20/07/2026
Quando Carlo Giuliani è stato ucciso aveva un rotolo di scotch al braccio.
Un dettaglio piccolo, fragile, eppure enorme.
Perché lo scotch tiene insieme le cose che rischiano di rompersi.
Copre le crepe, ripara alla meglio.
Ci dice che qualcosa può anche non essere perfetta, ma non la lasciamo andare.
Abbiamo chiesto a Jeikeierre di realizzare un poster capace di raccontare una frase che per noi non è soltanto memoria, ma pratica quotidiana:
“Ognuno di noi deve dare qualcosa affinché nessuno sia costretto a dare tutto.” (Elena Giuliani)
Nessuno di noi ha conosciuto Carlo. Eppure, in qualche modo, è come se fosse uno di noi. Non per appropriarci della sua storia con leggerezza, né per semplificare il dolore di chi lo ha amato. Ma perché in quei giorni di G8, dentro quella piazza, ci saremmo potuti trovare tutti noi.
Dentro quelle stesse domande che animavano quel movimento, con la stessa rabbia e la stessa speranza.
Perchè come loro, anche noi continuiamo a credere che un altro mondo è possibile.
Questa frase racconta molto anche del lavoro che proviamo a fare ogni giorno come CapitalSud.
Dare qualcosa. Tempo, cura, presenza, lavoro volontario.
Sedie da spostare, telefonate da fare, bagni da lavare, piante da annaffiare.
Insomma, tutte quelle cose che servono per rendere uno spazio come Officina San Domenico attraversabile.
Non lo facciamo per eroismo o per spirito di sacrificio, ma perché una comunità funziona solo se nessuno viene lasciato solo a dare tutto.
Lo scotch di Carlo, in questo poster, diventa il simbolo potente della nostra quotidianità: tiene insieme le fratture, le idee, la fatica, le persone. Grazie a Jeikeierre per aver dato forma a qualcosa che sentiamo profondamente nostro.
Oggi, nell’anniversario della morte di Carlo, lo appendiamo dentro il nostro spazio per indirizzare il nostro lavoro.
Per ricordarci sempre perché lo facciamo.
E per chi.