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19/08/2026

Il Tar Lazio blocca la sanatoria per portici e tettoie abusive in zone sottoposte a tutela. Scatta la demolizione senza il parere dell'ente.

Niente sanatoria in area vincolata. C'era davvero bisogno di ribadirlo?
19/08/2026

Niente sanatoria in area vincolata.
C'era davvero bisogno di ribadirlo?

Il Tar Lazio blocca la sanatoria per portici e tettoie abusive in zone sottoposte a tutela. Scatta la demolizione senza il parere dell'ente.

Una scelta coraggiosa che prende le mosse dalla articolata memoria di opposizione, elaborata da un gruppo di tecnici, so...
09/08/2026

Una scelta coraggiosa che prende le mosse dalla articolata memoria di opposizione, elaborata da un gruppo di tecnici, sottoscritta dal Presidente di Forum Ambientalista e depositata presso tutti gli enti competenti.
Un plauso alla nuova amministrazione e un ringraziamento particolare al nostro presidente Ciro Pesacane e all'intera Forum Ambientalista

Una gremitissima sala Finocchiaro, nonostante il caldo torrido che imperversava, ha ascoltato quello che, come Molfetta Partecipa,da lungo tempo avevamo auspicato. La Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo con il quale l’Amministrazione avvia, in autotutela, la revoca del bando di gara per la realizzazione della vasca di colmata sul lungomare. Una decisione che nasce da valutazioni precise: la localizzazione della vasca sul lungomare, l’incompatibilità del cronoprogramma con i termini previsti per la consegna, la rendicontazione dei lavori e, soprattutto, l’individuazione di una soluzione alternativa all’interno del bacino portuale. L’alternativa, infatti, è una vasca di colmata dalle dimensioni estremamente ridotte, dai tempi realizzativi dimezzati e dai costi di circa 5 milioni di euro, ben lontani dai 12,3 milioni stimati per il piano precedente. Una scelta che permette di portare a termine il dragaggio del nuovo porto senza sacrificare il lungomare, area che l’amministrazione punta a riqualificare e valorizzare senza la presenza dell’incomprensibile realizzazione di una inutile,enorme e impattante vasca di colmata. Una vicenda emblematica che testimonia come la partecipazione attiva dal basso, seria e competente,possa portare a dei risultati concreti.
Siamo certi che questa attenzione e partecipazione della comunità continuerà anche in merito a questo nuovo progetto segnando una netta discontinuità con il passato.

20/07/2026

"Tutelare le aree agricole di pregio (E3) e ripristinare il patrimonio pubblico, stop ai progetti-farsa del PNRR"

07/07/2026
27/06/2026

Contro la caccia.
(1895)
Lev Tolstoj

Sono stato cacciatore appassionato per molti anni, anzi la caccia era per me una occupazione molto seria [...]. Il rimorso, dapprima appena percettibile nella mia coscienza, si ingrandì a poco a poco, se ne impadronì interamente, la scosse, e finì coll'inquietarmi seriamente. Dovetti guardare la verità in faccia, ed allora compresi la crudeltà della caccia. Ora in essa non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati.

Oggi uccidere gli animali, anche per l'alimentazione dell'uomo, è divenuto assolutamente superfluo, come è provato dal numero sempre crescente delle persone che si nutrono di proposito con alimenti vegetali o latticini.
La caccia non è una forma naturale della lotta per l'esistenza, ma un ritorno volontario allo stato selvaggio, con questa differenza: che la caccia era una occupazione naturale per l'uomo primitivo, mentre questa occupazione nell'uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.
L'uomo che comprende tutta l'importanza morale della pietà, non indietreggerà davanti al timore che le sue manifestazioni possano renderlo ridicolo agli occhi degli altri. Che cosa deve importargli, se mettendo in libertà un topo colto in trappola, invece di ammazzarlo, provoca i motteggi e le disapprovazioni, quando sa che, non solamente ha salvato dalla morte un animale, che teneva quanto lui alla vita, ma ha anche lasciato manifestarsi liberamente il sentimento della compassione, ed ha fatto un passo verso quell'era superiore dell'amore universale, che non conosce limite, che lo affrancherà dalla morte e lo identificherà con le sorgenti della vita.
Il cacciatore opera in un senso diametralmente opposto; e non una volta, per caso, ma sempre egli soffoca in sé il prezioso sentimento della pietà. È poco probabile che fra i cacciatori se ne trovi uno che non provi, almeno per una volta, un principio di pietà per una delle sue vittime, ma che pure ogni volta non cerchi di respingere un tal sentimento considerandolo come una debolezza. Ed è così che è schiacciato il bocciolo appena schiuso della pietà, da cui potrebbe germogliare e fiorire quel sentimento più elevato e più perfetto, che è l'amore. In questo costante suicidio morale è il male supremo della caccia.

Londra cuoce
23/06/2026

Londra cuoce

22/06/2026

Gli alberi cittadini capitozzati ogni inverno non sono "potati per la sicurezza". Sono mutilati per abitudine — e in Italia quell'abitudine ha un nome scientifico e una conseguenza letale.

🌳 Nell'immagine — lo stesso viale, due gestioni opposte. Quello che la foto non spiega è perché la capitozzatura è il gesto più costoso e distruttivo dell'arboricoltura urbana italiana:

Ogni taglio raso sul tronco apre una ferita che l'albero non richiude mai del tutto. E in Italia, quella ferita è la porta d'ingresso del cancro colorato del platano (Ceratocystis platani) — un fungo letale, senza cura, per cui la lotta è obbligatoria per legge dal 1987. I servizi fitosanitari regionali sono espliciti: per limitare la diffusione bisogna evitare le capitozzature. Il principale vettore del fungo è l'uomo, attraverso le ferite di potatura. La capitozzatura non è solo br**ta — è il meccanismo con cui la malattia si propaga da un albero all'altro.

Il paradosso che paghi con le tasse — un platano capitozzato per dieci anni di fila è spesso cavo a venti. I ricacci verticali senza struttura si rompono al primo vento forte e obbligano interventi d'urgenza, più costosi della potatura stessa. Poi il Comune dichiara "pericoloso" quello stesso albero indebolito e lo abbatte. La potatura ha creato il pericolo che pretendeva di prevenire.

Cosa si perde oltre all'albero — un platano con portamento naturale sviluppa una chioma di 15-20 metri che ombreggia fino a 200 m² al suolo, assorbe più CO₂, intercetta più acqua piovana e ospita le cavità dove nidificano cinciarelle, cinciallegre, picchi rossi, storni e pipistrelli urbani. Ogni capitozzatura sopprime le branche maestre dove queste specie vivevano.

La buona notizia — diverse città italiane sono passate alla potatura dolce: Bologna dal 2018, parti di Firenze, quartieri di Roma e Milano. Si toglie solo il legno morto e le branche interferenti, si rispetta la struttura, si interviene ogni 3-5 anni invece di ogni anno. Risultato: alberi più sani, più sicuri, e un budget di manutenzione diviso per sette sul ciclo di vita dell'albero. 🌿

Una proposta incivile e vile
19/06/2026

Una proposta incivile e vile

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Andria

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