20/09/2025
“Parlare di automotive in Italia significa parlare di Stellantis, perché abbiamo solo Stellantis, oggi ottavo produttore in Europa, 20 anni fa il secondo. La transizione, così come voluta dall’Europa, è stata fatta contro i lavoratori. L’Ue, dopo le imposizioni, non è stata coerente e conseguente in termini di investimenti e di tenuta sociale. Ma è di Stellantis – ha rimarcato – la responsabilità del disinvestimento progressivo nel nostro Paese. Negli ultimi 10 anni esso registra 15-16mila lavoratori in meno, solo nel 2024-2025 sono stati elargiti incentivi all’esodo ad altri duemila lavoratori. E quando si campa di incertezze e di ammortizzatori sociali, è normale che un lavoratore accetti incentivi per 50-80mila euro per lasciare la fabbrica, in cerca di maggiori sicurezze e di nuove opportunità. Stellantis, così, non chiude le fabbriche, le spegne gradualmente. Occorre un impegno concreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, altrimenti, nel nostro Paese, rischiamo di perdere l’industria automobilistica”.
Samuele Lodi