09/06/2023
Ecco la terza delle otto cartoline d’epoca della serie «Ricordi in cartolina» che La Nuova Provincia regalerà ai lettori in occasione del suo 70° compleanno. Un salto indietro di quasi un secolo in una piazza Alfieri difficilmente riconoscibile: lampioni al posto dei platani, la vecchia Alla invece del palazzo della Provincia, e niente auto al centro.
A raccontarci com’era allora la città è Stefano Masino, appassionato cultore dell’Asti di un tempo: alla sua scrupolosa penna abbiamo affidato il compito di farci fare un viaggio nel tempo ricostruendo, a parole, l'Asti dell'inizio del secolo scorso. Nelle prossime settimane saranno distribuite cartoline con altri scorci di Asti, Nizza e Canelli. Un omaggio che può diventare una piccola collezione di suggestive vedute di una città che non c'è più. L'iniziativa è resa possibile dalla collaborazione tra La Nuova Provincia, il collezionista Paolo Collo che ha fornito le cartoline, l'associazione Obiettivo Monferrato, la Fondazione AstiMusei, la Banca di Asti.
Ecco come si presentava nel 1930, ordinata e spoglia (senza platani, solo vecchi lampioni compresi nelle lunghe siepi e i primi alberelli piantati nel 1924), Piazza Alfieri, a pianta trapezoidale, delimitata da edifici ottocenteschi con eleganti portici intitolati a famiglie della borghesia astigiana dell’epoca. Il rio Valbrenta che lambiva gli orti è stato interrato da tempo.
Piazza Alfieri fu anche chiamata “Piazza del Mercato e del Bestiame”, per la presenza del Foro Boario o Alla, imponente edificio in muratura costruito nel 1840 su progetto dell’ingegnere Domenico Berutto e abbattuto nel 1939 per far posto a quello che doveva diventare il nuovo “Palazzo del Governo e della Provincia”. Nel 1856 fu ultimato palazzo Pogliani. A lavori finiti, l’Albergo Reale trasferì il suo ingresso principale sulla piazza.
Successivamente vennero inaugurati i Portici Guglieminetti (1859), cioè gli attuali “Portici Rossi”, e dieci anni dopo, nel 1869, i Portici Anfossi. Il 16 novembre 1862 fu inaugurato il monumento a Vittorio Alfieri, opera dello scultore Giuseppe Dini. Pochi mesi dopo, a gennaio 1863, il Consiglio comunale (sindaco Giovanni Matteo Palmiero) deliberava di denominare questa piazza a Vittorio Alfieri.
Sullo sfondo a destra foto, tra l’Alla e palazzo Anfossi, si notano il palazzo Ricci (titolari di una casa vinicola) poi Armandi, prima e attuale sede della Cassa di Risparmio di Asti (dal 1894 al 1986 si trasferì in piazza Roma), e il mercato coperto, inaugurato nel 1925. Al centro della vecchia immagine, si notano i due pesi pubblici sorti a metà Ottocento (quello di sinistra, prima di essere demolito nel 1940, fu anche sede della centrale telefonica della Stipel.
L’altro fu il negozio di sementi di Olessina fino al 1958); mentre dietro l’Alla non è ancora stata costruita la Casa Littoria, che risale al 1938, con la celebre pianta a “M” di Mussolini e la torre, progettata dall’ingegnere Ottorino Aloisio. Sul sedime lasciato vuoto dall’Alla per quasi vent’anni, nel 1961 fu inaugurato il palazzo della Provincia e della Prefettura.