17/05/2026
Il dramma avvenuto in provincia di Modena ci riporta all’impoverimento dei servizi di salute mentale territoriali.
Un servizio sufficientemente dotato di personale può e deve partecipare alla vita delle comunità. Questo implica, tra l’altro, anche di ve**re a sapere se qualcuno sta soffrendo e quindi di potere organizzare un intervento. Invece i servizi impoveriti non possono più “stare in mezzo alla gente”. Ormai quei pochi operatori della salute mentale sono rinserrati dentro i loro reparti ospedalieri, diventando difficilmente raggiungibili da chi possa chiedere aiuto o segnalare la sofferenza di un parente, un amico, un conoscente, un vicino di casa. É impossibile che nessuno negli ultimi due anni (il ragazzo in questione era stato seguito sino al 2024) si sia accorto che il giovane stesse male. Se le persone vicine al ragazzo avessero conosciuto un operatore della salute mentale ed avessero potuto segnalare il suo malessere la tragedia di ieri non sarebbe avvenuta. Ribadiamo ad alta voce la necessità di servizi di psichiatria non solo ospedalieri, ma sufficienti per potersi radicare nella comunità!