22/06/2024
COMUNICATO DI AUSER AREZZO
Un nuovo drammatico fatto di sangue sconvolge la nostra città di Arezzo, ancora una volta la vittima è una donna.
Un uomo, il marito reo confesso è agli arresti e la giustizia dovrà fare il suo corso. Detto questo, deve finire così la notizia, come un ennesimo drammatico femminicidio che si aggiunge alla troppo lunga lista del nostro paese?
Forse in questo caso c’è di più. Una coppia che aveva sempre lavorato assieme e, a detta di chi la conosce, vivevano l’uno per l’altro, ad un certo momento della vita e in età avanzata, si abbatte sulla donna una malattia dalla patologia degenerativa che sconvolge, come in tante altre situazioni simili, gli equilibri familiari fino a rendere complicato l’esistenza.
Ecco, in questa situazione è sufficiente prendere l'uomo, sbatterlo in galera e finirla qui. Noi pensiamo di no.
Certo, la giustizia come si è detto dovrà fare il suo corso come sempre, ma è evidente che il fatto rimbalza addosso a tutti noi società civile, ma più di altri dovranno interrogarsi chi oggi amministra la nostra Città e le Istituzioni e forze politiche, perché è il sintomo drammatico di un malessere che coinvolge una parte rilevante della nostra popolazione anziana, che si sente abbandonata, che non sempre trova le risposte necessarie ai suoi problemi e bisogni, i quali, se degenerano, si possono trasformare in tragedie.
Insomma questo ennesimo dramma mette in evidenza un welfare locale con grandi limiti, non universalistico e molto problematico, dove mancano in particolare antenne e visioni in grado di intercettare le problematiche, al fine di programmare e agire di conseguenza .
Certo, lo sappiamo, il tema del welfare riguarda il paese ed i segnali di questi giorni ci dicono che il futuro rischia di essere ancora più difficile ed incerto, e una associazione di volontariato per l’invecchiamento attivo e la solidarietà come la nostra, sarà sempre in prima linea per difenderlo e renderlo sempre più universalistico e inclusivo.