05/01/2026
📊 Il 4 dicembre, nella sede del CNEL a Villa Lubin, è stato presentato il Rapporto CNEL 2025 “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”. Un’analisi che fotografa con chiarezza una realtà preoccupante: l’Italia continua a perdere giovani qualificati, con un impatto diretto su capitale umano, imprese e crescita economica.
❗ I numeri parlano chiaro: 630 mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia negli ultimi 13 anni, 78 mila partenze solo nel 2024, quasi un quarto delle nuove nascite, oltre il 42% è laureato, con un costo stimato di 159,5 miliardi di euro, pari al 7,5% del PIL.
Un fenomeno che colpisce sempre più anche le donne e che si accompagna a una forte mobilità interna, soprattutto dal Mezzogiorno al Centro-Nord, aggravando i divari territoriali.
🗣️ «Non siamo di fronte a scelte individuali, ma a un problema sistemico», dichiara Selene Re, Presidente nazionale di CNA Giovani Imprenditori.
«Se i giovani vanno via è perché non trovano un ecosistema capace di valorizzarne competenze e ambizioni. Rimettere in moto l’ascensore sociale dell’impresa è fondamentale per costruire futuro e opportunità in Italia».
Per CNA Giovani Imprenditori, la fuga dei talenti è un freno diretto alla competitività delle imprese, soprattutto micro e piccole, già in difficoltà nel reperire competenze per affrontare le transizioni digitale ed ecologica.
👉 Investire sull’imprenditorialità giovanile significa investire sul futuro dell’Italia: servono politiche che sostengano davvero chi fa impresa, semplifichino l’accesso al mercato e valorizzino il merito.
Presentato il primo Rapporto CNEL "L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati": le riflessioni di CNA Giovani Imprenditori.