13/06/2026
The Galaxy Gals coming back !!! In occasione dell’Ascoli Comics & Games 2026 arriva “Amanda Shoots First”, la seconda uscita della fantascienza “FEM-power” in salsa “retrofuturista” firmata da Valeria Mariani/Momodraws (soggetto e disegni), Samuele Gardinali (testi) e Gli Skizzati (direzione artistica). With a “blinkin'eye” a George Lucas e Star Wars per la definizione “poetica” di Amanda Galaxy, il nostro “exploitation comic character” !!!
Di Andrea Petrucci
L’anno passato, per festeggiare l’Ascoli Comics & Games 2025, l’edizione che ha restituito al centro storico della nostra città la sua manifestazione di fumetto, cosplay e gaming, Gli Skizzati hanno pubblicato la prima uscita di “Galaxy Gals”, un titolo concepito nell’ambito del nostro laboratorio di nuvole disegnate dai “tutor/artist” Valeria Mariani, in arte Momodraws, al soggetto e ai disegni e Samuele Gardinali, in arte Nekooniisama, ai testi -a proposito vi consigliamo di andare a bazzicare i social di questi due ragazzi per apprezzare in maniera completa le loro produzioni-. La “trovata”, su cui il nostro gruppo si è trovato subito d’accordo, ha riscosso altresì gradimento presso il pubblico che ci segue. Ecco allora che, anche quest’anno, Gli Skizzati, inagurando, di fatto, una piccola consuetudine editoriale, decidono di fare il “bis” e scelgono la data dell’Ascoli Comics & Games 2026 per far uscire il secondo numero della loro serie !!! Obbiettivo dichiarato dell’operazione, allo stesso modo della volta scorsa, è celebrare la kermesse artistico-ludica che si svolge nel cuore delle “cento torri” questo week-end. Dopo il pannello realizzato assieme ai frequentanti dell’Orto di Paolo, questa è la seconda sorpresa il nostro gruppo dedica all’evento. Per chi si avvicina per la prima volta alla lettura di “Galaxy Gals” vogliamo offrire, di nuovo, qualche nota di presentazione finalizzata a contestualizzare l’opera. Come si evince dal nome, il fumetto di cui stiamo parlando è un “esperimento” di fantascienza in cui, a livello di stile, un cross-over tra nona arte giapponese ed arte sequenziale occidentale (mix attualissimo) fa da efficace linguaggio visivo ad un “soggetto”, di tipo “corale”, che si innesta nella migliore tradizione del comic rivoluzionario degli anni sessanta. Come abbiamo avuto modo di scrivere nel post di presentazione della “first issue”, “Galaxy Gals è una “space-opera” spregiudicata, citazionista e vintage che, grazie al gruppo di figure che opera in funzione di personaggi principali (un gruppo di “girlz” alla “Death Proof “di Quentin Tarantino), si colloca all’interno di una chiara cornice “FEM-power” e reinterpreta, in maniera inedita e singolare, gli ideali dei movimenti di liberazione femminile del XX° secolo. In realtà uno dei [“milieu culturali” di maggiore importanza, in cui, lungo il corso dei “sixties”, ed in particolare alla fine del decennio] si è consumata la battaglia in favore di una nuova concezione del femminile, libera dai pregiudizi e dagli stereotipi precedenti, è stato proprio il fumetto. La rinascita dell’economia e il diffondersi di un nuovo benessere generale seguenti le privazioni della seconda guerra mondiale, uniti allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e alla nascita della moderna società di massa e del consumo, hanno reso i media “giovani” dell’epoca lo strumento di rivendicazione più adatto delle istanze di profonda trasformazione e cambiamento collettivi che andavano maturando in quegli anni. Nascono così le più importanti “fanta-eroine” della storia della nona arte. Figure ribelli e senza compromessi il cui compito, nelle intenzioni dei loro autori, è ribaltare tutte le “convenzioni” del pensare e dell’agire comunemente accettati sino a quel momento e demolire il conformismo delle maggioranze. Scrive Adriana Roveda ne “Le donne nel fumetto”, articolo apparso il 20 Febbraio 2019 sul sito Fumettomania Factory: «Siamo negli anni sessanta, in pieno “boom economico”, un periodo ricco di fermenti sociali e culturali. Nel 1961, in un’importante mostra a Parigi, avviene la consacrazione del movimento Pop Art sulla scia del quale nascono riviste specializzate dedicate allo studio e alla ricerca storica, sociale ed estetica dei comics. Sono gli anni dei sovvertimenti ideologici, dove i vecchi condizionamenti [e gli schemi invalsi nel passato] vengono soppiantati da nuovi modelli, più rivoluzionari, anni in cui la parola d’ordine è libertà. […] Non c’è da stupirsi se, di questo nuovo tessuto sociale, anche le nuvole disegnate, seppure specchio parziale, diventano interpreti. È in questo scenario che, […] sulle pagine del fumetto si affacciano nuove figure femminili […], seducenti, bellissime e aggressive». Sebbene, nel periodo di cui stiamo parlando, la rivoluzione informatica e digitale che ha globalizzato il mondo non appariva che un lontano futuro, ed i contatti tra oriente ed occidente fossero infinitamente minori rispetto agli stretti rapporti di oggi, il fenomeno sopra descritto, ovvero quella che potremmo descrivere come l’invasione femminile del fumetto, si è manifestato non solo entro i confini dei comics americani ed europei bensì anche nell’ambito della nona arte giapponese. Ci vengono in mente, in questo caso, le protagoniste dei seinen manga di Osamu Tezuka (es: “La principessa Zaffiro” -リボンの騎士, Ribbon no Kishi, Kodansha, 1953; “La cronaca degli insetti umani” - 人間昆虫記, Ningen Konchuuki, Akita Shoten, 1970; “Ayako” - 奇子, Ayako, Shogakukan, 1972; “Barbara” - ばるぼら, Barubora, Kadokawa Shoten, 1973) e le “donne ideali”, in forma di aliene, di guerriere ed androidi combattenti di Leiji Matsumoto (es: “Sexaroid” -セクサロイド, Goma Books, 1968; “Corazzata Spaziale Yamato”, 宇宙戦艦ヤマト, Uchū Senkan Yamato, Media Factory, 1974; “Capitan Harlock”, 宇宙海賊キャプテンハーロック, Uchū kaizoku kyaputen Hārokku, Akita Shoten, 1977; “Galaxy Express 999”, 銀河鉄道, 999 Ginga Tetsudō Surī Nain, Shogakukan, 1977). Il filone delle “virago” disegnate è proseguito nel tempo, fino a dare vita, negli anni ottanta, a franchise SF molto conosciuti (es: “Dirty Pair”, ダーティペア, Dāti Pea, Haruka Takachiho - Yoshikazu Yasuhiko, Hayakawa Publishing, 1980). Pochi anni prima, in occidente, in particolare in Francia, il tema della nuova identità femminile viene elaborato da titoli che sarebbero divenuti, di lì a poco, pietre miliari dell’avanguardia e della sperimentazione sequenziale (es: “Barbarella”, J.C. Forest, V Magazine, G.H. Gallet, 1962; “Jodelle” G.Peellaert - P.Bertier, Èric Losfeld, 1966; Pravda la sbandata, G.Peellaert - P.Thomas, Èric Losfeld, 1967; “Saga de Xam”, N.Devil - J.Rollin, Èric Losfeld, 1967). Possiamo considerare eredi “post-moderni” di questa tradizione franchise anni novanta dichiaratamente punk e satirici come “Tank Girl”, un brand “fuori di testa” disegnato e scritto per il magazine inglese Deadline da Jamie Hewlett -futuro creatore (assieme al cantante Damon Albarn) della “toon band” Gorillaz- ed Alan Martin”. Il cuore narrativo di “Galaxy Gals”, o altrimenti, il centro di gravità attorno al quale prendono vita e ruotano situazioni e personaggi del comic, è Amanda Galaxy, lo strano “agente speciale” dello spazio che abbiamo iniziato a conoscere nel primo numero della serie. La vita del character è così fuori dall’ordinario che, come raccontato nell’uscita d’esordio, l’eccezione (cioè il rischio e l’imprevisto) sono la regola. Per questo, nella puntata precedente, il “recupero” di un pericoloso carico “biologico” naufragato in un remoto angolo delle stelle era stato descritto, dai due giovani autori della storia -citando e oltrepassando “Alien” e Ridley Scott- come “normale amministrazione”. Amanda Galaxy, al suo debutto, mostrava una “nonchalance” sicuramente inedita per un personaggio calato all’interno di un contesto di avventura. Gran parte delle capacità del character, tuttavia, sembrano risiedere in un “item” apparentemente “esterno” alla tecnologia dell’epoca in cui egli vive. Oltre l’azione, dunque, in “Galaxy Gals” lo staff creativo della “fiction” ha voluto inserire anche l’elemento del mistero. La seconda uscita del comic firmato da Valeria Mariani e Samuele Gardinali, come il primo numero, procede secondo quello che abbiamo definito uno “storytelling progressivo”, ovvero un “flow” diegetico basato non tanto su storie intese in senso tradizionale, quanto su singoli “sketches” incentrati sulla vita di Amanda Galaxy, i quali, sebbene talvolta lontani spazio-temporalmente, permettono di illustrare, nel loro complesso, il mondo del personaggio, ovvero qualcosa di molto più ampio di una singola vicenda. La brevità di questi singoli “flash” (ognuno di essi non supera la lunghezza di qualche tavola), come già chiarito in passato, ha la funzione di allenare la nostra giovane coppia di comickers e di portarla gradualmente alla costruzione di narrazioni più lunghe. Sia dal punto di vista visuale (scelta delle inquadrature/costruzione della tavola) che da quello della sceneggiature (definizione di temi e argomenti e capacità di costruzione dell’intreccio). “Galaxy Gals”, pertanto, è una palestra di arte sequenziale. In questo senso il suddetto “concept” si inserisce pienamente nel comparto scolastico e nell’ambito delle finalità didattiche del nostro gruppo. In “Amanda shoots first”, questo il titolo dell’episodio che presentiamo oggi, Momodraws e Nekooniisama ci portano da vicino nella vita “privata” di Amanda Galaxy. Sebbene sia difficile per una “cosmic agent” come lei separare nettamente intimità e lavoro. Soprattutto all’interno di un ambiente “esotico” come un saloon extraterrestre, infatti, la nostra eroina troverà sempre pane per i suoi denti. Ovvero nemici e informazioni. Oltre a possibili “affair” sentimentali (come l’ultima vignetta della “foliazione” sembra suggerire). Torna il misterioso “deus ex machina”, di natura non meglio qualificata, a trarre Amanda Galaxy fuori dagli impicci, garantendone (come nelle pagine già pubblicate) la sua leggendaria infallibilità. L’omaggio di “Amanda shoots first” -come la formulazione dichiara apertamente- questa volta va a George Lucas ed al mito di Star Wars: il riferimento alla “querelle” Han Solo - Greedo, infatti, ha la funzione di chiarire il “mood” attorno al quale il main character di “Galaxy Gals” è stato costruito (una tipa dai modi spicci). Dal punto di vista tecnico vogliamo sottolineare, infine, la generale crescita di complessità visiva dell’opera: il numero di personaggi è maggiore ed il gioco di framing più articolato. L’azione, tuttavia, scorre lineare, ed arriva al punto senza inutili dilazioni. Per questo emoziona. Il versante “scrittura”, dunque, conferma uno stile ordinato, comunicativo ed efficace. Siamo molto orgogliosi del lavoro compiuto dai nostri ragazzi. Ci complimentiamo con loro ed auguriamo, a tutti i fan di Amanda Galaxy, -as usual- buona lettura.
Valeria Mariani, Samuele Gardinali - Galaxy Gals - Missione 2. Amanda shoots first - cover