06/06/2026
E' un momento in cui l’Umanità, in tutti i campi, è polarizzata nei due poli opposti, due eccessi opposti, e quindi conflitti intensi fra i due eccessi opposti: vecchio e nuovo; giovani anziani; reazionari e rivoluzionari; e così via. Ora il nostro compito, per contribuire alla salvezza individuale e collettiva, è quello di non polarizzarci ma di stare in equilibrio fra i due poli opposti, per dirlo con un paragone materiale: fare da cuscinetto. Ma molto di più che fare da cuscinetto, anzitutto farlo sì all’inizio, ma poi vedere gli aspetti superiori di entrambe le posizioni polari e contribuire alla loro sintesi, cioè concepire l’equilibrio non in senso statico – anche se pure questo ha il suo valore, l’equilibrio cuscinetto è statico, attenua gli urti – ma il vero equilibrio è quello dinamico.
Anche qui un paragone materiale è quello dell’andare in bicicletta; per stare in equilibrio in bicicletta non si può star fermi, bisogna andare. Più ci si va, più si mantiene l’equilibrio. Questo avviene anche nella vita psicologica spirituale: più si procede, più si proiettano le energie in avanti, e più si resta in equilibrio, perché le energie non vanno né a sinistra né a destra ma convergono verso la meta, quindi equilibrio dinamico. È quello che circa 2500 anni fa il Buddha ha chiamato il nobile sentiero di mezzo; dopo avere sperimentato i due opposti della vita del mondo e dell’ascetismo “eccessivo”, ha scoperto, percorso e disegnato il nobile sentiero di mezzo.
Uno dei mezzi più efficaci per mantenere l’equilibrio è equilibrare la nostra vita fra Marta e Maria, fra vita esterna e vita interna. Uno degli squilibri maggiori, creatore di squilibrati, è appunto questo diffuso eccesso di Marta, di attivismo, e la relativa deficienza di vita interna. La vita esterna è inevitabile, utile e preziosa come lezione, doverosa come servizio, ma va contemperata ed equilibrata con una vita interna, dalla quale la vita esterna trae ispirazione ed energia.
Roberto Assagioli
Equilibrio (Semi di psicosintesi)