16/05/2026
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Stamane a Roma si รจ costituito il Tribunale delle Comunitร Ribelli che ha portato in Campidoglio la denuncia delle politiche ambientali romane.
Nella Giornata Mondiale del Vivere Insieme in Pace, il Tribunale delle Comunitร Ribelli ha sfidato lโallerta meteo per mettere sotto processo le politiche ambientali romane e regionali, portando nel cuore del Campidoglio la richiesta di giustizia di intere comunitร lese nei loro diritti piรน essenziali, a partire da quello alla salute.
In centinaia hanno attraversato il centro di Roma portando la veritร delle loro accuse , provate nei fatti, in una cittร che sempre piรน appare segnata da scelte imposte dallโalto e da un modello di governo incapace di ascoltare i territori. Aver portato questa denuncia nel cuore della Capitale rappresenta un passaggio importante per chi da anni si batte contro decisioni che incidono drammaticamente sulla vita delle comunitร .
Dalla contestazione al piano rifiuti del Sindaco Roberto Gualtieri a quello della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca, la critica al sistema romano si รจ fatta netta e inflessibile, denunciando una gestione fallimentare, testimoniata dalle recenti ordinanze vergogna sui TMB di Rocca Cencia, Ponte di Malnome, via dei Romagnoli, e lontana anni luce dai bisogni reali dei territori.
Al centro della contestazione vi sono il progetto dellโinceneritore di Roma, i biodigestori previsti e le ulteriori infrastrutture considerate impattanti nei territori, insieme alla denuncia della mattanza degli alberi e dei boschi urbani , che trova nella Capitale una delle sue espressioni piรน evidenti. Secondo quanto denunciato dalle comunitร territoriali sono troppi gli abbattimenti indiscriminati e privi di giustificazione, una gestione lesiva del patrimonio di biodiversitร che viene indicata come subordinata a interessi legati alla pressione edificatoria, allo svuotamento del piano regolatore e alla filiera delle biomasse, piuttosto che alla salvaguardia.
La critica al sistema romano si รจ fatta feroce e inflessibile, denunciando una corruzione innanzitutto morale. Ma questa situazione non indebolisce la lotta delle โ comunitร ribelli โ anzi, la rafforza.
A Roma e nella sua provincia le Comunitร Ribelli continuano a organizzarsi e a sostenersi reciprocamente, senza rassegnarsi a un futuro di morte deciso dallโalto.
Per questo rilanciano con due iniziative: il 5 giugno davanti alla Regione Lazio, contro il piano rifiuti di Rocca, ritenuto in continuitร con quello di Gualtieri, e una successiva iniziativa a Piazzale Clodio, โperchรฉ qualcuno dovrร pur mettere mano alla montagna di criticitร e responsabilitร denunciate in questi anniโ.
La giornata di oggi segna un primo importante momento di convergenza tra chi si batte contro il piano rifiuti di Gualtieri โ inceneritore e biodigestori โ chi si oppone alle nuove infrastrutture previste dalla Regione, dai biodigestori di Civitavecchia alle discariche di Aprilia e chi difende le leggi che tutelano la biodiversitร e il patrimonio e di chi combatte il falso green e le โeco folllieโ che in questi anni hanno colpito i cittadini romani attraverso ordinanze liberticide , repressive e discriminatorie nei confronti delle fasce piรน deboli.
Lโazione collettiva proseguirร attraverso lโorganismo di ottemperanza del Tribunale delle Comunitร Ribelli, chiamato a verificare lโattuazione delle richieste avanzate agli enti coinvolti e a promuovere nuove iniziative pubbliche, territoriali e legali.