22/09/2026
Che forza, ragazzi…
È stata una nottata storica per lo sport italiano: l'Italia ha perso la finale dei Mondiali di basket in carrozzina contro i fenomeni australiani, ma per la prima volta nella storia si è messa al collo una medaglia d'argento.
In questa foto c'è Ahmed Raourahi, uno dei nostri migliori giocatori.
Ogni dettaglio della foto racconta una storia.
La medaglia al collo è il sogno di una vita.
La bandiera italiana sulle spalle è per il suo Paese, ormai da diversi anni.
La mano sinistra che afferra il trofeo è l'unico mezzo che gli ha permesso di essere tra i migliori giocatori di basket al mondo.
Lui, che con tutti gli altri condivide la carrozzina per poter giocare a basket e vivere, a differenza degli altri ha un altro enorme ostacolo: ha una sola mano.
Ahmed aveva 10 anni e viveva a Ksar El Kebir, cittadina marocchina situata a nord di Tangeri. Un giorno, mentre era su un treno col papà, venne aggredito da dei malviventi che volevano sottrargli della merce che avevano acquistato. Nella colluttazione venne sbalzato fuori dalle porte del treno finendo sotto le rotaie. Il risultato fu l’amputazione di entrambe le gambe e della mano destra.
Negli anni di riabilitazione in Marocco, scopre il basket. Un sport difficile da giocare senza gambe, praticamente impossibile da affrontare se a mancare è anche una mano.
Nel giro di poco tempo diventa bravo, poi bravissimo, infine un fenomeno.
Prima va a giocare in Spagna, poi in Italia a Roma e Cantù dove vince 6 Scudetti, ed infine a Padova.
In una intervista ha dichiarato: "Al basket devo tutto. Se mi ritengo felice? Io non sono felice, ma felicissimo della mia vita".
È proprio vero che le persone più felici non sono coloro che hanno tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La Nazionale Italiana Pallacanestro in Carrozzina ci ha portato sul secondo gradino del Mondo.
Lo ha fatto con degli atleti eccezionali che ogni giorno colmano l'enorme gap con chi ha la fortuna di poter correre e saltare, grazie ad una forza di volontà infinita.
Applausi.