12/06/2026
🌿 Alto Garda, mobilità e territorio. Una convergenza che fa piacere — e una visione che rimane.
Fa piacere, dopo anni in cui ho continuato a ripetere certi concetti, vedere che le associazioni ambientaliste, le amministrazioni di Arco e di Riva, gli agricoltori e le categorie economiche dell'Alto Garda siano arrivati alle stesse conclusioni. È stato un lungo percorso, ma anche la dimostrazione che parlarne tanto è servito. Le soluzioni su cui oggi siamo convergenti tengono insieme economia, tutela dei residenti e dell'ambiente. E lo fanno davvero.
🛣️ Variante di Torbole
La Variante di Torbole deve arrivare alla Maza. È la soluzione migliore tra quelle realizzabili con l'attuale sensibilità territoriale — non la migliore in assoluto, secondo me, ma va bene. È comunque superiore alle ipotesi provinciali con uscita a sud nella piana di Linfano: più attenta al paesaggio, all'ambiente, all'agricoltura.
🅿️ Hub di interscambio
L'Hub di interscambio va spostato dalla previsione attuale che lo vede al Cretaccio al sedime della discarica della Maza. I motivi sono funzionali e territoriali: lì possiamo fermare il traffico diretto in tutta la Busa, proteggendo paesaggio, ambiente, agricoltura e qualità della vita dei residenti.
🚆 Ferrovia
Se si farà — e lo spero vivamente — il capolinea deve coincidere con l'Hub di interscambio sul sedime della Maza, insieme al parcheggio di attestamento. Le ragioni sono le stesse: funzionalità e rispetto del territorio.
⚠️ Collegamento Maza–Cretaccio
Qui il ragionamento si fa più difficile. Il progetto potrebbe essere migliorato — riducendo impatto e consumo di suolo — ma è già molto avanzato. Ritardarlo significherebbe assestare un colpo gravissimo all'Oltresarca e ad Arco: all'apertura del tratto San Giovanni–Maza, gran parte del traffico diretto in Alto Garda verrà deviato su Vignole–Bolognano–Arco, saturando assi viari non progettati per quel carico per un periodo molto lungo. È una valutazione scomoda, ma necessaria.
🔭 Visioni — Via S. Andrea
Una nuova rotatoria a metà di Via S. Andrea avrebbe certamente una sua utilità. Ma non si avvicinerebbe all'efficacia di un bypass sotterraneo ovest-est in corrispondenza della rotatoria con Via S. Caterina: un sottopasso che garantirebbe scorrevolezza su entrambi gli assi. E, in quel contesto, si potrebbe finalmente realizzare anche l'attraversamento ciclopedonale sopra Via S. Isidoro — già dimenticato, ma non da me.
Per essere chiari, visto il mio ruolo istituzionale: queste sono posizioni personali che in questi hanni ho sempre sostenuto e che abbiamo sotentuto come Europa Verde Alto Garda e Ledro. Anche le visioni sono sempre personali.
Marco Piantoni