19/04/2026
Inaugurato il Centro di Riabilitazione Alteya di Pomezia! 💙
Ieri mattina, 18 aprile, è stata inaugurata la nuova struttura Alteya dedicata alla riabilitazione psicomotoria, il Centro di Riabilitazione ex art. 26 di via del mare 2 a Pomezia.
Convenzionata con il Servizio Sanitario Regionale e con l'ASL Roma 6 , la struttura è dotata di studi medici ed ambulatoriali dedicati alle terapie, palestra, aree di socializzazione e spazi comuni ed è «provvista di tutti gli strumenti necessari per il sostegno a bambini ed adulti portatori di disabilità, al pari delle altre sedi Alteya», come ha affermato il Presidente della Cooperativa Alteya, Claudio Dell'Anno.
L'Assessore regionale ai servizi sociali e alla persona, Massimiliano Maselli, attento sostenitore del progetto, ha ricordato che il Centro rappresenta «Un'altra struttura molto importante che si va ad aggiungere alle altre sedi della Cooperativa Alteya e ai presidi socio-assistenziali sul territorio, tra i Castelli, il litorale e la provincia di Roma».
All'evento inaugurale sono intervenute anche le autorità locali, con la Sindaca di Pomezia Veronica Felici, il Direttore Generale della ASL Roma 6 Giovanni Profico, i direttori dei distretti ASL Anzio-Nettuno, dottor Giacomo Menghini, e Ardea-Pomezia, dottor Claudio Federici, il dottor Stefano Villani, direttore del Dipartimento Territoriale Aziendale e la dottoressa Diana Di Pietro, direttore del servizio di Salute Mentale.
Tra i numerosi presenti molte famiglie di utenti del Centro ed esperti ed addetti del settore: infermieri, medici, psicologhe, fisioterapiste, assistenti sociali, neurologi, psicologi e, in rappresentanza della Cooperativa Alteya, la neuropsichiatra dottoressa Marina Auconi, medico responsabile del Centro.
Don Lorenzo Fabi, vicario territoriale di Ardea-Pomezia per la diocesi di Albano, nel benedire il Centro, dopo il rituale taglio del nastro, ha speso parole preziose, definendo la struttura «Una casa dell'intelligenza emotiva, utile e preziosa al sostegno di molti bambini e adulti sofferenti di varie disabilità e ai loro famigliari, oggi qui presenti in tanti: affinché nessuno si senta mai solo ma parte di una grade e amorevole famiglia».