Giusto dire NO Marche

Giusto dire NO Marche Comitato a difesa della Costituzione e per il No al referendum E per divulgare le ragioni del NO.

Questa pagina è nata per informare sui contenuti della riforma costituzionale per i quali ogni cittadino sarà chiamato a esprimersi attraverso il referendum. Come luogo di confronto democratico, sono benvenuti quesiti, critiche, proposte e inviti a organizzare eventi che ci vedranno presenti. Non si accettano, e saranno eliminati, commenti che contengono insulti e termini volgari, come anche mere

espressioni di voto se non accompagnate da breve motivazione della critica che si intende esprimere anche a singole ragioni del no.

“Il referendum e il suo esito hanno fatto emergere una domanda diffusa di giurisdizione efficiente, rapida e trasparente...
14/04/2026

“Il referendum e il suo esito hanno fatto emergere una domanda diffusa di giurisdizione efficiente, rapida e trasparente. La proposta ruota attorno a cinque parole chiave: formazione, specializzazione, organizzazione, innovazione e semplificazione, considerate leve interconnesse di un progetto pluriennale.

Il filo conduttore è la scelta tra l’ennesima pseudo riforma simbolica e a fini di propaganda e una vera riforma condivisa, fondata su dati, investimenti mirati e un deciso cambio di passo del Ministero, per rendere come primo obiettivo efficienza e qualità della giurisdizione, in linea con il segnale venuto dal referendum”.
𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢
Già Presidente della Corte d’Appello di Brescia, ex componente del Csm
Per Questione Giustizia

Una giustizia efficiente è possibile Rivista Questione Giustizia di Magistratura Democratica.

📍Castelfidardo (An) - Piazza S.Agostino📆 Giovedì 9 aprile - Ore 18.00
04/04/2026

📍Castelfidardo (An) - Piazza S.Agostino
📆 Giovedì 9 aprile - Ore 18.00

📍Ancona - Piazza Roma📆 Giovedì 9 aprile - Ore 17.00
03/04/2026

📍Ancona - Piazza Roma
📆 Giovedì 9 aprile - Ore 17.00

𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 📍𝐋𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦“I giorni 22 e 23 marzo scorsi, il popolo italiano si è pronu...
28/03/2026

𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚
📍𝐋𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐫𝐞𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐝𝐮𝐦
“I giorni 22 e 23 marzo scorsi, il popolo italiano si è pronunciato tramite referendum contro un progetto di riforma giudiziaria volto a separare le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri che appartengono in Italia a un unico corpo della magistratura, e a modificare il funzionamento e le attribuzioni del Consiglio superiore della magistratura italiano.

In questa occasione e per quanto riguarda la Francia, il Consiglio superiore della magistratura desidera riaffermare il suo profondo attaccamento all’unità del corpo giudiziario, che riunisce i giudici e i pubblici ministeri in una cultura comune fondata su un medesimo statuto, una formazione unica e una deontologia condivisa, garantendo ai cittadini una giustizia indipendente e imparziale, dalla fase delle azioni penali fino al giudizio.

Il Consiglio ricorda a tal riguardo che desidera veder giungere a compimento la riforma statutaria della procura risultante dal progetto di legge costituzionale recante riforma del Consiglio superiore della magistratura adottato il 26 aprile 2016 dalle due assemblee del Parlamento. Tale riforma prevede di sottoporre le nomine dei magistrati della procura al Consiglio superiore della magistratura nella sua composizione competente nei confronti dei magistrati del giudicante, tramite pareri vincolanti e resi secondo le stesse modalità applicabili alle nomine dei magistrati del giudicante, avviando così un’evoluzione verso l’unità statutaria della magistratura.

Il Consiglio superiore della magistratura ritiene imprescindibile e urgente consolidare lo Stato di diritto in Francia. Affidata le decisioni di nomina e di gestione riguardanti i magistrati del pubblico ministero a un organo costituzionale indipendente, la riforma statutaria della procura deve permettere di porre la giustizia in conformità con i parametri europei e di garantire l’indipendenza della giustizia così come i diritti dei cittadini sottoposti alla giurisdizione”.

“𝐄 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐢 𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨”⚖️ "Il referendum ormai è alle spalle, ma molti insegnamenti che derivano da qua...
28/03/2026

“𝐄 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐢 𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨”
⚖️ "Il referendum ormai è alle spalle, ma molti insegnamenti che derivano da quanto emerso di positivo in questo confronto non credo possano essere abbandonati.
Emerge chiaramente la richiesta di una giustizia che dia decisioni rapide, eque e di qualità dando soddisfazione alla domanda dei cittadini.
Si sbaglia di grosso chi ritiene questo voto come l’affermazione della conservazione di un sistema che tutti, in primo luogo gli operatori, interpretano come insoddisfacente.
Non è stato un successo della magistratura, ma anzi una domanda alla magistratura e all’intera giurisdizione perché sia sempre più disposta ad ascoltare e a capire, a essere vicina ai cittadini, a credere e operare nella giustizia come un servizio.

Non è stato un derby tra magistrati e avvocati con vinti e vincitori, al di là dei toni spesso aspri e ingiusti usati, ma la divisione trasversale di categorie e visioni del mondo giudiziario, che oggi vanno ricomposte nella consapevolezza che, insieme al personale giudiziario, siamo tutti componenti di quella giurisdizione che è chiamata a garantire la composizione dei conflitti privati e la punizione di gravi trasgressioni della vita sociale.

E allora guai se da oggi ci fermassimo.
Da oggi, sfruttando anche il coinvolgimento sui temi della giustizia che questa campagna ha comportato per milioni di cittadini, deve partire un percorso nuovo innanzitutto per ricostruire la fiducia degli utenti nella giurisdizione in tutte le sue componenti, cancellerie, avvocati e magistrati.
Perché è impossibile che una campagna basata su attacchi e denigrazioni non abbia lasciato scorie.
E su questo c’è da augurarsi che si possa, magari con fatica, ma con tenacia, ricostruire un impegno comune di tutti i giuristi.

Ma poi occorre aprire un coraggioso confronto pubblico su cosa servirebbe per una vera riforma della giustizia: risorse, digitalizzazione, specializzazione, semplificazione, governance.
Abbiamo detto che la Costituzione deve essere attuata, ma la Costituzione non è conservazione, è dinamismo, adeguamento alla sfida dei tempi e i tempi ci indicano che un uso ragionato e controllato dell’intelligenza artificiale può portarci a reimmaginare una giustizia più celere, di qualità e di prossimità.

E’ un impegno che ci siamo presi in questa lunga campagna elettorale e non solo da parte di chi alla fine ha prevalso.
O comprendiamo che questa è la sfida che ci aspetta e che dobbiamo onorare o questo referendum sarà stato una occasione persa".
𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢
𝐺𝑖𝑎̀ 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑’𝐴𝑝𝑝𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝐵𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑎, 𝑒𝑥 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑠𝑚

𝐁𝐚𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞𝐭, 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨, 𝐌𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐒𝐚𝐥𝐦𝐞̀, 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨: 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚. ...
27/03/2026

𝐁𝐚𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞𝐭, 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨, 𝐌𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝐒𝐚𝐥𝐦𝐞̀, 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨: 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚.

"L’affluenza riscontrata in occasione del referendum costituzionale, tutt’altro che scontata considerata la costante disaffezione al voto, costituisce un risultato assolutamente positivo.
Ancor più lo è perché esprime una grande attenzione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, per la nostra Costituzione. L’esito referendario va inteso come un chiaro invito ad attuarla e a non modificarla mai più a colpi di maggioranza.

A prescindere dal risultato, questa campagna ha evidenziato aspetti di comune interesse dei quali il Parlamento dovrebbe tenere conto.
Ci riferiamo, in particolare, all’esercizio effettivo del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede che è stato questa volta negato.
Ci riferiamo inoltre alla comune consapevolezza della scarsità di risorse da destinare all’amministrazione giudiziaria, non solo finanziarie ma anche umane, che, se introdotte, potrebbero migliorare non poco l’efficienza della giustizia e la sua percezione da parte della collettività.

Per questo rivolgiamo un invito al Parlamento, affinché presenti una proposta di legge che riconosca in maniera permanente agli elettori fuori sede la facoltà di esercitare il loro diritto di voto.
Sollecitiamo inoltre lo stesso Parlamento e il Governo a prendere urgenti provvedimenti che rendano effettivo l’impiego di risorse umane e finanziarie nell’amministrazione giudiziaria".
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐁𝐚𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞𝐭, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑁𝑜
𝐄𝐧𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑜𝑛𝑜𝑟𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝐺𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝐷𝑖𝑟𝑒 𝑁𝑜
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐌𝐨𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝐴𝑣𝑣𝑜𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑁𝑜
𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐒𝐚𝐥𝐦𝐞̀, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 15 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑁𝑜

“𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞́, 𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞”⚖️ "E' stata un vittoria delle i...
25/03/2026

“𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞́, 𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞”
⚖️ "E' stata un vittoria delle istituzioni che ci hanno lasciato i nostri padri costituenti e che noi abbiamo, in qualche maniera, aiutato a salvaguardare.
Nel mio seggio ci sono state pochissime schede bianche e nulle: vuol dire che quando le persone sanno per cosa votare, lo fanno e lo fanno con piena consapevolezza”.
𝐑𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐥𝐞𝐧𝐠𝐡𝐢
𝐴𝑣𝑣𝑜𝑐𝑎𝑡𝑜 - 𝐶𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝐺𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑁𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒
Per Radio Ascoli

Radio Ascoli

Anche nelle Marche il fronte del No (53.74 %) si impone sul Si (46.26%). La riforma della giustizia viene bocciata dai cittadini con un’ampia partecipazione, che nella nostra regione vede l’affluenza toccare il 63.77% contro il dato nazionale del 58.93%. “Hanno vinto i cittadini che hanno part...

24/03/2026

"𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥'𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢: 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞"
Il magistrato Ruggiero Dicuonzo, tra i coordinatori del comitato Giusto dire No Marche, al microfono del telegiornale Rai nell'analisi del dopo voto.

TGR RAI Marche

𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐠𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢: "𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐟𝐚𝐫 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞"⚖️ “È stata una presa...
24/03/2026

𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐠𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢: "𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐟𝐚𝐫 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞"
⚖️ “È stata una presa di coscienza civica”. Silvia Cecchi, già sostituto procuratore e oggi tra i volti del Comitato Giusto dire No, commenta la vittoria al referendum sulla giustizia.
A Pesaro il clima è quello di una mobilitazione che, almeno per chi l’ha vissuta sul territorio, ha qualcosa di più di un semplice risultato elettorale.
E infatti il racconto che arriva dalle voci della magistratura locale riguarda non solo un voto, ma un segnale politico e culturale forte. Silvia Cecchi descrive questa “presa di coscienza” come “un’onda” che si è alzata dal basso, fatta di incontri nei quartieri, nelle frazioni, nei luoghi più piccoli. “La gente partecipava, chiedeva, si interrogava. Non è stata una battaglia di partito, ma una difesa dello Stato di diritto. È la scoperta di cittadini che vogliono difendere ancora la Costituzione. È stata una presa di coscienza civica”.

⚖️ E se da un lato c’è la soddisfazione, dall’altro non manca la consapevolezza che i problemi restano.
Maurizio Paganelli, giudice del lavoro, tra i coordinatori del comitato Giusto dire No Marche, non nasconde la soddisfazione: “È un risultato che ci rende felici”. Ma precisa: “La giustizia è ancora lenta, c’è tanto da migliorare”.
Per Paganelli il punto non è cambiare tutto, ma far funzionare meglio ciò che già esiste: “Bisogna utilizzare bene gli strumenti che abbiamo, mantenendo ferme le garanzie dei diritti previste dalla Costituzione”.
Sulla stessa linea Sabrina Carbini, magistrato civile del tribunale di Pesaro. “È un segnale che ci hanno lanciato i cittadini: credono ancora nella magistratura”, sottolinea.
Un risultato che, secondo lei, “ci solleva”, ma che non cancella i problemi: “Ci sono storture, cose da migliorare. Le riforme si possono fare, ma con metodi diversi, con dibattiti lunghi, come avvenne per la Costituzione”.
Il nodo, per molti, è proprio il metodo. Non lo strappo, ma il confronto. Non la scorciatoia referendaria, ma un percorso condiviso. “È una vittoria della Costituzione, non dei magistrati”, commenta Carbini, indicando il cuore della lettura che sta emergendo in queste ore.

⚖️ E c’è un altro elemento che torna in tutte le dichiarazioni: la partecipazione. Cecchi parla di “esperienza commovente”, di un’Italia che “non è omologata agli slogan” e che ha saputo stare “al di sopra dei colpi bassi della campagna elettorale”.
Una mobilitazione che, secondo lei, “somiglia a quella resistenziale”, proprio perché trasversale e non legata agli schieramenti.
Alla fine, tra entusiasmo e prudenza, resta un dato: la riforma si ferma, ma il tema resta aperto. E lo sanno anche i magistrati. “La magistratura dovrà essere all’altezza di questa scelta”, avverte Silvia Cecchi".
Su Il Resto del Carlino di Pesaro

Pesaro - Il Resto del Carlino

23/03/2026

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐨𝐫𝐝 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢
A parità di risultato, le Marche hanno registrato una affluenza più alta rispetto alla media italiana di quasi 6 punti percentuali: è andato al voto il 63,77 per cento degli aventi diritto.
L’analisi del voto nel servizio del telegiornale Rai.

TGR RAI Marche

Indirizzo

Tribunale Di Ancona, C. So G. Mazzini, 95
Ancona
60121

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