Associazione "Un ricordo per la Pace"

Associazione "Un ricordo per la Pace" La storia attraverso le testimonianze dei protagonisti. Per non dimenticare.

L''Associazione "Un ricordo per la pace" persegue un progetto di raccolta di documentazione storica e sociologica sul periodo della seconda guerra mondiale ed un particolare approfondimento della storia di Aprilia dalla sua fondazione ai giorni nostri
La finalità del progetto non si realizza nel semplice resoconto storico rappresentato egregiamente attraverso le tradizionali fonti , ma vuole cogli

ere gli aspetti più emozionali del vissuto dei singoli protagonisti. L'attività dell'associazione promuove quindi la raccolta di testimonianze, (anche attraverso video-interviste), di diari, fotografie, documenti, per realizzare un grande “Museo della memoria”, in cui anche la semplice esperienza di vita della persona comune acquisti dignità di essere ricordata: la storia d'Italia nella sua parte umana, nelle emozioni e nel vissuto anche dei più umili protagonisti. Sono queste le voci della nostra storia, testimonianze che non si trovano nei libri di testo, ma che sono importanti per capire quanto gli eventi storici influenzino, e stravolgano spesso il destino soprattutto delle persone più semplici ed umili. L'Associazione cura l'esposizione storica "APRILIA IN GUERRA: LA BATTAGLIA DI APRILIA" presso Il LIceo "A. Meucci "in via Carroceto ad Aprilia , il cui allestimento è stato patrocinato dal Comune di Aprilia. Essa accoglie circa 300 reperti della raccolta storica di Ostilio Bonacini, denominata “Un ricordo per la pace" e alcune donazioni di cittadini di Aprilia e di veterani che hanno combattuto nel territorio apriliano. Con delibera n°163 del 12 giugno 2012, la Giunta Comunale di Aprilia ha accettato l'affidamento a titolo perenne dei reperti militari realativi agli eserciti che combatterono nel 1944 nel territorio di Aprilia e Cisterna, dopo lo sbarco degli Alleati ad Anzio e Nettuno avvenuto il 22 gennaio 1944.L' inaugurazione della mostra è avvenuta Il 24 aprile 2013. La mostra permanente, curata dalla nostra Associazione “un ricordo per la pace”, si inserisce in un'ottica di crescita culturale della Città di Aprilia; un progetto ambizioso che aspira a far divenire Aprilia un polo culturale importante non solo in Italia, ma anche all'estero.

Ultimo  nostro articolo sul Giornale  del Lazio  di Elisa BonaciniGli oceani: il respiro blu del pianeta."Se si ammala i...
15/06/2026

Ultimo nostro articolo sul Giornale del Lazio di Elisa Bonacini
Gli oceani: il respiro blu del pianeta.
"Se si ammala il mare ci ammaliamo anche noi."
💙

10 giugno 1927 – 10 giugno 2026 Ennio Borgia avrebbe compiuto 99 anni.Lo ricordiamo con affetto, gratitudine e profonda ...
11/06/2026

10 giugno 1927 – 10 giugno 2026
Ennio Borgia avrebbe compiuto 99 anni.
Lo ricordiamo con affetto, gratitudine e profonda commozione per il cammino che abbiamo condiviso insieme alla nostra Associazione "Un ricordo per la Pace" , nelle scuole e nei tanti incontri dedicati alla memoria, alla pace e alla divulgazione della storia.
Ennio non era soltanto un testimone della deportazione nazista a Dachau vissuta all'età di soli 16 anni, era una voce autentica capace di parlare ai giovani, di trasmettere valori, di trasformare il ricordo della sofferenza in un messaggio di speranza e di fratellanza. Ogni incontro con gli studenti lasciava un segno profondo, perché attraverso la sua esperienza insegnava quanto siano preziose la libertà, la dignità umana e la pace.
Restano vivi nella nostra memoria i momenti trascorsi insieme nella ricerca della verità storica, le iniziative dedicate alla vicenda di Dachau, il servizio realizzato da TV7 e le emozionanti ricerche dei compagni di prigionia che portarono anche alla partecipazione alla trasmissione "Chi l'ha visto?".
Tra i ricordi più intensi rimane il ritrovamento dei fratelli di Osvaldo Fista. Fu un momento di straordinaria emozione, vissuto con la speranza di poter ricostruire una storia rimasta sospesa per decenni. A quella gioia si accompagnò però il dolore di apprendere che Osvaldo era morto pochi giorni prima della Liberazione, dopo essere stato separato dalla baracca degli italiani. Una notizia che colpì profondamente Ennio e tutti noi, rendendo ancora più forte il dovere della memoria verso chi non riuscì a vedere la fine di quell'incubo.
Abbiamo condiviso testimonianze, ricordi e tante emozioni. Ma soprattutto abbiamo condiviso una missione: mantenere viva la memoria affinché le tragedie del passato non abbiano mai più a ripetersi.
Nel giorno del suo 99° compleanno, il nostro pensiero va a lui con riconoscenza e affetto.
Ciao Ennio, il tuo racconto continua a vivere attraverso le persone che hai incontrato e le coscienze che hai saputo toccare.
Come Associazione, oggi sentiamo ancora più forte il valore della tua testimonianza. E mentre nel mondo continuano a risuonare le armi e a crescere nuove sofferenze, non possiamo fare a meno di chiederci quante altre vittime innocenti dovranno ancora pagare il prezzo delle guerre e delle decisioni dei potenti. Per questo continueremo a custodire e diffondere il tuo messaggio, affinché la memoria diventi coscienza, responsabilità e impegno concreto per la pace.

5 Giugno 2026 – Giornata Mondiale dell'Ambiente Oggi celebriamo la Giornata Mondiale dell'Ambiente, un'occasione per ric...
05/06/2026

5 Giugno 2026 – Giornata Mondiale dell'Ambiente

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale dell'Ambiente, un'occasione per ricordare quanto sia importante prenderci cura del pianeta attraverso azioni concrete e scelte consapevoli.
Come evidenziato anche da ISPRA, la natura rappresenta una risorsa fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici e nella costruzione di un futuro più sostenibile e resiliente.
Ridurre gli sprechi, rispettare l'ambiente, tutelare la biodiversità e utilizzare con attenzione le risorse naturali sono impegni che riguardano tutti noi.
Ogni piccolo gesto può contribuire a fare la differenza.
Proteggere l'ambiente oggi significa investire nel benessere delle generazioni future.

🇮🇹 2 Giugno – 80° Anniversario della RepubblicaNel giorno in cui l’Italia celebra l’80° anniversario della nascita della...
02/06/2026

🇮🇹 2 Giugno – 80° Anniversario della Repubblica

Nel giorno in cui l’Italia celebra l’80° anniversario della nascita della Repubblica, l’Associazione Un Ricordo per la Pace esprime profonda e sincera gratitudine a tutte le donne e gli uomini che, con il proprio sacrificio, hanno donato la vita per la libertà, la democrazia e la giustizia.
Il loro esempio, silenzioso e luminoso, ha posto le fondamenta del nostro vivere civile e continua ancora oggi a rappresentare una guida morale per l’intera comunità.
Un pensiero riconoscente si rivolge anche a chi, ogni giorno, serve lo Stato nelle Forze dell’Ordine e nella Difesa, e a tutti coloro che, con impegno e responsabilità, operano per il bene comune in ogni ambito della società.
A tutti loro va il nostro rispetto più profondo: a chi ha offerto la propria vita e a chi continua, con dedizione costante, a custodire legalità, sicurezza e istituzioni democratiche.
In questa ricorrenza solenne, sentiamo il dovere di affidare alla memoria il suo valore più alto: una responsabilità che si rinnova ogni giorno, affinché i valori democratici continuino a guidarci verso un futuro di pace, giustizia e autentica convivenza civile.

Buona Festa della Repubblica a tutti!

Associazione Un Ricordo per la Pace

28 maggio, 82° anniversario della Battaglia di ApriliaAssociazione “Un Ricordo per la Pace” –  Custodire la memoria per ...
28/05/2026

28 maggio, 82° anniversario della Battaglia di Aprilia

Associazione “Un Ricordo per la Pace” – Custodire la memoria per educare alla pace

In occasione del 28 maggio, 82° anniversario della Battaglia di Aprilia, l’Associazione “Un Ricordo per la Pace” rinnova il proprio impegno nella tutela e valorizzazione della memoria storica degli eventi che nel 1944 devastarono Aprilia e l’intero Agro Pontino.
Dopo lo sbarco alleato di Anzio e Nettuno del 22 gennaio 1944, Aprilia divenne uno dei principali teatri di guerra del fronte italiano. Per mesi il territorio fu segnato da durissimi combattimenti tra le truppe alleate e l’esercito tedesco, che ridussero la città quasi completamente in macerie.
Il 28 maggio 1944 segnò la conclusione della Battaglia di Aprilia e la liberazione dell’Agro Pontino dall’occupazione nazifascista, in una fase in cui le operazioni militari sul territorio erano ormai prossime al definitivo esaurimento, aprendo pochi giorni dopo la strada alla liberazione di Roma.
Proprio per il valore storico e simbolico di quella data, il Comune di Aprilia istituì ufficialmente nel 2013 la ricorrenza del 28 maggio, su proposta dell’Associazione “Un Ricordo per la Pace”, a cui aderirono le Associazioni combattentistiche e d’Arma del territorio e altre realtà associative e culturali locali.
Nella richiesta formalizzata all’amministrazione comunale, le associazioni promotrici ricordavano come “a seguito dello sbarco degli Alleati ad Anzio il 22 gennaio 1944 la nostra città divenne per quattro mesi cruento teatro di battaglia tra l’esercito tedesco e quello anglo-americano nel cammino verso la liberazione di Roma”, sottolineando inoltre “le immani sofferenze che dovette subire la popolazione costretta ad abbandonare le proprie abitazioni e ad affrontare, a guerra finita, la gravosa opera della ricostruzione”.
Nella stessa lettera veniva ricordato anche “il sacrificio delle vittime militari e civili del conflitto” e “l’eroica opera di bonifica dei terreni da mine ed ordigni effettuata a costo della propria vita dagli sminatori di Aprilia”.
L’obiettivo della proposta non era soltanto commemorativo, ma soprattutto educativo e civile: trasformare la ricorrenza in un’occasione di riflessione storica e promozione dei valori della pace, della democrazia e della libertà.
Sulla denominazione della ricorrenza si sviluppò già allora un importante dibattito. La proposta originaria era infatti quella di riconoscere il 28 maggio come giornata della Liberazione di Aprilia.
La Commissione Cultura del Comune di Aprilia scelse invece la definizione di “Giornata del Ricordo della Battaglia di Aprilia”, in ricordo dei Caduti, ritenendo, tra le motivazioni, che il tema della Liberazione avesse già nel 25 aprile il proprio riferimento nazionale e che le due ricorrenze potessero sovrapporsi simbolicamente.
Una scelta che ancora oggi continua a suscitare riflessioni e discussioni, poiché il collegamento della data del 28 maggio ai cruenti combattimenti iniziati alla fine di gennaio 1944, racchiusi nell’iconica e suggestiva denominazione di “Battaglia di Aprilia”, appare per molti poco aderente alla realtà storica di quella giornata, alla quale non è riferibile alcun episodio bellico specifico. Il 28 maggio rappresenta infatti il momento in cui il territorio pontino tornò effettivamente libero dalla guerra e dall’occupazione nazifascista.
Al di là delle denominazioni istituzionali, che speriamo rivedibili, ciò che le associazioni promotrici hanno sempre voluto trasmettere è il valore civile e umano del ricordo.
Fin dalla sua nascita nel 2011, l’Associazione “Un Ricordo per la Pace” ha lavorato affinché questa storia non andasse dispersa e diventasse conoscenza condivisa, soprattutto per le nuove generazioni. Da questo impegno nacque la mostra “Aprilia in guerra – La Battaglia di Aprilia”, patrocinata dal Comune di Aprilia e inaugurata il 24 aprile 2012 presso l’auditorium dell’allora Istituto C. e N. Rosselli, oggi Liceo “A. Meucci”.
Attraverso reperti originali, divise degli opposti schieramenti, materiali recuperati sui campi di battaglia e un lungo lavoro di raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti, l’esposizione vuole raccontare non soltanto gli aspetti militari del conflitto, ma soprattutto la dimensione umana che la guerra lasciò dietro di sé.
Quelle uniformi appartenevano a ragazzi spesso poco più che ventenni, provenienti da Paesi diversi, mandati a combattere lontano dalle proprie case e dai propri affetti, talvolta senza comprendere fino in fondo le ragioni di quella guerra.
La mostra intende così ricordare nel contempo le sofferenze della popolazione civile, il dramma umano vissuto da migliaia di uomini travolti dalla guerra nell’Agro Pontino del 1944.
All’origine di questo lavoro vi fu l’impegno appassionato di mio fratello Ostilio Bonacini, che per anni raccolse e custodì reperti della seconda guerra mondiale con grande senso civico e rispetto per la storia del territorio.
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel maggio 1999, la famiglia Bonacini ha scelto di mettere gratuitamente a disposizione della città questo materiale storico, consentendone la valorizzazione pubblica attraverso la mostra e cercando di realizzare il progetto museale del proprio congiunto.
Il lavoro di ricerca della nostra Associazione “Un Ricordo per la Pace” sui dispersi di guerra, svolto anche in collaborazione con il DPAA statunitense (Agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per l’accertamento e l’identificazione dei prigionieri di guerra e dei dispersi in azione) contribuì inoltre a fare luce sul luogo della morte del giovane sottotenente dei Fucilieri Britannici Eric Fletcher Waters, disperso nelle campagne di Aprilia durante i combattimenti del 18 febbraio 1944.
Una vicenda che ha assunto negli anni un forte valore simbolico internazionale, anche per il legame con il figlio Roger Waters, storico fondatore dei Pink Floyd.
Nel 2014, accanto all’esposizione Un ricordo per la pace, venne inaugurato il Memoriale ai Caduti senza sepoltura, dedicato a Eric Fletcher Waters e ai Caduti senza sepoltura del 1944. Alla cerimonia partecipò anche Roger Waters, che di recente ha rinnovato la sua gratitudine alla città di Aprilia e alla nostra associazione per mantenere vivo il ricordo del padre e degli altri caduti.
Il memoriale, collocato in un comprensorio scolastico e in collegamento ideale con quello realizzato in località Pontoni, nei pressi del luogo della sua morte, venne fortemente voluto dall’Associazione “Un Ricordo per la Pace” insieme al compianto Harry Shindler, veterano britannico che combatté nel territorio nel 1944.
Harry Shindler spiegava il senso di questa scelta con parole semplici ma profonde: l’auspicio era che gli studenti, passando davanti al memoriale, potessero fermarsi a chiedersi “Cosa significa questo monumento? È davvero così terribile la guerra?”.
È questo il significato più autentico del Memoriale ai Caduti senza sepoltura: non solo un luogo della memoria, ma un monito permanente di pace rivolto alle giovani generazioni.
A oltre dodici anni dall’inaugurazione, si ritiene che il memoriale e la mostra debbano essere maggiormente valorizzati dalle Istituzioni, diventando parte integrante del percorso educativo scolastico, lieti di mettere a disposizione anche il nostro lavoro di raccolta testimonianze ed i documentari realizzati nel corso degli anni.
In qualità di presidente dell’Associazione “Un Ricordo per la Pace”, ed erede della collezione storica di mio fratello Ostilio, colgo l’occasione per ringraziare il Liceo “A. Meucci”, che con grande sensibilità ha permesso la permanenza della mostra, in annosa attesa di una collocazione definitiva nel centro di Aprilia, permettendo di preservare questo lavoro di ricerca storica, nonché di non distruggere l’iniziativa di una famiglia a favore della collettività.
Oggi più che mai, in un contesto internazionale segnato da guerre e tensioni che continuano a colpire le popolazioni civili, il significato di questo lavoro assume un valore ancora più profondo.
La ricorrenza del 28 maggio non deve ridursi a semplice celebrazione formale o spettacolarizzazione del conflitto, ma diventare un’occasione di conoscenza e responsabilità collettiva, affinché si possa sperare in un futuro migliore.
Siamo fiduciosi che il lavoro delle associazioni del territorio possa contribuire a mantenere viva questa consapevolezza, trasmettendo alle future generazioni il valore autentico della pace, della democrazia e della libertà.
È altresì compito fondamentale delle istituzioni scolastiche contribuire attivamente alla trasmissione della conoscenza storica degli avvenimenti che hanno segnato il territorio e dei valori civili che ne derivano, attraverso percorsi educativi, attività di approfondimento e momenti di riflessione condivisa.
Un sincero ringraziamento va a tutti gli operatori della scuola che, con serietà, impegno e onestà intellettuale, continuano a svolgere questo prezioso compito di formazione civile e umana delle nuove generazioni, contribuendo a mantenere vivi i valori della pace, della democrazia e della libertà.

Associazione “Un Ricordo per la Pace”
La presidente
Elisa Bonacini

Ambiente, clima e qualità dell’aria: cosa ci racconta il nuovo report ISPRA?Nel nostro nuovo articolo analizziamo i dati...
18/05/2026

Ambiente, clima e qualità dell’aria: cosa ci racconta il nuovo report ISPRA?
Nel nostro nuovo articolo analizziamo i dati ufficiali pubblicati da ISPRA il 10 aprile 2026 sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici in Italia.
Il report evidenzia un calo del 30% delle emissioni rispetto al 1990 grazie a rinnovabili ed efficienza energetica, ma restano ancora forti criticità legate soprattutto ai trasporti e al settore energetico.
Un approfondimento per comprendere meglio lo stato della transizione ecologica nel nostro Paese e le sfide ancora aperte.
Articolo di Elisa Bonacini
Giornale del Lazio

DOPO IL CANCRO: LA SOFFERENZA  CHE NESSUNO VEDEQuando finiscono le cure, tutti pensano che il peggio sia passato.Ti dico...
12/05/2026

DOPO IL CANCRO: LA SOFFERENZA CHE NESSUNO VEDE

Quando finiscono le cure, tutti pensano che il peggio sia passato.
Ti dicono: “Adesso devi essere felice”, “Sei guarito”, “Hai vinto la tua battaglia”.
Ma quasi nessuno capisce cosa succede dopo.
Dopo il cancro non torna improvvisamente la vita di prima.
Restano la stanchezza, i dolori, gli effetti delle terapie sul corpo. Restano le visite, la paura, le notti in cui il sonno non arriva.
E soprattutto resta qualcosa che gli altri non vedono: la solitudine.
Durante la malattia molte persone si allontanano, altre minimizzano, altre ancora pretendono che tu “reagisca” sempre. Ma chi ha affrontato davvero il cancro sa che non si esce da un’esperienza simile senza ferite invisibili.
A volte il dolore più grande non viene dalla malattia, ma dalle parole ricevute mentre si stava male.
Ci si aspetterebbe vicinanza, comprensione, protezione. Invece alcune persone diventano fredde, aggressive, persino crudeli. E certe frasi restano dentro più delle cicatrici.
Il corpo sopravvive, ma l’anima rimane stanca.
Nessuno racconta abbastanza il “dopo”:
il momento in cui il mondo ricomincia a correre mentre tu fai ancora fatica ad alzarti dal letto;
quando gli altri ti vedono vivo e quindi pensano che tu stia bene;
quando sorridi per non pesare su nessuno, ma dentro ti senti perso.
Eppure, nonostante tutto, chi attraversa il cancro sviluppa spesso uno sguardo diverso sulla vita. Più fragile, ma anche più profondo. Si impara quanto siano importanti la gentilezza, il rispetto, una parola buona detta al momento giusto.
Per questo dovremmo imparare ad ascoltare di più chi ha vissuto la malattia.
Non solo durante le cure, ma soprattutto dopo.
Perché la fine della chemio non coincide con la fine della sofferenza.
A volte è proprio lì che inizia la parte più difficile: ricostruire se stessi in mezzo alle macerie lasciate dal dolore.
E forse la vera guarigione non è tornare come prima.
Forse è riuscire, lentamente, a sentirsi ancora degni di vita, di rispetto e di un po’ di pace.

Elisa Bonacini
ex malata oncologica in follow up

La violenza di genere non nasce all’improvviso.Spesso cresce nel silenzio di modelli sbagliati, parole tossiche e compor...
11/05/2026

La violenza di genere non nasce all’improvviso.
Spesso cresce nel silenzio di modelli sbagliati, parole tossiche e comportamenti normalizzati dentro casa.
Un bambino che vede una donna umiliata, controllata o svalutata può imparare che il dominio sia normale.
Al contrario, chi cresce in una famiglia dove esistono rispetto, dialogo ed empatia, avrà molte più probabilità di costruire relazioni sane.
L’educazione è il primo vero vaccino contro la violenza.
Perché il rispetto verso le donne non si insegna solo con le parole, ma con l’esempio quotidiano: nel modo in cui un padre tratta una madre, nel modo in cui si affrontano rabbia, conflitti ed emozioni, nel valore dato alla libertà e alla dignità dell’altro.
E i dati più recenti ci ricordano quanto il problema sia ancora enorme:
• In Italia il 31,9% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita: circa 6 milioni e 400 mila donne.
• Il 23,4% delle donne ha subito violenza sessuale, mentre il 18,8% violenza fisica.
• Il 5,7% delle donne ha subito stupri o tentati stupri.
• La violenza avviene spesso dentro le relazioni affettive: il 12,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner ha subito violenza fisica o sessuale dal compagno o ex compagno.
• Il 17,9% delle donne ha subito violenza psicologica dal partner o ex partner, mentre il 6,6% ha subito violenza economica.
• I dati monitorati nel 2025 dall’Osservatorio Nazionale di Non Una Di Meno parlano di 84 femminicidi registrati in Italia.
• Secondo i dati aggiornati al 2026 dell’Osservatorio, nei primi mesi dell’anno sono già stati registrati numerosi casi di femminicidio e decine di tentati femminicidi.
Le ricerche più recenti dimostrano anche che i modelli familiari e culturali influenzano profondamente il modo in cui i giovani uomini percepiscono le donne e le relazioni. Dove mancano educazione emotiva, rispetto e parità, aumenta il rischio di normalizzare la violenza.
La violenza non è amore.
Il controllo non è protezione.
La gelosia non è rispetto.
Servono leggi severe, protezione concreta per le vittime e più educazione affettiva nelle scuole. Ma serve soprattutto una rivoluzione culturale che parta dalle famiglie.
Perché ogni figlio osserva.
E da ciò che vede oggi nascerà l’uomo di domani.
(Fonti:
ISTAT – Violenza contro le donne 2025
ISTAT – Focus violenza sulle donne
Osservatorio Nazionale Non Una Di Meno
Studi internazionali su modelli familiari e violenza domestica)

Festa della Mamma 2026 🌷In questa giornata dedicata alla Festa della Mamma vogliamo fare gli auguri a tutte le mamme.A q...
10/05/2026

Festa della Mamma 2026 🌷

In questa giornata dedicata alla Festa della Mamma vogliamo fare gli auguri a tutte le mamme.
A quelle che ogni giorno riescono a tenere insieme famiglia, lavoro, sacrifici e amore infinito.
Alle mamme che non si fermano mai, che mettono i figli al primo posto anche quando sono stanche, preoccupate o in difficoltà.
Alle mamme presenti, alle mamme sole, a chi combatte ogni giorno in silenzio e a chi una mamma la porta per sempre nel cuore.
Ma oggi, oltre agli auguri, è giusto fermarsi anche a riflettere su cosa significhi davvero essere madre nel 2026.
Perché fare la mamma oggi è meraviglioso, ma spesso anche molto difficile.
Dietro le fotografie felici e i sorrisi ci sono notti insonni, rinunce personali, paure per il futuro, conti da far quadrare e una continua corsa contro il tempo.
Molte donne si trovano ogni giorno a dover conciliare lavoro, famiglia e vita privata in una società che ancora troppo spesso pretende che siano perfette in tutto.
E i numeri parlano chiaro.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2024 in Italia sono nati 369.944 bambini, il numero più basso mai registrato nel nostro Paese.
Il tasso di natalità continua a scendere ed è arrivato a 1,18 figli per donna, uno dei dati peggiori d’Europa.
Dietro questo calo non c’è solo una scelta personale.
Ci sono stipendi bassi, precarietà, case sempre più care, servizi insufficienti e la paura concreta di non riuscire a garantire stabilità ai propri figli.
Molte giovani coppie vorrebbero avere una famiglia, ma rimandano.
Altre rinunciano completamente.
E per tante donne il problema principale resta ancora il lavoro.
Secondo il rapporto “Le Equilibriste” di Save the Children, lavora solo il 58,2% delle madri con figli piccoli.
Molte donne, dopo la nascita del primo figlio, riducono le proprie opportunità lavorative oppure lasciano del tutto il lavoro.
Circa una madre under 35 su quattro esce infatti dal mercato del lavoro entro un anno dalla nascita del primo figlio.
Ed è assurdo che nel 2026 la maternità venga ancora vissuta da tante donne come un ostacolo invece che come un valore.
Eppure le mamme continuano a essere il pilastro delle famiglie italiane.
Sono loro che spesso tengono insieme tutto: lavoro, casa, figli, scuola, problemi quotidiani e assistenza agli anziani.
Essere madre oggi significa avere una forza enorme.
Significa esserci sempre, anche quando nessuno vede la fatica.
C’è poi un altro dato che racconta il cambiamento del nostro Paese: nel 2024 il 78,2% dei bambini nati in Italia è nato da coppie italiane, mentre il 21,8% da coppie in cui almeno un genitore è straniero.
Le famiglie straniere contribuiscono sempre di più alla natalità italiana, ma il calo generale delle nascite continua comunque a preoccupare.
L’Italia infatti sta diventando un Paese sempre più anziano e con sempre meno bambini.
E senza nuove generazioni diventa difficile sostenere il futuro economico, sociale e lavorativo del Paese.
Per questo oggi non bastano soltanto gli auguri.
Servono politiche serie a sostegno delle famiglie, più tutele per le donne lavoratrici, più asili nido, stipendi adeguati e maggiore sicurezza per chi desidera avere figli.
Perché aiutare una mamma non significa aiutare solo una famiglia.
Significa investire nel futuro di tutti.
Oggi quindi celebriamo le mamme per quello che sono davvero: una forza silenziosa che ogni giorno manda avanti il Paese, spesso senza ricevere abbastanza riconoscenza.
Auguri a tutte le mamme. ❤️

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