Incanto è la dimensione in cui posso riscoprirmi in relazione a me, all’altro ed alla vita. Uno spazio in cui la struttura fisica e le relazioni si prestano a diventare “tela di proiezione del proprio intento”. Una dimensione spaziosa all’interno della quale è possibile guardare con nuovi occhi, toccare con una rinnovata sensibilità, abbracciare con più calore, desiderare con più intenzione e vive
re con un senso vivificato. Incanto funziona come un utero accogliente e non giudicante in cui potersi ingravidare di se stessi grazie al seme di saggezza e gioia che si sviluppa spontaneamente quando ci diamo il permesso di manifestarci nella nostra unicità. Le attività proposte sono un mezzo attraverso il quale sperimentare un’umanità più saggia, profonda e felice; quel l’umanità che si nasconde in noi, sotto coltri di sfiducia, paura ed insensatezza, ma che è pronta a fiorire nella giusta dimensione di gravidanza animica. L’Incanto sta anche nel trascendere i consueti “argini” che dividono le arti, la spiritualità e la convivialità e vivere esperienze che usano tutte queste dimensioni per stimolare una nuova rivelazione ed incarnazione del Senso dell’Esserci. Incanto non è un luogo dentro cui fai delle cose, Incanto è una dimensione che vivi, uno spazio che crei mentre lo attraversi. Non pensare ad Incanto come qualcosa fatto di mattoni o come un teatro sul quale accadono cose; Incanto è più vicino al “cuore dell’attore” che al palcoscenico. Incanto sei tu, quando entri nella parte più vera, libera e luminosa. Quando tutto ció che ti circonda prende la forma del tuo respiro ed il colore dei tuoi occhi.
È proprio quando ti permetti di uscire da qualcosa che ti contiene e ti limita che puoi lasciarti andare nel flusso incontrollabile della vita.
È proprio in questa occasione, in questo "sciogliersi dentro" che Incanto si svela mostrando chi sei.