport, coltivano passioni, conquistano autonomie, hanno paura, si emozionano, si innamorano, sbagliano, ricominciano, fanno progetti... facciamoli incontrare.
Come Un Mondo Blu ODV siamo disponibili ad entrare nelle scuole insieme ai nostri ragazzi e alle nostre famiglie, ma voglio essere chiarissima..se non volete invitare Un Mondo Blu, invitate un’altra associazione, invitate altre realtà del territorio, invitate i ragazzi con disabilità, invitate i loro genitori, invitate professionisti che sappiano fare davvero da mediatori e facilitare l’incontro e il confronto.
Non importa chi organizza l’incontro, l'importante è che quell’incontro avvenga... fate vivere ai ragazzi queste esperienze, fateli parlare tra loro, confrontare, fare domande, anche quelle che possono sembrare scomode o ingenue, permettete loro di conoscere ciò che non conoscono.
Non parliamo sempre noi adulti ai ragazzi di inclusione...facciamogliela vivere, una lezione sulla disabilità può finire quando suona la campanella, un incontro con una persona, invece, può restare dentro per molto tempo. Questa per me è Educazione Civica..non imparare soltanto cosa significa uguaglianza, rispetto, dignità, partecipazione e accessibilità, ma incontrare le persone alle quali troppo spesso applichiamo queste parole senza averle mai realmente conosciute. Non serve necessariamente una grande manifestazione, può bastare un’aula, qualche sedia, ragazzi seduti insieme e la libertà di farsi domande vere. Quindi il mio appello alle scuole, ai Dirigenti e agli insegnanti è semplice.. aprite le porte. A noi, ad altre associazioni, alle famiglie, ai professionisti, ma soprattutto apritele ai ragazzi,
metteteli nelle condizioni di incontrarsi...prima di spiegare cos’è l’autismo, una disabilità o l’inclusione, facciamo una cosa molto più semplice.. facciamo conoscere le persone e magari arriverà un giorno in cui non avremo più bisogno di parlare continuamente di inclusione, perché avremo finalmente imparato a costruire contesti accessibili nei quali ciascuno possa esserci, partecipare ed esprimersi...

Roma, quartiere Pietralata.Luca Ambasciano, 42 anni, Valentina Pambianco, 41, e la loro piccola Bianca, appena 5 anni, v...
01/09/2026

Roma, quartiere Pietralata.
Luca Ambasciano, 42 anni, Valentina Pambianco, 41, e la loro piccola Bianca, appena 5 anni, vengono trovati senza vita nella camera da letto della loro casa, con loro anche il loro cane, anche lui ucciso. Tre vite spezzate, anzi quattro perché anche quel cane faceva parte di quella famiglia, della loro quotidianità, ed era molto legato alla bambina. A dare l'allarme è stato un familiare che da ore cercava inutilmente di mettersi in contatto con loro. Quando carabinieri e vigili del fuoco sono entrati nell'appartamento, hanno scoperto una tragedia difficile persino da raccontare. Nella casa sono stati trovati alcuni biglietti lasciati dai genitori, parole che raccontano la grave disabilità della piccola Bianca, la fatica quotidiana, l'isolamento e soprattutto la sensazione di essere rimasti soli.
“DA SOLI NON CE LA FACCIAMO PIÙ.” La mamma aveva lasciato il lavoro per dedicarsi completamente alla sua bambina e questa cosa mi spezza il cuore. Una famiglia che, a quanto emerge, si era chiusa sempre di più dentro casa, dentro le proprie difficoltà, dentro una vita diventata troppo pesante e nessuno si è accorto fino in fondo di quanto stessero male. Naturalmente saranno gli investigatori a dover ricostruire esattamente cosa sia accaduto e nessuna sofferenza può spiegare o giustificare la morte di una bambina. Ma io continuo a pensare a quelle parole: “Da soli non ce la facciamo” e non riesco a farmene una ragione, perché dietro questa tragedia resta anche una domanda enorme... quanto può sentirsi sola una famiglia che vive ogni giorno una disabilità complessa? Quanto deve diventare pesante la vita prima che qualcuno si accorga che quella famiglia sta crollando? Bianca aveva solo cinque anni e oggi faccio davvero fatica a trovare altre parole...

26/08/2026

"UN MONDO BLU ODV SI RINNOVA"..

Una nuova grafica, un nuovo logo, ma gli stessi valori e soprattutto lo stesso impegno di sempre. Abbiamo scelto di cambiare la nostra immagine perché anche Un Mondo Blu cresce, insieme ai suoi ragazzi.
Il nostro nuovo logo racconta proprio questo..un cammino verso il futuro, verso l’autonomia, le relazioni, il lavoro, le opportunità e una vita il più possibile piena e indipendente. Un mondo che non mette etichette, che non costruisce barriere, ma prova ad abbatterle. Un mondo nel quale ogni persona possa essere, scegliere e realizzare il proprio futuro.
E da oggi c'è una frase che vogliamo portare con noi in questo nuovo cammino: "NESSUN LIMITE COME LIMITE".. Perché il mondo che immaginiamo è semplice..un mondo accessibile a tutti.
Nuova immagine, stessa grande famiglia, nuovi traguardi da raggiungere insieme.
Un Mondo Blu ODV 💙
Insieme, senza limiti...

07/07/2026

"FATE UN PO' MENO RUMORE..IO SONO UN RAGAZZO AUTISTICO E TUTTO QUESTO RUMORE MI FA MALE" ( Nicola mio figlio)
Sono bastate queste poche parole per far calare il silenzio. DOPO DON DOMENICO PRENDE LA PAROLA E DICE: "SAPETE CHE COSA SIGNIFICA UN RAGAZZO AUTISTICO?" Un bambino alza la mano e risponde: " VEDERE IL MONDO IN MODO DIVERSO"...
"LEGGETE E GUARDATE IL VIDEO FINO ALLA FINE"

Ieri è iniziato "SIAMO GIOVANI, ABITIAMO LA NOTTE", tre giorni organizzati dalla Parrocchia Santa Maria La Nova, Unicef e Protezione Civile Regionale, un'esperienza pensata per aiutare i ragazzi a vivere la notte in modo diverso.. insieme, tra amicizia, condivisione, attività educative e comunità.
Per Nicola è stata una giornata lunga e impegnativa.
La mattina ha partecipato al Grest insieme a tantissimi bambini. Giochi, musica, voci, urla, entusiasmo... tutto bellissimo. Ma per un ragazzo autistico con ipersensibilità sensoriale tutto questo può trasformarsi in una fatica enorme.
Ogni rumore arriva amplificato. Ogni voce, ogni suono, ogni stimolo richiede uno sforzo immenso per essere sopportato. Eppure Nicola è rimasto lì. Ha affrontato le sue difficoltà senza arrendersi.
A un certo punto Don Domenico gli ha dato il microfono mentre presentava i ragazzi della Protezione Civile. Nicola non aveva preparato un discorso.
Ha detto semplicemente: "Fate un po' meno rumore... io sono un ragazzo autistico e tutto questo rumore mi fa male." Con quella frase ha spiegato l'autismo meglio di tante conferenze. La sera, durante l'apertura del campo con le tende, ha preso di nuovo il microfono. Ha ringraziato gli animatori, i volontari e tutte le persone che hanno reso possibile questa esperienza. Ha raccontato che per lui quella giornata era stata molto difficile, che il rumore lo aveva messo a dura prova.
Poi ha concluso con una frase semplice, ma POTENTE: "Però ce l'ho fatta." Ecco cos'è il coraggio. Non è non avere difficoltà. Il coraggio è affrontarle, anche quando sembrano più grandi di noi. È restare, anche quando tutto dentro di te ti dice di andare via. Sono immensamente orgogliosa di te, amore mio. Perché ieri non hai fatto solo una testimonianza. Hai aiutato tanti bambini e tanti adulti a capire, con parole semplici, cosa significa vivere l'autismo e cosa può fare un semplice gesto di attenzione. Sicuramente non tutti, da oggi, faranno meno rumore. Ma se anche una sola persona, dopo averti ascoltato, quando incontrerà un ragazzo autistico si fermerà un attimo e proverà ad abbassare la voce, a fare meno rumore, allora avremo già vinto tutti.

07/06/2026

Questa mattina, in Piazza Municipio ad Aversa, si è svolta la XII edizione della Giornata dello Sport, un evento che

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