19/10/2026
È il 14 luglio 2024. Tre alpinisti stanno scalando una parete del Mont Greuvetta, nel massiccio del Monte Bianco, a circa 3.500 metri di quota. Due hanno raggiunto una sosta, il terzo sta salendo assicurato alla corda. Sono tutti esperti, conoscono la montagna e le sue insidie. Due di loro precipiteranno per 200 metri lungo la parete.
Un ancoraggio si stacca, probabilmente per la rottura di una porzione di roccia. In due cadono per circa 200 metri. Il terzo rimane sospeso: la corda che lo collega ai compagni è tranciata. Riesce a dare l’allarme e viene recuperato dall’elicottero.
Gli alpinisti morti sono Luca Giribone, 34 anni, di Bricherasio, e Marco Bagliani, 59 anni, professore ordinario dell’Università di Torino.
Entrambi sono istruttori della Scuola nazionale di alpinismo Giusto Gervasutti del CAI Torino e membri del Club Alpino Accademico Italiano.
Bagliani insegna Geografia economica e politica al Dipartimento di Economia e Statistica «Cognetti de Martiis». È uno studioso dei cambiamenti climatici, dell’impronta ecologica e della sostenibilità ambientale. Ha pubblicato numerosi lavori scientifici, occupandosi anche degli effetti delle ondate di calore sulla popolazione torinese.
Oggi, a oltre due anni dalla tragedia, l’Università di Torino continua a ricordarlo con un premio di laurea che porta il suo nome.
È stata bandita la seconda edizione del Premio Marco Bagliani: due riconoscimenti da 2.000 euro ciascuno per giovani laureati che abbiano realizzato tesi innovative sui cambiamenti climatici e sulla contabilità ambientale.
Le candidature scadono il 18 dicembre 2026.
Il premio nasce per dare continuità al lavoro scientifico e all’impegno nella formazione di un professore che aveva dedicato la vita allo studio dell’ambiente e alla passione per la montagna.
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