Nel 1999 siamo partiti dall’emergenza. Abbiamo cercato di dare una risposta concreta alla grande presenza sulle nostre strade di giovani donne straniere costrette alla prostituzione con l'attività di Unità di Strada per la prevenzione sanitaria e due Case di Accoglienza per chi decideva di scappare e tentare una nuova vita. Non volevamo e non vogliamo salvare nessuna/o, il nostro compito non è que
llo di giudicare ma offrire un’opportunità a chi magari dalla vita ne ha avute poche o forse nessuna. Poi con il tempo abbiamo capito che il problema era più ampio e complicato. Non basta dare rifugio ed assistenza per sopperire a un’emergenza, bisogna offrire una vera opportunità di miglioramento della propria vita nella sua completezza. Vitto e alloggio sono il primo livello, poi ci vuole qualcosa di determinante: i diritti! Il diritto di cittadinanza, il diritto al lavoro, il diritto alla casa, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto alla maternità, il diritto alla socialità, il diritto all’indipendenza, il diritto a sognare. L’integrazione passa da qui, dai diritti, uguali e per tutti. E così abbiamo iniziato a promuovere campagne e progetti per l’integrazione dei cittadini migranti. E su questa linea andremo avanti per i prossimi anni, convinti che la “vera sicurezza” si costruisce inevitabilmente attraverso la convivenza sociale di persone che vivono, amano e sognano in mille modi differenti, ma che allo stesso tempo costituiscono una comunità di eguali, nelle opportunità e nei diritti. E ci siamo presi anche qualche bella soddisfazione, come quando, dal 2005 al 2009, siamo andati in Nigeria a dar vita al progetto “Safe S*x Long Life”. Poi ci sono stati anche tanti momenti difficili, errori, incazzature, equilibri precari... ma questi non ve li raccontiamo...
Grazie di cuore a tutte le persone che ci sostengono nei modi più disparati: rompere il silenzio e l’isolamento è fondamentale per continuare a sognare. Alberto Mossino
presidente PIAM onlus
Molte delle immagini pubblicate nella pagina sono state realizzate da Quintina Valero e Elena Perlino.