Italia Nostra Onlus Ancona

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17/06/2026

APPUNTAMENTO venerdì pomeriggio nella Sala del Consiglio comunale

17/06/2026

RETE DELLE “CITTÀ” PORTUALI”

ITALIA NOSTRA E LA RIFORMA DEI PORTI
L’Italia costiera è un insieme di città di interesse storico, archeologico ed architettonico che, nel tempo, hanno sviluppato attività marittime che hanno comportato la creazione di approdi e porti inseriti nel tessuto urbano, anch’essi di interesse storico architettonico.
Con il passaggio dalla navigazione a vela a quella a motore, con naviglio di sempre maggior tonnellaggio e l’impiego, a tutt’oggi, di combustibile altamente inquinante, si è venuta a creare una situazione di pericolo per la salute dei monumenti e dei cittadini.
Le città portuali storiche si sono trovate in seno un insediamento industriale.
Tale situazione ha generato, spesso, conflitti tra gli interessi dei cittadini e gli interessi economici degli operatori portuali che possono trovare una sede di mediazione in quelle che sono le Aziende Portuali, nel cui consiglio direttivo trovano spazio rappresentanti anche delle città e delle regioni. L’obiettivo spesso è l’allontanamento delle attività portuali dalla città storica con il recupero dello stesso porto storico ad attività compatibili con la vita cittadina. Ad esempio, tale scelta ha riguardato anche porti esteri come la città di Zara che ha costruito un nuovo porto per i traghetti a qualche chilometro dal porto storico, così come Barcellona. Ciò serve a ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico, rispettando i nuovi limiti europei ed OMS sulla salute e sui monumenti, di realizzare impianti di elettrificazione e di monitorare la situazione,
Tutto ciò è premesso per affermare che pure Italia Nostra, presente in tali realtà costiere, è interessata a ciò che può modificare la gestione dei porti.
Quindi, la nuova proposta di legge per la riforma dei porti interessa anche l’Associazione nel momento in cui essa riduce la autonomia delle Aziende Portuali in favore di una centralizzazione del potere di programmazione e di realizzazione delle opere marittime, con un rischio di progressiva privatizzazione dei porti.
Lo schema di disegno di legge n.2925 recante «Riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale» che ha iniziato il suo iter parlamentare nella Commissioni Trasporti della Camera, pur con alcune modifiche rispetto al testo originario, continua ad avere punti discutibili.
La principale è la costituzione di una società, all’interno del Ministero dei Trasporti, denominata “Porti d’Italia spa” alla quale viene attribuito il potere esclusivo di programmazione e attuazione delle opere strategiche nei porti italiani, oltre alla manutenzione straordinaria delle opere portuali. Alle Autorità di Sistema Portuale resta soltanto la manutenzione ordinaria. Si tratta di un vero e proprio commissariamento delle Autorità di Sistema Portuale da parte di un unico soggetto nazionale: la voce dei territori tramite le loro rappresentanze territoriali che fine farà?
Associazioni di categoria quali Conftrasporto di Confcommercio lamentano evidenti criticità operative, finanziarie e di coerenza normativa, a partire dai profili di natura costituzionale.
L'Associazione Nazionale Comuni Italiani, tramite la Commissione Politiche del Mare, chiede che i Comuni non siano più considerati semplici aree di transito ma co-protagonisti nella pianificazione urbanistica e nello sviluppo logistico retroportuale. L’Unione Provincie Italiane, tra le priorità, afferma la necessità di evitare processi decisionali troppo distanti dai contesti locali, che potrebbero ridurre la capacità di risposta alle specificità infrastrutturali, operative e produttive dei singoli scali. Al contempo, risulta fondamentale chiarire il rapporto tra il nuovo quadro strategico nazionale e gli strumenti di pianificazione locale – quali i Documenti di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), i Piani regolatori portuali e gli Accordi di programma – al fine di prevenire sovrapposizioni e incertezze attuative.
Da notare infine che il Ministero, con proprio decreto, ha già nominato un gruppo di lavoro a supporto delle attività di attuazione della riforma della governance portuale quando la riforma è ancora da approvare!
Italia Nostra prende atto di queste osservazioni critiche avanzate da diversi soggetti, la gran parte soggetti pubblici o rappresentanti di diritti pubblici, e le condivide. Il testo del disegno di legge risulta essere una misura imposta dall’alto, senza condivisione e lesiva delle autonomie locali, presenti nelle attuali Autorità Portuale. Italia Nostra, quindi, dichiara il proprio parere negativo alla approvazione del testo qual esso ora è.
Italia Nostra, invece, si sente in dovere di invitare il Parlamento ad apportare tutte quelle modifiche al disegno di legge, che servano a garantire, anche se in un quadro di maggior coordinamento nazionale, la voce e la rappresentanza delle comunità locali, dei cittadini, dei comuni che “prestano” il proprio territorio alle attività marittime che, necessarie a tutti, devono potersi svolgere senza arrecare danno ad alcuno.

Roma, 15 giugno 2026

03/06/2026

Gianni Mattioli è stato dal 1987 fino al 1993, per due mandati consecutivi, consigliere nazionale di Italia Nostra.

27/05/2026
Il gruppo soci di Italia Nostra Ancona a Pisa e Livorno nel fine settimana appena concluso
25/05/2026

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PUMS di Ancona, le osservazioni delle associazioni ambientaliste e altri soggetti
22/05/2026

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Il PUMS avrà una validità di almeno dieci anni dalla sua approvazione e come obiettivo quello di indicare una soluzione valida ad avere una Mobilità Sostenibile nel tempo. 

https://www.italianostra.org/news-nazionali/italia-nostra-ed-il-sistema-delle-aree-protette-lintervento-di-riccardo-picc...
20/05/2026

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Italia Nostra ed il sistema delle aree protette: verso una nuova strategia nazionale. Di seguito una sintesi dell’intervento di Riccardo Picciafuoco al convegno “Tutela delle aree protette: una nuova legge a 35 anni dalla prima legge quadro” che si è tenuto alla Camera dei Deputati il 18 magg...

14/05/2026

Scongiurare l’abominio del banchinamento per mega-navi da crociera al Porto antico, è solo il primo passo.

È ora scossa di ripensare uno futuro del nostro porto che coniughi l’indispensabile sviluppo economico della più grande industria della Regione, che l’attuale governance non sta garantendo, alla tutela della salute degli abitanti, alla difesa dell’ambiente, al patrimonio storico e all’accessibilità e alla riappropriazione di spazi da parte di tutti i cittadini e le cittadine.

Rifuggendo dalle vecchie formule che vogliono contrapposti i vari interessi. Non esiste tutela dei lavoratori senza rispettare anche il tempo liberato dal lavoro. Perché di solito chi mette ambiente contro posti di lavoro finisce per non difendere nè l’uno nè l’altro.

Ancona è il suo porto. Discutiamone, parliamone, confrontiamoci. Vi aspettiamo venerdì 22 maggio in Piazza Roma.

Il futuro parte da qui ⚓️❤️

Indirizzo

Via Cardeto 25
Ancona
60121

Orario di apertura

17:30 - 19:00

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