15/10/2026
Ogni autunno la stessa storia: strade allagate, auto bloccate, fognature in difficoltà. Il problema non è solo la pioggia. È la strada.
In una strada convenzionale tutto il suolo è impermeabile: asfalto, cemento, marciapiede sigillato. L'acqua non ha altro posto dove andare che la fognatura, e quando la pioggia è molto intensa la fognatura non basta più.
In una strada con infrastruttura verde, l'acqua ha delle alternative. Le fasce di vegetazione tra marciapiede e carreggiata funzionano come spugne: assorbono, filtrano e lasciano infiltrare l'acqua nel sottosuolo. Gli alberi intercettano una parte della pioggia con la chioma. Il suolo permeabile tra le radici trattiene ciò che il cemento respinge.
In Italia non è un problema teorico. Secondo l'Osservatorio Città Clima di Legambiente, tra il 2010 e l'ottobre 2022 gli allagamenti da piogge intense hanno colpito soprattutto Sicilia, Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna. Tra le grandi città spiccano Roma, Bari, Agrigento e Palermo, mentre Milano conta almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro.
Qualcosa si muove. Il progetto Città metropolitana Spugna, a Milano, sostituisce l'asfalto con superfici permeabili e realizza sistemi di drenaggio urbano sostenibile. In Lombardia, per esempio, vige il principio dell'invarianza idraulica e idrologica (R.R. 7/2017, modificato nel 2025): i nuovi interventi devono limitare l'acqua che scaricano in rete.
Cosa si può fare da casa: ogni metro quadrato di suolo permeabile in un giardino, cortile o vialetto aiuta, soprattutto se lo fanno in molti. Ghiaia, masselli drenanti con fughe aperte, aiuole piantumate, anche solo una striscia di terra non sigillata: tutto ciò che lascia passare l'acqua riduce il carico sulla rete. Nei terreni argillosi l'infiltrazione è lenta, quindi aiutano anche aiuole leggermente incassate e la raccolta dell'acqua piovana.