Il “Comitato per il Porto Storico Ancona” ha per oggetto lo sviluppo di tutte le iniziative volte alla valorizzazione ed all’utilizzo sociale del patrimonio storico artistico e naturale del fronte mare della città. Il Porto Storico di Ancona, progettato e realizzato nel ’700 da Luigi Vanvitelli, inglobando il porto Romano, è parte originaria, costitutiva e integrante della città di Ancona. Questo
arco portuale, che contiene al suo interno 23 reperti storico monumentali riferiti a 2500 anni di storia, costituisce il principale valore sul fronte urbano e va restituito a tutti con l’obiettivo di valorizzare il sistema di relazioni tra città e mare. Ancona non è un porto è una città porto, città insediamento a ridosso del porto, nato questo in funzione di quel fortunato destino riservatogli dalla natura che ha costruito un approdo marittimo protetto, quell’Ankon che dentro il Parco del Conero ha pochi rimandi in Mediterraneo. Il “Comitato per il Porto Storico Ancona” ha per oggetto lo sviluppo di tutte le iniziative volte alla valorizzazione ed all’utilizzo sociale del patrimonio storico artistico e naturale dell’ambiente “acqua aria terra” del fronte mare della città di Ancona ed in particolar modo:
• la difesa di un paesaggio marittimo e una morfologia del territorio unici in Adriatico (vedi la presenza del Parco del Conero);
• la valorizzazione dei principali monumenti che insistono sull’arco portuale storico, in primis i monumenti del Vanvitelli e il porto di Traiano, uniti in un percorso vivibile, in un programma finalizzato al riconoscimento da parte dell’ UNESCO di Patrimonio Universale;
• il godimento e il mantenimento della memoria dei beni di una storica città porto mediterranea, oggi non in grado di offrire un’immagine adeguata alla sua strategica posizione;
• la tutela della salute di tutti i cittadini;
• l’impedire l’insediamento dell’Home Port croceristico sul molo Nord prospicente i monumenti del Braccio Clementino Vanvitelliano;
• lo spostamento del traffico traghettidal Porto Vanvitelliano con la conseguente eliminazione delle barriere di sicurezzae del traffico pesante;
• l’abbattimento degli inquinanti provenienti dalle varie attività portuali con l’adozione dell’elettrificazione delle banchine;
• il rispristino delle centraline per il controllo delle emissioni;
• la riapertura della stazione marittima e l’attuazione del progetto della metropolitana di superficie;
• l’affermazione dei diritti patrimoniali e non, in via giudiziale, avanti a qualunque Autorità nazionale/internazionale o Ente per la valorizzazione del capitale culturale.