09/05/2026
Il 9 maggio rappresenta una pagina difficile nel libro del nostro paese: l'omicidio di Peppino Impastato, nonché il ritrovamento del corpo senza vita di Aldo Moro, entrambi avvenuti il 9 maggio del 1978, hanno segnato indelebilmente la storia di tuttə noi.
Oltre a Peppino Impastato, Aldo Moro, e tutte le vittime del terrorismo, però, oggi vogliamo ricordare anche il pretore Giovanni Selis (primo magistrato in Italia a subire un attentato), nel giorno della sua morte. Un attentato da cui uscì fortunatamente illeso, ma di cui Selis si portò dietro gli strascichi per tutta la vita.
La sua storia è una storia tragica, di un uomo lasciato solo, condannato a un isolamento che consumò velocemente il suo desiderio di vita; ma si tratta anche di una storia di Amore: l'amore di un magistrato per il suo lavoro, per la ricerca incessante di verità e giustizia, per il territorio valdostano e le sue montagne. Selis amava così tanto le montagne da aver chiesto di farsi seppelire a Rhêmes-Notre-Dame, rivolto verso la cima della Granta Parey.
La vicenda di Giovanni Selis è stata gettata nel dimenticatoio per moltissimi anni, e questo ci spinge ad agire con ancor più vigore affinché la Valle d'Aosta e l'Italia tutta ricordino la sua storia, nonché il coraggio e la passione con cui egli operò.