25/05/2026
Venerdì 22 maggio, ore 20:45.
Playout di Basket maschile serie A2, gara 3.
Giocano Rivu di Puglia vs. Pallacanestro Roseto, al PalaMaggetti di Roseto.
La serie è sul 2-0 a favore degli ospiti. Se Pallacanestro Roseto perde, retrocede in B.
Io amo il basket e amo Roseto. Quindi vado a fare il tifo.
La partite finisce 100 - 84 per Roseto, con il risultato che mai è stato in bilico: Roseto avanti di tanto, dai primi minuti di gara fino alla fine.
Si va a gara 4.
Bello no? Insomma.
Il giorno dopo, ciò di cui sento parlare di più o leggo riguarda quello che è accaduto all'inizio del 2° quarto: il giocatore pugliese Borra si avventa fisicamente sul giocatore rosetano Landi e gli assesta una serie di pugni in faccia.
Rissa in campo.
Poliziotti anti sommossa nel palazzetto per sedare i tentativi di vendetta del pubblico di casa.
11 punti di sutura al volto di Landi.
Un gesto allucinante di violenza fisica inammissibile e inimmaginabile su un campo di gioco e ovunque.
Al giocatore Borra vengono date 3 giornate di squalifica -https://fip.it/serie-a2-playout-del-22-maggio-2026/.
Io almeno un anno di squalifica lo avrei ritenuto più giusto. Ma è solo una mia opinione.
Sempre il giorno dopo: la società pugliese emette un comunicato stampa in cui prende le distanze dal comportamento del giocatore, chiedendo scusa alla squadra avversaria e al pubblico, in particolare alle famiglie e bambini presenti - https://www.facebook.com/share/p/1BNeYtBMYZ/.
La società Pallacanestro Roseto cosa fa sui social e articoli?
Si accanisce a condannare il gesto, esprimendo sdegno ed indignazione, a mostrare il volto tumefatto di Landi, ad invocare il suo pubblico, che tanto è stato importante e di valore nella vittoria di gara 3, ad essere presente ancora per gara 4. Ed è qui che qualcosa non mi torna.
Perché io c'ero e sono stata anche tentata di andarmene a metà partita.
Perché?
Perché, a cominciare da quando non ho potuto prendere il mio posto (fila E posto 31) perché occupato da un abbonato che riteneva suo diritto potersi sedere dove volesse, ho assistito a 2 ore, cioè 120 minuti, di cori senza sosta di insulti personali diretti all'allenatore avversario e ad altra persona dello staff tecnico.
120 minuti di quello del posto 31 della fila E e altri mille come lui, che hanno gridato incessantemente Figlio di putt***!!!
120 minuti di insulti personali sono altrettanta violenza e possono essere violenti più di 11 punti di sutura.
Per questi cori, la società Roseto ha ricevuto un'ammenda di circa 1667 euro - https://fip.it/serie-a2-playout-del-22-maggio-2026/.
Secondo me, la squalifica del campo o gara 4 a porte chiuse, sarebbe stata una sanzione più giusta. Ma è sempre solo la mia opinione.
Allora come tifosa di basket, dal NBA ai 3x3 sulla spiaggia, e come coach, mi sarebbe piaciuto che la società Pallacanestro Roseto avesse condannato con sdegno ed indignazione anche quei cori che con lo sport e la competizione non hanno nulla a che fare.
Che avesse preso le distanze e chiesto scusa all'allenatore pugliese in virtù di quei bambini e famiglie presenti nel pubblico di cui sopra.
Invece no. Nessuna menzione da nessuna parte.
Anzi, la società ringrazia quei tifosi, riconoscendoli come uno dei fattori chiave per la vittoria e li invita a tornare a gara 4 ancora più carichi. Cioè più violenti?
Perché distorcere i fatti e istigare i tifosi?
Cosa impedisce ad una società sportiva di condannare un atto di violenza o meglio di promuovere una comunicazione non violenta?
Non conosco le risposte ma sono certa che tra un pugno ed una parola violenta non ci sia differenza rispetto alla condanna che meritano.
Sono certa che se ci esercitiamo a usare e gridare parole gentili, anche i gesti diventeranno tali.
Perché la gentilezza e il rispetto nulla tolgono all'agonismo, alla competizione, all'adrenalina, alla vittoria.
Anzi rendono il tutto più figo e memorabile.
Qui invece, nonostante la vittoria, di memorabile non c'è nulla, e stasera io a gara 4 non ci sarò.