L’associazione intende presentarsi al territorio di Arezzo con uno spazio fisico scelto sul principio della riqualificazione urbana a partire dal proprio Spazio, location che l’associazione ha individuato nelle zone locali più soggette a degrado urbano, che possono rappresentare per Quantiche l’occasione per apportare migliorie al contesto non solo dal punto di vista estetico e della valorizzazion
e dell’ambiente cittadino, ma anche attraverso iniziative culturali e/o progetti di integrazione e di scambio, puntando così all’importanza di condividere spazi tra individui diversi per inclinazioni, nazionalità, cultura o status economico. Lo shop vuole essere un punto di distribuzione e di riferimento. All’interno dello spazio verrà sviluppato il concetto di negozio gratuito, un luogo dove poter scegliere N beni a propria discrezione tra: abbigliamento, oggettistica e beni alimentari a km zero. Lo shop verrà allestito e curato come un negozio a tutti gli effetti, con l’intento di renderlo uno spazio confortevole dove, nell’ambito della gratuità, l’utente può scegliere ciò che gli serve o desidera. Oltre che un centro di distribuzione di beni di prima e seconda necessità, lo shop di Quantiche sarà la location dove svolgere i primi colloqui per richiedere assistenza psicologica e/o orientamento legale su prenotazione; sarà luogo di esposizione per artisti locali, ed il posto dove chiunque potrà prendere informazioni su tutte le attività collaterali realizzate sul principio della collaborazione con altre realtà del territorio, che potranno dunque svolgersi anche in altre location. Quantiche: servizio psicologico. Tra le prime mission di Quantiche ci sarà quella di garantire un supporto psicologico professionale gratuito per gli utenti che rientrano nel target di progetto (15/25) ed a costi calmierati per richiedenti altri. Il supporto psicologico insieme allo Spazio, saranno i servizi di presentazione dell’associazione, quelli da cui si intente cominciare strutturando un servizio di qualità e rispondente ai bisogni locali. Obiettivo generale:
Perseguire una presenza sociale e culturale della cura psicologica e psicoterapeutica che vada al di là del mondo sanitario e che si sviluppi anche in uno spazio culturale e sociale. Attenzione e valore al benessere/malessere e in generale alle forme dello stare nel mondo dei soggetti presenti nella comunità, senza esclusione di alcuno per ragioni di etnia, censo, genere, opinioni politiche e opzioni culturali.
8 incontri gratuiti ad utente a cura di uno psicologo professionalizzato e già operativo nell’ambito della psicoterapia. Ci sono diverse età critiche segnalate nella nostra vita, nel campo della salute mentale sono gli anni compresi tra i 15 ed i 25: è allora che insorge nella vita la maggior parte dei disturbi mentali. Un'ampia indagine europea mostra le difficoltà per molti ragazzi al momento della transizione dalla minore alla maggiore età. L'indagine nei 28 paesi europei mostra che tra l’1,5 e il 3 per cento di bambini e adolescenti risultano in contatto con centri di salute mentali. Con i 18 anni termina la disponibilità per le cure delle Neuro-psichiatrie-infantili e i ragazzi dovrebbero passare nei Dipartimenti di Salute Mentale per gli adulti. Ma è proprio lì che manca il collegamento. La “transizione” dalle neuro-psichiatrie-infantili ai Dsm si può definire come un processo molto problematico dovunque. Le ricerche degli ultimi vent’anni pongono un’enfasi crescente sull’importanza di intervenire su un disturbo mentale al momento della sua insorgenza, per poter fare diagnosi precoci e cure più incisive. L'età critica per l’insorgere dei disturbi è tra i 15-25 anni, ma nelle cifre ufficiali, delle 807.000 persone in trattamento presso i Dsm, appena il 5 per cento sono ragazzi di età 18-25 anni. Spesso un buco si apre all’uscita dalla Neuro-pscihiatria-infantile con la dispersione dei ragazzi senza più punti di riferimento e non guidati nella “transizione” da un servizio all’altro.