23/03/2026
23 Marzo - GIORNATA MONDIALE DELLA METEOROLOGIA
Ogni 23 marzo, l'Organizzazione meteorologica mondiale commemora l'entrata in vigore della Convenzione che istituisce l'Organizzazione meteorologica mondiale, avvenuta il 23 marzo 1950. Questa giornata mette in luce il contributo fondamentale dei servizi meteorologici e idrologici nazionali alla sicurezza e al benessere della società e viene celebrata con attività in tutto il mondo. I temi scelti per la Giornata meteorologica mondiale riflettono le problematiche attuali relative al tempo, al clima o alle risorse idriche.
A tale proposito l’opera di Rita Albertini di Mulieribus Lab si inserisce nel solco delle pratiche contemporanee che intrecciano arte, dati e impegno ecologico, traducendo l’astrazione delle statistiche climatiche in una presenza tangibile e sensibile. Attraverso la tecnica dell’uncinetto, tradizionalmente associata a gesti domestici e intimi, l’artista costruisce una narrazione visiva complessa che mette in relazione tempo, memoria e trasformazione ambientale.
I pannelli, differenti per forma e andamento compositivo, derivano da un’accurata raccolta delle temperature medie giornaliere di quattro annate selezionate in rapporto al 2024. Questo processo meticoloso si traduce in una vera e propria infografica tessile: ogni variazione termica corrisponde a una modulazione cromatica e ritmica, dando vita a superfici vibranti, dove il dato scientifico si fa materia, colore e ritmo.
L’apparente vivacità dell’esplosione cromatica cela, in realtà, una tensione inquietante. L’accumulo dei colori — sempre più caldi, sempre più intensi — restituisce visivamente l’innalzamento progressivo delle temperature, trasformando la bellezza dell’opera in un dispositivo critico. Lo spettatore è attratto dalla ricchezza decorativa, ma subito coinvolto in una riflessione più profonda sulla crisi climatica.
Nel gesto ripetitivo e paziente dell’uncinetto si manifesta una temporalità lenta, quasi in contrasto con l’urgenza del fenomeno rappresentato. È proprio in questo scarto che l’opera trova la sua forza: rendere percepibile, attraverso il tatto e lo sguardo, ciò che spesso resta confinato nei grafici e nei numeri. Albertini invita così a una presa di coscienza che è al tempo stesso estetica ed etica, trasformando il filo in strumento di conoscenza e responsabilità condivisa.