04/09/2026
*Tra confini e libertà*
Le opere presentate nella prima tappa della mostra sono state realizzate dagli ospiti del S.A.I. Pro.Met.E.O., che abitano gli spazi del cultural hub Villa Quaglina. Tutti i lavori sono stati realizzati attraverso la tecnica della lineografia, sotto la guida dell’illustratrice Letizia Veiluva. Il percorso creativo è nato da una domanda semplice e, allo stesso tempo, profonda: che cos’è un confine e cosa significa oltrepassarlo?
Durante il laboratorio, i partecipanti sono stati invitati a riflettere sui diversi confini che attraversano le nostre vite: quelli fisici e geografici, ma anche quelli personali, interiori e invisibili. Si è parlato dei limiti incontrati lungo il proprio percorso, delle barriere che possono sembrare invalicabili e di quelle che, nel tempo, si è riusciti a superare. Da queste riflessioni è nato il desiderio di immaginare la libertà e darle una forma, trasformando pensieri, esperienze e aspirazioni in immagini.
Ogni opera racconta così un modo diverso e personale di intendere il confine e il suo superamento. Non esiste una sola strada per andare oltre: c’è chi attraversa, chi scavalca, chi apre un varco, chi trasforma il limite in una possibilità. Osservando i lavori, scoprirete che ciascun ragazzo ha trovato il proprio linguaggio per raccontare cosa significa andare oltre un confine. Le immagini rovesciano il concetto di confine, che da barriera si fa riferimento, da limite si fa ponte, da confine si fa sconfinamento.
*La casa oltre il confine*
La seconda parte della mostra è stata realizzata utilizzando leporelli, colori a cera, acrilico e matite colorate. In questo caso, il processo artistico che ha portato alla realizzazione della mostra è stato orientato dalla riflessione su cosa significa vivere oltre un confine e cosa rappresenti casa oltre i limiti geografici.
Dopo aver riflettuto sui confini e sulla possibilità di superarli, il percorso si sposta verso un luogo ancora più intimo e personale: la casa. Un luogo che non coincide necessariamente con quattro mura, ma che può essere fatto di persone, ricordi, gesti, profumi, paesaggi e oggetti capaci di farci sentire al sicuro e di farci riconoscere. Per chi ha attraversato un confine, la casa può assumere significati diversi. Può essere un luogo lasciato alle spalle, qualcosa che si porta con sé nella memoria, un posto da ritrovare oppure uno spazio nuovo da costruire. Può essere lontana, perduta, immaginata o ancora da scoprire.
Attraverso le opere, i partecipanti sono stati invitati a interrogarsi su cosa li faccia veramente sentire a casa, favorendo il processo di immaginazione futura su cosa renda davvero un luogo una casa e su come questo concetto possa cambiare quando ci si trova lontani dal proprio paese, dalla propria famiglia e dai luoghi della propria storia.
Le immagini diventano così uno spazio in cui memoria e immaginazione si incontrano. La casa può trasformarsi, spostarsi, attraversare i confini insieme a chi la abita. Può diventare un ponte tra ciò che è stato e ciò che ancora deve essere costruito. Osservando le opere, scoprirete tante idee diverse di casa: alcune legate al ricordo e alle proprie origini, altre rivolte verso il futuro. Perché forse la casa non è soltanto un luogo in cui tornare, ma anche un luogo che possiamo costruire, ovunque ci troviamo.
Foto di Marco Brescia