Marco Piantoni

Marco Piantoni Dall'alto delle nostre montagne ho imparato ad amare il nostro territorio. Adesso vorrei proteggerlo Come?

Lo Sviluppo Sostenibile, quello che coniuga Ambiente ed Economia in una Società giusta ed inclusiva, è la strada da percorrere. Questo perché non esiste un pianeta B, dobbiamo impegnarci per conservare quello che abbiamo. Con l'impegno civico dei cittadini nella vita di ogni giorno, nelle associazioni e nei partiti. La politica è necessaria ma bisogna creare i presupposti affinché i politici agis

cano in modo responsabile nei confronti dei cittadini che sono chiamati a rappresentare. L'attuale sistema di fare politica è uguale in tutti i partiti: i vertici (le segreterie) lavorano per fare e disfare accordi finalizzati a gestire liste elettorali che servono solo a conservare il potere, redistribuendo privilegi a chi si dimostra "affidabile". La mia idea è che, soprattutto a livello locale, la politica deve invece partire dai cittadini che si organizzano per eleggere persone rappresentative della società civile nelle amministrazioni. Il mio sogno è un partito aperto, dove cittadini e associazioni si organizzano per esprimere rappresentanti capaci ed onesti all'interno delle amministrazioni.

🅿️ 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗔: 𝗣𝗥𝗢𝗥𝗢𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝟭𝟯 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗦𝗢𝗡𝗗𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢L’Amministrazione comunale ha dec...
31/08/2026

🅿️ 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗔: 𝗣𝗥𝗢𝗥𝗢𝗚𝗔𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝟭𝟯 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗦𝗢𝗡𝗗𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢

L’Amministrazione comunale ha deciso di 𝗽𝗿𝗼𝗿𝗼𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝟭𝟯 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 il termine per partecipare al sondaggio sul Piano della Sosta.

📬 La decisione nasce dalla volontà di garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare. A causa del periodo estivo e delle ferie, 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝗼𝗻𝗱𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗿𝗲𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗣𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗲.

⏳ Abbiamo quindi ritenuto opportuno concedere più tempo, così da poter raccogliere il 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶.

📊 La partecipazione dei cittadini è infatti particolarmente importante: il sondaggio ci permette di raccogliere dati e informazioni sulle 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗶, 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗲𝘀𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮, che saranno utili nel lavoro di elaborazione del 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝘀𝘁𝗮.

📬 𝗛𝗔𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗜 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗔𝗥𝗜𝗢 𝗢 𝗛𝗔𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗔?

Per assistenza o in caso di difficoltà con il codice di accesso è possibile rivolgersi 𝗮𝗹𝗹’𝗨𝗥𝗣 – 𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗣𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗰𝗼, situato al piano terra del palazzo municipale, in Piazza III Novembre, 3 ad Arco.

🕐 Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.00

📞 Contatti: 0464 583610 – 0464 583611 – 0464 583661

📅 👉 𝗜𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟯 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲.

🔎 Più risposte raccogliamo, più completa sarà la fotografia delle esigenze del territorio e più solide potranno essere le scelte che accompagneranno il futuro Piano della Sosta.

🙏 Grazie a tutti coloro che hanno già partecipato e a chi vorrà dedicare qualche minuto per farlo.

La fuga da qualcosa di troppo grande da "gestire". Vedere scomparire in un attimo case, strade, vite — l'illusione di ch...
27/08/2026

La fuga da qualcosa di troppo grande da "gestire". Vedere scomparire in un attimo case, strade, vite — l'illusione di chi aveva creduto di poter piegare il territorio alla propria volontà.

Il fronte glaciale crollato sull'Himalaya ha lasciato dietro di sé centinaia di morti e oltre mille dispersi, in poche ore.

Ci può ancora insegnare qualcosa, questo scarto tra la nostra pretesa di controllo e la sua vera misura?

Il video di Sky

https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/08/26/alluvione-tra-nepal-e-tibet-centinaia-di-dispersi-1119981

Malga Nardis e Cogorna.Uno dei giri che faccio tutti gli anni sale dal Passo di Ballino alla Rocchetta e poi a Nardis. A...
25/08/2026

Malga Nardis e Cogorna.
Uno dei giri che faccio tutti gli anni sale dal Passo di Ballino alla Rocchetta e poi a Nardis.
A Nardis non ci passi per caso, ci vai per rivedere la natura e i panorami.
Poi dosso d'Enziana (1,971) e Cogorna, altra malga fantastica.
Il bello di questa zona è che ci vai solo a piedi.

Ð+ 1,350
Circa 5/6 ore per il giro completo, scendendo alle Coronelle e risalendo a Ballino.

📢 CHIARIMENTO — Campo sportivo di via PomerioNegli ultimi giorni sui giornali ho letto che sarei stato io a "dire no" al...
22/08/2026

📢 CHIARIMENTO — Campo sportivo di via Pomerio

Negli ultimi giorni sui giornali ho letto che sarei stato io a "dire no" al rifacimento del manto sintetico. MI preme offrire una ricostruzione precisa e documentata di quanto avvenuto. 👇

📅 𝗜 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶
A febbraio 2025 l'US Arco ha chiesto al Comune il nulla osta per rifare il manto sintetico e l'impianto di irrigazione: un progetto da oltre 615.000 €, pensato per ottenere il contributo della Provincia (L.P. 4/2016).

❌ 𝗟𝗮 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹'𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮
Senza quel contributo è venuto meno il presupposto per il nulla osta comunale. Non è stato il Comune a bocciare il progetto: è mancata la copertura finanziaria da parte della PAT.

✅ 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝘂𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝘃𝗮
La Lega Nazionale Dilettanti ha esteso l'omologazione dell'impianto fino al 6 dicembre 2028. Nessuna scadenza imminente mette a rischio le gare dell'US Arco.
Il Comune si è fatto carico dei lavori necessari per l'estensione dell'omologazione.

🌱 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲
Non chiudiamo la porta al sintetico. Chiediamo che ogni nuovo progetto valuti fin dall'inizio materiali e soluzioni a minor impatto ambientale, per motivi sanitari legati al rilascio di microplastiche e altri inquinanti. Riteniamo importante fare la scelta che offrirà le migliori garanzie per la salute dei giovani sportivi che giocheranno sul campo.

🏟️ 𝗜𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼
Al Pomerio sono mancati per molti anni gli investimenti e la manutenzione degli impianti, adesso c'è bisogno di un piano organico su tribuna, spogliatoi e copertura, da costruire insieme.

🤝 Continuiamo a lavorare per il futuro dell'impianto.

Ormai è tutto evidente. Anche le parole che fino a ieri sembravano impensabili vengono pronunciate apertamente.E insieme...
19/08/2026

Ormai è tutto evidente. Anche le parole che fino a ieri sembravano impensabili vengono pronunciate apertamente.

E insieme alla responsabilità di chi compie queste atrocità, emerge anche quella di chi, per troppo tempo, ha scelto di non vedere, di minimizzare, di giustificare, di voltarsi dall’altra parte.

Perché quando la realtà è sotto gli occhi di tutti, continuare a ignorarla non è più neutralità. È una scelta. E anche il silenzio, di fronte all’orrore, finisce per avere un peso.

16/08/2026

Attenzione ⚠️
Preavviso urgente.

L'acqua di Braila, Carobbi e Troiana non è potabile perché contaminata e va bollita
Stiamo preparando l'ordinanza.

Grazie!

🫒 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲Il nostro territorio ha una caratteristica che è insieme una ricchezza e una sfida...
13/08/2026

🫒 𝗖𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲

Il nostro territorio ha una caratteristica che è insieme una ricchezza e una sfida: agricoltura e turismo si muovono sugli stessi spazi, spesso sulle stesse strade. Non è un'anomalia da correggere, è la natura di questo territorio — e va 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘁𝗮.

🚴‍♂️🚜 Non possiamo pensare di risolvere ogni criticità costruendo una ciclabile parallela ad ogni strada di servizio delle nostre campagne: significherebbe 𝘂𝗻 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼, che non possiamo permetterci né vogliamo. La strada è una: la convivenza tra mezzi agricoli, ciclisti e pedoni è quindi 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮.

Questo però non significa lasciare le cose come stanno. Significa lavorare su 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘁𝗼 che riducano davvero la pericolosità di questa condivisione, senza scaricarne il peso solo su chi in quei campi ci lavora ogni giorno.

📍 È in questo contesto che leggiamo la situazione emersa in questi giorni sulla 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝘇𝗮, tra Arco e Nago. La nuova pista, ricavata da una vecchia strada romana, ha avuto un successo straordinario tra cicloturisti e turisti — ma ha reso più complesso l'accesso ai fondi agricoli per gli olivicoltori della zona, ora costretti a percorsi più lunghi per raggiungere i propri terreni.

☎️ Non appena appresa la situazione, 𝗵𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝘃𝗮𝗿𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶 per confrontarmi con loro ed esprimere 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 a questo tipo di regolamentazione, che risulta fortemente penalizzante per gli agricoltori.

🤝 L'amministrazione comunale esprime 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ ai proprietari e ai coltivatori dei fondi olivicoli, e auspica che l'attuale limitazione all'accesso — pensata per motivi di sicurezza — resti 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮. L'obiettivo è consentire agli agricoltori l'accesso ai propri fondi con un percorso 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗼, 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 con le esigenze della coltivazione agricola, individuando le vie più idonee e dotandole di un'adeguata segnaletica.

📋 Per questo motivo va attivato 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝗲𝗻𝘁𝗼 e con l'amministrazione comunale di Nago-Torbole, per valutare insieme eventuali rivalutazioni del progetto a livello provinciale.

🌿 La ciclabile della Maza è un valore per il nostro territorio. Ma un valore autentico solo se resta 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼.

Marco Piantoni

🌉 𝗖𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲, 𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲Su questo cantiere abbiamo fornito spiegazioni in ogni sede: negli...
12/08/2026

🌉 𝗖𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲: 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲, 𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲

Su questo cantiere abbiamo fornito spiegazioni in ogni sede: negli incontri pubblici, sulla stampa e in Consiglio comunale. Abbiamo illustrato le valutazioni tecniche, i vincoli e le ragioni di ogni scelta. Quando, nonostante questo, le stesse osservazioni vengono riproposte come se nulla fosse stato detto, è giusto tornare sui fatti e rimetterli in fila. Nel merito.

🌙 𝗦𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗼𝘁𝘁𝘂𝗿𝗻𝗼

L'ipotesi di organizzare il cantiere con lavorazioni notturne o su più turni non è affatto sfuggita all'Amministrazione: è stata valutata insieme ai tecnici incaricati, e in particolare con il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione. La scelta di non impostare il cantiere sul lavoro notturno come modalità ordinaria è il risultato di quattro valutazioni precise:

▪️ 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶. Il lavoro notturno comporta maggiorazioni retributive che non hanno un'unica misura predeterminata dalla legge, ma variano in base al CCNL applicato dall'impresa. In un appalto pubblico, dove l'aggiudicatario non è noto in anticipo, questo rende la voce di costo aggiuntiva difficile da quantificare in modo attendibile già in fase di gara.

▪️ 𝗖𝗼𝗻𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮. L'introduzione sistematica di turni notturni richiede adempimenti organizzativi e sindacali specifici — dalla consultazione delle rappresentanze al consenso dei singoli lavoratori, fino ai giudizi di idoneità individuale. Imporli in gara avrebbe potuto indurre diverse imprese a rinunciare, riducendo la partecipazione e con essa il confronto competitivo tra le offerte.

▪️ 𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à. Lavorare di notte non significa automaticamente realizzare l'opera più in fretta. I progettisti hanno verificato quali lavorazioni potrebbero davvero essere eseguite in quelle condizioni: per alcune il vantaggio sarebbe limitato, per altre — come lo spostamento dei sottoservizi — aumenterebbero solo le difficoltà e il rischio di danni involontari.

▪️ 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮. Il Coordinatore per la Sicurezza ha evidenziato le maggiori criticità nella gestione delle misure di sicurezza durante le lavorazioni notturne, a cui si aggiungono le ricadute sull'ambiente circostante, in particolare acustiche e luminose.

Questo non significa che una lavorazione notturna non possa mai essere effettuata. Singole attività, quando necessarie e quando possono contribuire concretamente a ridurre i disagi alla circolazione, potranno essere valutate anche in orario notturno. È però cosa ben diversa dall'organizzare l'intero cantiere sistematicamente su turni notturni: le criticità descritte riguardano il secondo scenario, non il primo.

📑 𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹'𝗮𝗿𝘁. 𝟭𝟮𝟲

Qui i fatti dicono l'esatto contrario di quanto affermato. Il premio di accelerazione previsto dall'𝗮𝗿𝘁. 𝟭𝟮𝟲 𝗱𝗲𝗹 𝗱.𝗹𝗴𝘀. 𝟯𝟲/𝟮𝟬𝟮𝟯 è stato regolarmente inserito nell'appalto, e nella misura massima consentita: la sua entità la fissa il Codice stesso, in analogia alle penali e dentro un range definito. Abbiamo adottato la 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝗻𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 — 𝗹'𝟭,𝟱 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗼 — sia per le penali sia per il premio.

In altre parole, il contratto prevede il 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗼 possibile per l'impresa che concluda i lavori in anticipo e, allo stesso tempo, la 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 in caso di ritardo. Difficile fare di più di quanto la norma consenta.

Va poi chiarito un equivoco: il premio dell'art. 126 non incentiva il lavoro notturno in quanto tale. Incentiva il rispetto di un termine più breve di quello contrattuale, lasciando all'impresa la responsabilità di organizzare le lavorazioni nel rispetto delle norme e della sicurezza. Sono due piani distinti, e confonderli non aiuta la discussione.

🚧 𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

L'obiettivo dell'Amministrazione è duplice: realizzare l'opera nel minor tempo possibile e garantire che ciò avvenga in sicurezza, senza introdurre modalità di lavoro che — sulla base delle valutazioni tecniche svolte — non offrirebbero un vantaggio reale. Ogni possibilità è stata esaminata prima dell'avvio del cantiere e continuerà a essere monitorata durante l'esecuzione.

🤝 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶

Ogni scelta relativa a questo intervento è documentata e motivata. Siamo disponibili a discuterne in Consiglio comunale, negli incontri pubblici e con la cittadinanza, come abbiamo sempre fatto.

Il confronto è prezioso quando serve a verificare insieme le soluzioni. Per questo chiediamo che parta dai documenti, dai dati e dalle norme che regolano l'intervento — lette per intero. L'obiettivo è uno solo, e dovrebbe essere comune: completare un'opera necessaria nel minor tempo possibile, garantendo sicurezza, qualità dei lavori e il minor impatto possibile sulla comunità.

Marco Piantoni

Una storia finita bene.Ma sono tante quelle che finiscono diversamente.Educare interessa poco e anche parlarne diventa u...
08/08/2026

Una storia finita bene.
Ma sono tante quelle che finiscono diversamente.
Educare interessa poco e anche parlarne diventa un problema.

Ieri sera è successo qualcosa di veramente spiacevole 😤, un episodio di quelli che ti fa capire che l’umanità non ha molte speranze😔.

O meglio, anche se ne avesse nelle famose nuove generazioni, una larga percentuale di queste ultime ha comunque intrapreso una strada sbagliata, e quello che è successo ieri sera mi ha fatto riflettere molto più di quanto avrei voluto..!💭

Erano circa le 18.30 quando, scendendo dalla stalla verso casa, ho incontrato un gruppo di ragazzi scout che mi ha chiesto indicazioni per raggiungere Macereto.

Ho spiegato loro il percorso e soprattutto ho raccomandato di incamminarsi abbastanza velocemente: stavano andando verso il buio, c'erano diversi chilometri da percorrere, in salita, passando prima per la Sasso - Vallestretta, poi per la Vallestretta in direzione Arette, ed infine verso il Santuario di Macereto.

Mi hanno detto che avrebbero percorso la vecchia strada nel bosco, leggermente più breve. Bene.
Ho augurato loro buon percorso, e io ho proseguito con il mio lavoro.

Io e Riccardo siamo arrivati al recinto del pascolo, ho recuperato le pecore e le abbiamo lentamente riportate allo stazzo.

Dopo neppure cinque minuti dal nostro arrivo, mentre stavamo dividendo le porzioni di cibo per Oronzo e Caino, è successo l'impensabile 😱.

Dalla vecchia strada sono comparsi questi ragazzi, che non ci avevano minimamente visto, a causa dei cespugli. Ma non avevano evidentemente neppure idea di cosa ci fosse davanti a loro...

Sono usciti dal bosco correndo e urlando a squarciagola:🗣 "LE PECORE! LE PECORE!”
A braccia alzate, ridendo sguaiati, correndo verso lo stazzo. Verso le pecore. Continuando a gridare con braccia alzate come forsennati.

Le pecore sono entrate in allarme.
I cani, naturalmente, sono immediatamente partiti nella loro direzione, restando comunque all'interno del recinto ma abbaiando in maniera molto decisa per intimare loro di fermarsi.

Ma loro continuavano - e hanno continuato❗️- a correre, avvicinandosi sempre più e sfidando i cani dall'esterno della recinzione urlandogli contro!

Sono arrivati a una decina di metri dallo stazzo, e a quel punto io ☝🏻😇😈 ho urlato loro di fermarsi - in tono poco simpatico, lo ammetto... 🧛🏼‍♀️
Ho spiegato loro con fermezza che quello che stavano facendo era estremamente pericoloso, per loro, per le pecore... e anche per i cani!

Perché forse qualcuno non lo sa, ma un gregge spaventato può abbattere un recinto, disperdersi in montagna e prendere una direzione imprevedibile.

E se questo fosse successo di notte?

Se io non fossi stata lì?

Se i cani fossero usciti dal recinto insieme alle pecore?

Quello che per loro evidentemente era una “avventura nella natura” avrebbe potuto trasformarsi in un problema enorme.

Le basi, Signori, le basi: avanti a un gregge, con cani da guardiania presenti, non si corre e non si urla. Ci si ferma. Si osserva, si mantiene la distanza, si valuta che gli animali siano impossibilitati a nuocere o si lascia che sia chi sta gestendo gli animali a indicare come comportarsi.

Sono concetti .

Talmente basilari che mi sono chiesta: ma cosa insegnano, esattamente, ai campi scout?🤨

Perché quando ho fatto presente la pericolosità di quello che stavano facendo, su cosa gli abbiano insegnato finora in quel campo scout, la risposta è stata, più o meno: “Ci insegnano a vivere nella natura.”

Ecco.
Ed è proprio questo il punto!🤬

Perché vivere nella natura non significa semplicemente dormire in tenda🏕, camminare nei boschi, accendere un fuoco 🔥 o fare un'escursione: significa conoscere ciò che si incontra.
Significa sapere che una pecora non è un soprammobile, che un gregge non è un'attrazione turistica e che un cane da guardiania non è decisamente un cane da compagnia ❗️
Che non ci si avvicina correndo e urlando a degli animali, soprattutto quando non si conosce il loro comportamento.

Ma significa anche e soprattutto avere l' di ascoltare chi in quella montagna ci lavora ogni giorno.

Perché, mentre io cercavo di spiegare loro il pericolo, mi è stato risposto bofonchiando anche qualcosa del tipo:

“Guarda se dobbiamo farci insegnare l'educazione da uno che lavora in montagna dalle sei della mattina alle otto della sera.”

E qui, sinceramente, mi sono trattenuta 😤, uscendo dalla copertura del cespuglio e mettendomi di fronte al ragazzino con gli occhiali per fissarlo poco amabilmente negli occhi🧛🏼‍♀️, solo per precisare che lavoro in montagna dalle 04:00 del mattino, non dalle 06:00. E fino a tarda sera!

☝🏻Ma avrei voluto dirgli altro: in primis che l'educazione non è una questione di titoli di studio, di professioni o di quanto si è convinti di sapere.
Se uno l'educazione non ce l'ha, può insegnargliela anche un anziano che non ha mai messo piede in un'università.
Può insegnargliela una persona che non ha studiato e può insegnargliela perfino un senzatetto seduto alla stazione dei treni.

Perché l'educazione non si studia sui libri, si impara, si apprende e soprattutto si dimostra di averne. E in quel gruppetto sparuto di ragazzini volgari e boriosi, non l'aveva nessuno. NESSUNO❗️

E c'è un'altra cosa che vorrei ricordare.

In montagna è perfettamente normale incontrare greggi, animali al pascolo e cani da guardiania. Ma ci sono anche vacche che hanno partorito da poco, tori liberi, cavalle e stalloni. Tutti SCIOLTI.

E non sempre chi li incontra sarà fortunato come questi ragazzi: io ero lì, li ho visti e ho potuto intervenire.

La cronaca, purtroppo, ci ha già dimostrato quanto possa essere tragica una situazione in cui una persona si avvicina incautamente a cani posti a protezione di un gregge.

Non sto dicendo che ieri sera sarebbe necessariamente successo "qualcosa", ma sto dicendo che la prudenza non è facoltativa quando si entra in un ambiente che non si conosce.

E allora mi chiedo davvero: che cosa stanno insegnando ai nostri ragazzi?

Perché lasciare un gruppo di adolescenti in montagna non significa soltanto insegnargli ad accendere un fuoco, mo***re una tenda o percorrere un sentiero.

Significa insegnargli a rispettare l'ambiente, a rispettare gli animali, a riconoscere i pericoli e a capire che non tutto ciò che incontrano è lì per il loro divertimento. Ma soprattutto a rispettare chi, in quella montagna, ci vive e ci lavora.

Mi auguro sinceramente che questo post arrivi a qualche capo scout (e non per fare una guerra agli scout, perché non mi interessa!), affinché qualcuno possa fermarsi un momento a riflettere - e magari fare anche ammenda! - su cosa stiano insegnando a questi giovani.
Per questo chiedo di questo post ⚠️⚠️⚠️

Perché un gruppo di ragazzi lasciati a muoversi in montagna senza le conoscenze basilari e soprattutto l'educazione necessaria può essere molto più pericoloso di quanto si immagini.

E forse, prima di insegnare loro a “vivere nella natura”, sarebbe il caso di insegnare loro una cosa molto più semplice: a rispettarla.

Diciamo buongiorno, va...🤨

Indirizzo

Arco
38062

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