17/10/2026
Domenica scorsa ad Arsiè eravamo in trentacinque, tra fuoristradisti e altri volontari, a rimboccarci le maniche per la rete sentieristica del territorio. Con decespugliatori, motoseghe e attrezzi da mano, sotto il coordinamento del Motoclub Arsiè, abbiamo lavorato su sentieri che poi vivono in tanti: escursionisti, famiglie, ciclisti, cacciatori, chiunque ami la natura. Chi pratica il fuoristrada viene spesso visto come un deturpatore dell'ambiente, poco rispettoso del territorio e dei luoghi che attraversa. Ma questa è solo una parte della storia. C'è anche chi, più volte l'anno, si ferma, mette da parte la moto e torna con gli attrezzi in mano, dedicando tempo ed energie alla manutenzione. E non è un lavoro che facciamo solo per noi stessi. Ne beneficia l'intera comunità. In tanti comuni la rete sentieristica sta scomparendo. I rovi si riprendono tutto. Ad Arsiè, invece, la fortuna è avere ancora una rete viva e percorribile. E questo ha un valore enorme, da non dare per scontato. Un sentiero resta vivo se viene usato, curato, rispettato. Per questo crediamo che mantenerla sia una responsabilità condivisa, non qualcosa che appartiene a una sola categoria. Domenica eravamo in trentacinque. Non è stata un'eccezione e non sarà l'ultima. Perché l’amore per questi luoghi si dimostra così. Facendosi trovare quando serve.