ANPI Arese

ANPI Arese Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, sezione di Arese (MI).

06/12/2024

🎙️ “Esiste un solo caso di violenza attribuita alla destra come quello di Ramelli che fu preso sotto casa con le stesse modalità? Io almeno non ne ho memoria”. Leggo con sbalordimento le parole del presidente del Senato, ancora una volta dimentico della sua carica, oltre che di tante altre cose. La Russa dimentica tanti altri ragazzi assassinati dai fascisti. Io sono di Bari, e non ho dimenticato, fra i tanti, l’efferato omicidio di Benedetto Petrone, assassinato il 28 novembre 1977 mentre fuggiva inseguito da una squadraccia fascista uscita dalla sede del fronte della Gioventù. Ma era poliomelitico, non poteva correre e fu ammazzato a coltellate. La Russa dimentica le stragi, da piazza Fontana nella sua Milano a piazza della Loggia all’Italicus, solo per citarne alcune. Per non parlare di Bologna. Tutte stragi fasciste. La verità è molto semplice: si vuole riscrivere non solo la storia del fascismo e della Resistenza, ma anche quella degli anni 70. E questo è male. Che lo faccia però il presidente del Senato è francamente sconcertante”

✍️ Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale ANPI, a ANSA.it

27/11/2024

✍🏻 A ottanta anni dalla sua nascita, l’Associazione nazionale dei partigiani arriva nei luoghi della mafia. Corleone, Castelvetrano e Partinico da pochi giorni hanno infatti inaugurato le tre sedi dell’Anpi. «Sono stato recentemente a Corleone e oggi andrò a Castelvetrano — dice Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, che ieri ha partecipato all’incontro “In difesa della Costituzione antifascista per la democrazia e la pace”, organizzato all’istituto Gramsci ai Cantieri alla Zisa — C’è una ratio in questa scelta perché le sezioni dell’Anpi sono contestualmente impegnate nella lotta al neofascismo e alla mafia e di questo siamo molto orgogliosi perché l’impegno per la legalità repubblicana è uno dei fondamenti costituzionali».

🔍 Leggi l’articolo di Paola Pottino su La la Repubblica: https://tinyurl.com/jsncyb3

la Repubblica - Palermo


27/11/2024

"La Costituzione indica nel lavoro il fondamento della Repubblica, e sottolinea il valore della dignità della persona. Per questo l’ANPI sostiene tutte le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori per migliori condizioni di vita e di lavoro, contro il dilagare del precariato, contro il meccanismo degli appalti e dei subappalti che mette tragicamente in discussione la sicurezza sul lavoro, per una scuola che formi davvero i cittadini di domani e un servizio sanitario pubblico universalistico che garantisca a tutti in tempi brevi e certi l’accesso alle prestazioni, per una retribuzione dignitosa e proporzionata al carico di lavoro, per una reale politica del lavoro. Si tratta di disposizioni costituzionali troppe volte rimosse o violate. L’ANPI esprime inoltre la sua preoccupazione per reiterate affermazioni governative in cui si minaccia di mettere in discussione in diritto di sciopero".

✍️ La Segreteria Nazionale ANPI
26 novembre 2024




07/11/2024

“Ogni giorno ha la sua pena. Leggo di una lezione sull’uso del manganello tenuta da alcuni esponenti delle forze dell’ordine per un gruppo di studenti a Milano. Leggo e trasecolo. Le ricordo, signor ministro Piantedosi, che agli studenti bisognerebbe insegnare la Costituzione e non il manganello. Mi auguro che lei assuma immediati provvedimenti. Ma mi consenta una domanda: fra leggi sicurezza, manifestazioni vietate, economia di guerra, lezioni di manganello, dove state portando l’Italia? Sappia che il nostro impegno per la tenuta della democrazia sarà più forte.”

✒ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

30/10/2024
20/10/2024

Su RaiNews la notizia della Giornata di mobilitazione nazionale “Fermiamo le guerre, il tempo della pace è ora”, indetta per sabato 26 ottobre.

“Cortei e interventi a Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Palermo, Roma e Torino per chiedere più iniziative diplomatiche di pace. 300 le organizzazioni e reti coinvolte. Aderiscono anche ANPI e CGIL”.

🗞️ Leggi l’articolo completo su www.rainews.it
🔍 Scopri di più su www.anpi.it




16/10/2024

“Il pacchetto di provvedimenti sulla sicurezza contenuti nel disegno di legge recentemente approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato contrasta con i principi fondamentali dello stato di diritto e della Costituzione e propone un modello illiberale. Punisce il dissenso, colpisce il pacifico conflitto sociale, istiga all’odio, disegna una sorta di Stato penale che sostituisce lo Stato sociale. Si introducono nuovi reati, numerose aggravanti, aumenti di pena. Si criminalizzano persone immigrate, detenute, senzatetto, minoranze; si sanzionano manifestazioni e proteste pacifiche; si formalizzano divieti immotivati e crudeli; si penalizzano forme di lotta delle lavoratrici, dei lavoratori, degli ambientalisti; si ignorano totalmente – peraltro - comportamenti illegali, come l’evasione fiscale, e non c’è nulla sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro. Si attacca la libertà delle persone e il diritto costituzionale a manifestare in forma non violenta.

Tutto ciò, a fronte della drammatica situazione carceraria, della analoga situazione dei migranti in detenzione amministrativa, della cronica carenza abitativa per i ceti più poveri, della caduta verticale di tutele e di servizi sociali. Si contribuisce così a disegnare i tratti di uno Stato autoritario, discriminatorio e persecutorio, già accennati col decreto anti rave, col decreto Cutro, col decreto Caivano, con le minacce al diritto di sciopero. Occorre impedire che sia approvata in via definitiva la legge del cosiddetto pacchetto sicurezza, che è contraria allo spirito, e in alcuni punti anche alla lettera, della nostra Costituzione antifascista.

Per questo lanciamo un appello all' avvocatura, ai giuristi, agli operatori del diritto e della sicurezza, a tutte le forze politiche, a quelle dell’opposizione, ma anche a quelle della maggioranza che dicono di ispirarsi ai principi della democrazia liberale, affinché tale legge sia respinta”.

🖋 Il Presidente nazionale, i Vicepresidenti, la Segreteria nazionale ANPI



11/10/2024

"I bambini che nascono e crescono in Medio Oriente - Israele, Gaza, Cisgiordania, Libano - sembrano bambini come tutti gli altri. Anzi, sono bambini come tutti gli altri. Sono persone nuove, nascono nuove. Pagine bianche. Dovrebbe spettare a ciascuno di loro scrivere, riga dopo riga, la propria vita.
Non è così. Ogni bambino che nasce da quelle parti, dal momento stesso in cui viene al mondo, trova il suo libro già scritto. Lo hanno scritto il padre, e il padre del padre, e il padre del padre del padre, e tutti i padri prima di loro.
Delle madri si sa molto meno. Hanno avuto diritto di parola solo molto di recente. E non dappertutto. E sicuramente le madri non hanno scritto neppure una riga dei due Libri per eccellenza, la Bibbia e il Corano. Che sono i Libri del Padre.

Nel caso di un bambino israeliano possiamo addirittura contarli, quanti sono questi suoi padri antenati. Sono centoventi. Il calcolo è presto fatto. Netanhyau, in un paio di suoi discorsi, per legittimare la sua scelta di guerra ha fatto riferimento a Re David. Che regnò su Gerusalemme tremila anni fa. Mille anni prima che nascesse l’ebreo più celebre di ogni tempo, Gesù di Nazareth.
Poiché ci sono quattro generazioni per secolo, il totale, da Re David a un bambino che nasce oggi in Israele, è di centoventi generazioni. Eppure l’ultimo brevetto di guerra degli israeliani, un missile intercettatore, si chiama David’ Sling. La fionda di Davide. L’arma più moderna, più tecnologica, l’arma neonata, porta il nome di un capotribù dell’Età del Ferro. Un famoso verso di Salvatore Quasimodo dice: “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo”.

Bisognerebbe fare il conto di quanti padri si portano in spalle, appena nati, i bambini delle altre tribù della zona, i musulmani sunniti, quelli sciiti, i cristiani delle varie chiese. Un mosaico di popoli e di religioni che, per fortuna, non comprende più i sumeri, gli ittiti e i fenici, ma non diciamolo ad alta voce che qualcuno potrebbe prenderlo come un suggerimento. Si tratta comunque, poveri bambini, di un peso immane, una catena senza fine, generazioni di perseguitati e di persecutori. Da secoli. Da sempre. Una volta invasori, una volta scacciati. Ho letto, e temo che sia vero, che il 60 per cento dei miliziani di Hamas sono orfani di precedenti conflitti… Nascono già assegnati al loro destino di guerra.

Come se ne esce? Ho proprio paura che non se ne esca. Perché l’unica via d’uscita possibile, centoventi generazioni dopo re David, sarebbe una rivoluzione impossibile. La rivoluzione dei bambini. I bambini e le bambine che si rivoltano contro i padri, anzi contro i loro centoventi antenati diretti, e dicono: la mia vita è mia. Io sono mio. Non sono venuto al mondo per vendicare i torti di secoli fa, o per rivendicare vittorie sepolte nel tempo. Non voglio inciampare nelle ossa dei morti, sono venuto al mondo per vivere. La Bibbia, il Corano, e tutte le vostre memorie, li considero con rispetto. Lo stesso rispetto che riservo a chi mi ha preceduto, e mi ha dato la vita.
Ma il mio libro, me lo scrivo da solo."

Michele Serra a Che Tempo Che Fa

11/10/2024

“In occasione dell’80° anniversario, un gremitissimo incontro promosso dall’Anpi provinciale Verbano Chiuso Ossola con la partecipazione del presidente nazionale dell’associazione, Gianfranco Pagliarulo, ha ricordato i caratteri originali di quell’esperienza: libertà di pensiero e di parola, parità di genere con una donna al governo, informazione libera, attenzione ai diritti sociali, forme di assistenza previdenziale e sanitaria gratuite. Pagliarulo: “Oggi occorre riflettere sulla coppia di valori che portò alla nascita della repubblica dell’Ossola: patriottismo e internazionalismo, entrambi si compenetravano perché l’amore per la patria comprende il rispetto verso le altre patrie, ed entrambi, patriottismo e internazionalismo, guardano a un mondo migliore.”

🖋 L’articolo di Andrea Pozzetta per Patria Indipendente

🔍 Leggi su https://tinyurl.com/4jzmy723




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