Artigianato Uil Marche

Artigianato Uil Marche Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Artigianato Uil Marche, Organizzazione no-profit, Via XXV Aprile 37/a, Ancona.

Artigianato Uil Marche è un progetto che nasce dall’esigenza di divulgare e valorizzare le prestazioni e i servizi che vengo offerti dal Sistema Bilaterale delle Marche in favore dei dipendenti delle imprese artigiane.

È il 2 settembre del 1980, sono le otto e mezzo di sera, siamo a Roma nel quartiere di Monteverde, un ragazzo, un uomo, ...
31/08/2026

È il 2 settembre del 1980, sono le otto e mezzo di sera, siamo a Roma nel quartiere di Monteverde, un ragazzo, un uomo, di 29 anni, Maurizio Di Leo dopo una giornata di lavoro sta per arrivare a casa dove vive con la madre; è appena sceso dall’autobus quando due persone su di una moto iniziano a sparargli contro; per Maurizio Di Leo, tipografo del quotidiano ‘Il Messaggero’, non vi è nulla da fare.
A colpirlo senza pietà sono due terroristi esponenti del gruppo di estrema destra denominato Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari).
Fu il sacrificio di un uomo che apparentemente non c’entrava nulla con il clima di terrorismo che in quegli anni avvolgeva il nostro Paese.
Subito si pensò infatti ad uno scambio di persona, anche perché i terroristi avevano fatto recapitare al quotidiano un messaggio in cui comunicavano che era stato ‘giustiziato’ un cronista.
Ma il giornalista in questione, più volte minacciato dai terroristi per i suoi articoli, e Maurizio Di Leo erano fisicamente profondamente differenti ed inoltre abitavano in due zone di Roma distanti tra di loro; come poteva essere avvenuto un errore tanto grossolano.
Fu vero errore o fu piuttosto un messaggio che gli assassini lanciarono all’informazione e al ‘Il Messaggero’ di Emiliani in prima linea nella lotta al terrorismo, in particolar modo?
Siamo nel 1980, è passato soltanto un mese dalla strage di Bologna, e in quello stesso anno furono assassinati Walter Tobagi e Vittorio Occorsio.
Sono passati oltre quarant’anni da allora e gli assassini di Maurizio Di Leo non hanno ancora un volto; le indagini, i processi, le reticenze sono volate nel tempo, il suo nome svanito nella memoria.
A ricordarlo una targa nell’atrio de ‘Il Messaggero’ scoperta nel 2020 da Giorgio Benvenuto perché Maurizio Di Leo era un sindacalista; un sindacalista della Uil.

15/08/2026
LA CRISI DELL’ARTIGIANATO NELLE MARCHENella nostra Regione la crisi dell'artigianato resta profonda, secondo FSBA quasi ...
08/07/2026

LA CRISI DELL’ARTIGIANATO NELLE MARCHE
Nella nostra Regione la crisi dell'artigianato resta profonda, secondo FSBA quasi 1.900 aziende hanno già utilizzato l'AIS nel 2026. Oltre 10 mila lavoratori coinvolti e più di 5,4 milioni di euro tra AIS e ACIGS

I dati aggiornati al 7 luglio 2026 del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l'Artigianato (FSBA) restituiscono il quadro di un sistema produttivo marchigiano che, pur mostrando alcuni segnali di riduzione rispetto al 2025 nell'utilizzo economico delle prestazioni, continua a fare ampio ricorso agli strumenti di sostegno al reddito.
Nelle Marche sono 1.893 le aziende che hanno già utilizzato l'Assegno di Integrazione Salariale (AIS), coinvolgendo 9.924 lavoratori, pari a circa un quinto dei dipendenti delle imprese artigiane della regione. Un dato che colloca le Marche tra le regioni italiane con il più elevato ricorso all'ammortizzatore sociale, precedute soltanto da Veneto, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna.
A questi numeri si aggiungono quelli relativi all'ACIGS, l’ammortizzatore per le crisi aziendali dell'artigianato: nelle Marche risultano infatti 19 domande protocollate (di cui 11 per contratto di solidarietà e 8 per crisi aziendali), riferite a 11 aziende e 370 lavoratori, con 18 domande approvate e un solo rigetto, per un valore economico già rendicontato di 565.149,89 euro. Si tratta del quarto dato nazionale per numero di domande, dopo Toscana, Emilia-Romagna e Veneto.
Dal punto di vista economico, fino alla competenza di maggio 2026, nelle Marche sono stati erogati 4.927.465 euro di AIS. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia una flessione del 4%, inferiore alla media nazionale (-12,2%). Un calo che non può essere interpretato automaticamente come un miglioramento della situazione economica, ma che va letto insieme agli elevati livelli di utilizzo dello strumento: le imprese continuano, infatti, a ricorrere massicciamente agli ammortizzatori sociali per affrontare una fase di persistente rallentamento produttivo.
Nel dettaglio, nei primi cinque mesi del 2026 sono state presentate nelle Marche 2.270 domande, riguardanti 14.834 lavoratori, per un totale di 60.418 giornate e oltre 434 mila ore di integrazione salariale rendicontate.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla durata degli interventi. Ben 269 aziende marchigiane hanno già superato i 100 giorni di utilizzo dell'AIS, 125 aziende hanno utilizzato 130 giorni, mentre 307 imprese hanno oltrepassato i 130 giorni, segnale evidente di crisi produttive non più episodiche ma strutturali.
L'analisi dei settori conferma inoltre come le maggiori difficoltà continuino a concentrarsi nei comparti tradizionali dell'artigianato manifatturiero (la meccanica, il tessile-abbigliamento, il calzaturiero e il legno-arredo, filiere nelle quali le Marche rappresentano storicamente una delle principali realtà produttive italiane).
Questi numeri dimostrano che la crisi dell'artigianato marchigiano non può essere considerata superata. Migliaia di lavoratori continuano a dipendere dagli ammortizzatori sociali e centinaia di imprese sono costrette a prolungarne l'utilizzo ben oltre i cento giorni. Siamo di fronte a una situazione che rischia di tradursi in una perdita duratura di capacità produttiva e occupazionale, con conseguenze dirette sulle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Ogni mese di cassa integrazione comporta infatti una riduzione significativa del reddito familiare, aggravando ulteriormente la già evidente perdita di potere d’acquisto e producendo conseguenze dirette sul reddito delle famiglie e sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Il leggero calo della spesa rispetto al 2025 non modifica il quadro complessivo: resta elevata la fragilità di comparti strategici per l'economia regionale, a partire dalla meccanica, dal sistema moda e dal calzaturiero. È quindi indispensabile continuare a rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito, accompagnandoli con politiche industriali, investimenti e misure capaci di rilanciare competitività e occupazione.
I dati del FSBA rappresentano un indicatore prezioso dello stato di salute del tessuto produttivo regionale: dietro ogni domanda di integrazione salariale ci sono imprese che cercano di evitare licenziamenti e lavoratori che attendono risposte concrete per salvaguardare reddito e occupazione. Per questo il monitoraggio costante dell'utilizzo di AIS e ACIGS deve continuare a rappresentare uno degli strumenti principali per intercettare tempestivamente le situazioni di crisi e costruire interventi mirati a sostegno del sistema artigiano marchigiano.
La tutela del lavoro, la difesa delle professionalità e la salvaguardia delle filiere produttive devono restare priorità assolute per evitare un progressivo indebolimento del sistema manifatturiero marchigiano. È necessario un intervento pubblico strutturato, accompagnato da politiche industriali, investimenti mirati e strategie territoriali condivise, strumenti capaci di accompagnare concretamente il comparto nella transizione in atto. L’artigianato continua a rappresentare un patrimonio economico, produttivo e sociale fondamentale per le Marche. Difenderlo significa difendere lavoro, qualità produttiva, coesione sociale e presidio del territorio.
Senza un cambio di passo il rischio è quello di assistere a una progressiva perdita di imprese, occupazione e valore produttivo. Solo con una strategia condivisa il comparto può tornare a essere uno dei motori principali dello sviluppo regionale, dell’innovazione e della qualità del lavoro.
Antonella Vitale

Stand della UIL Marche dedicato alla “vera e storica” produzione artigianale del territorio.Le lavorazioni, sul luogo, d...
04/07/2026

Stand della UIL Marche dedicato alla “vera e storica” produzione artigianale del territorio.
Le lavorazioni, sul luogo, dei “Cappelli di Paglia” di Montappone e dei famosi “Merletti al Tombolo” di Offida; l’assaggio
del “Ciauscolo”, della “Caciotta”, della “Pizza con formaggio” tutti annaffiati con la “Vernaccia di Serrapetrona” hanno causato file ed ingorghi in tutte e 3 le giornate congressuali a Padova!
Marche over the TOP🔝 🔝🔝👍👍👍

Intervento applauditissimo della Segretaria Generale della UIL Marche, Claudia Mazzucchelli, al Congresso di Padova
04/07/2026

Intervento applauditissimo della Segretaria Generale della UIL Marche, Claudia Mazzucchelli, al Congresso di Padova

È iniziato il passaggio di consegne nella UIL Artigianato Marche!
04/07/2026

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L’Artigianato Marche nello spazio cosmico creato dall’IA!
04/07/2026

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Il nuovo gesto simbolico della Parità dei Diritti tra uomo e donna allo stesso livello
04/07/2026

Il nuovo gesto simbolico della Parità dei Diritti tra uomo e donna allo stesso livello

RAPPORTO EBAM sull’ ARTIGIANATO MARCHIGIANO.Il tradizionale appuntamento con l’Assemblea dei Soci di Ebam, Ente Bilatera...
19/06/2026

RAPPORTO EBAM sull’ ARTIGIANATO MARCHIGIANO.

Il tradizionale appuntamento con l’Assemblea dei Soci di Ebam, Ente Bilaterale Artigianato Marche, è stata l’occasione per presentare il Rapporto Ebam sui dati delle imprese artigiane con dipendenti (escluso il settore delle costruzioni). La sintesi è che, considerando la difficile congiuntura, le tensioni internazionali e l’aumento del prezzo dell’energia e dei carburanti, cresce il ruolo della bilateralità per orientare le scelte delle imprese artigiane e per fornire proposte adeguate in termini di politica industriale del lavoro.
La sintesi dei dati è stata illustrata da Cinzia Marincioni, Direttrice di Ebam Marche.
“Le prestazioni – ha detto – registrano un incremento straordinario rispetto alla rilevazione dell’anno precedente con un totale di 6.312 domande e contributi erogati per 2.834.452 euro, pari al doppio dell’anno precedente. Le imprese hanno ricevuto contributi per innovazione tecnologica, occupazione aggiuntiva, formazione professionale per 1.484.183 euro mentre le persone (lavoratori, titolari, soci e collaboratori familiari) hanno ricevuto contributi per spese sanitarie, spese per l’istruzione, la maternità, asili nido, bollette energia elettrica, congedi parentali, integrazioni salariali per sospensione dal lavoro e per malattia per 1.436.741 euro. A conferma di una maggiore diffusione e conoscenza del ruolo dell’Ente bilaterale e di una crescente urgenza di sostegno alle spese dei lavoratori e delle loro famiglie e quella per gli investimenti alle imprese”.
Per Riccardo Battisti, Presidente Ebam: “Nell’anno 2025 il nostro ente ha potuto erogare prestazioni di sostegno al reddito dei lavoratori e contributi alle imprese per una somma aggiuntiva pari a 1.400.000,00 euro, grazie all’entrata in vigore della nuova contribuzione regionale. Tale disponibilità ha consentito di essere concretamente al fianco delle imprese e dei lavoratori in una fase in cui la congiuntura internazionale ha ulteriormente aggravato la già debole crescita economica del nostro Paese, con ripercussioni ancora più marcate per la nostra regione. Gli strumenti della bilateralità introdotti sono stati ampiamente apprezzati e utilizzati: dalle imprese per sostenere investimenti e percorsi di formazione; dai lavoratori come integrazione al reddito e copertura di spese sanitarie, scolastiche ed energetiche. Per l’anno in corso si prevede un ulteriore incremento dell’impegno di spesa, in considerazione della ripresa dell’inflazione e della conseguente riduzione del potere d’acquisto, fenomeno che incide con maggiore intensità sulle famiglie a più basso reddito. Essere al fianco di imprese e dei loro dipendenti è l’obiettivo strategico di EBAM Marche e vogliamo esserlo rispondendo sempre in maniera efficace e tempestiva”.
Per Leonardo Bartolucci, Vicepresidente Ebam: “L’incremento del numero delle prestazioni economiche a favore di dipendenti e imprese artigiane era un obiettivo che l’Ebam si era posto e che vedrà un suo ulteriore aumento nel corso di quest’anno. Questo dimostra che la bilateralità marchigiana è riuscita a trovare le risposte adeguate ai bisogni delle aziende in un contesto così complesso come quello che stiamo vivendo ma anche alle necessità dei lavoratori con contributi legati alle esigenze di chi ha figli, genitori non autosufficienti oppure spese legate alla salute o all’abitazione solo per citarne alcune tra le diverse previste. Mantenendo sempre attenzione alla sostenibilità Ebam si conferma un importante presidio di valorizzazione dell’artigianato e di sostegno economico ai lavoratori”.
Nel dettaglio le rilevazioni a cura del Centro Studi hanno registrato che i dati delle imprese indicano una lieve flessione del 2,5% a ottobre 2025 rispetto all’ottobre 2024 in tutti i comparti. Il totale rilevato è di 10.092 (erano 10.353 nel 2024) di cui il settore della meccanica rappresenta il 35,5% con 3.586 imprese, quello dei Servizi alla persona il 17% con 1.731 imprese, quello dell’Alimentare il 13% con 1.309 imprese, il settore Moda l’11% con 1.128 imprese, il Settore Legno il 6% con 644 imprese etc.
L’occupazione pari a 48.414 lavoratori (erano 49.144 nel 2024) cala dell’1,5% rispetto al 2024 (- 730 lavoratori). Resta il primato dell’occupazione al settore della meccanica con il 36,8% (17.846 lavoratori), davanti al settore della Moda con il 15% (7.263 lavoratori). A seguire l’Alimentare con il 13% (6.367 lavoratori), i Servizi alla persona con il 9% (4.555 lavoratori), il Legno con il 7,7% (3.775 lavoratori) e Servizi alle imprese con il 5,4% (2.645 lavoratori).
Il settore più colpito riguarda le imprese della Moda con un calo del 6,8% (- 83 aziende). La meccanica scende del 3,2% (-121 aziende), aumentano i Servizi alle imprese del 14,3% (+66 imprese) mentre, per quanto concerne gli occupati, nella Moda il calo è del 7,7% (- 607 lavoratori), nel Legno del 7,7% (-290 lavoratori) nella Meccanica dell’1,8% (-328 lavoratori) mentre aumenta nell’Alimentare del 2,5% (+155 lavoratori) e nei Servizi alle imprese del 13,5% (+315 lavoratori).
La media degli addetti resta a 4,8 e svetta il settore Moda con 6,4, il Legno con 5,8 settori più strutturati.
I lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato rappresentano l’87%; nel settore della meccanica e della Moda raggiunge il 91% e nel Legno l’89% e scende al 74% nell’Alimentare.
Il 70% è impiegato a tempo pieno con punte dell’81% nella Meccanica, dell’83% del Legno e 74% della Moda. Nei servizi alla persona rappresenta invece il 33% e nell’Alimentare il 48%.
La quota di occupati nella fascia da 1 a 5 lavoratori è pari al 34% mentre quella da 6 a 15 al 43,5% ed oltre 15 dipendenti al 22% e quindi l’occupazione si concentra per il 65,5 % nelle fasce più alte.
Il lavoro maschile rappresenta il 58% e femminile il 42%. Nei settori dei servizi alle persone aumenta all’86%, nella Moda al 62% e nell’Alimentare al 61%.
Il ricorso gli ammortizzatori sociali attraverso F.S.B.A., il Fondo di solidarietà per l’artigianato, ha visto erogazioni per 11 milioni di euro (-27% rispetto al 2024 che erano stati 15 milioni) ed il settore Moda (calzature ed abbigliamento) ha richiesto il 60% delle risorse pari a 6,7 milioni di euro. La provincia di Fermo ha richiesto il 39% e quella di Macerata il 29% (+5% rispetto al 2024), province dove si concentrano le imprese del settore Moda.
Le ore di sospensione del lavoro si sono ridotte del 29%: quelle richieste sono state 1.003.203 e nel 2024 erano state 1.416.580
Nel primo trimestre 2026, rispetto a quello del 2025 si rileva un lieve calo ma il settore Moda raggiunge il 66% delle risorse richieste, la Meccanica il 15% ed il Legno l’8%.

Indirizzo

Via XXV Aprile 37/a
Ancona
60122

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