Fondazione Giuseppe e Giacinto Falconi

Fondazione Giuseppe e Giacinto Falconi Alla morte del marito Pietro, Infatti, Maria aveva elargito un'offerta in denaro al locale asilo “Regina Elena”.

Dal libro "Una famiglia e un ente tra agricoltura e assistenza" a cura di Alberto Meriggi.

“L’ente Falconi, nato dal desiderio dei fratelli Giacinto e Giuseppe Falconi di devolvere il proprio cospicuo patrimonio alla pubblica beneficenza, rappresenta oggi un modello di riferimento e un buon esempio di istituto assistenziale rivolto, in prevalenza, ai bisognosi e agli anziani. Partendo dal testa

mento di Giacinto Falconi gli esecutori testamentari lavorarono alacremente per creare un ente benefico ben radicato nei piccoli centri che avevano dato i natali alla famiglia Falconi: Appignano e Treia. La prima a offrire il proprio aiuto ai suoi cittadini era stata la stessa Maria Leonardi che, in due occasioni, aveva devoluto alcune somme di denaro in beneficenza. Alcuni anni dopo, quando predispose il suo testamento, inserì un paragrafo in cui dichiarava la volontà di donare piccole somme di denaro ad alcune società di pubblica assistenza. Negli anni a seguire fu il primogenito dei Falconi, Giacinto, a decidere di proseguire la strada che la madre aveva appena delineato. Giacinto, sicuramente più ben disposto nei confronti dei cittadini e della pubblica assistenza, scelse di devolvere l'intero consistente patrimonio di famiglia al sostegno dei bisognosi della zona. Abbiamo visto, infatti, che nelle sue ultime volontà Cinto lasciava agli esecutori testamentari il compito di costituire quattro enti di assistenza incaricati di accudire i malati, gli anziani e le orfanelle. Non appare questa la sede per tentare una risposta ad una ricorrente domanda che all'epoca serpeggiava tra la gente: le conclusioni a cui portava il testamento di Giacinto furono dettate da un vero e proprio convincimento interiore di voler fare beneficenza o furono sollecitate da un'inevitabile soluzione scaturita dalla mancanza di eredi diretti? L'analisi delle carte di famiglia farebbero propendere per la prima ipotesi. Nonostante le difficoltà materiali che, negli anni a seguire, gli esecutori testamentari incontrarono, nel 1963 sorse un unico Ente morale intitolato ”Istituzioni Assistenziali Giuseppe e Giacinto Falconi”. Tuttavia, già prima dell' erezione in Ente morale gli amministratori del patrimonio Falconi si prodigano per aiutare I più bisognosi e tutti coloro che nella zona avevano difficoltà economiche. Perfettamente consapevoli che l'erezione in ente sarebbe stata una pratica lunga da concludere, essi decisero di investire fin da subito alcune quote del patrimonio per assistere alcuni poveri e malati. L’Ente divenne per la popolazione di Appignano una specie di sicuro rifugio a cui affidarsi per tentare un lenimento delle proprie difficoltà. Molte richieste di disperati, di disoccupati, di nullatenenti e di bisognosi furono accolte ed esaudite: ad alcune ragazze vennero pagate le rette per frequentare i corsi di dattilografia, a diversi malati furono coperte le spese mediche e ad un gruppo di anziani, infine, furono trovate provvisorie sistemazioni domiciliari. Ma numerosi e frequenti furono anche gli interventi a favore di singole persone disagiate
A dire il vero, nei pressi di Appignano e Treia erano già presenti degli istituti di ricovero per anziani, ma i ricoverati, o i loro familiari, erano costretti al versamento di quote annuali non sempre sopportabili e, soprattutto, non sempre reperibili. Giacinto Falconi, invece, aveva previsto con il proprio testamento, conoscendo le esigenze dei suoi cittadini, l'apertura di una Casa di riposo gratuita per gli inabili al lavoro e per i poveri. Pertanto, in osservanza di tali volontà, gli esecutori testamentari decisero che provvisoriamente, cioè fino al momento in cui la Casa di riposo voluta da Giacinto non fosse stata costruita, con il patrimonio Falconi dovevano essere pagare il delle rette degli anziani nullatenenti, di Appignano e di Treia, ospitati nei vari istituti limitrofi. Nonostante mancasse ancora il decreto di erezione in Ente morale, quindi, le Istituzioni Assistenziali intitolate ai fratelli Falconi già funzionavano dimostrandosi efficienti e soprattutto indispensabili in un’ epoca di grandi cambiamenti, ma anche di persistente povertà. Nel 1963, finalmente, il Presidente della Repubblica Antonio Segni firmò l'atto che sancì l’ erezione in Ente morale delle Istituzioni Falconi; l'obiettivo a quel punto diveniva l'immediata costruzione della Casa di riposo per gli anziani del posto. Per poter trasformare questo progetto in realtà, gli amministratori dell'Ente iniziarono a vendere gli appezzamenti di terreno che una volta formavano le colonie dei mezzadri. Gli ex coloni, comunque, non furono allontanati coattivamente da vecchi terreni che avevano lavorato, ma a molti di loro fu concesso di acquistarli almeno in parte. Per evitare, inoltre, di ridurre in povertà le vecchie famiglie coloniche venne loro concesso il diritto di continuare a risiedere nelle antiche abitazioni fino a quando non avessero trovato una nuova sistemazione. Nell'animo dei responsabili dell'Ente atteggiamenti di rispetto e di magnanimità sembravano gareggiare tra loro.
È la popolazione lo apprezzava. Furono diversi i casi di ex coloni che continuarono a risiedere nei vecchi fondi per differenti anni, d'altronde gli amministratori dell'Ente Falconi erano decisi di aiutare con ogni mezzo possibile le popolazioni locali. Inoltre, nei casi in cui le famiglie rinunciavano ai propri vecchi terreni l’Ente versava loro delle somme forfettarie che volevano come liquidazione. A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo passato, l'attività delle “I istituzioni Assistenziali Giuseppe Giacinto Falconi” divenne sempre più consistente e determinante. Mentre i lavori per la costruzione della casa di riposo venivano ultimati, l’Ente dovete sostenere, con aiuti di vario genere, diversi lavoratori appignanesi e treiesi che persero il lavoro. I primi problemi sorsero quando la locale industria del mobile entrò in crisi aumentando in maniera considerevole il numero di disoccupati. I “nuovi disperati” poterono trovare il necessario supporto proprio nell‘ Ente Falconi che tentò di elargire loro quanti più aiuti possibili, onde evitare che intere famiglie fossero ridotti in miseria. L’ Ente Falconi fu sempre pronto anche nell' intervenire a favore di chi aveva subito calamità improvvise e inaspettate. Emblematico il caso, già ricordato, dell'incendio di una piccola industria del luogo. Nel 1968 un grave incendio distrusse una fabbrica del posto che offriva lavoro molti operai. Era il 24 aprile quando il capannone di Raul Prosperi veniva distrutto dalle fiamme e con esso tutti i macchinari, le attrezzature e materiali presenti. Per fronteggiare questa ulteriore crisi l'Ente decise di intervenire sia a favore dell'imprenditore, sia a favore di quelle venti famiglie che avevano perso il lavoro. Fu così che in breve il consiglio di amministrazione decise di vendere a Raul Prosperi, ad un prezzo inferiore a quello di mercato, un appezzamento di terra di proprietà dell'Ente stesso. In seguito, lo stesso consiglio, deliberò l'assegnazione di numerosi sussidi per le famiglie dei lavoratori. Tra gli anni Settanta e gli Ottanta, infine, venne aperta la Casa di riposo di Appignano che da subito ospitò gli anziani della zona. Proprio come Giacinto aveva scritto, i più bisognosi poterono così ottenere un'assistenza quasi interamente gratuita. La Casa di riposo, che fin dalla sua apertura tanto ha fatto per molti, continua ancora oggi incessantemente il suo lavoro offrendo a tutti assistenza, cure mediche riabilitativa e supporto agli anziani maggiormente bisognosi. In pochi anni le Istituzioni Assistenziali Falconi si sono radicate nelle piccole società di Appignano e di Treia divenendone una componente essenziale soprattutto perché presente, attiva e attenta alle richieste dei bisognosi e alle necessità di base della comunità. Un'attività preziosa la sua che ci si augura possa proseguire ininterrotta nel tempo. Oggi, forse più ancora che in passato, la presenza di un organismo votato verso l'assistenza e gli interventi per alleviare il disagio sociale, appare fortemente necessaria è indispensabile. La storia e l'impiego sociale, ma anche le attività dell'Ente Falconi dimostrano che la volontà di Giuseppe e di Giacinto, ma prima ancora di Pietro e Maria, sono state rispettate realizzate con passione e dedizione. In una società che, purtroppo, tende sempre più ad isolare ed emarginare il debole e il disagiato, appare quanto mai necessario sviluppare e sostenere strutture di questo tipo che, pur affondando le radici nel passato, mostrano una straordinaria attualità e una capacità unica di operare nel presente”.

Indirizzo

Via NAPOLI 1
Appignano
62010

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 20:30
Giovedì 17:30 - 20:30

Sito Web

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