Sigim

Sigim Sindacato Giornalisti Marchigiani Il Sindacato Giornalisti Marchigiani nasce nel 1982, rendendosi autonomo dall’Aser (Associazione Stampa Emilia Romagna).

E’ una libera associazione fra giornalisti residenti o operanti nelle Marche; agisce nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 39 della Costituzione italiana che prevede l'assoluta libertà dell'organizzazione sindacale.

Comincia l'assemblea regionale Sigim con la.segretaria generale FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana Alessandra ...
21/05/2026

Comincia l'assemblea regionale Sigim con la.segretaria generale FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana Alessandra Costante FNSI

04/05/2026

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L'Italia sprofonda al 56° posto del World Press Freedom Index di Reporter senza frontiere sulla libertà di stampa nel mondo.
È lo specchio di una situazione di grande sofferenza della libertà di stampa nel nostro Paese. La libertà di informazione viene rispettata solo a parole, nei fatti continua ad essere penalizzata sia dal punto di vista legislativo sia da quello economico.
In Italia il principale contratto di lavoro dei lavoratori dipendenti è scaduto da 10 anni e le trattative per il rinnovo hanno già portato a 3 giorni di sciopero: non solo è stato eroso il potere di acquisto dei nostri stipendi, ma gli editori nelle redazioni stanno erodendo anche istituti contrattuali e quindi diritti.
I lavoratori autonomi e i co.co.co, che hanno addirittura retribuzioni medie sotto la soglia di povertà, stanno aspettando da tempo l'equo compenso, ma nonostante le promesse della stessa presidente del Consiglio, sembra di giocare a palla avvelenata.
E non si sta meglio se si guarda l'azione legislativa: dopo le sentenze gemelle della Corte costituzionale, che ha cancellato il carcere per i giornalisti nel caso di condanna per diffamazione, la riforma giace ancora in commissione Giustizia del Senato dove il testo base, presentato dal senatore Balboni, ha tali elementi di criticità da conculcare la libertà di stampa.
E niente è mai stato fatto per affrontare la piaga delle querele e delle liti temerarie, utilizzate come arma di dissuasione nei confronti delle inchieste giornalistiche scomode.
Vero che ha chiesto provvedimenti a tutti i governi precedenti, ma questo - che si vanta di una stabilità record - non ha voluto affrontare il problema. Così come non ha ancora recepito il Media Freedom Act.
Scendiamo al 56° posto mentre la Commissione di vigilanza Rai è totalmente bloccata, la gestione della prima azienda culturale del Paese è monca, e il Parlamento presto sarà chiamato a votare una proposta di legge che di fatto spodesta i direttori di quotidiani e programmi dalla scelta editoriale delle notizie su chi viene prosciolto da indagini.
Poi certo, è stata istituita la Giornata nazionale in ricordo dei giornalisti morti durante il loro lavoro, ma in una situazione di questo tipo è niente altro che un pannicello caldo.
Ci vuole altro per rinvigorire la libertà di informazione: servono leggi che la tutelino e finanziamenti che la promuovano. E se questi non ci saranno, sarà evidente che l'informazione libera non è nell'agenda né del governo né del Parlamento.
Ogni collega dovrebbe essere indignato e ribellarsi di fronte a una situazione che mortifica un lavoro sempre più difficile e complesso, ma indispensabile alla vita democratica del Paese.

Nei commenti la notizia completa pubblicata sul sito web della FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana e il link al World Press Freedom Index 2026 di Reporter senza frontiere.

04/05/2026

Contratto scaduto, lavoratori precari, sfruttamento dei più deboli, mancanza di un compenso equo, diritti aggrediti e un lavoro sempre più a rischio di fronte all’avanzata dell’Intelligenza Artificiale: i giornalisti italiani sono davvero dentro la notizia.

Siamo parte di quel mondo del lavoro che sta subendo trasformazioni radicali e che, nel nostro caso, stanno portando all’impoverimento della professione e, di conseguenza, dell’informazione che è uno degli attori principali del gioco della democrazia. Siamo lavoratori tra i lavoratori. Precari tra i precari. Siamo rider dell’informazione, pagati forse meno di molti altri. Siamo parte di quei 6 milioni di italiani che stanno inseguendo da tempo il rinnovo del contratto: nel nostro caso, quello principale stipulato con la Fieg, scaduto da 10 anni.

L'hashtag che abbiamo scelto per le lotte sindacali in difesa dei nostri diritti, a cominciare dalle retribuzioni e dagli istituti contrattuali che segnano la libertà di ognuno di noi, è . Dignità, un tema comune a tutti gli altri lavoratori italiani, come dimostra il titolo della manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil: 'Lavoro dignitoso'. Ecco, anche noi giornalisti saremo in piazza, a Marghera e in tutte le città italiane, per difendere la dignità del nostro lavoro e per denunciarne la crescente precarizzazione.

Una (ri)conquista difficile la dignità del lavoro in un Paese che da quando non ha più potuto svalutare la propria moneta, ha cominciato ad accettare la svalutazione del lavoro dei suoi cittadini e del principio fondante della nostra Costituzione, accompagnando questo mutamento con una legislazione che invece di tutelare i diritti, li ha cancellati e indeboliti, che davanti ai giudici del lavoro ha messo sullo stesso piano lavoratori e imprese, annichilendo qualsiasi tentativo di resistere alle ingiustizie.

Buon Primo maggio a tutti noi con le parole del presidente Mattarella: «A chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario».

FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana

04/05/2026

📅'L'algoritmo del . e trasparenza dei servizi Inps, come cambia il sistema previdenziale dei '. Questo il titolo del corso di formazione, organizzato in collaborazione con ForMedia, in programma a Roma, a palazzo Wedekind (piazza Colonna n° 366) venerdì 22 maggio 2026, dalle 9.30 alle 13.30.

📍Le iscrizioni sono aperte fino al 18 maggio. Ai partecipanti 4 crediti.

💻La news completa a questo link --->>> https://www.fnsi.it/lalgoritmo-del-welfare-ia-e-trasparenza-dei-servizi-inps-il-22-maggio-corso-di-formazione-a-roma

Alessandra Costante FNSI
INPS per la Famiglia
forMedia

04/05/2026

Il 3 maggio in tutto il mondo si celebra la Libertà di Stampa. La libertà che sta venendo a mancare, almeno in Italia e, secondo Reporter senza frontiere, in molte altre nazioni.
Basta ricordare che da 3 anni si sta assistendo impotenti alla strage di giornalisti in Medio Oriente, prima a Gaza ora in Libano, da parte di Israele.
Ma ci sono tanti altri modi per uccidere la libertà di stampa. E l’Italia, purtroppo, con la sua 56ª posizione (in costante caduta libera), lo sa bene: minacce, intimidazioni, querele bavaglio, liti temerarie, carcere in caso di condanna per diffamazione. Manca ancora il recepimento del Media Freedom Act, che tutela i cronisti e le loro fonti oltreché la televisione pubblica dalla pervasività della politica.
E poi lo sfruttamento economico: lavoratori autonomi, circa il 60% della forza lavoro oggi, che hanno retribuzioni vergognose, non degne di un paese civile. L’equo compenso, una chimera irraggiungibile pare, nonostante la doppia promessa della presidente del Consiglio: a distanza di due anni non esiste ancora, una sorta di 'palla avvelenata' su cui nessuno vuole mettere le mani. Eppure tre leggi, dal 2012 ad oggi prevedono l’equo compenso per i giornalisti, partite iva e collaboratori.
Ma anche l’impoverimento della professione per via del mancato rinnovo del contratto Fieg (scaduto da 10 anni) parla di libertà di stampa in pericolo e del tentativo degli editori di limitare tutti quegli istituti contrattuali posti a tutela dell’indipendenza dei giornalisti da qualsiasi influenza esterna, ma anche interna alle redazioni.
Dignità dell’informazione significa difendere tutti i diritti, dei giornalisti di oggi e di quelli di domani. E difendere la libertà di stampa significa fornirle i finanziamenti necessari. Significa regolamentare l’uso della AI per evitare che l’informazione venga svalutata.
Il 3 maggio si ricordano anche i numerosi giornalisti uccisi. Morti per la libertà di stampa. A tutti loro un pensiero colmo di riconoscenza. Sono i nostri martiri, sono stati parte del lungo cammino verso la democrazia e nella lotta alle mafie e alla corruzione, caduti per il loro lavoro, per le notizie trovate, per non essersi fermati all’apparenza delle cose, per aver voluto portare la verità senza arrendersi al mainstream.
Un elenco lungo, troppo.

18/04/2026

17/04/2026
29/11/2025

Indirizzo

Corso Garibaldi
Ancona
60121

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